
Il prossimo 15 febbraio 2011 100 kg dei semi di girasole che Ai Weiwei ha installato alla Tate Modern andranno all’asta da Sotheby’s. I semi, 100 milioni, erano stati realizzati in ceramica e dipinti a mano in due anni di duro lavoro da 1.600 lavoratori e abitanti di Jingdezhen, la ‘capitale della porcellana’ della Cina.
Il ‘tappeto’ di semi resterà dunque alla Turbine Hall della Tate, perché da Sotheby’s se ne venderà solo alcuni chili. Prezzo stimato per poterli toccare con mano e stenderli magari nel proprio salotto? Circa 120.000 sterline (140.000 euro), una bella cifra.
Come ricorderete, quando la mostra è stata inaugurata nel mese di ottobre, i primi fortunati visitatori avevano avuto l’occasione di gettarsi nell’installazione con gusto. Poi l’accesso era stato bloccato, per la polvere che si alzava dalla porcellana, che poteva causare danni respiratori.
Ma forse (e il sospetto è tutto mio), la decisione era stata presa anche per scongiurarne il furto… era infatti impossibile controllare che i visitatori non si mettessero in tasca qualche seme. Tanto che, verso novembre, era apparsa su eBay una singolare asta: un seme era stato venduto per 28 sterline. Da ciò si deduce che i 100 kg di semi venduti da Sotheby’s sono un vero affare….verrebbero a costare circa 1 sterlina l’uno!
L’avevamo annunciato ed adesso, pur con un po’ di ritardo, ve la possiamo confermare. Tra martedì 11 e mercoledì 12 gennaio le autorità della Repubblica Popolare Cinese hanno demolito il nuovo studio di Ai Weiwei a Shangai. Prima ancora che venisse inaugurato.
L’edificio, costato quasi 1 milione di euro all’artista, è stato demolito senza una chiara motivazione (per l’artista), ma per mancanza di permessi (secondo il governo centrale). Una cosa è certa, sappiamo bene che Ai Weiwei (1958), si è fatto conoscere negli ultimi anni per la sua partecipazione nelle battaglie per i diritti umani in Cina. Dall’altro lato però, c’è chi sostiene che l’artista non abbia bloccato i lavori pur sapendo di essere fuori legge e si sia poi rifiutato di lasciare l’edificio alla città ottenendo un risarcimento. Adesso la questione si risolverà per vie legali.
Nonostante spesso si sia trovato a pagare a caro prezzo la sua militanza politico-artistica, Ai sa bene che questa demolizione segna un fallimento della libertà in Cina, ma dall’altra riconosce che la vicenda, per la sua rilevanza internazionale, contribuirà all’evoluzione del suo paese.
Photo via The Shangaiist

Proprio in questi giorni il governo cinese sta facendo pressione su diversi stati europei, per far in modo che i loro rappresentanti non presenzino alla cerimonia di consegna del Premio Nobel a Liu Xiaobo, scrittore dissidente cinese condannato a 11 anni di carcere per aver protestato contro il regime di Pechino.
Oggi apprendiamo dell’arresto di un altro artista cinese, Ai Weiwei, l’autore dell’installazione dei 100 milioni di semi di girasole di ceramica alla Tate Modern. La notizia ha dello sconvolgente, se pensiamo che l’accusa rivolta contro Weiwei è di aver tentato di organizzare una festa per protestare contro la demolizione del suo nuovo studio di arte.
Lo scorso venerdì l’artista si sarebbe dovuto recare a Shanghai con il suo entourage per l’evento. Ma la polizia si è presentata nel suo studio a Pechino per convincerlo a non andare. Visto che con le buone Weiwei non cambiava idea, la questura ha emesso un’ordinanza per gli arresti domiciliari. Più di mille persone erano attese alla festa a Shangai, dove si sarebbe dovuto inaugurare uno studio costato quasi un milione di euro. Lo stesso studio a cui è stato notificato un avviso di demolizione all’inizio della scorsa settimana: la struttura sarebbe illegale perché priva di un permesso preliminare di costruzione.
Ma la cosa strana è che l’anno scorso era stato proprio il sindaco del distretto di Shanghai ad invitare ripetutamente Weiwei a costruire lo studio. Il vero motivo per cui è stato emesso l’ordine di demolizione è da ricercare nell’attività politica dell’artista, che già nel 2009 aveva subito un intervento chirurgico al cranio in Germania dopo essere stato picchiato dalla polizia nella provincia del Sichuan. Si era recato lì per supportare la causa di Tan Zuoren, un attivista imprigionato solo perché stava indagando sul misterioso crollo di migliaia di scuole, avvenuto durante il terremoto del Sichuan di maggio 2008.

