
Il mese scorso vi avevamo anticipato della grande retrospettiva di Maurizio Cattelan in programma al Guggenheim di New York. Inaugurata il 4 novembre, l’installazione ha persino superato le aspettative. Con un unico gesto neo-duchampiano, l’artista milanese ha creato un nuovo modo di guardare l’arte passeggiando intorno alla celebre rampa a spirale di Frank Lloyd Wright all’interno del museo. Pendono da ogni dove le 130 opere, appese con corde nell’atrio del museo: nessuna di esse si trova su una parete. Senza etichette né didascalie di alcun tipo, l’intera produzione di Cattelan si trasforma in un’unica grande installazione sospesa.
Lo spettacolo che ne deriva è “un duetto tra arte e architettura”, ha osservato la direttrice del museo Richard Armstrong durante l’anteprima stampa, ricordando agli ascoltatori gli esperimenti simili fatti dal museo, ad esempio con l’installazione di Daniel Buren nel 2005. Mentre la curatrice della mostra Nancy Spector ha definito Cattelan il “poeta tragico del nostro tempo” e, dopo la presentazione di una slide con le opere dell’artista, ha definito la mostra un “culmine e un lamento” della sua produzione, “una metafora dell’incertezza che stiamo affrontando”. Eccovi una ricca gallery della mostra-evento.
Dopo le polemiche relative ai manifesti pubblicitari, che hanno portato visibilità gratuita ad un artista che alla fin fine non ne avrebbe tanto bisogno, si apre ufficialmente venerdì 24 settembre Contro le Ideologie, la mostra di Maurizio Cattelan a Milano.
Sempre questo venerdì, alle ore 16:00 nella Sala Napoleonica di via Brera 28 a Milano, la mostra verrà presentata in un incontro pubblico tra l’artista, l’assessore Finazzer Flory (che aveva difeso, anche se non ‘a spada tratta’, i manifesti incriminati) e Francesco Bonami, il curatore del percorso.
La mostra, che sarà visitabile fino al 24 ottobre, è in realtà la prima vera personale di Cattelan (artista di base a New York) in uno spazio pubblico milanese. Nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, riaperta appositamente per l’esposizione, verrà allestita La nona Ora (1999 ). Poi ci saranno anche Tamburino - Drummer ( 2003) e la Donna Crocifissa (2007).
Parallelamente, sempre questo venerdì, Cattelan corona il sogno di vedere una delle sue ultime creazioni, L.O.V.E., la mano col dito medio alzato e le altre dita mozzate, che sarà collocata di fronte a Palazzo di Mezzanotte, in Piazza Affari, fino a domenica 3 ottobre.
‘Contro le ideologie’, Cattelan sbarca a Milano



Dopo aver portato scompiglio negli scorsi mesi alla Biennale di Carrara, Maurizio Cattelan torna a Milano. Per il 24 settembre sarebbe prevista l’inaugurazione della sua mostra a Palazzo Reale, ma sono ancora diversi i dubbi riguardo la scelta e la collocazione delle sue opere.
Per far pubblicità all’evento poi, Cattelan avrebbe scelto di diffondere un manifesto che ritrae Adolf Hitler in ginocchio. Di qui la ferma indignazione del presidente delle Comunità Ebraiche milanesi, Roberto Jarach. Ma c’è dell’altro. Il Comune avrebbe deciso di destinare il ricavato degli ingressi della mostra alla costruzione del Memoriale della Shoah.
Il manifesto incriminato ha un nome, Him, ed è una fotografia di una celebre installazione dell’artista, una statua che ritrae il dittatore nazista in ginocchio. La Moratti si è detta soddisfatta del blocco dell’affissione: “basta con le provocazioni”. Ma intanto un grande risultato è stato raggiunto, della mostra si parla già in tutta Italia, senza che ancora un solo manifesto sia stato attaccato.
A proposito, si dice che quelli nuovi siano poster senza foto, solo l’indicazione della data e del luogo, su sfondo nero.

Nell’isola greca di Idra, il collezionista Dakis Joannou ha aperto un centro per l’arte contemporanea, la DESTE Foundation. Il luogo è insolito, ed è insolito anche l’edificio scelto per il progetto, un ex mattatoio (forse meglio dire era insolito, ora si recupera tutto). Ma, a vedere dalle immagini, l’effetto deve essere suggestivo.
