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Tutti gli articoli con tag Palazzo delle Esposizioni

Il Novecento americano al Palazzo delle Esposizioni

pubblicato da Daniele


La collezione Solomon R. Guggenheim Museum sbarca al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Una selezione di opere dell’avanguardia americana, in un arco di tempo che va dal 1945 al 1980, attraverso le più importanti tappe evolutive dell’arte americana in un secolo di grandi e veloci trasformazioni, economiche, politiche e culturali.

Il percorso espositivo prende le mosse dagli anni dell’immediato dopoguerra, con la nascita dell’Espressionismo astratto, che pose all’attenzione internazionale il lavoro di una cerchia di artisti attivi a New York. Da qui si prosegue con la straordinaria moltiplicazioni di correnti che determinarono l’evoluzione del panorama artistico americano: dalle contaminazioni provocatorie della Pop art alle riflessioni estetico-teoriche che caratterizzano l’Arte concettuale degli anni Sessanta; dall’essenzialità del Minimalismo alle rutilanti immagini del Fotorealismo.

Per il direttore del Palaexpò, Mario De Simoni,”non è un best of della collezione Guggenheim, ma una mostra che vuole dare uno sguardo speciale su questa storia americana. In più, credo che in questa città sei Pollock tutti insieme non si siano visti mai”. Nel considerare quest’epoca nodale della storia dell’arte americana, la mostra rivela anche il ruolo fondamentale svolto da Solomon R. Guggenheim Museum, che con il suo mecenatismo favorì non poco l’affermazione degli artisti giovani ed emergenti. Tra le altre opere sono esposti i lavori fondamentali di Jackson Pollock e Arshile Gorky appartenenti alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, e lo spettacolare Barge [Chiatta] (1962–63) di Robert Rauschenberg, dal Guggenheim Museum Bilbao (foto in alto).

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A Roma l'arte rivoluzionaria di Rodčenko

pubblicato da Daniele


Da domani e fino all’8 gennaio il Palazzo delle Esposizioni a Roma dedica una retrospettiva - la più completa mai allestita in Italia - al genio visionario di Rodčenko. Nella storia della cultura sovietica Aleksandr Rodčenko sta all’arte come Dziga Vertov sta al cinema e Vladimir Majakovski alla letteratura. Come il regista e il poeta decostruiva i linguaggi per costituirne di nuovi e ottenere così attraverso un’arte inedita il migliore supporto culturale a una politica inedita, quella della rivoluzione e del socialismo reale. Come loro cercava di tradurre il pensiero dialettico nell’opera e di riprodurre attraverso di essa un sistema dinamico, energetico, intellettuale che fosse in continuo divenire. Solo le avanguardie artistiche del Novecento, con tutto il loro potenziale ancora da scoprire, potevano generare queste novità e, da par suo, Rodčenko individuò nel costruttivismo un’atre che fosse al servizio di una trasformazione sociale e non più fine a se stessa. Così, armato di Leica, cominciò a trasformare la fotografia adottando soggetti e punti di vista inediti, e ricorrendo a composizioni diagonali, sfocati progressivi, inversioni orientative:

«Se si desidera insegnare all’occhio umano a vedere in una nuova maniera, è necessario mostrargli gli oggetti quotidiani e familiari da prospettive ed angolazioni totalmente inaspettati e in situazioni inaspettate; gli oggetti nuovi dovrebbero essere fotografati da angolazioni differenti per offrire una rappresentazione completa dell’oggetto.»

Ma non Rodčenko si fermò alla fotografia e iniziò a sperimentare forme nuove con pittura, design, teatro, cinema, grafica. In ogni campo ha apportato grandi cambiamenti prima di avviarsi verso una parziale normalizzazione - in cui pure la sua carica creativa era presente - del realismo socialista, imposto verso la fine degli anni Trenta come l’”arte ufficiale” del regime. Un’occasione unica quella offerta dal Palaexpò di Roma, che di Rodčenko presenta 300 opere tra fotografie originali, fotomontaggi e stampe vintage.

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A Roma, le fotografie di Mimmo Jodice

pubblicato da michele

Mimmo Jodice. Roma, Auditorium

Dal 9 aprile all’11 luglio il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica una grande mostra a Mimmo Jodice per festeggiare i suoi 50 anni di attività. E di certo, le immagini proposte al pubblico possono essere considerate una personale summa di tanta esperienza: 180 scatti tra i più famosi del settantacinquenne fotografo napoletano.

