
Mentre i visitatori continuano ad affollare la mostra che si è rivelata campione d’incassi di quest’anno, Leonardo da Vinci: pittore alla corte di Milano alla National Gallery di Londra, il sito del Guardian ha deciso di dedicare uno speciale interattivo all’evento. Il critico d’arte Jonathan Jones fornisce uno sguardo dettagliato su alcuni dei disegni più belli del grande maestro del Rinascimento, selezionando una serie di opere che vanno dalle caricature grottesche a nudi sublimi.
Com’è noto, nei suoi disegni anatomici Leonardo mostra una grande precisione scientifica, ma anche compassione per la vita umana e la mortalità. Jonathan Jones esamina i delicati disegni di crani realizzati dall’artista e rivela come Leonardo utilizzasse una scrittura rovesciata - leggibile solo ricavandone l’immagine speculare - per proteggere ‘i suoi segreti’.
La guida interattiva realizzata dal team del Guardian è su questo link. Cliccando sulle immagini si ottengono informazioni complete sull’opera, e uno strumento lente consente di ingrandire il disegno per ottenere una visualizzazione dettagliata e in alta risoluzione. Per ogni sezione è possibile ascoltare l’audio dell’analisi critica proposta da Jones. Ma è solo il primo capitolo. Il Guardian, infatti, ha deciso di pubblicare una nuova gallery interattiva su Leonardo ogni settimana fino alla conclusione della mostra, prevista per il febbraio 2012.

Si parla ancora di Leonardo da Vinci. Concluso il progetto di restauro durato 18 mesi per riportare all’antico splendore la Vergine delle Rocce, la prima rivelazione dice che il maestro toscano dipinse il quadro da solo e non, come si era pensato finora, con l’aiuto di altri pittori.
Il dipinto, una versione successiva di quello esposto al Louvre di Parigi, sembra che non sia stato completamente finito. Il processo di pulizia ha rivelato dettagli a lungo nascosti sotto uno strato di vernice applicata tra il 1948 eil 1949 e da allora in via di degradazione. Questo restauro approssimativo aveva ridotto consistentemente la sottile ombreggiatura dell’immagine, in particolare le aree più scure.
Il restauro ha dunque rivelato che le diverse parti del dipinto sono state completate in tempi diversi, con la mano dell’angelo appena abbozzata e le principali figure quasi finite.

Si aggiungono in continuazione, ma ecco una lista, parte I, delle 5 mostre/eventi da vedere gratuitamente se passate qualche giorno a Londra quest’estate 2010.
Oltre al fatto che sono appuntamenti interessanti, che ho testato personalmente, l’elemento gratis (o free come dicono qui), aggiunge valore. Senza alcun ordine di preferenza sono:
Close Examination-Fakes, Mistakes and Discoveries - tecnologia a arte alla National Gallery, fino al 12 settembre
Harrier and Jaguar - gli aerei di Fiona Banner alla Tate Britain, fino al 31 gennaio 2011
Wolgang Tillmans - Serpentine gallery (non mi ha entusiasmato, ma entusiasma altri), fino al 19 settembre
Newspeak, British Art Now - Saatchi Gallery, fino al 17 ottobre
1:1 Architects Build Small Spaces - Victoria and Albert Museum (per chi ha sempre voluto provare una casa sull’albero), fino al 30 agosto
Dato che di eventi gratuiti ce ne sono degli altri, post parte II a seguire.

Era già stata anticipata in un precedente post come mostra unica nel suo genere, e dopo aver fatto visita, confermo le previsioni.
Ha aperto da un paio di giorni, ma Close Examination: Fakes, Mistakes and Discoveries è la mostra della National Gallery, di cui tutti parlano in questi giorni a Londra. Non tanto per la qualità delle opere, ma proprio per l’originalità tematica proposta. Una visione che mette in evidenza il lavoro che gli studiosi e gli esperti devono mettere in pratica quando valutano un dipinto (passo richiesto da musei, gallerie e privati quando vogliono comprare un dipinto, o rivalutarlo o quando vengono compiuti studi di ricerca). E il lavoro degli esperti diventa fondamentale quando c’è poca documentazione storica. Quando ad esempio un quadro appare all’improvviso, dopo essere stato dato per disperso. L’esperienza degli studiosi è stata affiancata nel tempo da metodi scientifici, che pur non essendo perfetti aiutano. Ma due cose vengono messe in evidenza nell’esposizione, e cioè che l’occhio umano, quello degli esperti, si è quasi sempre rivelato efficiente, anche in assenza di aiuti scientifici, e b) il limite di questi ultimi. Che tradotto vuol dire: ancora dubbi su alcuni lavori.

