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Tutti gli articoli con tag Warhol

In mostra a Bonn Ménage à Trois di Warhol, Basquiat e Clemente

pubblicato da Eleonora Santonocito

Menage a Trois, Bonn

Cosa hanno in comune tre artisti come Warhol, Basquiat e l’italiano Francesco Clemente? La mostra a Bonn Menage a Trois alla Bundeskunsthalle ci aiuterà a rispondere. Abbiamo tempo fino al 20 Maggio. La mostra è realizzata con l’Arken, museo d’arte moderna danese. Le opere in mostra saranno comprese nel periodo che va dal 1983 al 1985. Una ricca retrospettiva di otto opere a “sei mani” dove ogni stile seppur diverso e riconoscibile collabora per un’opera d’arte totale. Ma saranno anche presenti in mostra più di 100 opere individuali per chi volesse apprezzare in modo assoluto l’ “impronta” di ognuno.

Lo stile che risalta prima è quello graffiante di Basquiat che scalfisce la tela di colori, parole e immagini con la stessa intensità di chi impara a vedere il mondo sotto una prospettiva diversa da quella consueta. “Come un vestito da festa fuori posto“( da scritte Samo, con cui Basquait ricopriva le strade) così può definirsi un quadro di Basquiat nonostante l’ormai indiscusso consenso della critica, capace di scardinare l’intellettualismo più radicato. L’influenza che ebbe Warhol, ormai con una carriera alle spalle rispetto al giovane Basquiat, fu molto forte. Il suo stile pop fatto di campiture piatte di colore e di immagini prese da fotografie e pubblicità, cromaticamente alterate, rendono lo stile del giovane “graffitaro” più confortante. E infine la transavanguardia italiana rapprersentata da Clemente che reduce da viaggi in India porta nella frenetica America la pacatezza della tradizione. Il suo autoritratto quasi sempre presente incorniciato da un paesaggio luminoso e simbolico ci riporta alla magia dei miti orientali e occidentali.

Tre artisti, che in controtendenza decidono di unirsi e sentono la necessità di superare la modernità rappresentata dall’arte concettuale, scegliendo i mezzi tradizionali della pittura figurativa. Questo menage artistico è emblema della fine dell’avanguardia e delle ideologie assolute e ci permette di osservare l’inizio anni ‘80 dell’arte come terreno di contaminazione tra diversi linguaggi.

Menage a Trois, Bonn Menage a Trois, Bonn

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Il pop barocco di Alan Mc Donald

pubblicato da Daniele

I dipinti di Alan Mc Donald
L’artista britannico Alan MacDonald crea dipinti apparentemente tradizionali che hanno una nota sovversiva in agguato sotto la superficie. Nelle sue opere dipinge ritratti nello spirito dei maestri olandesi, in cui incorpora prodotti o oggetti moderni. A caratterizzare ulteriormente questi strani accostamenti sono le frequenti didascalie poste sotto l’immagine principale. Le parole in questione sono spesso tratte da canzoni pop contemporanee e aggiungono un nuovo strato di significato all’immagine.

La combinazione di elementi crea in ogni opera una narrazione che prende in prestito, incrociandoli tra loro, immaginari che provengono dal mondo della storia dell’arte quanto dalla cultura popolare contemporanea. Damigelle in vespa o in monopattino, signorotti con le buste di patatine Walkers e altri incongrui accostamenti determinano - in una improbabile commistione di Rembrandt e Warhol - un effetto perturbante e ironico. Notevole.

I dipinti di Alan Mc Donald
I dipinti di Alan Mc DonaldI dipinti di Alan Mc DonaldI dipinti di Alan Mc DonaldI dipinti di Alan Mc Donald

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'DIY - Do it yourself Pop': nasce l'app ufficiale ispirata alle serigrafie di Andy Warhol per iPhone e iPad

pubblicato da Lorenzo Mazza

Alcune immagini che partecipano al concorso dell'Andy Warhol Museum

In giro ci sono molti plug-in per applicazioni di fotoritocco che danno alle vostre fotografie un tocco alla Andy Warhol. Due giorni fa è uscita però un’app dedicata, sviluppata dalla Carnegie Mellon University (CMU) insieme all’Andy Warhol Museum. Funziona su iPhone, iPad e iPod Touch e costa circa un dollaro.

Naturalmente però non montatevi la testa. La qualità analogica delle serigrafie warholiane non si ricrea in pochi semplici passaggi sul vostro smartphone. Il genio della pop art curava ogni singolo pezzo mettendo insieme fotografia e grafica.

Ciò che è interessante è che la nuova applicazione ha anche finalità didattiche. Al di là del divertimento, nasce per insegnare agli utenti come funziona il processo di serigrafia di Andy Warhol.

Non finisce qui: Il Warhol Museum ha lanciato un concorso. Potete iscrivere le vostre foto tramite l’account Twitter o Facebook del museo: gli esperti curatori sceglieranno le immagini create con l’applicazione che andranno in mostra per 15 giorni accanto agli originali del maestro.