Oltre al programma espositivo che sembra avere un approccio particolare, è stato avviato l’anno scorso il Slaughterhouse Project, che commissiona per l’estate lavori originali ad artisti di richiamo. Vi hanno preso parte Matthew Barney e Elizabeth Peyton e ora è in mostra la nuova installazione di Maurizio Cattelan, We.
L’artista non poteva trovare sede migliore (ex luogo di morte) per poter esibire un filone che gli sta a cuore: se stesso e la morte. E’ una doppia scultura che rappresenta Cattelan, quella che riposa su letto di legno. Con la partecipazione della gente, sembrerà di essere ad una veglia funebre. Se volete prendervi parte, We si può visitare fino al 20 settembre, ma essendo estate, il museo chiude per un certo periodo.
In occasione di questo evento è stata lanciata anche la nuova rivista di Cattelan, Toilet Paper, che vede la collaborazione del fotografo Pierpaolo Ferrari e il finanziamento di Dakis Joannou. Cattelan scommette su di un settore in crisi, ma questo azzardo mi incuriosisce. Qualcuno ne ha sentito parlare, l’ha trovata, sfogliata o letta?
Alla fine il sì è arrivato. Vi avevamo messo al corrente delle polemiche che la proposta di Cattelan aveva scatenato: la sua idea, quella di mettere una grossa scultura in marmo a forma di dito medio in piazza Affari, aveva fatto molto discutere.
Ma ora la giunta si è pronunciata: la scultura verrà esposta, ma soltanto per una settimana (dieci giorni al massimo), durante le sfilate della moda di settembre (dunque, tra il 22 e il 28 settembre). E mentre a Milano ci si scanna, Christie’s, più furba, ha previsto per l’asta di luglio un esemplare in miniatura della scultura. Il prezzo di partenza? 14-17mila euro…
Leggo stamattina da qualche parte che ieri, ad Amsterdam, è stato venduto un lotto di Cloaca di Wim Delvoye a 7500 euro. Provo a informarmi un po’ e cosa scopro? Scopro che la cloaca rimanda proprio alla cloaca (senza tante metafore), e che l’artista Wim Delvoye è un tipo molto particolare.
Praticamente ha messo a punto la Cloaca, un macchinario (lo vedete in questa gallery) che riproduce all’incirca le funzioni del nostro stomaco, con relativa espulsione degli scarti. Ed ecco il lotto della cloaca che è stato appena venduto, alla faccia di Piero Manzoni e alle provocazioni di Cattelan.
E poi cosa vengo a scoprire? Che qualche tempo fa ha aperto un allevamento di maiali per poter realizzare un suo progetto artistico: tatuare sul dorso delle bestie il simbolo della Louis Vuitton. Non sono ancora riuscito a farmi un’idea di questo artista, non sono ancora riuscito a capire se ci prende in giro o è a suo modo geniale (o entrambi). Ma voi lo conoscete?
E’ polemica per il dito che Maurizio Cattelan vorrebbe esporre a partire da settembre in piazza Affari a Milano, nella piazza che ospita la Borsa. E non poteva essere altrimenti, perché l’arte di Cattelan vive di provocazioni.
La foto che vedete qui a fianco rappresenta soltanto un modellino, perché il dito medio, secondo il progetto, dovrebbe essere mooolto più grande. Ma grande o piccolo che sia, la delibera che doveva dare l’autorizzazione alla scultura è stata rinviata di una settimana, se ne parlerà questo venerdì.
Contrari al dito medio (che ancor prima di essere esposto è già diventato leggendario), è stato soprattutto Carlo Masseroli, area Cl, e con lui molti assessori. A favore, pare, Letizia Moratti, ma fin quando le carte non verranno realmente scoperte, venerdì, bisogna aspettarsi delle sorprese. Alcuni hanno proposto di spostarla davanti a palazzo Marino, anche se non si capisce come mai, così facendo, i detrattori dell’opera cambierebbero opinione. Pare che, in attesa di venerdì, si sia trovato un accordo.
