
Parte domani 9 marzo la collettiva Art@network a cura di Serena Pisano. La mostra, realizzata presso il MLAC (Museo Laboratorio di Arte Contemporanea) dell’Università di Roma La Sapienza, ospita numerose opere di net.art visitabili online, alcune istallazioni riprodotte in locale e una serie di video ricostruendo attraverso gli autori le principali fasi della net.art e del media hacktivism dagli anni ‘90 ad oggi.
La selezione degli artisti è significativa: Roy Ascott, Maurizio Bolognini, Chaos Computer Club, Vuk Cosic, GMM, Jaromil, Jodi, Olia Lialina, Mark Napier, Claudia Quintieri, Alexei Shulgin, Strano Network, Tommaso Tozzi, Ubermorgen.
Art@network sarà aperta al pubblico fino al 26 marzo 2010.

My own private reality, growing up online in the ’90s and ’00s, è una mostra di new media art che si terrà dal 12 maggio al 1 luglio a Oldenburg.
Il tema del Web 2.0 di cui tanto si parla, di social networking, di condivisione di conoscenze (musica, video, foto, esperienze, sentimenti, opinioni e anche insulti) viene analizzato con taglio ironico dai numerosi artisti di net art che vi prendono parte (tra i quali i soliti noti Cory Arcangel e Olia Lialina). Stesso taglio giocoso anche nei riguardi di una generazione, che oltre a crescere, invecchia con internet, dove realtà e virtuale tendono a volte ad essere confusi.
Il sito della mostra presenta tutti gli artisti e i loro progetti con link per genere e foto della preparazione dell’allestimento su flickr.
Continua a leggere: Web 2.0 e generazione internet, una mostra di new media art investiga
My Boyfriend Came Back From the War (MBCBFTW) è un progetto di net art del 1996 di Olia Lialina, molto famoso all’epoca e ancora oggi, tanto da essere missato da altri artisti new media nel corso degli anni.
Sul sito della Lialina sono presenti tracce di tutte le appropriazioni che sono state fatte, una delle più recenti del 2006 ad opera di Jacqueline Steck. Il tema rimane lo stesso, la storia di due amanti che si ritrovano dopo una guerra e la loro difficoltà di ricongiungersi. Le immagini si alternano al testo, tutto è in bianco e nero e diviso in riquadri di varia dimensione.
Rimane un progetto particolare, che anche se rimaneggiato, mantiene il carattere originale. La Steck non si allontana infatti dalla cornice della Lialina, le cui immagini sono più drammatiche, rispetto a quelle fumettistiche della Steck.
La net art come era e come è oggi.