Fino al 5 aprile, al Macro (museo di arte contemporanea di Roma), le fotografie di Oscar Savio (1912-2005) getteranno nuova luce su architetture d’autore: bianchi e neri che immortalano edifici costruiti, tra gli altri, da Portoghesi, Moretti, Del Bufalo, ai quali Savio era legato anche da un rapporto d’amicizia.
Figura centrale nella fotografia architettonica, Oscar Savio sapeva riprendere i soggetti con un uso mafistrale delle luci e, diversamente da quella che viene considerata la classica fotografia architettonica, sapeva creare luoghi “impossibili” attraverso la distorsione prospettica o la selezione metafisica dell’oggetto.
Degli esempi? Le scale della Rinascente, a Milano, che sembrano avvilupparsi nel punto di fuga della prospettiva; o la piccola fonte che vedete nella gallery, situata a Fiuggi e realizzata dall’architetto Moretti, che non sfigurerebbe in un quadro di De Chirico.
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