Nella gallery che vi presentiamo potete vedere alcune immagini tratte dal libro “Roma”, pubblicato da Johan & Levi editore, testimoniano di una minima parte della produzione di Mimmo Jodice: queste, però, sono quelle che più si intonano alla grande retrospettiva in questo periodo dedicata a De Chirico.

In mostra, si potranno vedere dalle prime “Sperimentazioni” (1964) agli scatti compresi nella sezione “Mare”, passando dalle “Figure del Sociale” (1969-1977) alle “Riconsiderazioni” (1978-2003): una grande occasione per ammirare uno dei migliori fotografi italiani viventi.

Mimmo Jodice

Mimmo Jodice. Roma, Auditorium Mimmo Jodice, Terme di Caracalla Mimmo Jodice. Chiesa Giubileo Roma

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Per grandi e per bambini: Calder e Lionni. Una storia di amicizia

pubblicato da michele

Calder e Lionni

Si è già parlato qui della mostra romana dedicata a Calder. Vorrei ora puntare l’attenzione su un’interessante iniziativa correlata: un omaggio all’amicizia tra Alexander Calder e il poliedrico Leo Lionni (pittore, scrittore, illustratore), due grandi artisti anche amici nella vita, che il Palazzo delle Esposizioni di Roma ha voluto fare attraverso una serie di laboratori, dedicati, appunto, ai grandi e ai più piccini.

Durante questi incontri, il programma lo trovate qui, i più piccoli potranno visitare la mostra di Calder con una speciale guida, porre domande, farsi spiegare la genesi, la vita, le opere di questi due grandi artisti. Inoltre, potranno tastare con mano i moltissimi libri di Lionni che, ispirato a Calder, ha voluto illustrare proprio per loro. Una serie di laboratori, inoltre, li farà immergere di persona nel mondo artistico di Calder e Lionni.

Lionni, fortemente ispirato dalla poesia artistica di Calder, aveva avuto modo di conoscere l’artista americano a New York, dove si era recato per sfuggire alle leggi razziali e dove lavorava come art director per il gruppo editoriale Time. Ed è proprio la storia di quest’amicizia che sarà al centro dei laboratori e delle visite personalizzate.

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Fotografia Festival Internazionale di Roma: la novità delle proiezioni

pubblicato da margherita

Locandina Fotografia Festival Internazionale di Roma 2009

Penso che i primi giorni siano i migliori per vedere le mostre, perché si respira quell’aria di novità che si accompagna ai nuovi eventi. Con il passare delle settimane e dei mesi inevitabile che l’atmosfera perda di entusiasmo. Senza dimenticare il fatto che i workshop, gli incontri si svolgono di solito proprio all’inizio. Quindi mi sono subito diretta a vedere “Fotografia Festival Internazionale di Roma” 2009 a Palazzo delle Esposizioni, dove si tengono gli appuntamenti più importanti.

Una parte della mostra è visibile gratuitamente al piano basso. In questo spazio sono raccolte le immagini su Roma di Guy Tillim, quelle sul Caucaso russo di Davide Monteleone e quelle di Geovanny Verdezoto, vincitore “Premio IILA-FotoGrafia 2008. Queste sono le uniche stampe su carta delle tante immagini presentate a Palazzo delle Esposizioni. Per le altre, che si trovano al primo piano e fanno parte della sezione a pagamento, si è deciso di puntare a proiezioni e moving stills. Da quanto ricordo una scelta molto diversa rispetto a quella dell’anno precedente e in generale delle manifestazioni di questo tipo. Un’esperienza visiva molto bella. Entrare nelle sale buie, illuminate dalle tante proiezioni, soffermarsi su alcune, poter ascoltare le musiche di sottofondo scelte per alcune di esse. Molto interessante come scelta e come proposta.

