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Tutti gli articoli con tag Piero Manzoni

Manzoni in mostra a Londra

pubblicato da Daniele


Alla Gagosian Gallery diu Londra è in mostra un retrospettiva sul grande artista italiano Piero Manzoni dal titolo Azimut. La mostra raccolgie le opere prinicpali di Manzoni, quelle contenute nei cicli realizzati tra il 1956 e il 1963, Achrom, Linee, Uova Scultura e Corpi d’Aria, con tele sperimentali realizzate da amici e collaboratori della rvista-progetto Azimut, come Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Dadamaino, e Lucio Fontana, che di tutti lore era un po’ lo spirito guida.

Ed è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo curato dallo storico dell’arte Francesca Pola, che comprende la storia del progetto Azimut/Azimuth e molte riproduzioni degli originali della rivista, fondata nel 1959. Con ogni evidenza, la riflessione di un artista come Manzoni, morto all’età di appena 29 anni, è tuttora fondamentale perchè ha agito, in modo ancora più estremo provocatorio di Marcel Duchamp, sull’idea stessa di arte, attaccandone il cuore funzionale, legato in modo perverso al culto del nome e del mercato. La sua lezione è sempre valida, oggi più che mai.

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La Collezione Ferrari tra MAXXI e FAI

pubblicato da Lorenzo Mazza


Collezionista, gallerista, storica dell’arte, lo scorso 24 gennaio si è spenta a Milano Claudia Gian Ferrari. Lascia un’importante collezione, 44 opere sono destinate al FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano e altre 58 al MAXXI di Roma.

A Milano, dove la Gian Ferrari ha costruito il suo Studio di Consulenza per il ‘900 Italiano e l’Arte Contemporanea, la gallerista non è mai andata d’accordo con le istituzioni museali. Ha affidato così al Fai il suo patrimonio legato al primonovecento, in gran parte ereditato dal padre Ettore Gian Ferrari, che l’allestirà a Villa Necchi Campiglio, in corso di restauro secondo il progetto originario degli anni ‘30 dell’architetto Piero Portaluppi. L’amante morta di Arturo Martini, il Ritratto di Alfredo Casella e Oreste ed Elettra di De Chirico, La famiglia del pastore di Sironi e due Nature Morte di Morandi, solo per fare qualche nome di questa parte della collezione.

Il resto è appunto destinato al Maxxi e crediamo che anche il nuovo consulente per le acquisizioni Vittorio Sgarbi non abbia avuto niente da ridire. Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Patrik Tuttofuoco, Charles Avery, Gabriele Basilico, Mattew Barney, Stefano Arienti, Christian Boltansky, Bruna Esposito, Tony Cragg, Lara Favaretto, Anselm Kiefer, Pier Paolo Calzolari, Ettore Spalletti, Pedro Cabrita Reis, Marlene Dumas, Urs Luthi, Vic Muniz, Wolfgang Tillmans, Chen Zhen e molti altri.

Dunque, per quanto riguarda il Maxxi aspettiamo soltanto che questi capolavori, già inclusi nei cataloghi del museo, vengano inclusi in qualche mostra, mentre per il Fai dovremo attendere la fine del restauro della sede. Un ringraziamento da parte di tutta la cultura italiana va all’intera famiglia Gian Ferrari.

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A Lissone, Bergamo, e Milano: "Il grande gioco", una mostra si fa in tre

pubblicato da michele

Arduino Cantafora: Veduta di Roma, 1982 olio su tela. Mostra GAMeC di Bergamo,1973-1989

Bisognerà un po’ correre qua e là per vedere la mostra “Il Grande Gioco. Forme d’arte in Italia 1947 – 1989”, che vuole creare un percorso artistico compreso dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla caduta del muro di Berlino. La mostra, infatti, è suddivisa in tre spazi che, a partire dal 24 febbraio, si succederanno: dal 1947 al 1958 al Museo d’arte contemporanea di Lissone; dal 1958 al 1972 alla Rotonda di via Besana di Milano; e infine dal 1972 al 1989 alla alla GAMeC di Bergamo.

A Lissone si cercherà di indagare l’arte dal dopoguerra al grande spartiacque della vita culturale italiana, il 1958 (inizio del boom economico). Al centro dell’attenzione, dunque, ci saranno Soldati, Munari, Dorfles, Prampolini, Fontana, e con loro il gruppo Forma 1, Origine, e i movimenti nucleari e spaziali.

