A New York, da Priska C. Juschka Fine Art, è in corso Stockholm Syndrome (always with you) - La Sindrome di Stoccolma (sempre con voi), una personale di Stefano Cagol che presenta video e fotografia. La provocatoria ricerca dell’artista parte col descrivere una relazione impossibile… che cosa combinano insieme Patty Hearst e Elena di Troia? Aldo Moro e Peter-Juergen Boock? E la Sindrome di Stoccolma e la Sindrome di Lima possono manifestarsi in maniera complementare?
Sono molte le associazioni concettuali nell’opera di Cagol, che tendono a spingere l’occhio dello spettatore oltre l’ovvietà del racconto quotidiano delle immagini. Sovvertire i punti di vista senza imporre verità, ma stimolando ad una riflessione che è essenzialmente psicologica, dentro se stessi.
In mostra fino al 19 marzo 2011 le opere più recenti dell’artista trentino, l’ultimo video, Evoke/Provoke, realizzato in Norvegia, sulla punta settentrionale della Scandinavia, che evoca l’idea di una sommossa sradicata da un tempo ed un luogo.
La Sindrome di Stoccolma (sempre con voi) - Stefano Cagol a New York




Non è una novità che esistano prodotti d’arte e di design realizzati con la Lego, i mitici mattoncini componibili che hanno allietato i pomeriggi, rivisitato con musiche e atmosfere ispirate ai videogiochi classici della Nintendo (Super Mario Bros, PacMan, Yoshi, Pong).
Si tratta di un lavoro di Rymdreglage, duo svedese (Daniel Larsson e Tomas Redigh) che ha impiegato la bellezza di 1.500 ore di lavoro. Un vero e proprio video musicale, con la colonna sonora composta da Larsson, che, a 11 mesi dalla data di pubblicazione, è stato visto su Youtube da quasi 7 milioni di persone.

La Masquerade, la street art vista dalla prospettiva del tessuto. Lavorato a maglia intorno a pali, sculture, corrimano ed elementi dell’arredo urbano, per dare vita ad un’allegra guerriglia artigianale e provocatoria, tutta al femminile. I loro “vestiti” ed i loro stickers tessili sono sparsi in giro per il mondo, da Stoccolma, città di di partenza, fino a Parigi, Copenaghen, Milano, Amburgo, Roma, Berlino e gli States.
Le loro azioni nelle strade e nelle piazze sono anche una rivendicazione a livello politico che conduce a riflettere sul ruolo della donna nella nostra società. Oggetti che richiamano una femminilità artigianale, il fatto a mano che esce dall’ambiente domestico per ritrovarsi in contesti imprevedibili. Un detournement che è anche un invito al gioco per il pubblico, distratto nel quotidiano incedere dell’urbanità.
Le due artiste dell’uncinetto svedese sono passate proprio in questi giorni da da Firenze, in Piazza della Repubblica, quella del Caffè delle Giubbe Rosse per intenderci, vicino al Duomo. C’è da scommettere che lampioni, pietre, statue e panchine siano state colpite.

Ultimamente trovo molto interessanti gli artisti che si cimentano con l’illustrazione e l’aspetto narrativo delle opere d’arte. Tra la miriade di proposte delle gallerie ho scovato un artista svedese molto interessante, Jockum Nordström.
Attraverso disegni e collage, Nordström è capace di raccontare storie affascinanti, molto spesso cariche di erotismo, ma mai volgari, al contrario caratterizzate da un’atmosfera giocosa e delicata. Quotidianità e fantasia si mischiano con una dimensione temporale senza regole, dove tutto appare sospeso e facilmente leggibile.
In Italia non è rappresentato da nessuna galleria privata, ma Nordström è molto noto sulla scena internazionale e le sue opere sono presenti nelle collezioni del MoMA e del Moderna Museet di Stoccolma. È in corso, fino al 14 marzo,una personale presso la galleria Zeno X di Anversa, in Belgio.
Via | Vasili Kaliman’s Art Patrol
Jockum Nordström: disegni e collage



