
Robert Allen Zimmerman, al secolo Bob Dylan, non è solo musicista, poeta, scrittore e attore. Fin dal 1966, anno del suo incidente in motocicletta, Dylan ha cominciato a dedicarsi a tempo perso alla pittura, sviluppando per l’arte una passione parallela a quella musicale e letteraria. Dylan ha cominciato ad esporre le sue opere soltanto lo scorso anno e sembra che a convincerlo sia stata Ingrid Mössinger, curatrice del museo di Chemnitz, in Germania. Si è scoperto così che il musicista aveva realizzato e conservato nel corso degli anni una corposa collezione di dipinti, che hanno attirato l’attenzione di molti, non solo tra i fan.
Ma adesso il menestrello di Duluth è stato pizzicato da Guardian e New York Times a copiare i soggetti dei suoi dipinti. L’ultima mostra, infatti, esposta nella galleria Gagosian dell’Upper East Side di New York era stata presentata come “un diario per immagini” dei suoi viaggi in Oriente (Giappone, Cina, Vietnam e Corea) con “descrizioni di prima mano di persone, scene di strada, architettura e paesaggio”; finché sul blog Artsbeat del New York Times gli utenti hanno iniziato a scrivere di aver già visto quelle immagini da qualche parte. Si è scoperto così che Dylan aveva copiato molti dei suoi quadri da varie fotografie, alcune anche di autori molto famosi come Cartier Bresson e Dmitri Kessel.
In musica, anche se influenzato dal repertorio folk e da molti poeti, Dylan ha dimostrato una grandissima originalità e questo fuori dubbio. Lo stesso però non può dirsi della pittura e lo dimostra il fatto che questi soggetti non sono rielaborati cambiando il punto di osservazione o l’inquadratura: non si tratta cioè di suggestioni, ma di repliche fedeli. Questo, di per sé, non sarebbe neanche un fatto che sminuisce il senso di un’operazione artistica, a patto però che l’artista lo riveli in modo chiaro e leale. L’episodio presenta alcune analogie con il “caso Luttazzi”, sorpreso ad usare nei suoi monologhi battute di alcuni famosi comici americani, estrapolate ma copiate di sana pianta. Ma resta un mistero: come fanno degli autori famosi a copiare da altri autori famosi senza pensare che qualcuno prima o poi se ne accorga?
I gusti artistici dei coniugi Obama sono estremamente diversificati: dall’astrattismo di Josef Albers alle rappresentazioni di Indiani d’America di George Catlin e ai dipinti di artisti minori come Alma Thomas, pittrice espressionista afro-americana.
Opere di questi artisti si ritrovano tra i 45 pezzi che il Presidente Obama e sua moglie Michelle prenderanno in prestito da diversi musei di Washington per arredare la loro residenza privata alla Casa Bianca e le ali est ed ovest dell’edificio.
Tra le opere selezionate, anche lavori di Mark Rothko, Jasper Johns, Edgar Degas e Giorgio Morandi. Le foto sono tratte dal sito del New York Times.
Opere selezionate dai coniugi Obama
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Si intitola Whirls and Twirls ed è una delle opere più ambiziose e stupefacenti di Sol LeWitt. Realizzata priima della scomparsa dell’artista, avvenuta un paio di anni fa, la struttura è stata installata la settimana scorsa presso la fermata di 59th Street-Columbus Circle della metropolitana di New York.
Si tratta di un grande muro formato da 250 mattonelle di porcellana colorata (riporto una foto del New York Times). Davvero una piacevole distrazione per i circa 69.000 pendolari che ogni giorno affollano la stazione.
La figlia di LeWitt, che ora amministra il patrimonio del padre, commentando l’inaugurazione dell’opera, ha ricordato come l’artista non amasse guidare e preferisse piuttosto usare la metropolitana. Che ora, grazie alla sua creatività, sarà certamente un luogo più gradevole.
Via | The New York Times
Ho scoperto le illustrazioni di Chris Buzelli qualche tempo fa e quello che mi ha colpito fin da subito è il suo stile un po’ inquietante nonostante il tratto naif e la tavolozza chiara e brillante, in composizioni in cui l’inanimato prende vita e ciò che umano diventa grottesco.
Influenzato dal nonno, al cui fianco ha dipinto a lungo, nel 1995 si è trasferito a New York da Chicago per iniziare la sua fortunata carriera di illustratore, che lo ha portato a lavorare per numerose e famose testate come Rolling Stone e New York Times, che hanno pubblicato le immagini dei suoi olii su tela, spesso portati in mostra dall’artista.
Chris Buzelli lavora anche per diverse agenzie pubblicitarie e dà ai navigatori di Internet la possibilità di seguire il suo lavoro attraverso il suo blog, in cui mostra anche gli schizzi e i progetti per i suoi dipinti.
Gli olii su tela di Chris Buzelli



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