
E’ spesso il destino del grafico professionista, almeno in Italia, quello di non vedere adeguatamente conosciuto il proprio nome e riconosciuto il proprio lavoro. Nonostante Bob Noorda abbia inciso più di chiunque altro sul nostro sguardo, sul nostro modo di vivere e percepire lo spazio urbano, la tipografia e i grandi marchi, è meno conosciuto dell’architetto velleitario dell’ultima ora il cui nome riempie le pagine di giornali e riviste. Eppure, per dire, questo grafico italiano di origini olandesi, ha disegnato i loghi di Coop, Agip, Enel, Touring Club Italiano, Feltrinelli, Mondadori, Agip, Regione Lombardia, Banca Commerciale Italiana, Banca Popolare di Milano, solo per citare i più noti. E poi ci sono le copertine dei libri, la tipografia, i pittogrammi, la cartellonistica urbana (sua la doppia M della metropolitana di Milano) a fare di Noorda un progettista grafico a tutto tondo, in grado di creare forme comunicative talmente sintetiche e moderne da superare gli anni senza invecchiare mai. A partire dalla lezione del suo maestro, Rietveld, e degli altri insegnanti con cui si è formato, quasi tutti ex professori del Bauhaus.
Per questo è sempre meritorio qualsiasi tentativo di far conoscere il suo lavoro e la statura della sua figura di grafico. Ci hanno pensato, a un anno dalla sua scomparsa, Aiap (Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva) e Touring Club Italiano che gli rendono tributo con due mostre parallele (On the road. Bob Noorda, il grafico del viaggio), nelle rispettive sedi milanesi, sul suo lavoro per il TCI dal 1978 al 1996 - continuato, con progetti sporadici, fino agli anni 2000. A parte i giovanissimi, tutti ricordano quelle guide e quegli atlanti che per la generazione pre gps sono stati uno strumento necessario per orientarsi nel nostro territorio. Un’occasione per apprezzare la semplicità e la forza di un genio della grafica, che ha anteposto la sintesi e la funzionalità ad ogni altra cosa, creando segni senza tempo.
I lavori di Bob Noorda per il Touring Club Italiano



Lo si vede un po’ ovunque in questi giorni, il nuovo spot Eni firmato da Ilana Yahav, sand artist israeliana di cui vi avevamo parlato qualche tempo fa. Performer e video artista, la Yahav ha interpretato tre temi fondamentali per l’Eni: l’internazionalità, nel senso dell’energia che viene generata attraverso gli scambi culturali, la ricerca e il rispetto.
Ma in rete si sollevano anche molte voci di protesta verso un promo sì bello, ma che tralascia molti degli aspetti critici legati al Gruppo Agip - Eni.
Ilana Yahav da un po’ di tempo a questa parte, affianca la sua produzione personale al lavoro per la creazione di messaggi pubblicitari e videoclip di costruzione dell’immagine. Su Youtube sono decine i video artistici e/o promozionali da lei creati.