Molto ricca la sezione dedicata al periodo ‘58-’72, a Milano. Periodo di grande fermento culturale, che vede perdere il confine netto tra pittura e scultura, e l’affermazione di artisti quali Manzoni, Lo Savio, ma anche l’arte povera, con Mario Merz, Pistoletto, Boetti (tra gli altri).

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L'arte del Gruppo Zero a Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza

Una grande anteprima per la città di Milano. Nei giorni 1 e 2 dicembre a Palazzo Broggi sarà presentata la collezione privata tedesca di opere di maestri italiani del Novecento, la Sammlung Lenz Schönberg Collection, che è stata assemblata dalla coppia di collezionisti Mr and Mrs Lenz. La collezione, soprannominata ‘Zero Art‘, perché raccoglie esponenti del movimento europeo Zero, sarà poi in asta a Londra da Sotheby’s nel febbraio 2010.

Un grande sforzo collezionistico che racchiude circa 50 opere e che si è spalmato nel corso di cinquant’anni include lavori del primo dopoguerra di Yves Klein, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Günther Uecker, Roman Opalka e Victor Vasarely e che dovrebbe realizzare un eccesso di circa 12 milioni di sterline.

Nel panorama degli anni Cinquanta, dominato dalla frattura Realismo / Astrattismo, il Gruppo Zero cercò di costruire a livello concettuale uno spazio per la comunicazione libera, ripartendo appunto da zero. Sperimentare nuovi materiali e nuove modalità espressive proseguendo nel solco di quanto tracciato da futuristi e dada e dialogando con quelle tendenze nascenti come il Nouveau Realisme, la Nova Tendencija, l’Arte cinetica, l’Arte visuale, l’Arte gestaltica, l’Arte immersiva, il Neocostruttivismo, l’Op art, Fluxus.

La collezione di Mr and Mrs Gerhard Lenz è forse la più significativa raccolta proveniente da questo momento storico poco conosciuto ma sicuramente importante per il suo apporto a livello di crescita e consapevolezza collettiva degli artisti che vi presero parte e vi gravitarono intorno.

Gruppo Zero
Gruppo ZeroGruppo ZeroGruppo Zero

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A Torino, Bonalumi, Castellani, Fontana e Manzoni

pubblicato da michele

Fontana_concetto spaziale

Proseguirà fino al 15 gennaio 2010 la mostra dedicata ad Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana e Piero Manzoni, quattro grandissimi artisti del nostro novecento. Le opere saranno esposte al pubblico nella bellissima galleria Mazzoleni di Torino, un tempo il foyer del vicino teatro Alfieri. Quattro artisti che, tra gli anni ‘50 e ‘60, cambiarono radicalmente (e provocatoriamente) l’arte italiana, ponendo lo spettatore davanti a un’arte fortemente astratta e concentrata sulla materia, ben lontana dalle tendenze soggettivistiche allora dominanti.

Come fa Agostino Bonalumi con i suoi quadri monocromatici, nei quali diventa di primaria importanza la tridimensionalità. Per non parlare di Lucio Fontana, che con un semplice gesto - i suoi tagli nella tela - sconvolge l’unico principio che fino ad allora aveva superato tutte le correnti artistiche: l’unicità (e la “sopravvivenza”) della tela, aprendo anche un nuovo mondo, un “concetto spaziale“.

E in un certo qual senso è quello che fa anche Castellani, anche lui concentrato su superifici monocromatiche e la tridimensionalità. Ma tra questi maestri della pittura del ‘900 non poteva mancare Piero Manzoni, tra l’altro grande amico di Castellani. In questa mostra mancano “fortunatamente” le sue celebri merde d’artista. Dico così perché, dato il successo di questa opera, si tende a dimenticare la sua intera produzione, di cui potete vedere qualche esemplare nella gallery.

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I cromatismi sperimentali di Dadamaino in mostra a Milano

pubblicato da Barbara

dadamaino

Dadamaino è lo pseudonimo di Eduarda Maino, una delle maggiori artiste del 900, è nata nel 1935 ed è sempre stata in prima linea ai confini della ricerca e della sperimentazione, aderente all’avanguardia, sensibile all’iconografia futurista, è stata tra l’altro uno dei fondatori del movimento Nuove Tendenze. Molto amica di Piero Manzoni con cui faceva parte del gruppo Azimut, come tanti artisti della generazione del dopoguerra, ha avuto una certa sensibilità per le tematiche rivolte al sociale, in un momento storico che già vedeva il popolo coinvolto più che altro dal consumismo e dalle sue fascinazioni.

