Torna a Lucca dal 20 novembre al 12 dicembre uno dei più importanti eventi dedicati alla fotografia e ai video, il Lucca digital photo festival. E, quest’anno, si presenta al pubblico con un tema molto specifico, la donna, intesa come fotografa, soggetto, musa ispiratrice. Gli eventi sono molti, tanto che è difficile renderne conto.
Possiamo dirvi però che nelle molteplici location del festival ci saranno ben 17 mostre, workshop, conferenze, incontri, con alcuni dei protagonisti più ammirevoli della fotografia mondiale contemporanea. Ci saranno gli scatti di Horst P.Horst, Francesca Woodman, Jan Saudek, Roberto del Carlo, e uno spazio speciale verrà dedicato a Sandy Skoglund, ospite d’onore e autrice della foto qui sopra (che la Mondadori, tra l’altro, ha usato nella copertina di “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini).
In più (ed è quasi un atto dovuto) ci sarà come ospite il World Press Photo, con alcuni dei vincitori del prestigioso concorso internazionale, e degli incontri dedicati alla editoria specializzata. Insomma, un festival che ogni anno cresce di più, e al quale auguriamo lunga vita.

Inaugura sabato 18 luglio 2009 alle ore 16 la mostra Degli uomini selvaggi e d’altre forasticherie presso il Lab 610 XL un ex laboratorio artigianale a Sovramonte, nel Parco delle Dolomiti Bellunesi. La mostra a cura di Viviana Siviero, da un’idea di Karin Andersen presenta lavori di un nutrito gruppo di artisti internazionali ed alcuni artisti emergenti chiamati a proporre opere site-specific.
Un percorso attraverso la rappresentazione dell’uomo selvaggio, la figura teriomorfa e fitomorfa. Dove finisce l’umano e inizia l’animale, il puro istinto, il contatto simbiontico con l’elemento naturale. L’uomo-animale, il fauno, la divinità, il mostro, lo stregone, l’eremita, il troglodita e il saggio, queste e altre figure abitano i miti dell’uomo selvaggio.
Figure che rappresentano i nostri slanci e le nostre paure nei territori del sensibile, nei confronti del diverso, colui che si scosta dalla norma sociale. Come sostiene Marc Augè: “la fantasia è una “correzione della realtà”; non gioca con essa, se ne sottrae; trova nel presente un’occasione per risvegliare i desideri dell’invisibile”.
Degli uomini selvaggi e d’altre forasticherie




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Il 5 giugno alle 17.30 inaugura a San Marco Casa d’Aste-Palazzo Giovanelli di Venezia, la mostra dedicata alla fotografa americana Sandy Skoglund, che sarà presente alla serata.
“Sandy Skoglund. The Artificial Mirror” raccoglie fino al 13 settembre circa 70 opere dell’artista, dai primi lavori sperimentali fine anni Settanta a quelli degli anni correnti. Un’esposizione ampia, che illustra il lavoro di una carriera, con opere anche inedite.
La Skoglund è una delle interpreti più importanti e originali della stage photography. La Staged Photography è una definizione data negli anni Settanta/Ottanta all’allestimento di realtà fittizie in fotografia. Questa forma di sperimentazione artistica non nasce in quegli anni, ma trova terreno fertile in quel clima postmoderno dove si sperimenta con il corpo, si gioca con il teatro, la performance e il surreale.
Sandy Skoglund. The Artificial Mirror - Palazzo Giovanelli di Venezia




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