Continua a leggere: Cattelan e il dito medio in piazza Affari
La prossima Biennale Internazionale di Scultura di Carrara dal titolo Post Monument si svolgerà, dal 26 giugno al 31 ottobre 2010. Come vi avevamo anticipato, il curatore, Fabio Cavallucci, aveva pensato di invitare uno dei pezzi grossi del panorama artistico nazionale, niente di meno che Maurizio Cattelan.
Se non che l’artista padovano, che ha fatto della provocazione uno degli ingredienti principali della sua arte, se ne è uscito con una proposta piuttosto stravagante. Rimuovere dalla centralissima Piazza Alberica la statua dedicata al patriota Giuseppe Mazzini e sostituirla con una in onore di Bettino Craxi. Inutile dire che si è subito scatenata l’indignazione generale, con molti cittadini che si sono schierati in prima fila contro la proposta. Poche le voci in appoggio, limitate a chi sosteneva che “basta che lasci la sua firma a Carrara”, per impreziosirla.
Il no definitivo è arrivato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Carrara, secondo cui “ il rischio che la statua di Mazzini potrebbe subire a seguito dello smontaggio, spostamento e successiva ricollocazione” è troppo alto. Maurizio Cattelan ha così abbassato le sue mire ed ha deciso di collocare la statua del leader del Psi al Cimitero monumentale di Marcognano, sempre a Carrara.
Oggi così l’opera, un monumento funebre in stile liberty, accoglie i visitatori all’ingresso del camposanto e Bettino Craxi, per il quale Cattelan aveva destinato un piedistallo nella piazza più bella di Carrara, è stato messo in mezzo ai morti. L’intera vicenda ci porta a pensare: ma è veramente tramontata l’epoca dei monumenti? e gli italiani hanno davvero perso il senso di appartenenza alla loro storia nazionale e repubblicana? ed ancora….basterà l’”effetto Cattelan” per portare un po’ di visitatori in più nella splendida Carrara?

Cosa sta succedendo nel mercato d’aste americano? Prima Christie’s poi Sotheby’s hanno raggiunto vendite record per molti dei loro pezzi. Il 12 maggio è stata la serata degli autoritratti, quello di Warhol aggiudicato per 32 milioni di dollari, e quello di Maurizio Cattelan, venduto per 8 milioni. E con quest’ultimo, l’italiano più noto nel mondo dell’arte (vivente), è diventato anche quello con l’opera più cara.
La scultura è nota, e rappresenta l’artista che sbuca da una buca. Realizzata nel 2001, Untitiled, per essere installata, richiede una vera buca. E Sotheby’s l’ha scavata per dare una visione reale dell’opera. Uno sforzo ampiamente ripagato, vista la differenza tra il valore stimato, 3/4 milioni, e quello effettivamente realizzato, il doppio. E spettacolo nello spettacolo, ha pure filmato l’operazione, intitolata: How To Install a Contemporary Work of Art: Maurizio Cattelan’s Untitled, 2001.
Pazzesco. Io guardo la faccetta della scultura, e mi sembra di vedere uno che pensa, ancora una volta vi ho fregato.
Via | Corriere.it

Chissà come commenterebbe l’ultima provocazione di Maurizio Cattelan il pensieroso Mazzini che vedete qui sopra. Sì, perché lo scultore padovano ha proposto, in occasione di un sopralluogo per la XIV Biennale internazionale di scultura di Carrara (26 giugno-31 ottobre) di sostituire la statua di Giuseppe Mazzini con quella di Bettino Craxi.
Di certo i cittadini di Carrara, terra di repubblicani e di anarchici, non la prenderanno troppo bene, e visto che i 150 anni dell’unità di Italia si avvicinano, è facile prevedere un coro di proteste. L’alternativa pensata da Cattelan, però, non migliorerebbe di certo la situazione. All’inizio aveva pensato, infatti, di porre il suo “Craxi” al posto della statua di Giuseppe Garibaldi.
Si pone dunque l’annosa questione: è giusto rispettare l’arte anche quando si pone contro i valori storici di una terra, di un popolo, di una tradizione? In genere credo sia giusto rispettarla sempre, dissentendo quando non si è d’accordo. In questo caso però Cattelan usa l’arte non per veicolare un messaggio, ma per il semplice gusto di scandalizzare (”farò qualcosa di cui parlerà tutto il mondo”, aveva detto Cattelan), e qui, secondo me, il discorso artistico perde valore.