Continua a leggere: Dalla Svezia: disegni e collage di Jockum Nordström
Per chi, come me, ama le immagini mixate, le sovrapposizioni tra disegno fotografia e computer design, imperdibile un giro sul sito di Linn Olofsdotter, illustratrice svedese dal tratto ipercolorato.
Mondi incantati e fiabeschi si avvicendano nei disegni ispirati alla natura, con punte di immaginario “gothic lolita”. Creature marine, elementi vegetali degni di un’erbario psichedelico, animali fuggiti dal mondo dei fairy-tales. La cosa curiosa è che Linn ha iniziato a disegnare non prima dei 20 anni.
Il suo stile è molto personale e sgorga spontaneo dalle ispirazioni tratte dai frequenti viaggi e spostamenti, anche di casa. Svezia, Brasile, USA. Prima di dedicarsi all’illustrazione, si è cimentata con le più svariate applicazioni mediali, soprattutto nel campo dell’advertising. Poi, la virata a free-lancer. Ed è lì che è le sue illustrazioni l’hanno consacrata artista a tutto tondo. Tra i suoi “clients”, patinati magazine di ispirazione artistica come Bon e nomi fashion come La Perla e Oilily.
Prosegue nel 2008 il progetto collettivo di “Icehotel“, l’hotel artistico temporaneo situato nel piccolo villaggio di Jukkasjärvi, Svezia, a 200km dal Circolo Polare Artico.
Fatto di neve e ghiaccio, appena la temperatura si abbassa, dal mese di novembre architetti, designer e artisti si mettono al lavoro per creare delle “Art Suite“, camere d’arte uniche ogni anno realizzate con design e sculture diverse.
Quest’anno è stato coinvolto anche il Lighting Laboratory at the Royal Institute of Technology (KTH) di Stoccolma, per creare un’illuminazione particolare e rendere l’esperienza ancora più unica.
Continua a leggere: Icehotel. L'hotel d'arte scolpito nel ghiaccio svedese
Per creare delle animazioni ha bisogno solo di due cose: un pennarello e una lavagna magnetica. E’ Kristofer Ström, svedese, da poco vincitore del Music Vision Award.
Ho scoperto che è diventato famoso grazie a YouTube e la caratteristica delle sue animazioni è l’interattività tra le mani che plasmano e i personaggi appena disegnati, che si animano e si trasformano continuamente creando una sequenza ininterrotta di situazioni diverse, il tutto a tempo di musica (composta dallo stesso Ström) .
Nel blog potrete trovare tutti i video e i graffiti di Kristofer Ström, autore fra l’altro di un divertente rotolo di carta (igienica?) disegnato da cima a fondo e di cui potete vedere il making-of sempre su YouTube.
Fotografa da tenere d’occhio secondo il nymag, per le potenzialità che l’artista svedese possiede.
Presente alla Whitney Biennial del 2006, Hanna Liden ha tutte la caratteristiche del naturalismo pagano (i riti esoterici legati alla natura) e del protestantesimo scandinavo (il senso della morte, le domande sull’esistenza di un dio). Questa lotta tra religione e sua negazione emerge dalle fotografie, che hanno per soggetto paesaggi desolati e sconfinati abitati da figure umane mascherate in viso.
Continua a leggere: Il naturalismo pagano della bergmaniana Hanna Liden
Le persone ritratte in queste immagini sembrano uscite da un altro mondo, con lo sguardo perso e un pò vuoto. Non è una posa, non è un ritocco, non sono di cera. E’ l’effetto sorprendente di “From Darkness“, lo strano esperimento fotografico di Ulf Lundin del 2002.
From Darkness - fotografie di Ulf Lundin



Continua a leggere: Flash a sorpresa, sguardo allucinato. Effetto Ulf Lundin