
Apertura all’arte contemporanea in pompa magna per il Museo Nissim de Camondo di Parigi. Il prestigioso edificio costruito negli anni ‘10 del ‘900 (confinante con la cornice del parc Monceau) dall’architetto René Sergent, per custodire l’eccezionale assortimento di mobili ed oggetti d’arte del XVIII secolo appartenenti alla famiglia de Camondo e attualmente affidati alle cure delle Arti Decorative, non aveva mai ospitato prima una mostra dedicata all’arte attuale.
La miscela unica ed esplosiva che lega l’atmosfera settecentesca delle opere riunite dal collezionista Moïse de Camondo ai pezzi di affermati artisti contemporanei, crea contrasti a dir poco sorprendenti, incentrati sul tema dell’assenza e dello scorrere del tempo. Un dialogo a più voci che coinvolge Katinka Bock, Laure Bollinger, Louise Bourgeois, Susan Collis, Marcelline Delbecq, Dominique Ghesquière, Felix Gonzalez-Torres, Véronique Joumard, Sigalit Landau, Lucie Lanzini, Maria Loboda, Tony Matelli, Wilfredo Prieto e Charlotte Seidel, in uno spirito di continuità e apertura che instaura un vero e proprio “dialogo tra secoli”.
Niente scontri, ne tanto meno aspri confronti, la chiave di lettura è il dialogo tra i secoli, una sorta di cammino alla riscoperta dello spazio tracciato oltre il tempo che si arricchisce di costanti suggestioni. Il luogo diventa protagonista nella sua funzione di ospite partecipante. Scopre gli altari delle vite eccezionali che lo hanno attraversato e si sublima nella ricerca dell’equilibrio precario tra monumentalità, creatività ed effimero.
Un esempio di creatività a misura di studente, visto che l’esposizione è stata organizzata dagli allievi del Master Professionale di secondo livello L’Arte contemporanea e la sua esposizione della Sorbona (Paris IV). Un’occasione concreta per mettere alla prova le competenze acquisite nel percorso di studi e “assaggiare” concretamente le logiche del settore.
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Si è aperta lo scorso sabato 19 dicembre al PAN - Palazzo delle Arti Napoli, Los impolíticos. La mostra curata da Laura Bardier presenta un nutrito gruppo di artisti internazionali, che riflettono su una ‘visione impolitica’ del sentire contemporaneo. Circa quaranta opere di artisti provenienti da Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Guatemala, Messico, Uruguay e Venezuela, che non negano le loro caratteristiche individuali, ma anzi sottolineano i loro regionalismi.
In comune molte sfide, ma anche diverse soluzioni. In questi paesi c’è una crescente tendenza verso la classificazione delle persone sulle basi del proprio orientamento politico e ideologico. Los impolíticos presenta 26 artisti - alcuni affermati, altri emergenti - che lavorano con l’intento di costruire un lessico in grado di definire i fatti e le cose nella realtà contemporanea da una chiara prospettiva e non da generico punto di vista.
L’espressione “Los impolíticos” indica la natura del progetto espositivo che concentra la nostra attenzione su alcuni settori chiave delle Americhe, quelli collegati tra loro in base alle caratteristiche culturali, politiche e storiche. Gli artisti in mostra sono Iván Abreu Ochoa, Marcela Armas, Stefan Brüggemann, Yoan Capote, Donna Conlon, Alexandre Da Cunha, Detanico & Lain, Leandro Erlich, Dario Escobar, Jose’ Antonio Hernández-Diez, Geraldine Juárez, Marcos López, Rafael Lozano-Hemmer, Jorge Macchi, Leo Marz, Cildo Meireles, Vik Muniz, Dulce Pinzón, Liliana Porter, Wilfredo Prieto, Paul Ramirez Jonas, Sara Ramo, Miguel Angel Ríos, Adriana Salazar Ve’lez, Martin Sastre, Pablo Serra Marino.
E’ dedicata al rapporto tra arte ed economia la mostra “Arte, prezzo e valore - Arte contemporanea e mercato“, dal 14 novembre al CCCS - Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Firenze.
Si parla sempre di più del mercato dell’arte gonfiato e prossimo alla bolla (che stenta ad arrivare per molti, che è già tra noi per altri), con prezzi d’asta stellari e opere commerciali fatte per scandalizzare e finire nelle riviste; con troppe biennali, festival, fiere e manifestazioni. La mostra analizza il fenomeno, che per quanto riguarda l’arte contemporanea non ha precedenti, e il sistema di produzione che è radicalmente cambiato negli ultimi vent’anni. Un mercato che richiede idee e opere nuove in continuazione, velocità di esecuzione, arte emozionale, per catturare l’attenzione di un pubblico abituato alla spettacolarizzazione.
L’esibizione raccoglie 22 artisti, tra i quali due degli autori colpevoli/vittime di questo sistema come Damien Hirst e Takashi Murakami, affiancati da Luchezar Boyadjiev, Marco Brambilla, Marc Bijl, Fabio Cifariello Ciardi, Claude Closky, Denis Darzacq, Eva Grubinger, Pablo Helguera, Bethan Huws, Christian Jankowski, Michael Landy, Atelier van Lieshout, Thomas Locher, Aernout Mik, Antoni Muntadas, Josh On, Dan Perjovschi, Wilfredo Prieto, Cesare Pietroiusti.
Fino all’11 gennaio 2009.
Arte, prezzo e valore. Arte contemporanea e mercato - CCCS - Firenze



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Wilfredo Prieto, artista cubano presente alla Biennale di Venezia all’interno della collettiva “Territorios” con l’installazione “Biblioteca Blanca” (seimila libri completamente bianchi), qualche settimana fa ha presentato “A Moment of Silence”.
Trattasi di un “.exe” che, una volta scaricato e lanciato, oscura con una sorta di implosione lo schermo del computer e per sessanta secondi propone un monitor desolatamente nero. A nulla serve muovere nervosamente il mouse o premere “any key” come se “A Moment of Silence” fosse un banale screensaver. L’applicazione impedisce infatti per un minuto qualsiasi azione. In questi attimi consiglio di riflettere sul vostro status di dipendenza dal computer.
Un’opera d’arte terapeutica, da prescrivere a chi passa almeno cinque ore al giorno davanti a un computer.