Alcune immagini che partecipano al concorso dell’Andy Warhol Museum
Alcune immagini che partecipano al concorso dell'Andy Warhol MuseumAlcune immagini che partecipano al concorso dell'Andy Warhol MuseumAlcune immagini che partecipano al concorso dell'Andy Warhol Museum

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I "segreti" di Andy Warhol negli archivi dell'FBI

pubblicato da Lorenzo Mazza

Oggi Andy Warhol impazza nelle aste (uno dei suoi primi ritratti è stato venduto per 38 milioni di dollari) e in America ci sono strade, ponti e piazze a lui dedicate. Ma non è sempre stato così. La settimana scorsa l’FBI ha infatti reso pubblici i suoi file relativi all’artista americano di origini rutene.

Nel 1968 l’FBI aveva ricevuto una segnalazione che Andy Warhol, con un gruppo di freakkettoni di New York, stava girando un film porno al Linda Vista Guest House Ranch di Oracle. Il rapporto annota che: “la squadra stava parlando in un ‘hippish’ e in modo volgare. Un uomo con una grande testa, stempiato e con grandi labbra, è stato sentito dire che preferiva fare sesso con i cavalli che con gli esseri umani. La protagonista femminile era una ragazza che si chiama ‘Viva’“. Il rapporto dell’FBI nota che era ‘carina’. Warhol, il capobanda, viene descritto come un maschio bianco, età compresa tra 45 a 50 ani, magro, capelli grigi legati in una coda di cavallo, indossando abiti ‘hippy’.

Come sappiamo, Warhol era lì per girare alcune scene del film Lonesome Cowboys, pellicola sul mondo gay che gioca con i luoghi comuni del selvaggio West, realizzata assieme a Paul Morrissey. Le testimonianze raccolte nell’occasione dall’FBI sono davvero esilaranti. Altri accusatori hanno dichiarato di avere visto quattro uomini nudi che indossavano cappelli e che il film non aveva trama né sceneggiatura. C’è chi ha fatto commenti riguardo l’uso improprio del mascara con le vesti da cowboy. Raccolto il materiale, l’FBi voleva incriminare l’artista, ma il Procuratore dell’Arizona Lawrence Turoff, si rifiutò.

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Arriva a Perugia 'Keith Haring... e la pop art'

pubblicato da Lorenzo Mazza

Apre i battenti a Perugia questo sabato 21 maggio 2011 al Centro servizi Galeazzo Alessi di Perugia (via Mazzini) Keith Haring… e la pop art, sessanta opere (tra stampe, litografie, quadri e installazioni), provenienti da galleristi e collezionisti italiani e americani.

A fianco di uno dei pionieri della street art, fino al 3 luglio in Umbria, ci saranno anche quaranta opere di autori come Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Mario Schifano e Franco Angeli.

La mostra è organizzata da Angelo Ciliani di Pubbliwork Eventi e vuole offrire un piccolo scorcio della scena artistica newyorchese degli anni ottanta. Una ventina di opere saranno esposte in maniera ‘diffusa’, nei negozi e negli esercizi della città (a questo link trovate la lista precisa).


Arriva a Perugia 'Keith Haring... e la pop art'Arriva a Perugia 'Keith Haring... e la pop art'Arriva a Perugia 'Keith Haring... e la pop art'

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Coca Cola e Liz Taylor: Warhol tiene banco nelle aste

pubblicato da Lorenzo Mazza

Torniamo ancora a parlare di Andy Warhol oggi. Il fascino del genio della pop art non finisce mai di stupire a livello di mercato. Nell’asta di ierisera da Sotheby’s, Contemporary and Post-war Paintings la sua Coca-Cola (4) (Large Coca-Cola), ha superato di oltre 10 milioni le stime di prevendita, arrivando ad essere battuta per 35.360 milioni di dollari.

Nella notte di lunedì invece, da Phillips de Pury & Company, un quadro del 1962 di Warhol, Men of her life (Gli uomini della sua vita), che ritrae una giovane Elizabeth Taylor in mezzo ai suoi mariti, è stato battuto per 63,3 milioni dollari.

Si tratta il secondo prezzo più alto mai pagato per un Warhol, dopo i 71.700 milioni di dollari raccolti da Christie’s per Green Car Crash (Green Burning Car I - 1963)” nel 2007. Proprio da Christie’s stasera è in vendita un’altra Campbell Soup… e direi che le case d’asta devono ringraziare il fascino che questo artista continua ad avere tra i collezionisti.

Coca Cola e Liz Taylor: Warhol tiene banco nelle aste
Coca Cola e Liz Taylor: Warhol tiene banco nelle asteCoca Cola e Liz Taylor: Warhol tiene banco nelle aste

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All'asta la collezione di Dennis Hopper

pubblicato da Lorenzo Mazza


Dispiace un po’, che a pochi mesi dalla morte di Dennis Hopper, i pezzi più importanti della sua collezione vengano messi all’asta (sarebbe stato meglio se il buon Dennis li avesse offerti a tutti in un pubblico museo). Una raccolta nata dalla frequentazione dell’attore-regista-pittore con i più grandi nomi dell’arte americana del dopoguerra (soprattutto pop art), che dovrebbe fruttare agli eredi circa 10 milioni di dollari.