Il tema della gioia, argomento proposto quest’anno, viene presentato in modo molto diverso da ciascuno autore. Le immagini riflettono quello che ogni fotografo considera momento di gioia che dovrebbe quindi essere proiettato anche nello spettatore. Da qui si capisce come la gioia sia una questione molto diversa per ciascuno di noi. Si inizia con le proiezioni di Nan Goldin, che ha ripreso conoscenti e amici nei loro momenti di intimità. Mi piace Nan Goldin? Insomma, come tutti quegli artisti che hanno uno stile ben definito, propone sempre se stessa. La seconda sala presenta la collettiva “Gioia”. Data la varietà di autori, ci si può identificare con alcune delle situazioni proposte. Molto bella la scelta di proporre alcuni lavori con sottofondo musicale, che si può ascoltare nella solitudine delle cuffie a disposizione. Ci si immerge poi nella terza sala, che propone sempre sotto forma di proiezioni artisti anche molto noti (come ad esempio Julia Fullerton-Batten). Si arriva poi nella terza sala che ospita Giorgio Barrera. Le immagini del suo occhio scrutatore di intimità casalinghe, sono proposte su schermi. L’ultima sala mostra invece moving stills di diversi autori, più simili a installazioni video-sonore.

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I gioielli di Bulgari a Palazzo delle Esposizioni di Roma

pubblicato da margherita

Bulgari. Tra eternità e storia. 125 anni di gioielli italiani - Palazzo delle Esposizioni di Roma

Fino al 13 settembre Palazzo delle Esposizioni di Roma celebra il fasto opulento dei gioielli Bulgari, in occasione dei 125 anni dall’apertura del primo negozio di marca della casa.

Bulgari non è mai stato noto per fare gioielli essenziali, semplici e rivolti alla massa, e la mostra è una dimostrazione di questa filosofia, fatta di lusso portato all’estremo (con cadute nell’eccesso e nel pacchiano). Un mondo che sembra davvero irreale per quanto lontano dalla vita della maggior parte di noi. Molti dei gioielli sono prestati in occasione di eventi speciali, ma molti sono venduti ai potenti del mondo (purtroppo meno alle donne potenti, perché ce ne sono poche e poi per una questione culturale).

La mostra “Bulgari. Tra eternità e storia. 125 anni di gioielli italiani” è divisa in sezioni cronologiche e tematiche, che mostrano l’evoluzione del gioiello e soprattutto del gusto della società. I più classici, e mi sembra anche i più belli, sono quelli degli anni Sessanta, indossati dalle dive dell’epoca. Non solo Elizabeth Taylor (a cui è dedicata una sala), ma inaspettatamente anche la nostra Anna Magnani che aveva una passione per brillanti, diamanti e pietre preziose. Alcuni dei gioielli esibiti le sono appartenuti, e tra questi 5 bracciali a maglia e brillanti assolutamente moderni, tanto da sembrare modelli di oggi (forse tra i pezzi che ho preferito).

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Fotografia, il Festival Internazionale di Roma: gioia per il 2009

pubblicato da margherita

In Between - Julia Fullerton-Batten

Ad un certo punto sembrava che l’edizione 2009 di “Fotografia. Festival Internazionale di Roma” fosse stata cancellata, invece, le proteste e gli interventi hanno fatto tornare indietro chi aveva preso la decisione insensata. E così, la VIII edizione del Festival apre ufficialmente oggi e prosegue con eventi tematici fino al 2 agosto.

Il tema scelto quest’anno è “Declinazioni della Gioia. L’atto di fotografare: visioni e rappresentazioni“. Sembra fatto apposta parlare di gioia dopo che si era temuto il peggio, ma credo che la scelta sia solo frutto di una coincidenza. L’obiettivo è quello di analizzare e dimostrare come la fotografia possa suscitare emozioni legate alla gioia. Un tema più leggero e allegro rispetto ai drammi del reportage, alla semplicità del quotidiano o alla fastosità della moda.

Il calendario si presenta fitto come sempre ma meno dispersivo. Si è voluto concentrare le mostre a Palazzo delle Esposizioni e in altri luoghi, favorendo però la possibilità di visitare in 9 giorni, dal 29 maggio al 6 giugno, tutte le mostre e gli eventi di FotoGrafia 2009. Tra l’altro tra oggi e il 31 maggio, Palazzo delle Esposizioni seguirà una non-stop di eventi dalla 10 del mattino alle 10 di sera.

Fotografia. Festival Internazionale Internazionale di Roma 2009
Same same but different - Joerg BrueggemanGuy Tillim - Roma, città di mezzoAttraverso la Finestra - Giorgio BarreraThe Photographer - Gérard Rancinan

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Deredia a Roma: mostre e progetto circolare per la pace

pubblicato da margherita

Deredia a Roma (San Lorenzo in Lucina)

Le mostre inaugurano il 23 giugno in due sedi diverse, ma alcune delle sue sculture sono visibili già da qualche giorno disseminate in luoghi storici e piazze del centro romano. Si tratta di “Deredia a Roma“, un evento a più sfaccettature che consiste in una mostra di arte contemporanea e allo stesso tempo in una manifestazione per la pace, ideato dall’artista costaricano Jiménez Deredia, che da trent’anni vive sotto le cave di Carrara.

