
Da pochi giorni sul tetto dell’ ARoS - Aarhus Kunstmuseum in Danimarca, è possibile visitare l’installazione di Olafur Eliasson “Your Rainbow Panorama”, un grande anello in vetro di 150 metri, con i colori dell’arcobaleno che occupa tutto il perimetro dell’edificio.
Dice Olafur che quest’opera intende congiungere l’architettura preesistente con una nuova visione panoramica della città e della Århus Bay; un luogo in cui i confini tra interno ed esterno si confondono, suscitando incertezza e curiosità nello spettatore che si trova sospeso in questa passeggiata d’autore.
Ma il Rainbow Panorama ha una duplice valenza, perchè è visibile anche a distanza; e come un compasso esso darà una percezione differente della città a seconda del punto da cui si osserva, cambiando di colore. Altra cosa interessante, l’Aros building è strutturato secondo i criteri della Divina Commedia; un arcobaleno paradisiaco sulla cima, connesso con il mpndo sotterraneo del piano interrato, che contiene la mostra “The 9 Spaces”, con lavori di Bill Viola, Pipillotti Rist, James Turrell e Tony Oursler.
Foto | DesignBoom
L’artista Olafur Eliasson, che nel 2007 ha disegnato - insieme a Kjetil Thorsen dello studio Snøhetta - il padiglione temporaneo della celebre manifestazione artistica promossa dalla Serpentine Gallery di Londra, tornerà a vestire i panni dell’architetto.
Il sindaco di Copenhagen, Ritt Bjerregaard, gli ha chiesto di disegnare un ponte per la capitale danese, che dovrà essere costruito nel cuore della città, sul canale Christianshavn. Esso dovrà collegare un’area dominata da uffici, disegnata da Henning Larsen, con il quartier generale del produttore di zucchero Danisco.
Nel descrivere le sue idee per il ponte, Eliasson ha dichiarato di voler realizzare una struttura parzialmente trasparente, che dia l’impressione ai pedoni di camminare sull’acqua. Le foto del padiglione della Serpentine Gallery del 2007 sono tratte dal sito personale dell’artista (www.olafureliasson.net).
Via | theartnewspaper.com
Padiglione della Serpentine Gallery 2007
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Quest’anno si terrà la sesta edizione di Artelibro, come sempre a Bologna, dal 24 al 27 settembre presso Palazzo di Re Enzo e del Podestà. Fedele alla tradizione, in mostra rarità ed edizioni speciali, libri d’artista, riviste e chicche per bibliofili, collezionisti e semplici appassionati. Ma non solo.
Segnaliamo tre eventi a latere del Festival, molto interessanti: il 15 settembre al Museo della Musica inaugura “Artist’s Books by Sol Lewitt”, con un’installazione sonora di Philip Glass. Presso la Fondazione del Monte, invece, dal 23 settembre in mostra la famosa Collection des Trois Ourses: 50 libri d’artista dedicati all’infanzia, dagli anni ‘30 ad oggi.
Infine, alla Biblioteca Universitaria, l’esposizione “Mediare l’esperienza”, dedicata alla produzione di libri d’artista dello studio di Olafur Eliasson. In collaborazione con l’autore stesso, verrà presentata una sorta di riedizione dei suoi 40 libri, manipolati dal progetto grafico di Michael Heimann. Vi consiglio di visitare il sito del Festival, che come sempre propone laboratori, momenti pubblici di riflessione e letture. Tutto gratis, ingresso compreso.
E’ il secondo progetto spettacolare ospitato a New York e organizzato dal Public Art Fund.
Dopo il grattacielo di Meccano ieri è stata inaugurata l’installazione di Olafur Eliasson “The New York City Waterfalls“. Si tratta di quattro imponenti cascate dislocate in punti diversi che si possono vedere fino al 13 ottobre dalle 7 del mattino fino alle 10 di sera. E lo spettacolo, dalle immagini, sembra bello sia di giorno che di notte quando vengono illuminate.
L’artista ha scelto l’acqua come tema della sua installazione perché è ovunque e ovunque è necessaria. Elevandola come cascata Eliasson vuole amplificarne la presenza rendendola tangibile e allo stesso tempo impiegare la natura come una costruzione. Ci sono poi considerazioni anche ambientali e sociali che hanno portato l’artista a questa scelta. E’ un modo per far avvicinare il pubblico alla natura e per rivalutare e rivitalizzare l’area portuale di New York, poco utilizzata per progetti artistici rispetto ad altre zone della città.
The New York City Waterfalls - 2008 - Olafur Eliasson

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Per il 2008 la costruzione del “Serpentine Gallery Pavilion” di Londra è stato affidata all’architetto Frank Gehry.
Come ogni estate, ormai da 9 anni, la Serpentine Gallery sceglie, per la creazione di un padiglione temporaneo per eventi, un architetto o artista internazionale che non ha ancora completato una costruzione in Inghilterra. Dopo tre mesi il pavilion viene messo in vendita.
Questo programma architettonico unico nel suo genere, capace di attrarre 250.000 visitatori, ha visto l’alternarsi di personaggi del calibro di Olafur Eliasson e Kjetil Thorsen, Rem Koolhaas e Cecil Balmond, Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura con Cecil Balmond, MVRDV, Oscar Niemeyer, Toyo Ito, Daniel Libeskind e Zaha Hadid.
Ghery ha immaginato un edificio di legno e vetro molto articolato, in parte anfiteatro, in parte passeggiata. Un luogo dove rilassarsi e ripararsi durante gli eventi artistici estivi londinesi.
E’ a Marcello Mencarini che si deve la mostra curata da Katjuscia Tevini “Self-made - autoritratti da Vedova a Cattelan“, esposta fino al 22 marzo a Palazzo Martini, Riva del Garda.
Mencarini, foto-giornalista e sperimentatore dell’immagine digitale anche attraverso il cellulare, ha chiesto agli artisti partecipanti alle ultime edizioni della Biennale di Venezia di farsi un autoritratto, un self-made appunto. Gli artisti che hanno accettato di esprimersi liberamente, sia nella scelta del contesto che della posa, sono stati Maurizio Cattelan, Patricia Piccinini, Olafur Eliasson, Enzo Cucchi, Jim Dine, Anna Hamilton, Rebecca Horn, Dr. Hugo, Motohiko Odani, Charles Oldenburg, Orlan, Michelangelo Pistoletto, Carol Rama, Santiago Sierra, Katharina Sieverding, Agnes Varda, Fred Wilson e anche lo scomparso Emilio Vedova.
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Il modello di casa che appare nella pagine di questo libro è Your House, la casa di Olafur Eliasson che è anche l’autore di questo originale progetto. Con il laser e l’aiuto dell’ esperto di computer Georg Maria Sagurna, l’artista è riuscito a lavorare la carta ottenendo 454 profili diversi della sua abitazione.
Sembra che il lavoro sia stato commissionato dal Museum of Modern Art di New York e prodotto da Visionen in Papier, società che si occupa di lavorazioni in laser.
Quello che ha suscitato molto interesse nella blogosfera, è la capacità del progetto di unire la produzione e lavorazione della carta, l’arte e la tecnologia (uso del laser) in un unico libro.
Via | Core 77 e Origami Tessellations