“Caratteri mobili” è la mostra del writer KayOne che si tiene alla Triennale Bovisa dal 15 settembre al 2 ottobre. I graffiti che vedete qui sopra e nella gallery sono un esempio dello stile di questo artista, presente sulla scena italiana da molti anni, dalla fine degli anni ‘80. Un luogo istituzionale, dunque, per proporre l’arte povera della contemporaneità metropolitana, alla quale Kayone ha reagito con sicurezza e con esperienza.
Alla mostra saranno presenti infatti le opere pittoriche di Kayone, che sorprendono per molti motivi. Innanzitutto per la tecnica e lo stile, così lontani da quelli espressi su muro, per soggetto e per composizione; e poi sorprende la coscienza pittorica di questo artista, che sembra molto sviluppata. Dipingere sui muri e dipingere su tela non è la stessa cosa, e KayOne ne sembra particolarmente consapevole.
I suoi quadri, che potete vedere nella gallery, sono opere astratte, che ricordano vagamente Pollock; i colori creano dinamicità ed espressione; accostamenti cromatici “istintivi” e allo stesso tempo equilibrati evocano una sorta di caos metropolitano: un artista da tenere d’occhio, soprattutto per quanto riguarda la sua produzione su tela.
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Woodstock - The After Party è il titolo della mostra in corso fino al 20 settembre alla Triennale di Bovisa di Milano per celebrare i quarant’anni del concerto rock capostipite di tutti i grandi raduni musicali.
Forse alcuni di voi saranno stati all’happening tributo che si è tenuto a Livorno in occasione dell’apertura di Italia Wave Love Festival, alla presenza dell’ideatore della rassegna Michael Lang.
La mostra di Milano punta gli occhi sul pubblico, quella Woodstock Nation pescata nell’Archivio fotografico Corbis. A corredo dei bellissimi scatti, videoproiezioni e installazioni audiovisive.
Inaugura oggi, e apre al pubblico da domani, un nuovo progetto di Triennale Bovisa: Atelier Bovisa, un vero laboratorio d’artista che per questa prima edizione ospiterà Enzo Cucchi.
Fino al 14 giugno, Cucchi sarà il protagonista degli spazi con le sue opere e una serie di incontri-workshop aperti al pubblico in cui sarà possibile conoscere direttamente i processi creativi dell’artista.
Enzo Cucchi è un esponente della Transavanguardia italiana, quella corrente così denominata da Achille Bonito Oliva (curatore della mostra) che comprende anche Sandro Chia, Francesco Clemente, Nicola De Maria e Mimmo Paladino. Forse il più visionario del gruppo, Cucchi si è dedicato anche alla poesia fino alla fine degli anni Settanta, e ha sperimentato la propria poetica anche al di fuori dell’arte, ad esempio con collaborazioni e produzioni nell’ambito del design e della moda.
In Triennale sono esposte nove opere di grandi dimensioni e tre olii, e poi documenti e fotografie per ricreare l’atmosfera dell’atelier anche nell’allestimento. Nelle tele di Cucchi sono compresenti forme e materiali diversi, insieme a simboli riconoscibili di matrice classica o onirica. Anche nel disegno materiali eterogenei: ferro, rete metallica, gomma… La mostra è ad ingresso gratuito, e segnaliamo anche che nell’ambito di Atelier Bovisa sono attivi i laboratori per bambini di MUBA-Museo dei bambini dei Milano, laboratori che proprio dai materiali prendono spunto per un percorso creativo che avvicini anche i piccoli all’arte contemporanea.
