Sono ufficialmente online i nomi dei candidati selezionati per il “The Webby Awards“, il premio per il web assegnato ai migliori siti del 2008. La lista dei website selezionati include qualcosa come 70 categorie, il criterio di scelta la bellezza visiva, l’utilità, la funzionalità ecc.
C’è tempo fino al 1 maggio per dare le nostre preferenze tra i siti scelti dagli esperti. Registrandosi per votare si partecipa inoltre all’estrazione di un cellulare Nokia N95.
L’anno passato mi era sembrato che i siti fossero più interessanti, soprattutto quelli di arte, ma poi ho trovato una vecchia conoscenza di artsblog. Ne avevamo parlato anche noi ed ecco che compare nella categoria siti personali in corsa per il premio anche l’italiano My Moleskine, il blog di Fabio Iaschi.
Allora tutti a votare per Fabio.
Sono stati ufficializzati i vincitori dell’undicesimo Webby Awards.
Per la sezione net art sono stati premiati: The Dumpster (premio Webby) e Mono No Aware (premio popolare).
Per la sezione animazione e grafica web: Jonathan Yuen (premio Webby) e Adobe CS2.3 - The Creative Mind (premio popolare). Entrambi i siti hanno ricevuto altri premi per sezioni differenti e con ragione. Soprattutto Adobe CS2.3 - The Creative Mind, riesce ad unire veste grafica e illustrazione ad intrattenimento. Si può interagire con il mouse e clickare sulle animazioni o guardare e ascoltare le videointerviste fatte a “menti creative”.
Questo sito bello e colorato, Summer Of Love, è dedicato all’arte psichedelica degli anni ‘60 e ‘70 (il titolo ricorda infatti l’ estate dell’amore del 1967 a S. Francisco, con i primi figli dei fiori e le varie pasticche ed erbe).
Molto interessante per l’effetto visivo, anche se a livello di informazioni ce ne sono poche.
Tra i siti web d’arte più votati per il Webby Awards. Il caso di dire, prima di entrare, ARE YOU EXPERIENCED!
The Dumpster di Golan Levin, Kamal Nigam e Jonathan Feinberg è un progetto di net art anche lui in nomination per gli Webby Awards di questo anno.
Riprende un po’ il principio di We Feel Fine, ma in questo caso il sistema rintraccia i dati delle vite sentimentali (le rotture, gli allontanamenti, i tradimenti) dei teenager americani, come riportate nei loro blog nel corso del 2005.
Lanciato nel giorno di S. Valentino del 2006, fa parte di una serie di progetti artistici basati sul net, supportati dalla Tate Modern e dal Whitney Artport.
Continua a leggere: The Dumpster, la vita romantica dei teenager americani
Move-Me è un progetto inglese del 2006 che consiste in una cabina, come quelle per fare le foto tessera, con videocamera. I partecipanti entrano e scelgono un coreografo tra quelli proposti e poi seguendo le istruzioni si muovono creando brevi filmati di danza.
Terminato il tempo della loro performance i protagonisti ricevono un biglietto con data e numero id per poi potersi rivedere online sul sito.
In questo modo viene creato un archivio video dove tutti possono essere danzatori per un giorno, guidati da un pannello di esperti maestri di danza, e allo stesso tempo essere protagonisti individuali di un progetto collettivo basato sulla creatività (secondo il trend di molti esperimenti artistici e sociali del momento).
Continua a leggere: Move-Me. La danza al tempo della net art
Mono No Aware è un altro sito che vale la nomination (e al momento si trova in prima posizione) degli Webby Awards.
Net art utlizzata per aiutare e diffondere una causa green, quella di Mr. Sakamoto, il cui progetto “Stop Rokkasho“, consiste nel richiamare l’attenzione verso la contaminazione radioattiva in corso in Giappone, nel villaggio di Rokkasho.
Il progetto coinvolge chi lo visita in modo visivo, diffondendo sul monitor un fumo grigio che indica bene l’idea di contaminazione. Si può poi intervenire manipolando gli oggetti e il colore, tanto da ottenere un effetto distorto e sfocato molto allucinatorio.
Di questo splendido sito We Feel Fine ne hanno parlato in molti da Josh Spear a Infosthetics, ma dato che è stato nominato per gli Webby Awards 2007, in scadenza a breve, merita ancora una volta di essere presentato.
Nato nell’agosto del 2005, raccoglie tutte le “emozioni” espresse a livello globale da numerosi weblog. Ogni tot minuti il sistema cerca tra i post pubblicati sui blog la parola “I feel” o “I am feeling”, una volta trovata registra la frase e identifica il sentimento abbinato (gioia o tristezza). Data anche la struttura dei blog estrae età, genere, località.
Così ogni giorno vengono emesse nuove emozioni che vanno ad aggiungersi al database.
Sono più tristi le donne o gli uomini, gli inglesi o gli americani? I messaggi cambiano di colore e forma rivelando una mappatura del sentimento umano (certo di lingua anglosassone).
Progetto d’arte collettivo con un tono romantico di Jonathan Harris e Sepandar Kamvar. And I am feeling good!