
Siete d’accordo con l’opinione dello storico dell’arte Alessandro Morandotti che sul Giornale dell’Arte sottolinea come oggi che l’arte contemporanea è in voga in tutto il mondo, e non si parla d’altro, fino alla nausea a Milano questa è diventata una vera e propria moda? Io personalmente sì.
L’arte contemporanea è diventata una moda all’interno della città grazie all’attenzione che alcuni protagonisti del mondo del calcio hanno destinato a questi fatti ormai di costume: gli artisti del pallone intervengono in qualità di colezionisti e galleristi. I calciatori proprio a Milano, cominciano ad aprire gallerie d’arte anzichè boutique e ristoranti come facevano negli anni passati. Nessuno fa il proprio mestiere, ma tra l’altro la dispersione di energie si nota nella mancanza delle realizzazioni pubbliche degne di nota all’interno della città.
Infatti la tanto pubblicizzata realizzazione della Triennale Bovisa dedicata all’arte contemporanea e alla contemporaneità ha messo in campo in fretta e furia un capannone che sembra realizzato per una fiera di paese, e tutti lì a celebrare l’iniziativa subito di moda. Che cosa gli sarebbe costato realizzare un’architettura vera, coordinata con gli edifici davvero civili del vicino Politecnico Bovisa? Magari un po’ più di tempo di progettazione accurata, certo di mezzi economici, ma i soldi a Milano non vengono investiti in cultura, si sa.
Dopo le mostre “da casello a casello” - Dagli Impressionisti alle avanguardie, da Van Gogh a… - arrivano le mostre dai percorsi pluriennali. E così dopo l’apertura di Sequence One a Venezia, Milano risponde con Timer01.
La Triennale di Milano infatti ha organizzato e prodotto il progetto d’arte contemporanea TIMER. Il progetto dal percorso triennale nella sue prime edizioni avrà come tema l’artista e il suo essere nel mondo. La prima edizione Timer 01 ha come tema “Intimità/Intimacy” e affronta il rapporto che l’artista ha con se stesso nell’era della rivoluzione telematica. Tutte le opere in mostra sono realizzate dopo l’11 settembre 2001, data che ha segnato una svolta epocale e la vera entrata nel nuovo millennio. Timer si interroga così sullo spazio interiore nel nuovo contesto sociale che si è creato dopo l’attentato alle Torri gemelle, evidenzindo i fattori di crisi dell’occidente che hanno profondamente cambiato l’individuo nelle relazioni sociali. Trasformazione dei rapporti che si manifesta in maniera sottile nei linguaggi e nei temi affrontati dall’arte.
Il mio dubbio è se, e fino a che punto, avranno successo questo tipo di mostre sequenziali.