Insieme all’attore Vincent Price, Hopper comprò per pochi soldi opere di artisti allora alle prime armi, come Warhol (si aggiudicò una delle prime versioni della Campbell Soup per soli 75 dollari), Basquiat, Claes Oldenburg, Julian Schnabel, Richard Prince, Wallace Berman e Bruce Connor, Donald Baechler, John Baldessari, Keith Haring, Kenny Scharf e Robert Rauschenberg.

Un po’ a causa del suo forte individualismo, un po’ perché conosceva gli artisti a cui comprava le opere, il suo collezionismo si concentrò sulle opere legate alla sua vita e al suo stile di vita. Pezzi forti dell’asta saranno dunque il Ritratto di Dennis Hopper di Warhol (1971, in polimeri sintetici e inchiostro serigrafico), stimato tra 800 mila e 1,2 milioni dollari, realizzato in tre versioni, blu, grigio e color crema. Poi un Untitled di Basquiat del 1987, stimato tra i 5 e i 7 milioni di dollari.

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Nuovo record per l'autoritratto di Andy Warhol

pubblicato da Lorenzo Mazza

Nella collana Sotheby’s Private View ecco il video della Contemporary Art Evening Auction. 32,6 milioni di dollari per un ritratto di Andy Warhol del 1986 (record assoluto in un asta), 31,4 milioni per un’opera di Mark Rothko (Senza titolo del 1961) e cifre da capogiro, che hanno sfondato i record, per Brice Marden, Maurizio Cattelan, Richard Serra, Juan Munoz e Richard Tuttle. Questi i risultati dell’asta di arte contemporanea battuta due giorni fa nella serata da Sotheby’s a New York. 190 milioni di dollari realizzati, contro una stima di pre-vendita che si aggirava tra i 114 e i 162 milioni.

Sono andati bene anche i “classici” Pollock, De Kooning, Mitchell, insieme alle sorprese dei più giovani Cattelan e Wool. C’è stato anche un buon interesse per la scultura di Serra, Bourgeois, Koons, Flavin, Judd, Kapoor e Munoz, tra gli altri.

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I Libri d'artista dalla collezione Consolandi a Palazzo Reale

pubblicato da Lorenzo Mazza

Non si ferma l’attività espositiva di Palazzo Reale nella primavera 2010. Ai nastri di partenza una mostra dedicata a un oggetto d’arte piuttosto singolare, il libro d’artista. Libri d’artista dalla collezione Consolandi. 1919-2009, a cura di Giorgio Maffei e Angela Vettese, andrà in scena dal 24 marzo al 23 maggio.

Paolo Consolandi, instancabile collezionista ed appassionato promotore dei giovani, ha raccolto volumi d’artista per oltre cinquant’anni, a partire dagli anni sessanta. I 130 libri presenti nella mostra a Milano documentano una modalità, una tecnica espressiva sperimentata dalle avanguardie storiche fino ai nostri giorni. Un percorso che si apre con il libro di Fernand Léger e Blaise Cendrars (1919) e si chiude con quelli di Sophie Calle (2007) e Sabrina Mezzaqui (2009).

Se volessimo risalire alle origini del libro d’artista, potremo quasi partire dalle miniature, i manoscritti miniati, colorati, per poi passare alle composizioni dada e surrealiste ed approdare alla ricerca specifica di autori come Joan Mirò e Léger. Dagli spunti narrativi di William Kentridge alla standardizzazione delle xerocopie di Alighiero Boetti. Maestri come Picasso, Max Ernst, futuristi e astrattisti, per arrivare fino alle grandi rivoluzioni di Bruno Munari. Ancora Tàpies, Warhol, Richter, LeWitt, Boltanski, Beuys, Gilbert&George, Cattelan, Hirst e molti altri.

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Le donne nella Pop Art

pubblicato da Lorenzo Mazza


Seductive Subversion: Women Pop Artists 1958 - 1968,” è la prima mostra di pop-art al femminile. La rivoluzione seduttiva delle donne è in scena fino al 15 marzo alla University of the Arts di Philadelphia.

La mostra riflette approfonditamente sul contributo delle donne al movimento Pop Art degli anni ‘50 e ‘60. Se di Warhol, Lichtenstein, Rauschenberg e Johns si sa praticamente tutto, delle loro colleghe di sesso femminile non si sa quasi nulla.

Il curatore Sid Sachs, è da cinque anni che lavora sulla mostra, per presentare opere in gran parte mai esposte al pubblico. Dipinti e sculture di Evelyne Axell, Boty Pauline, Vija Celmins, Chryssa, Niki de Saint Phalle, Rosalyn Drexler, Grebenak Dorothy, Kay Kurt, Yayoi Kusama, Lee Lozano, Marisol, Mara McAfee, Östlihn Barbro, Faith Ringgold , Martha Rosler, Marjorie Strider, Alina Szapocznikow, Idelle Weber, Joyce Wieland e May Wilson.

Pop art al femminile
Pop art al femminilePop art al femminilePop art al femminilePop art al femminile

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