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Tutti gli articoli con tag Ryoji Ikeda

Il Node Festival a Modena

pubblicato da Lorenzo Mazza


Ieri è stata diffusa la notizia che Marco Pierini, ex-direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Le Papesse e dell’Sms di Siena, sarà il nuovo Direttore della Galleria Civica di Modena. Nel fratempo proprio a Modena venerdì 4 e sabato 5 giugno 2010 approda la terza edizione di Node - Festival Internazionale di Musica Elettronica e Live Media.

Organizzato da Urban Blocks e Zymogen, questo evento porta a Palazzo Santa Margherita (Corso Canalgrande 103) performance e installazioni all’insegna della sperimentazione tra audio e video. Nel chiostro del palazzo Fuse Creative Lab, studio di design specializzato nella creazione di ambienti interattivi, propone un’installazione visiva architetturale.

Ryoichi Kurokawa (JP), Hildur Guðnadóttir (IS), Tape (SE), Mount Kimbie (UK), Boxcutter (IR), Simon Scott (UK), Quayola (IT/UK), Ryoji Ikeda (JP) sono invece i nomi degli artisti che parteciperanno alle due serate (qui il programma dettagliato).

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Tansmediale 10. Futrururity Now!

pubblicato da penelope.di.pixel

transmediale, arte a berlino

Si svolge dal 2 al 7 febbraio a Berlino la decima edizione di Transmediale, uno degli appuntamenti annuali più attesi dedicati all’arte e alla cultura digitale.

Il tema scelto quest’anno è “Futurity Now!”, con un punto esclamativo che interpreto così: il futuro non è ormai da tempo fantascienza, ma un presente denso, mutante, gravido di trasformazione. L’”assenza di futuro”, meravigliosamente incarnata dall’immaginario punck già alla fine degli anni’70, è un tratto fortemente generazionale di un contemporaneo di per sè proiettato e conpresso in un presente continuo, dove la fluidità e la continua reinvenzione del sè e del reale si sostituiscono con prepotenza a costruzioni lineari e progressive. La tematica del festival è quindi azzeccatissime: scopriamo insieme dunque cosa ci propone Transmediale 10 scavando nello sterminato programma, che provo a riassumere sinteticamente.

Prima tappa, la sezione exhibition, Future Obscura, che quest’anno ha l’impronta di Honor Harger. La guest curator sceglie la camera oscura del fotografo come metafora storica della possibilità di “proiettare un’immagine interna in una scena esterna”. Le opere in mostra propongono infatti delle rielaborazioni artistiche di questo processo di appropriazione: ovvero di come gli apparati e i meccanismi in grado di catturare e riprodurre le immagini (e quindi la realtà) sono in grado di alterare la nostra percezione della temporalità. Presenti fra gli altri gli artisti Ryoji Ikeda, Zilvinas Kempinas, Gebhard Sengmüller, Julius von Bismarck, Julien Maire, Yvette Mattern, Julian Oliver.

Transmediale presenta inoltre: una ricca sequenza di conferenze; video e proiezioni; performance; il cosiddetto “Salon” (una sorta di incubatore di cultura libera all’insegna del Do It Your Self, che ad arricchire le lecture classiche); infine gli eventi satelliti realizzati in più location disseminate nella città, in collaborazione con i partners del festival.

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Ryoji Ikeda, Datamatics 2.0 a MITO

pubblicato da Lorenzo Mazza

Ryoji Ikeda

All’interno dell’ottima programmazione del Festival MITO, che si svolge tra Milano e Torino, Ryoji Ikeda proporrà il suo live oggi venerdì 11 settembre al Cinema Massimo di Torino (ingresso gratuito) e sabato 12 settembre al Superstudio Più Central Point di Milano (ingresso 5 euro).

Considerato unanimemente il più grande compositore contemporaneo giapponese, Ryoji Ikeda è anche artista visivo. La sua ricerca si concentra sul minuscolo, l’appena percettibile ed ultrasonico. Le frequenze di propagazione e le caratteristiche essenziali che compongono il suono divengono centrali nel suo percorso.

Dal 1995 Ikeda si esibisce in concerti, installazioni, registrazioni dal vivo che descrivono un’elevatissima qualità sonora sublimata nelle immagini. La musica, il tempo e lo spazio si compongono secondo il metodo matematico-scientifico per sondare i legami tra suoni e sensazioni. Un viaggio nella percezione umana il suo, che con Datamatics 2.0 arriva a precisare un’architettura verbo visiva di puri dati e suoni elettronici. Più d’una performance, che descrive l’invisibile flusso di informazione che sottintende il nostro mondo.

Ryoji Ikeda
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