
Arriva a Siena, nelle sale medievali dei Magazzini del Sale, il lavoro di Herbert Murrie. L’artista di Chicago, esponente dell’espressionismo astratto e dell’action painting, la tecnica pittorica performativa portata alla ribalta da Jackson Pollock, è da stamani mattina nella città toscana per la conferenza stampa di presentazione del progetto espositivo.
La mostra che apre ufficialmente i battenti da sabato 24 aprile a domenica 16 maggio 2010 è la prima personale italiana di Murrie. Ci saranno più di venti tele realizzate con smalti alchidici e resine polimeriche, tra il 2006 e il 2009. In Italia e in Europa Murrie c’è stato spesso come visitatore e opere come Sunrise, Sunset del 2008 o Yellow Fields with Twisted Oak del 2009, sono la testimonianza più viva del suo rapporto con il vecchio continente.

Chi l’ha detto che il live painting, nato con la performance negli anni ‘60, sia oggi relegato negli ambiti dell’urban art? Ci pensa Ilir Zefi, artista nato in Albania che lavora a New York, che ha sviluppato una particolare tecnica compositiva mutuata dall’action painting: il Jazz painting.
Connessione diretta tra le unità metriche della musica e la gestualità artistica, dimensione creativa univoca che non distingue rta i due ambiti, sonoro e visivo. PaintingJazz-In andrà in scena presso la Sala Santa Rita di Roma giovedì 8 aprile alle 18:30.
Improvvisazione, sinestesie, impeto creativo: Ilir Zefi parte sarà sul palco per un’operazione ‘a codice aperto’, senza alcuno schizzo preparativo. La musica sarà quella della band milanese dal suono ‘cinematic’ Calibro 35 insieme a Luca Nostro.

Pat Steir è un’ artista americana classe 1940 nata a Newark nel New Jersey. Si tratta di una delle figure più importanti dell’arte americana che discende direttamente dalle conquiste degli anni 1970, ma la sua ricerca è poco conosciuta in Italia.
Oggi una mostra curata da Jan Howard e Susan Harris, intitolata “Pat Steir: Drawing Out of Line” presenta quaranta anni di attività, una sorta di esplorazione del vocabolario del suo disegno. L’esposizione andrà in scena dal 19 febbraio al 3 luglio al Museum of Art RISD – Rhode Island School of Design.
Amica di Sol LeWitt, Lawrence Weine e di molti artisti concettuali, il suo lavoro ad un primo sguardo può essere accostato a quello di Jackson Pollock per l’utilizzo di una tecnica compositiva a gocce e schizzi. Una visione più approfondita ci porta poi a considerare che il lavoro della Steir non ha molto a che vedere con l’Action painting, ma scopre nella gestualità una tensione lirica e ne realizza le forme.
Il 18 ottobre alle 17,30 la Galleria Colonna di Bresso (Mi) inaugura i nuovi spazi espositivi ospitando Wanted – Ricercati speciali. Si tratta di una collettiva di street artist curata da Marco Meneguzzo.
In mostra Mr. Wany, Leo, KayOne, Verbo e Pogliaghi, alcuni tra i più noti rappresentanti del graffittismo italiano. Trenta lavori che attraverso cui rileggere la storia di due decenni di graffiti in Italia. Dallo stile manga e fumettoso di Mr Wany, alla figurazione di Leo, dall’action painting di KayOne, alle lettere biomeccaniche di Verbo, per finire con le opere concettuali di Pogliaghi.
La mostra sarà visitabile fino all’8 novembre negli spazi di via Villa 41 a Bresso (MI).
Linearia Art&MuseumStore di Milano in contemporanea con la Libreria Fissore di Alessandria, giovedì 14 febbraio, inaugurano una personale delle nuove opere dell’artista milanese Giorgio Melzi, attivo fin dagli anni ‘60 ed esploratore del “divertimento pittorico”.
Le sue tele parlano con il linguaggio emotivamente carico dell’Action painting, pittura d’azione che emerge in America negli anni ‘60 caratterizzandosi per l’attenzione al gesto e per la concezione dell’opera come campo di forze, oltre che come supporto per forme e colori.
Macchie, schizzi, sgocciolature, tracce di colore, dripping che si intrecciano in maniera non completamente casuale, accomunano l’opera di Melzi a quella di Jackson Pollock, che dell’Action painting è stato uno dei massimi rappresentanti.
Continua a leggere: Giorgio Melzi. Doppia personale a Milano ed Alessandria
Canadese di Vancouver, 29 anni, Ben Tour ha un portfolio ricco e uno stile personale. I suo lavori iniziano con un disegno, realizzato con una semplice penna a sfera e finiscono per diventare, attraverso passaggi intermedi, un mix di colore dato con vernice, inchiostro e bombolette spray.
A volte il risultato ha qualcosina in comune con i dripping di Pollock, benchè niente di figurativo si scorga negli enormi all-over del maggiore esponente dell’Action painting, mentre sono soprattutto volti e ritratti quelli che affollano la gallery dell’artista canadese.
Un po’ lento il caricamento dei lavori nel sito personale (ma forse è la connessione a fare le bizze) e se avete voglia di conoscere Ben Tour più da vicino, l’intervista di Fecal Face è quello che fa per voi.