David Lynch ha anticipato il genere macabro ma con classe con “Twin Peaks”. Poi è arrivata la serie “CSI”, che deve essere stata di ispirazione per molti artisti di nuova generazione. E con il clima di perdita e lutto che si avverte nell’arte contemporanea, non stupisce che il genere diventi sempre più raffinato. Lo stile funereo elaborato nelle sue varie forme, ma sempre sofisticato, piace.
E’ il caso di Izima Kaoru, uno dei primi fotografi ad iniziare il genere moda e morte.
Melanie Pullen riproduce scene di crimine reali, vestendo le sue modelle con abiti firmati (una fotografia si intitola proprio Prada). La serie High Fashion Crime Scenes si basa su immagini di repertorio del dipartimento della polizia di Los Angeles, che la Pullen ha studiato nei minimi dettagli per creare l’effetto reale di morte nelle sue foto.
Il macabro, il cupo, la morte, mi sembrano essere una tendenza sempre più forte nel mondo dell’arte (e della moda). Hirst con il teschio di diamanti è il caso più celebre degli ultimi tempi, ma come ha notato Valentina Tanni, anche la Biennale di Venezia riflette questo clima.
E, come a chiudere il cerchio, anche il design. Il cuscino a macchia di sangue sembra proprio adatto ad una scena di crimine. Al posto del morbido lo spettacolare.
Via | andreaxmas, Daily Candy