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Tutti gli articoli con tag Tracey Emin

Quilts, le coperte depositarie di memoria, in mostra a Londra

pubblicato da margherita

At the End of the Day - 2007 - Natasha Kerr

Sta avendo molto successo a Londra Quilts: 1700-2010, la mostra in corso al V&A Museum. In un’area del museo, sono raccolti lavori di cucito di oltre 3 secoli di storia. Non solo le tradizionali coperte fatte di ritagli di stoffa, ma anche letti interi foderati di tessuti ricamati.

Lavori fatti da donne e rivolti ad un pubblico femminile. Queste le intenzioni della curatrice della mostra, ed in effetti guardando il numeroso pubblico incontrato all’evento, è così (quante visitatrici in un giorno infrasettimanale).

Quella di cucire pezzetti di stoffa e decorarli attraverso il filo con storie personali, o con racconti politici, è una tradizione molto sentita nei paesi anglosassoni, che mi sembra non faccia parte della nostra cultura. O per lo meno, questa è la mia sensazione ed esperienza, fatta più di lavori di maglia e di uncinetto.

Il fascino di questi lavori sta nel fatto che uniscono due elementi interessanti: il lavoro artigianale femminile (riscoperto tra l’altro in questi ultimi anni dalle generazioni più giovani), e lo spirito del tempo in cui sono realizzati (diventando così le coperte, depositarie di memoria). Sarà forse questa la ragione per cui sono riuscita ad apprezzare e capire di più i quilts contemporanei che non quelli del passato (in totale sono esposti circa 65 pezzi). Più opere d’arte concettuali, che non semplici lavori artigianali, quelli contemporanei parlano di guerre, dolori personali e collettivi di oggi, con proclami meno patriottici e più introspettivi. Alcuni inglobano elementi come la fotografia e sono stati commissionati appositamente per la mostra.

Quilts: 1700-2010 - V
Liberty Jack Quilt - Janey ForganTo Meet My Past - 2002 - Tracey Emin

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Johnnie Shand Kydd al MADRE di Napoli

pubblicato da Elisa

Johnnie Shand Kydd al MADRE

Aprirà il 31 ottobre al Madre di Napoli una personale di Johnnie Shand Kydd, celebre fotografo britannico, classe 1959. Il nome di Johnnie Shand Kydd è spesso associato ai Young British Artists (YBAs), i soliti noti tra cui Damien Hirst e Tracey Emin, di cui ha realizzato molti ritratti fotografici.

Infatti, prima di essere una star, Shand Kydd lavorava in una galleria a Londra, a Bond Street. Inizia a fotografare quasi per caso amici e conoscenti vari, molti dei quali erano o sarebbero diventati delle star dell’arte britannica… ed eccolo diventare una star, anche lui. Fotografie casuali, semplici, che ritraggono i suoi amici che si ubriacano, che ballano, che lavorano nei loro atelier…

La mostra napoletana, però, ha un tema ben differente. Johnnie Shand Kydd negli ultimi anni ha frequentato assiduamente e in anonimato la città di Napoli, e il risultato di questi tour è una serie di bellissime fotografie che rivelano la città partenopea in tutte le sue affascinanti contraddizioni. Fino al 10 febbraio 2010.

Johnnie Shand Kydd al MADRE
Johnnie Shand Kydd al MADREJohnnie Shand Kydd al MADREJohnnie Shand Kydd al MADREJohnnie Shand Kydd al MADRE

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Fiat 500 dipinte da Damien Hirst vendute all'asta per beneficenza

pubblicato da margherita

Fiat 500 disegnata da Damien Hirst per ARK

5 Fiat 500 decorate da Damien Hirst hanno raccolto la cifra di 440 mila sterline ad un’asta benefica che si è tenuta a Londra per l’associazione ARK (Absolute Return for Kids), che raccoglie fondi per assistere bambini poveri e malati in tutto il mondo.

Le auto sono state donate da Fiat e decorate con farfalle da Hirst e quindi messe fra i premi in palio dell’asta che si è svolta la settimana scorsa. Tra le star di Hollywood che hanno partecipato all’evento c’era anche Uma Thurman (che forse non tutti sanno, è da poco tempo fidanzata con il presidente dell’associazione, il milionario finanziere Arpad Busson).

Non sapevo invece che Fiat avesse già fatto questo tipo di esperimento artistico con Tracey Emin, che nel 2007 e 2008 ha decorato 4 auto, anche loro andate in beneficenza per altre associazioni.

Via | Carkeys

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Tracey Emin: libro in uscita e mostra alla White Cube di Londra

pubblicato da margherita

Suffer Love II - 2009 - Tracey Emin - Photo: Tracey Emin - Courtesy White Cube

Periodo fortunato per Tracey Emin. La Rizzoli le dedica una pubblicazione “A Thousand Drawings” e la White Cube gallery di Londra una mostra “Those Who Suffer Love”, che inaugura il 29 maggio. Il gallerista Jay Joplin del resto sostiene da tempo l’artista.

