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Ra’anan Lévy al Musée Maillol di Parigi

pubblicato da Sara R.

Ra’anan Lévy a ParigiGli “scorci domestico-apocalittici” che emergono dalle opere dell’artista israeliano Ra’anan Lévy, hanno qualcosa di più del reale, una sorta di scintilla che sembrerebbe porle in una dimensione parallela, esistente, ma in una maniera che le è terribilmente propria. Perché i suoi soggetti, solo apparentemente familiari, rivelano delle prospettive intimamente complesse, all’interno delle nostre stesse case. Gli appartamenti vuoti prima nell’intervallo tra un inquilino e l’altro, i lavabi, i tappi e gli scoli, sono solo alcuni degli esempi di questi “disegni entificanti”.

Ma la protagonista dell’ultimo periodo, “immortalata” in gran parte dell’esposizione è l’acqua. Che scorre dai rubinetti per colare lungo i pavimenti, insinuarsi nelle fessure dei listelli di legni fino ad arrivare alle scale. Un acqua “delicata ma perentoria”, che sembra non avere alcuna intenzione di arrestare il suo corso, (anzi) che resta anche sotto forma di memoria, nelle macchie e negli aloni causati dall’umidità trasmessa. Un’acqua che sembra precipitarci inevitabilmente verso il punto di caduta, verso la scoperta dell’apocalisse che ha annichilito l’umano sul crinale di una cascata rovinosa, che si annuncia già nella solitudine degli ambienti, per restare, unica testimone di vita e di morte.

Se ne parliamo proprio adesso è perché, e questi stessi lavori su tela e su carta, ad olio, pastello o tempera, ai quali facciamo riferimento, è stata dedicata una mostra, visitabile fino al 12 febbraio, presso il Musée Maillol di Parigi. In quella stessa capitale francese, “patria d’adozione” dal 1989, dopo l’affezionata Gerusalemme, nella quale Lévy ama trascorrere gran parte del suo tempo.

Immagini da museemaillol.com

Ra’anan Lévy a Parigi
Ra’anan Lévy a ParigiRa’anan Lévy a ParigiRa’anan Lévy a ParigiRa’anan Lévy a Parigi

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(Spi)ritual OMnipotence

pubblicato da penelope.di.pixel

(Spi)ritual OMnipotence è l’ultimo lavoro di OtherethO, selezionato a PixxelPoint ‘08 e attualmente esposto presso la Galerija Tir in Mostovna. OtherethO a soli 22 anni ha già partecipato a diversi festival con le sue opere e collabora con il magazine online DigiMag: vive e lavora a Milano.

L’installazione (Spi)ritual OMnipotence studia il potenziale delle azioni simboliche performate al di fuori di contesti religiosi istituzionalizzati. Il focus è sul corpo come apparato percettivo. Estensione di stimoli audio-tattili sono usati per evocare esperienze catartiche e sensorialmente immersive. Il rituale è diviso in de parti:
- preparazione (lettura della brochure informativa; ascolto della durata di circa 3 minuti di un mantra sintetico che riproduce attraverso suoni elettronici l’OM; purificazione delle mani);
- esperienza (passaggio del corridoio, costruito con un panno nero in totale assenza di luce; “stanza”: in semi oscurità, su un piedistallo è posta una conca piena di fluido, mentre in ultra-frequenza viene mandato il mantra sintetico come ulteriore stimolazione celebrale).

Ciò che mi ha colpito dell’opera è la sua volontà demistificante. Integrare il lavaggio delle mani nell’installazione, atto che tipico della dimensione mistico-religiosa, rendendolo interattivo tenta di indurre nell’utilizzatore la coscienza che il rituale di purificazione si basa su illusioni percettive. Questo tipo di sollecitazione diventa immediatamente controverso, come sostiene l’artista, se paragonato ai riti ecclesiastici supportati e “fruiti” attraverso un particolare tipo di credenza, quello dogmatico.

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