La National Gallery di Londra dal 30 giugno al 12 settembre, va in scena con una mostra unica nel suo genere, Close Examination: Fakes, Mistakes and Discoveries (Uno sguardo da vicino: falsi, errori e scoperte). L’allestimento è il frutto della stretta collaborazione fra scienziati, restauratori e storici dell’arte della National Gallery.
Fondata nel 1934, col tempo questa istituzione è arrivata a ricoprire un ruolo centrale nello studio dei materiali e le tecniche della pittura europea ed occidentale. Raggi X, infrarossi, microscopia elettronica e spettrometrie, tecniche che hanno saputo smascherare falsi e attribuzioni errate e che hanno portato alla nascita di questa mostra. 40 dipinti di cui si racconta la singolare storia in sei sezioni: Inganno e frode,; Trasformazioni e modifiche; Errori; Segreti e enigmi, Riscatto e recupero; ed infine un’intera sezione dedicata al Botticelli.
Tra gli altri, in mostra ci sono opere di Raffaello, Dürer, Gossaert e Rembrandt ed altri. A volte la ricerca di scienziati ed esperti ha portato a risvolti tragici per alcuni colleziuonisti. Un dipinto acquisito come un lavoro del 15° secolo, si è dimostrato essere un falso dipinto ai giorni nostri, dopo l’analisi scientifica dei materiali utilizzati. Ma sono ancora molti gli enigmi irrisolti.

Un avvenimento senza precedenti alla National Gallery di Londra: alcuni dipinti contraffatti, acquisiti dall’istituzione museale nel corso degli anni per errore, saranno in mostra presto, in un’esposizione a loro dedicata.
In un atto di straordinaria sincerità (e quasi “perverso orgoglio“, come nota l’Indipendent), i direttori della National Gallery hanno ammesso i loro sbagli, fra cui quello, destinato a diventare celebre, del falso Botticelli, comprato per una cifra addirittura superiore a quella per cui, negli stessi giorni, ne fu comprato un altro autentico.
Anche un Hans Holbein di particolare bellezza, anche nella versione “taroccata” sarà esposto alla mostra “Close Examination: Fakes, Mistakes and Discoveries”, che sarà distribuita in ben 6 stanze del museo, per un totale di 40 opere. La domanda che ci viene in mente, naturalmente, è questa: “Quante altre opere per cui paghiamo il biglietto sono in realtà false?”.

Una piccola chiesa di Bradford-on-Avon si è vista ricoprire da una pioggia di migliaia di sterline quando, inaspettatamente, degli storici dell’arte hanno scoperto che un dipinto contenuto in essa è opera di Quentin Matsys, il grande fiammingo autore della celeberrima “Duchessa Brutta” della National Gallery.
Il quadro, che rappresenta Cristo, è solo parte di un dipinto più grande, conservato alla National Gallery insieme ad altre opere dello stesso artista del XVI secolo. L’altra metà rappresenta Maria e le due parti furono separate, secondo gli esperti, quasi un secolo fa, per via dell’avidità di un mercante che voleva ricavare il più possibile dalla vendita delle stesse.
Ora il Cristo si trova nel laboratori del National Gallery, in attesa di essere studiato ancora meglio e, con molta probabilità, riunito con la sua metà.

Per quanto gli artisti siano tutti - o quasi - provvisti di molto pelo sullo stomaco (se non altro perché la maggior parte di loro è partita da zero) e di capacità di adattamento, pochi hanno subito una discesa libera nelle quotazioni come il neoclassico Paul Delaroche.
Il 1834 è l’anno in cui questo straordinario pittore francese realizza il suo dipinto di maggior successo - l’Esecuzione di Lady Jane Grey. Il quadro fa perfino ingelosire Ingres, alla mostra in cui esso e il suo Martirio di San Sinforiano sono esposti insieme, ma il secondo resta quasi inosservato e abbiamo detto tutto. Nel 1928 lo stesso dipinto, però (Lady Grey), giace quasi del tutto dimenticato nei magazzini della Tate Britain, in attesa di rischiare di scomparire per sempre durante una successiva alluvione (lo stesso anno).
Solo oggi, dopo cento altre peripezie e dimenticatoi di varia natura, il dipinto può essere goduto appieno, nella stanza 41 della National Gallery di Londra. E’ un’icona di moda, usata anche dallo scomparso Alexander McQueen per una campagna pubblicitaria. E i visitatori del grande museo gli rendono giustizia, ogni giorno.

Il sindacato cui fanno capo molti lavoratori della National Gallery di Londra hanno annunciato che il prossimo 16 febbraio sarà indetto per loro uno sciopero di 2 ore, per protesta contro i salari bassi. E’ un momento molto difficile per il settore, e prova ne sia la situazione che per giorni e giorni ha attanagliato musei altrettanto importanti come il Louvre di Parigi.
Secondo il sindacato in questione - i “Public and Commercial Services” - i salari dei lavoratori che andranno in sciopero sono solo di 60 sterline sopra il “living wage”, vale a dire il minimo per la sopravvivenza.
La gallery non ha dichiarato altro rispetto al fatto che cercherà di ridurre al minimo i disagi per il pubblico durante le ore dello sciopero.

La stagione Rutelli del Ministero della Cultura è decisamente all’insegna delle polemiche. Dopo la vexata quaestio della restituzione delle opere acquisite illegalmente dal Getty Museum di Malibù, ora tocca alla National Gallery di Washington, sempre sul suolo Usa.
Oggetto dell’ultima polemica è il pennello eccellente di Raffaello Sanzio. Pare infatti che nelle discalie affiancate nell’allestimento del museo di Washington il pittore urbinate sia indicato in modo vago come artista “umbro” o del “centro Italia”. Somma offesa per il sindaco di Urbino Franco Corbucci e per il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli.
Per riparare all’inesattezza è stata quindi indirizzata una lettera ai ministri Massimo D’Alema e Francesco Rutelli e al direttore della Gallery, chiedendo che si rispetti l’attribuzione filologica.