Due giorni, solo due giorni è durato il divertimento con il mare di semi di girasole di Ai Weiwei. La Tate Modern, per ragioni di salute, ha deciso di bloccare l’accesso all’opera. L’installazione si potrà vedere dall’alto, ma non ci si potrà giocare. Non ci si potrà camminare sopra. Non la si potrà toccare o anche “assaporare”. In breve non si potrà interagire con Sunflower Seeds, secondo quanto disposto dall’artista (anche se Weiwei è d’accordo con il blocco). Questo con grande dispiacere di tutti, visto che la Turbine Hall sembrava veramente una spiaggia d’estate (senza dimenticare il danno all’opera, che così è tronca).
La ragione sarebbe nella polvere sollevata dai semi quando ci si cammina sopra. In effetti, avevo notato che l’aria era polverosa, ma non tanto da poterne soffrire. Evidentemente deve essere aumentata, visto che nel solo primo giorno, sono accorsi a vedere l’installazione 14 mila visitatori. C’è poi il problema del deperimento dell’opera. Visto il traffico e visto l’uso entusiastico dei semi che il pubblico ne ha fatto (a parte camminarci, alcuni ci hanno fatto castelli o si sono fatti ricoprire), si teme che si potrebbero danneggiare e non resistere per tutta la durata dell’esposizione.
Al momento la decisione sembra drastica, ma ci sono anche ipotesi di apertura con passaggio controllato. Si vedrà nei prossimi giorni.
Non è la prima volta che un lavoro della Unilever Series provoca problemi di sicurezza per la salute. Era successo con gli scivoli di Carsten Höller e con la frattura di Dorsis Salcedo. Ma il 2010 non sembra un anno fortunato per le opere pubbliche londinesi. Dopo le recinzioni alle sculture di Anish Kapoor, ora il divieto di accesso ai semi di Ai Weiwei.
E’ un mare di semi profondo, quello che Ai Weiwei ha installato alla Tate Modern (Unilever Series 10). Profondo e complesso.
Osservando Sunflower Seeds dal primo piano del museo, si fa fatica a distinguere la pavimentazione dall’opera stessa. Perché la Turbine Hall è tutto un grigio cenere. Scendendo si capisce perché le persone sono chinate o sedute (anche sotterrate, qualcuno ci ha provato) su questa massa grigia. A terra, sono stati distesi 100 milioni di semi di girasole. O meglio. Milioni di manufatti di porcellana realizzati a mano, che riproducono semi di girasole (e anche qui, qualcuno ha testato il prodotto, per verificarne l’origine. Non solo bambini piccoli, ma anche giovani adulti).
A parte la nota di divertimento che coinvolge tutti, come se si fosse in spiaggia, quella che può sembrare un’opera semplice, nasconde molti significati non apparenti.
Innanzitutto il recupero di una città in bancarotta, come quella di Jingdezhen, un tempo nota per la produzione di porcellana destinata alla corte imperiale. L’artista ha commissionato il lavoro a manodopera locale, retribuendola in modo adeguato e impiegandola per due anni. All’inizio molti non riuscivano a capire la ragione di un lavoro che non avesse scopi puramente commerciali. L’artista ha riportato vita, e ora loro sperano in un nuovo progetto.
Sunflower Seeds - Ai Weiwei - Tate Modern (Unilever Series)




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Manca poco all’arrivo nella Turbine Hall, dell’undicesima installazione della Unilever Series, l’appuntamento stagionale della Tate Modern di Londra, ormai diventato uno degli eventi più interessanti per l’arte temporanea. Il 12 ottobre verrà svelato il “mistero”, quando l’opera di Ai Weiwei si rivelerà al pubblico.
In attesa, qualche notizia di questo creativo, che è in realtà molte cose. Artista, ma anche designer e grande attivista. Il suo impegno sociale si sta rivelando importante per il paese, espresso attraverso l’uso della rete e del moderno mezzo di informazione, il blog. Ai Weiwei è diventato infatti uno dei blogger più influenti della Cina e uno dei più pericolosi. Il suo impegno, ad esempio, per capire la verità sui bambini morti nelle scuole, nel terremoto del Sichuan nel maggio 2008, gli sta costando diversi scontri con le autorità politiche (come era accaduto al padre, poeta mandato in un campo di rieducazione durante la Rivoluzione Culturale).
E’ lui che ha disegnato per Herzog & de Meuron l’opera forse più significativa delle Olimpiadi del 2008, il Beijing National Stadium, quello che ha l’aspetto a forma di nido di uccello, tanto da essere rinominato Bird’s Nest.
Con queste premesse, c’è da aspettarsi un’opera significativa.

Questo lunedì più di 100 uomini dal volto nascosto da maschere di colore bianco hanno attaccato e ferito una comunità di artisti di Beijing. Un fotografo di 39 anni che fa parte della comunità, Wu Yuren, ha dichiarato che 6 di loro sono stati ricoverati in ospedale per la gravità delle ferite ricevute.
Il motivo dell’aggressione - avvenuta tramite perlopiù mazze di ferro - sarebbe la resistenza degli artisti nei confronti dell’idea che lo spazio da loro gestito possa essere riassegnato a un complesso residenziale. Le maschere bianche sarebbero state inviate da chi vuole radere al suolo lo spazio, per poi costruirci sopra. Il giorno dopo, gli artisti che potevano permettersi di camminare sulle proprie gambe hanno manifestato in piazza Tiananmen, anche se rapidamente dispersi dalle forze dell’ordine.
Nonostante questo, l’artista cinese Ai Weiwei, che era presente alla dimostrazione, pur non facendo parte del collettivo, ha dichiarato:
“E’ stato istintivo, partecipare. Abbiamo fatto molto rumore e credo che la cosa avrà un grosso impatto”.