C’è un pezzo di storia di Milano nella personale che la Galleria Cortina le dedica, 40 opere dal titolo “Dadamaino.L’assoluta leggerezza dell’essere”, un percorso nel suo iter creativo dalla fine degli anni ‘50, quando gli amici artisti la chiamavano solo Dada, fino agli anni ‘80. Sono le serie di disegni e i dipinti che portano oltretutto, bellissimi e originali nomi: dai Volumi ai Volumi a Moduli Sfalsati, fino alla Ricerca del Colore e ai Cromorilievi, L’alfabeto della Mente, Il Movimento delle Cose. Segni geometrici, rilievi, colori, lettere, illusioni ottiche, carta, tela e poliestere. Segno e colore diventano le tracce di un articolato linguaggio che ancora oggi stupisce per la sua originalità.

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Per la vita e la pace, Pippa Bacca muore in Turchia

pubblicato da margherita

Pippa Bacca

E’ per caso che mi trovo di sabato a bloggare, e ho letto il commento di Mikele77 che chiedeva un post sulla triste storia dell’artista Pippa Bacca, che ora, so, si è chiusa nel peggiore dei modi.

Giuseppina (Pasqualino di Marineo, in arte Pippa Bacca) è stata ritrovata morta in Turchia ad un’ora da Istanbul, dove era scomparsa mentre stava realizzando il progetto artistico “Spose in viaggio“, dedicato alla pace in Medio Oriente. In abito bianco, simbolo di vita, pace e amore, aveva attraversato in autostop i Balcani e contava di raggiungere il Libano. Voleva arrivare a Gerusalemme.

Invece un uomo, al momento in stato di fermo, l’ha uccisa. Non si conoscono ancora le dinamiche e le motivazioni.

Più cresco, vivo e invecchio, più mi rendo conto che la vita si può dimostrare molto cattiva alle volte, e dotata di un’ironia incomprensibile, come far morire in modo violento, chi vuole portare amore e pace in terre colpite dalla guerra.

La madre, Elena Manzoni, è la sorella di Piero Manzoni, l’autore della “Merda d’artista“. La famiglia vuole continuare i progetti artistici della figlia come quello che aveva in mente Pippa, sposa in viaggio. FotoUp collaborava al progetto della sposa e aveva allestito una pagina di commenti a quella che avrebbe dovuto essere una bella esperienza artistica. La pagina è rimasta ma come noterete il contentuo dei messaggi è cambiato. Se volete leggerli o partecipare lo spazio è lì, e vi consiglio di farlo.

Via | AGI

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Frase del giorno - Presentazioni

pubblicato da contemporanea


Lei è il monocromo blu, io sono il monocromo bianco, dobbiamo lavorare insieme.

Piero Manzoni a Yves Klein, in occasione del loro primo incontro.

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Il Madre di Napoli celebra Piero Manzoni

pubblicato da Michelangelo

Piero Manzoni - Opera vivente
Il prossimo 19 maggio il Madre (Museo d’arte contemporanea Donna Regina di Napoli) festeggerà il completamento dei lavori della propria sede con una mostra dedicata a Piero Manzoni. Le ristrutturazioni del palazzo Donna Regina si protraevano dal 2004, anche se l’inaugurazione del museo è avvenuta l’anno scorso e, sebbene in questo periodo siano state aperte al pubblico solo alcune sale, l’afflusso dei visitatori è stato positivo. Con l’esposizione dedicata all’artista milanese l’apertura sarà per così dire completa.

La mostra, a 10 anni di distanza dall’ultima dedicata a Manzoni, raccoglierà 250 opere dell’artista provenienti da tutti il mondo e ripercorrerà gli anni che vanno dal 1956 al 1963. Periodo in cui Manzoni produsse i catrami, le impronte di oggetti e sopratutto gli Achromes. Saranno presenti anche opere di altri artisti dell’epoca: Fontana, Klein, Burri, Scarpitta, tanto per fare qualche nome.

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