Triennale Bovisa
Via Lambruschini, 31 - Milano
Anche la Triennale Bovisa si è organizzata per il Salone con una serie di eventi, alcuni un po’ deludenti a dire il vero. L’ambiente l’ho trovato meno curato e più desolato rispetto ad altri spazi, soprattutto considerando alcuni dei lavori presentati. Ad esempio il Tavolo Kauri di Mario Botta, collocato sul piazzale d’ingresso del museo. Un lavoro semplice ma spettacolare. Divertenti ma non dello stesso stile i “Recycled Toys” di Greg Lynn, Leone d’Oro della Biennale di Architettura di Venezia 2008. Grazie anche alle sue installazioni realizzate con i giocattoli riciclati che con l’intervento della tecnologia robotica diventano mattoni per costruire oggetti di uso quotidiano, l’artista si è aggiudicato il premio veneziano. Le quattro installazioni, portate alla Bovisa da Zerodisegno, rappresentano un tavolo anatra, un contenitore cane, un tavolo melanzana e una panca balena.
Altra mostra importante presente nello spazio fino al 18 maggio “La mano dell’architetto“, l’esposizione divisa in tre sedi, che raccoglie gli schizzi di 110 architetti. In questa sede alcuni lavori degli oltre 400 totali, allestiti in una stanza e nel corridoio antecedente. Non è spettacolare, ma penso sia rivolta agli amanti del disegno e agli architetti.
E dato che c’ero ho visto il Pink Pavillion di Gaetano Pesce. Mi è piaciuto il suo aspetto colorato e allegro, frutto di sperimentazione e ricerca unita al design. Senza dimenticare la sua utilità di abitazione di emergenza non inquinante. Il tema è più attuale che mai, non soltanto perché argomento social-politico, trattato al Salone e in altre occasioni, ma perché i disastri naturali recenti, motivano le ragioni di queste costruzioni. Per capire la natura del padiglione rosa, vi rimando ad un vecchio post che tratta l’argomento.
Triennale Bovisa: mostre e eventi per il Salone del Mobile
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A cinque anni dalla scomparsa di Guido Crepax, la Triennale Bovisa di Milano dedica a lui e alla sua Valentina, una mostra.
“Guido Crepax - Valentina, la forma del tempo” apre al pubblico il 21 settembre e chiude il 1 febbraio 2009.
Per la prima volta si cerca di capire il fumettista analizzandolo dall’interno, attraverso i ricordi e i pensieri. Altro aspetto innovativo è quello multimediale e relazionale con cui si presenta l’allestimento. Video, gigantografie, ambienti sonori, per far immergere il visitatore nel mondo di Crepax. Il percorso si divide in stanze, intese come luoghi diversi di intendere e vivere il tempo, dalle origini di Valentina al racconto della sua vita a Milano, alle sue avventure oltre la realtà, al rifugio nel mondo onirico. Oltre alle tavole ci sono video con interviste rivolte all’autore e ad artisti a lui vicino; spezzoni di film a cui si è ispirato; manifesti pubblicitari.
La mostra è curata da Caterina Crepax e Massimo Gallerani.
Guido Crepax - Valentina, la forma del tempo - Triennale Bovisa - Milano



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Per la prima volta in Italia si può vedere uno spaccato delle tendenze dell’arte contemporanea in Turchia in “Save as…“, la mostra collettiva che prosegue fino al 7 settembre alla Triennale Bovisa di Milano.
Non è una esposizione esaustiva di quello che il mercato turco offre oggi e non è neanche un evento tematico, piuttosto la libera interpretazione di 30 artisti sul presente e sul passato del loro paese. Artisti che si sono formati per la maggior parte negli anni Novanta anche se la svolta artistica verso il cambiamento si ha a partire dagli anni Settanta. Ed è proprio con un lavoro datato 1974 di Nil Yalter che inizia il percorso espositivo. Si tratta di un video, il primo dell’artista, che pone una forte critica nei confronti della posizione sociale a cui è costretta la donna. Critica simile si ha anche nei lavori di Canan Şenol e Şükran Moral che sono però molto più recenti, realizzati nel 2000.
