Vi parlo ancora una volta della Dorothy Circus Gallery, la nuova nata in Via Nuoro 17, specializzata in surrealismo pop e low brow art, e ne approfitto anche per inserirla nel novero delle gallerie romane più interessanti e, in questo caso, vista la giovanissima età, più promettenti.
Apre oggi i battenti, infatti, alle ore 19 (ma per amanti e collezionisti è possibile un’anteprima su prenotazione dalle ore 12 alle 18.30) tra le mura rosa e il pavimento nero, il secondo capitolo della mostra Stories from the wonderland, la cui prima parte, conclusasi il 16 novembre, era stata battezzata in concomitanza con la galleria il 12 ottobre.
Alla ribalta questa volta altri sette nomi internazionali: Kathie Olivas, Tim McCormick, Damon Soule, Andrea Ambrogio, Ahren Hertel, Nicoletta Ceccoli e Josh Clay, che condurranno per mano gli spettatori nei loro universi colorati e popolati di creature un po’ reali e un po’ no.
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Inaugura oggi a Roma uno spazio espositivo nuovo di zecca, dal nome buffo e un po’ carnevalesco, Dorothy Circus Gallery, nato dalle menti di Alexandra Mazzanti e Jonathan Pannacciò. Nero, bianco e rosa sono i colori di sfondo per un ambiente che si propone di essere centro propulsivo in Italia di quella corrente figurativa nata negli anni ‘60 in America con il nome di Lowbrow o Pop surrealism (ne parlavo anche stamattina nell’articolo su Anthony Lister), una specie di meltin’ pot culturale con un occhio all’underground popolare e uno all’infanzia e al carnevale, il tutto condito da atmosfere noir, fumetto, musica punk, tattoo art, pop art e automatismo psichico surrealista.
Il risultato è un’arte figurativa luminosa e a volte chiassosa, popolata da moderne lolite, figure più simili ad automi che ad esseri umani, buffi animali e scene alquanto visionarie. Un punto di svolta dopo la seriosa stagione minimalista, una corrente volutamente antitetica rispetto alla cosiddetta Highbrow (l’arte alta, quella ufficiale) e a lungo bistrattata e ignorata dalla critica.
Dorothy Circus Gallery la ospita, con l’intento di avvicinarla al pubblico e fornire agli appassionati un punto di incontro e di confronto, in cui scoprire tutte le novità che l’underground è in grado di offrire. L’evento inaugurale, Stories from the Wonderland, è diviso in due capitoli, come dichiarato nel sito, il primo a partire da oggi, il secondo dal 30 novembre. Due mostre in cui troveranno spazio artisti soprattutto americani ma anche europei (e non mancheranno anche nomi italiani).