
La Tate Gallery di Londra ha appena comunicato ufficialmente l’acquisto di alcune acqueforti stampate e colorate a mano da William Blake, ritrovate negli anni ‘70 e solo ora comprate per una cifra vicina alle 441.000 sterline (490.000 euro).
Furono rinvenute in una scatola di poco conto presso una vendita di libri usati. Le acqueforti in questione sono fra le più crude che si conoscano di Blake: corpi nudi bruciati, tagliuzzati, carbonizzati.
I lavori saranno esposti alla Tate in modalità permanente a partire da luglio 2010. Per il novembre 2011 è già previsto un loro prestito al Pushkin Museum di Mosca per una mostra interamente dedicata al maestro inglese della fusione fra letteratura e arte visiva.

Dal 20 aprile 3a Tate Britain dedica a William Blake una mostra che riunisce 9 delle 11 opere rintracciabili oggi che fecero parte, nel 1809, della prima vera occasione di “orgoglio pittorico” del poeta, visionario e artista inglese. Una mostra di 16 pezzi che fu allestita nella piccola bottega del fratello in Golden Square, e andò drammaticamente male, tanto da allontanarlo dalla possibilità di un’espressione pubblica del suo talento figurativo.
Oggi, quelle opere di misto acquerello e tempera (che Blake chiamava “fresco painting”, omaggiando il Rinascimento italiano), l’occasione di conoscere da vicino un artista non solo dotato di un simbolismo raffinatissimo e intricato, ma anche di una tecnica stupefacente. Cosa che la nuova edizione del Catalogo descrittivo di Blake, edita proprio da Tate, contribuisce a rivalutare ulteriormente.
Le opere provengono, oltre che dalla Tate Collection, dal British Museum, dal Victoria and Albert Museum, dal Fitzwilliam Museum, e dalla Southampton Art Gallery. Al termine della mostra, una galleria della Tate Britain resterà dedicata a William Blake in maniera permanente.
Via | Guardian