Lei Dora Maar. Ben più che una semplice musa, non solo una donna libera, bella e indipendente, ma una fotografa dall’indubbio talento, pittrice a sua volta, ammiratrice di George Bataille, sostenitrice di André Breton e collaboratrice di Paul Elouard. Lui Pablo Picasso. Il genio assoluto, il padre riconosciuto del cubismo, colui che ha “stracciato” tutti gli stilemi tradizionali per innovare davvero, tracciando una nuova via per l’arte contemporanea. E’ un tombeur de femmes ha avuto mille donne e una figlia: Maya.
Lui e Dora si incontrano nel 1935 sul set del film di Jean Renoir, Il delitto del Signor Lange, dove lei lavora come fotografa di scena. Sono due personalità straordinarie e, come da copione, non possono che fare scintille. Lui naturalmente è già impegnato, con Marie-Thérèse Walter la madre di Maya, ma la cosa non sembra disturbarlo troppo. Sono nove anni d’amore e di passione folle (come testimonia il libro di Nicole Avril), di scambi intellettuali e di reciproche contaminazioni.
Ma il rapporto s’incrina, la gelosia è una mina a scoppio ritardato, Pablo continua con il suo lavoro, Dora si fa curare da Jaques Lacan, poi decide per l’isolamento. Picasso le compra una bella casa a nel sud della Francia, a Ménerbes, dove lei si ritira. E’ li che le sue radici cattoliche risorgono, e sarà proprio l’intenso misticismo ad accompagnare il resto della sua vita.
Video da Miramirakl007
Pittore tra i più francesi che ci siano, ma che dal ‘68 aveva fatto di Milano la sua casa, Maurice Henry viene oggi celebrato con una mostra antologica di grandissimo spessore, che si potrà visitare dal 4 dicembre e fino al 14 marzo alla galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano. Una mostra che gli appassionati del periodo surrealista sono quasi obbligati a visitare, dato che, com’è noto, Henry fece parte di un gruppo di ispirazione surrealista che poi si unì a quello, più celebre, di Breton.
Illustratore per i giornali, disegnatore, scenografo, regista, Maurice Henry aveva lasciato Parigi per trasferirsi a Milano e dedicarsi esclusivamente alla pittura. Questa mostra, nella quale saranno presenti oltre 300 opere dell’artista, vuole fare il punto su questa sterminata produzione artistica, che spazia da immagini perfettamente surrealiste a vignette umoristiche (come potete vedere nella gallery).
E pare che questa celebrazione sia proprio in grande stile: non è facile trovare (in nessuna mostra) una raccolta tanto generosa delle opere di un’artista. Dedicata a tutti gli amanti del surrealismo e a chi, con l’arte, vuole anche e soprattutto sorridere.
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Edito da Johan & Levi, esce in questi giorni il volume “Marcel Duchamp. La vita a credito“. Artista chiave del ‘900 definito da André Breton «l’uomo più intelligente del xx secolo», Duchamp è capace di influenzare ancora l’arte contemporanea.
La biografia dell’artista, con la prefazione di Achille Bonito Oliva, è stata curata da Bernard Marcadé. Ma in generale si può affermere una cosa su questo genere di libri: entrare nella vita di un autore che amiamo attraverso la sua biografia rappresenta un accesso privileggiato, specie quando ne conosciamo le opere, lo stile e la poetica.
Per chi fosse interessato, martedì 20 ottobre alle 18.30 presso Libreria Electa Koenig di Milano, Chiara Gatti ed Elio Grazioli presenteranno il volume (prezzo di copertina 32 euro, pp 608).