Altri lavori di Patricia Piccinini si sono aggiunti alle famiglie ibride del futuro che verrà. Nel contesto di “Nest” e “Thicker Than Water”, circolati nel 2007, deve essere incluso “The Stags”.
Sempre nel 2008 è stata completata la prima scultura in bronzo dell’artista “Not Quite Animal (Transgenic skull for The Young Family)” e altri due elementi sul genere transgenetico a cui ci ha abituati, “The Long Awaited” e “Foundling”.
Tutte queste opere racchiudono un principio. Dal momento che scienza e natura interagiranno sempre di più tra di loro, ci si deve abituare a queste forme nuove di vita e, come suggeriscono le opere della Piccinini, imparare a prendersene cura e ad amarle nella loro diversità.
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“Taking Care” e’ la serie fotografica realizzata da Margot Quan Knight nel 2003, che rimane fino ad oggi il lavoro piu’ interessante della fotografa. Eseguito in 10 mesi, si ispira ai dipinti del pittore surrealista Fernand Leger, e riflette i sentimenti provati in quel periodo, dal sentirsi a pezzi all’importanza di prendersi cura di se’.
L’artista analizza attraverso il corpo questioni sociali e manifestazioni sentimentali, come la meraviglia, l’abbandono e la solitudine. Crea la situazione, la fotografa e poi la manipola digitalmente per manifestare in espressioni fisiche, sensazioni astratte.
Seguendo le orme di autori come Gregory Crewdson, Chris Cunningham e Patricia Piccinini, Margot crea il proprio lavoro artistico, che si basa anche su fantasie nutrite da libri di medicina familiari. Il risultato e’ un insieme di immagini dolorose che rappresentano la realta’ del mondo e le potenzialita’ rigenerative del corpo umano.
Via | I Heart Photograph
Fotografie di Margot Quan Knight



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E’ a Marcello Mencarini che si deve la mostra curata da Katjuscia Tevini “Self-made - autoritratti da Vedova a Cattelan“, esposta fino al 22 marzo a Palazzo Martini, Riva del Garda.
Mencarini, foto-giornalista e sperimentatore dell’immagine digitale anche attraverso il cellulare, ha chiesto agli artisti partecipanti alle ultime edizioni della Biennale di Venezia di farsi un autoritratto, un self-made appunto. Gli artisti che hanno accettato di esprimersi liberamente, sia nella scelta del contesto che della posa, sono stati Maurizio Cattelan, Patricia Piccinini, Olafur Eliasson, Enzo Cucchi, Jim Dine, Anna Hamilton, Rebecca Horn, Dr. Hugo, Motohiko Odani, Charles Oldenburg, Orlan, Michelangelo Pistoletto, Carol Rama, Santiago Sierra, Katharina Sieverding, Agnes Varda, Fred Wilson e anche lo scomparso Emilio Vedova.
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Americano di Chicago, Tony Matelli appartiene alla scuola di scultura realista.
I suoi lavori traducono le sensazioni che l’artista prova e vede nelle persone intorno a lui, ovvero, il bisogno e la frustrazione di adeguarsi ad un mondo già formato. La sensazione di vita precaria e di stato di sopravvivenza che induce alla lotta. Il risultato sono sculture di persone o animali rappresenate in situazioni solitarie, disperate o violente, che cercano e vogliono sopravvivere. Una sensazioni palpabile osservando le opere realizzate.
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