Gülsün Karamustafa e Ayşe Erkmen sono invece gli artisti che rappresentano gli anni della svolta avvenuta dopo il colpo di stato del 1980, che ha portato ad un allontanamento sempre più radicale dalla tradizione.

Alla Triennale Bovisa una nuova mostra dedicata all’immondizia-junk. Trentacinque artisti si cimentano con scarti e ciarpame ispirati dalle riflessioni teoriche dell’architetto Rem Koolhaas.
Koolhaas nasce a Rotterdam nel 1944, famoso per classici di saggistica urbanistica come “New York delirius” osannato testo sulla cultura della congestione, e professore ad Harvard, è un attento analista dei comportamenti sociali e dei problemi relativi ai contesti urbani.
E’ la traccia e l’interazione umana a interessare questo filosofo-architetto-artista, a cui tra l’altro è stato affidato il compito di progettare un nuovo piano urbanistico per l’ex area industriale della Bovisa. La collettiva in corso a Milano è composta da lavori realizzati sotto gli occhi dei visitatori, che hanno potuto vedere tappi di bottiglia, vecchi cataloghi, strati di cartoni colorati e pezzi di lamiera assumere magicamente le fattezze di opera d’arte.
L’evento è in corrispondenza con il nuovo progetto Mayo Milano, che ogni anno nel mese di maggio organizzerà approfondimenti e punti di incontro per i giovani creativi ed i loro supporters. E l’arte si spalma sulla città.
Fino al 30 marzo è posssibile visitare “Kiefer e Mao che mille fiori fioriscano“, la mostra curata da Germano Celant alla Triennale Bovisa di Milano.
L’esposizione si presenta come una lettura inedita per il pubblico italiano dell’interesse di Anselm Kiefer per il ruolo politico-culturale di Mao Zedong nella storia occidentale. 35 le opere esposte divise tra 28 dipinti e 7 libri d’artista.
Kiefer e Mao che mille fiori fioriscano - Triennale Bovisa
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Il Pink Pavillion di Gaetano Pesce è stato inaugurato da qualche giorno in occasione della mostra su Victor Vasarely in Triennale Bovisa. Il padiglione esterno è visitabile ed in futuro funzionerà come laboratorio rivolto ai bambini per le attività didattiche legate alle mostre.
La costruzione è un cubo rosa dall’aspetto antropomorfo con piante ed alberi sia sulla facciata che sul tetto. L’aspetto più importante di questa sperimentazione architettonica di Gaetano Pesce è il materiale con il quale è costruito: il poliuretano, un materiale schiumoso che permette di costruire strutture tridimensionali leggere e stabili, in tempi rapidi.
Questo materiale lo incontriamo spesso nella vita quotidiana, è ampiamente utilizzato nella costruzione di oggetti piuttosto comuni come i volanti, i paraurti, alcune parti delle calzature, ed anche in oggetti meno comuni, ma questa sua sperimentazione in ambito architettonico potrà essere utile per studiarne l’utilizzo nell’architettura d’emergenza, le caratteristiche sono molto promettenti: non è tossico e quindi le costruzioni d’emergenza potrebbero essere abitate per periodi lunghi, anche in caso di pioggia dato che è resistente alle muffe. Quando poi la situazione d’emergenza dovesse rientrare, il luogo che ha ospitato questo genere di costruzioni non rimarrebbe segnato, il poliuretano è infatti smaltibile come qualsiasi altro rifiuto solido urbano, non inquina il terreno e in alcuni casi può essere riciclato mediante macinazione o recupero e riutilizzo di materie prime.
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A 100 anni dalla sua nascita, Milano omaggia Victor Vasarely con una personale alla Triennale Bovisa.
Un’esposizione di 80 tele e 50 disegni per conoscere la grande produzione artistica del maestro della Op Art e l’influenza che ha avuto nella storia dell’arte del ‘900 e nella sua epoca.
Victor Vasarely, Triennale Bovisa, Milano, dal 4 ottobre al 27 gennaio 2008.