Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag The Guardian

Adrian Searle e i piccioni di Cattelan

pubblicato da penelope.di.pixel

adrian searle

Quest’anno alla Biennale non ci potrò essere, e commentare un evento specie di questo tipo senza esserci stati è veramente difficile: per questo nei prossimi giorni vi proporrò un po’ di rassegna stampa internazionale per capire come la più grande kermesse di arte che l’Italia ospita è stata vista e recensita nel mondo.

Intanto, veramente imperdibile è questo video girato ieri 3 giugno da Adrian Searle, per chi non lo conoscesse critico d’arte per il Guardian dal 1996 partito da studi di pittura, curatore e giornalista. Ironico, tagliente, leggero, il mini tour di Searle, che si intitola “Biennale Venezia: ho le oreccie che mi fumano”, parte dal Padiglione Americano dove sullo sfondo campeggia “Track and Field”, il carro armato con tapis roulant di Allora&Caldzilla su cui si esibisce Dan O’Brien, medaglia d’oro nel decathlon nel 1996 (torneremo su questo interessante padiglione per capire meglio la scelta curiatoriale di Lisa Freiman). Ma ma la mia tutto sommato noiosa telecronaca si ferma qui, per il resto guardate il video. Un’unica osservazione. Quando entra nel head quortier della Biennale e il suo sguardo si sposta da Tintoretto ai piccioni di Maurizio Cattelan, Searle ci regala una perla di saggezza e di critica letteraria: i piccioni di Venezia sono certo famosi, ma la cosa realmente rilevante è la loro indole democratica perchè “they crap on anything” (traduzione letterale da wordreference.com: cagano su ogni cosa), che si tratti del rinascimento italiano o dell’arte contemporanea americana…

Il mio riassunto in sintesi? Eviva gli inglesi, anche alla Biennale. Il loro stile giornalistico unito al loro humor resta impagabile.

Via | The Guardian

....
condividi 1 Commenti

Un'opera di Yinka Shonibare da scaricare gratuitamente

pubblicato da Sara

Yinka Shonibare

Sul sito del quotidiano britannico The Guardian è possibile scaricare gratuitamente un’opera dell’artista Yinka Shonibare, in versione screensaver o stampabile.

Si tratta di un omaggio alla Whitechapel Gallery di Londra (che ha riaperto due giorni fa) e alla sua storia espositiva. Shonibare ha infatti realizzato un collage a partire dagli archivi dello spazio espositivo che include ritagli di opere di David Hockney, della Guernica di Picasso fino alle stampe africane e a un ritratto del mitico artista hiphop Dizzee Rascal.

L’artista di origini nigeriane ha tratto come ispirazione principale proprio la mistura di culture che nel corso degli anni sono state ospitate dalla Whitechapel.

Il collage è disponibile per il download in quattro versioni, tutte irresistibili.

....
condividi 0 Commenti

Antony Gormley recluta comparse per Trafalgar Square

pubblicato da Sara

Antony Gormley, Trafalgar Square

Chiunque voglia diventare un’opera d’arte per un’ora della sua vita è avvisato: Antony Gormley, uno dei più famosi scultori inglesi contemporanei, è in cerca di 2.400 volontari che prestino sessanta minuti della loro esistenza per il progetto del Fourth Plint di Trafalgar Square a Londra.

Il progetto è intitolato One & Other e il compito è relativamente facile: si tratta di salire per un’ora sul plinto granitico della piazza e fare ciò che più si ritiene opportuno, nei limiti della legalità. Leggere, suonare, cantare, ballare o anche solo guardarsi attorno.

Tra i partecipanti l’artista stesso, che si dice terrorizzato ma allo stesso tempo eccitato, e il direttore della National Portrait Gallery di Londra.

Convinti? Per partecipare basta visitare il sito www.oneandother.co.uk

Via | The Guardian

....
condividi 0 Commenti

La top 50 dei video d'arte su You Tube secondo The Observer

pubblicato da contemporanea

Su YouTube, si sa, nel bene e nel male si trova praticamente di tutto. L’inglese The Observer, settimanale fratello del The Guardian, ha stilato una classifica dei 50 migliori video dedicati alle arti in senso lato: si va dal teatro al jazz, dalla sezione pop, rock e folk alla letteratura, dal cinema alla musica classica.

Per quanto riguarda l’arte di cui ci occupiamo noi, la selezione dell’Observer include un video di Jackson Pollock in azione girato da Hans Namuth (1951), uno di Andy Warhol intitolato Blow job (1963), un’intervista a Francis Bacon (1985) e una a Jean Michel Basquiat (1978), Anemic cinema di Marcel Duchamp (1926) e The reflecting pool di Bill Viola (1977-1979).

Un tantino arbitraria come classifica, questo è innegabile.

via | guardian.co.uk

....
condividi 1 Commenti

Inanimate Alice, una storia digitale di Babel

pubblicato da margherita

Babel, nome con cui si firma l’artista digitale Chris Joseph, prima di creare Eisenstein’s Monster ha sviluppato con la scrittrice Kate Pullinger un racconto multimedia di grande creatività.

Il progetto si chiama Inanimate Alice ed è una storia narrativa per il web che racconta il viaggio interattivo di Alice da quanto ha otto anni fino ai venti. Al momento sono stati girati 3 episodi, prodotti dalla The Brad Field Company, ma altri sono in programmazione.

Consensi favorevoli della stampa (il sempre citato Guardian ma anche El Pais) e da varie istituzioni culturali e vincitore del Premio per l’arte digitale 2005, premio promosso dal MAXXI e dalla Fondazione Rosselli.

Le storie digitali di Babel sono lunghe, con un fine spesso educativo oltre che interattivo, quasi un esperimento di narrazione trasportata sul web. Sempre sue: The Breathing Wall (in collaborazione con Kate Pullinger) e Animalamina.

....
condividi 0 Commenti

Move-Me. La danza al tempo della net art

pubblicato da margherita

Move-Me è un progetto inglese del 2006 che consiste in una cabina, come quelle per fare le foto tessera, con videocamera. I partecipanti entrano e scelgono un coreografo tra quelli proposti e poi seguendo le istruzioni si muovono creando brevi filmati di danza.

Terminato il tempo della loro performance i protagonisti ricevono un biglietto con data e numero id per poi potersi rivedere online sul sito.

In questo modo viene creato un archivio video dove tutti possono essere danzatori per un giorno, guidati da un pannello di esperti maestri di danza, e allo stesso tempo essere protagonisti individuali di un progetto collettivo basato sulla creatività (secondo il trend di molti esperimenti artistici e sociali del momento).

Continua a leggere: Move-Me. La danza al tempo della net art

....
condividi 0 Commenti