Per chi volesse compiere il percorso in città, fino al 30 novembre le sculture si trovano liberamente tra il Foro e il Colosseo, a piazza Barberini e San Lorenzo in Lucina (la scultura che ho fotografato e allegato al post), a pagamento nei cortili del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps e di Palazzo Massimo.

Per chi volesse vedere i lavori dell’artista in ambito museale le mostre sono “Deredia. La genesi e il simbolo” fino al 30 novembre al Foro Romano, che per la prima volta ospita opere di arte contemporanea. 8 grandi sculture in marmo saranno collocate tra l’Arco di Tito e la Curia del Senato. E poi “Deredia. La Ruta de la Paz”, fino al 13 settembre a Palazzo delle Esposizioni.

Deredia a Roma
Deredia a Roma (San Lorenzo in Lucina)Deredia a Roma (San Lorenzo in Lucina)Deredia a Roma (San Lorenzo in Lucina)

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Darwin: a Palazzo delle Esposizioni mostra per il Bicentenario

pubblicato da margherita

Fila davanti a Palazzo delle Esposizioni di Roma

Questa nella foto, è la fila di persone che domenica pomeriggio aspettavano di entrare a Palazzo delle Esposizioni di Roma, dove sono in corso in contemporanea 4 esposizioni. A vedere dal numero dei visitatori presenti nelle sale, la mostra che ha attirato tanti visitatori è stata “Darwin 1809-2009“, che celebra il bicentenario del padre della teoria dell’evoluzione. Dopo essere stata nelle più importanti capitali del mondo, la mostra è arrivata anche in Italia in una versione appositamente adattata e ampliata da due grandi evoluzionisti come Niles Eldredge e Ian Tattersall. Fino al 3 maggio la mostra rimane nella capitale, dopo si trasferirà nella sede della Rotonda della Besana di Milano. Si può dire che domenica non è stato solo l’effetto del Futurismo ad attrarre visitatori nei musei romani.

Non è il genere di mostra che preferisco, ma sono stata attirata dalla presenza delle piante e degli animali vivi, che avevano suscitato polemiche iniziali. In realtà lo spazio dedicatogli, benché centrale della mostra, è limitato ma ben curato (ed è per questo che non ci sono stati ulteriori problemi).

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La Primavera di Praga a Palazzo delle Esposizioni

pubblicato da margherita

Praga. Da una primavera all’altra 1968-1969” è la mostra in corso a Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 1 marzo. Vi sono ricostruiti i fatti, prima euforici e poi drammatici, che hanno cartterizzato la vita cecoslovacca lungo l’arco di 12 mesi, fatti che hanno provocato commozione e una profonda riflessione politica in molti paesi, in particolare in Italia.

Rai 2 qualche settimana fa ha trasmesso in tarda sera un documentario inedito dedicato ai funerali di Jan Palach, lo studente che si dette fuoco in piazza San Venceslao il 16 gennaio 1969, per protestare contro l’invasione delle truppe del Patto di Varsavia entrate a Praga nell’agosto del 1968. Un bellissimo documento che in pochi minuti mostra lo spirito di una nazione. Non solo giovani, ma gente di tutte le età e fasce sociali, in fila per rendere omaggio a Palach e alla morte della libertà.

La mostra non mi ha trasmesso la stessa emozione, ma raccoglie comunque in quattro sezioni la storia di quell’anno, partendo dai presupposti culturali e dalle riforme per arrivare all’invasione e alla fine delle speranze. Lo fa attraverso immagini scattate da alcuni maestri del racconto fotografico, e attraverso manifesti, volantini, documenti d’archivio pubblici e privati. E’ incluso anche un film documentario basato su materiali d’epoca, filmati e interviste (a Pietro Ingrao e Rossana Rossanda), provenienti dagli archivi della Rai e della Cineteca Nazionale Ceca. Nel video pochi fotogrammi del documentario.

Fino al 24 gennaio inoltre, nell’ambito della rassegna cinematografica curata per la mostra, si possono vedere film prodotti durante la Primavera, riscoperti dopo anni di censura.

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