Per l’occasione il The Guardian ha tracciato qualche giorno fa un profilo interessante dell’artista, non particolarmente simpatica, egocentrica ma che penso sia molto diretta e onesta. Tutta la sua arte è sempre ruotata intorno alla sua vita, ai suoi drammi personali, ai suoi amori, cosa che è stata apprezzata da molti, ma anche criticata da quelli più conservatori. Il disegno ha avuto un ruolo importante nella sua evoluzione di artista, più di quanto pensassi a dire il vero, materia che ha studiato per diversi anni. Per la mostra alla White Cube presenta un’evoluzione di questo suo percorso, con disegni che vanno indietro agli anni Ottanta per arrivare ad oggi 2009. Il tema è legato all’(auto)erotismo, che non è una novità, ma si nota davvero l’evoluzione che è avvenuta nell’artista. Non solo nel tratto, ma anche nella persona che la Emin è diventata, adulta che non si disegna più come una ragazza.

La mostra chiude il 4 luglio.

Tracey Emin 2009
Harder - 1995 - Tracey Emin - Photo: Tracey Emin - Courtesy White CubeFish Woman - 1990 - Tracey Emin - Photo: Tracey Emin - Courtesy White Cube

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I cinque artisti più bravi a letto

pubblicato da Sara

Tiziano Venere di Urbino

Sarà il fine settimana, foriero di sonnellini, ma un curioso articolo del Guardian ha attirato la mia attenzione. Il giornalista Imogen Carter ha individuato i cinque letti più famosi della storia dell’arte.

L’occasione è stata l’acquisizione da parte della galleria Saatchi dell’opera The Bed di Will Ryman, e i prescelti sono stati, in ordine cronologico, la Venere di Urbino di Tiziano (1538), La camera di Van Gogh di Vincent Van Gogh (1888/89), My Bed di Tracey Emin (1999) e In Bed di Ron Mueck (2005).

Voi che ne pensate? Aggiungereste qualche opera alla lista?

I letti d’arte più famosi
I letti d'arte più famosiI letti d'arte più famosiI letti d'arte più famosi

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Sienna Miller e Damien Hirst. Un video d'arte per The Hours

pubblicato da margherita

Gira da qualche giorno la notizia che l’attrice Sienna Miller sia un’appassionata di arte contemporanea, soprattutto dei lavori di Damien Hirst (ma anche di Tracey Emin e Jonathan Yeo, l’autore della Hilton versione porno comprata da Hirst) tanto da avere fatto, durante la prevendita, delle offerte su alcuni lavori di Hirst messi all’asta per dicembre alla Lazarides Gallery di Londra.

E solo per puro caso è uscito il video musicale “See the light” del gruppo musicale The Hours, in cui è protagonista. E sempre per puro caso il video ha come art director Damien Hirst (il regista invece è Tony Kaye).

Neanche a dirlo, mentre l’attrice vaga come una pazza tra borse e scarpe, nelle sue allucinazioni si vedono carcasse di animali e The Factory Girl si imbratta di sangue. Troppe coincidenze per non essere frutto di laboriosi studi di pr, ma il video macabro mi piace.

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Fourth Plinth: sculture per Trafalgar Square

pubblicato da margherita

One and Other - Antony Gormley

Questi che vedete sono i 6 progetti selezionati da una commissione per l’opera che dovrà essere sistemata sopra il “The Fourth Plinth” di Trafalgar Square a Londra.

Rimasta vuota per molti anni (dal 1841 al 1999), da qualche tempo la base vede il susseguirsi di opere realizzate da artisti prevalentemente inglesi, ma la presenza dello straniero sta cominciando a penetrare. Infatti la scultura attualmente visibile sul plinto è “Model for a Hotel 2007″ dell’artista tedesco Thomas Schütte.

Per il 2008, la commissione ha deciso di dare voce al popolo e dopo una prima selezione ha esposto i modelli alla National Gallery e ha invitato la gente a votare per i progetti scelti. Si può dare la propria preferenza nel museo o online fino al 30 marzo.

The Fourth Plinth
One and Other - Antony GormleyFaites l'Art, pas La Guerre - Bob&Roberta SmithSky Plinth - Anish Kapoor

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Stefan Brüggemann, parole che diventano opere d'arte

pubblicato da contemporanea


Stefan Brüggemann è nato in Messico e tuttora si divide tra Mexico city e Londra. La sua ricerca si inserisce all’interno di un movimento che coinvolge un folto gruppo di giovani artisti messicani, impegnati in un approccio irriverente e sovversivo nei confronti dell’arte.

Il lavoro di Brüggemann si connette alla produzione di altri artisti concettuali, come Jenny Holzer e Barbara Kruger, che dalla metà del secolo scorso hanno fatto della parola la loro arma, sfruttandone la natura di mezzo di comunicazione semplice e forte nello stesso tempo.

Alcuni esempi dell’opera di Stefan Bruggemann

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Tracey Emin, la vita in un'opera d'arte

pubblicato da contemporanea


Il lavoro di Tracey Emin è tutto meno che scontato. Tra le punte di diamante della Young British Art, gruppo di artisti tenuto a battesimo dalla londinese Saatchi Gallery e di cui fa parte anche Damien Hirst, la Emin porta in scena un’arte sfacciata, irritante, in cui riversa senza filtri ma con apparente poesia la propria vita, nei suoi risvolti più prosaici e irriverenti.

Non a caso, tra le sue opere più note figura My bed (nella foto), un’installazione, poi acquistata da Charles Saatchi, costituita da un letto disfatto (quello dell’artista) cosparso di macchie organiche, attorno e sopra il quale sono disseminati oggetti privati tra cui mutandine sporche di liquido mestruale, preservativi usati e un paio di pantofole. Presentato alla Tate Gallery nel 1999 in occasione del Turner Prize, My bed sollevò, com’era prevedibile, un vespaio di polemiche.


Alcuni lavori di Tracey Emin

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