
Fare una retrospettiva di un evento complesso come Transmediale non è facile. Ho scelto questa volte un taglio particolare che deriva dalla mia esperienza diretta.
Parto quindi dalle facce e dagli incontri che il festival mi ha regalato, con una riflessione di base: Transmediale ha una storia ultraventennale e riesce a catalizzare l’attenzione e la presenza vera della scena europea e internazionale legata alla net art e alla cultura digitale. Questa è una delle caratteristiche che fanno di un festival un evento importante e significativo. Partecipare a Transmediale per il pubblico e i “professionisti” del settore (artisti, curatori, giornalisti che siano) ha un valore specifico in termini di relazioni e possibilità di interagire e di confrontarsi: un aspetto che, se ben presente per chi partecipa, rischia forse di essere un po’ trascurato in un reportage di tipo classico.
Ecco dunque le facce che hanno caratterizzato i miei tre giorni (pienissimi) a Transmediale, costituendone la prima ricchezza: li riporto più o meno in ordine di “apparizione” (proprio come nella gallery che trovate sotto).
Continua a leggere: Speciale Transmediale 2010 [PART 1] - Le facce e gli incontri

Il Piemonte Share Festival si è concluso domenica scorsa ed ecco a voi una retrospettiva a partire dai vincitori dello Share Prize ‘09, che quest’anno a sorpresa ha assegnato per la prima volta insieme all’Environment Parck di Torino un premio spaciale: il green award per la tecnologia a impatto zero.
Ma veniamo ai winners. La giuria, che ha visto le due presenze eccezionali di Bruce Sterling e Andy Cameron (direttore di Fabrica), ha assegnato il primo premio a Connect di Andreas Muxel: la scultura cinetica con il suo moto perpetuo “genera continuamente drammatici episodi di comici fallimenti e di eroica determinazione ” capaci, secondo i giurati, di rappresentare un mondo in crisi in sè concluso. La menzione d’onore è invece stata assegnata al Calculating Space, il complesso lavoro di Ralf Baecker, realmente capace di colpire nella sue bellezza geometrica che ricorda la storia della computazione. Infine il green-award è andato a Squatting Supermarkets di Salvatore Iaconesi, progetto speciale dello Share non in gara che ha sorpreso e coinvolto tutti in un continuo di performance e azioni lungo i sei giorni di festival: speriamo che il green award di quest’anno possa essere una continuità e che si integri nella struttura del concorso.
E adesso - lo avevo promesso - ecco la mia personale graduatoria dopo aver visto le opere dal vivo. Il mio vincitore è Sciame di Francesco Meneghini e William Bottin. Opera che mi ha sorpreso per la sua delicatezza: fili di cotone scuro (quelli da cucito) sospesi, piccoli pezzi di carda rettangolari attaccati ai fili, un ventilatore, una luce blu e i suoni del Grillo Parlante (lo ricordate? Proprio lui, quella primordiale tastiera che molti bambini fra cui naturalmente la sottoscritta, hanno giocato) a creare delicati, organici e artificiali rumori di insetto in una stanza scura. Praticamente una istallazione costruita con nulla da un effetto bellissimo.
[Nella foto: particolare di Connect - Andreas Muxel]

Fiore all’occhiello del Piemonte Share Festival, Share Prize è un premio internazionale nato con l’obiettivo scoprire, promuovere e sostenere le arti digitali. Lanciato nel 2007, alla call partecipano in media circa 3-400 artisti da ogni parte del mondo.
La giuria, composta da Andy Cameron (spcial curator dell’edizione ‘09), Bruce Sterling (giornalista e scrittore amico storico dello Share), Emma Quinn (curatrice new media art, Londra), Giovanni Ferrero (presidente Accademia delle Belle Arti, Torino), Rosina Gomez-Baez (direttrice Laboral Centro de Arte y Creación Industrial, Gijon), ha selezionato 6 i finalisti le cui opere evidenziano le relazioni fra gli elementi di un sistema complesso.
Fra caos e valore, significato e casualità, politica ed economia, queste astrazioni instabili si concretizzano sotto forma di sculture-installazioni, mentre la loro forte fisicità unita a una bellezza tradizionale a cavallo artigianato e attitudine hacker ci svela un quasi-rifiuto ad essere “soltanto” digitali.
[Nella foto: Ernesto Klar - “Convergenze Parallele”]
Continua a leggere: Share Prize 2009: aspettando il vincitore

Si apre a Torino dal 3 al 8 novembre la 5° edizione del Piemonte Share Festival. Interamente dedicato all’arte e alla cultura digitale, il festival è in Italia il maggiore per importanza nel suo settore, inserendosi ampiamente in un contesto internazionale e proponendo scelte artistiche e curatoriali di alto livello.
Quest’anno Share non delude le nostre aspettative. A partire dalla tematica che ispira lo statement artistico: “Market Forces”, nell’anno della crisi finanziaria internazionale sembra quasi una premonizione, dimostrando la grande capacità di questa manifestazione nell’interpretare, rielaborare e contestualizzare le dinamiche profonde che regolano la complessità del contemporaneo.
Ed è proprio la complessità il filo conduttore delle sei opere finaliste in gara per lo Share Prize: istallazioni-sculture che in modi diversi svelano le forze invisibili e le relazioni fra gli elementi di un sistema complesso. Ernesto Klar (USA/Venezuela) con “Convergenze Parallele” svela l’impercettibile: , in un cono di luce, le particelle di polvere presenti nell’aria vengono tracciate, visualizzate, sonorizzare e proiettate su una parete a creare suoni e immagini. Chris O’Shea Audience (Gran Bretagna) inverte il rapporto fra osservato e osservatore creando “Random International”, una comunità di specchi che insegue gli spettatori. Ralf Baecker (Germania) simula una rete neurale logica fatta di legno, cordini e pesi, ma perfettamente funzionante: “Rechnender Raum” (Calculating Machine). Francesco Meneghini e William Bottin (Italia) si ispirano al comportamento collettivo degli insetti, “Sciame 1”, un oggetto costruito attraverso una ventola e un campo magnetico. Andreas Muxel (Germania), con la sua scultura cinetica “Connect”, modella il caos. Lia (Austria) presenta “Proximity of need”, un sistema generativo interattivo in cui, a partire da un set di parametri, immagini e suoni creano composizioni audiovisive.
Presidente e guest curator di questa edizione è Andy Cameron, dal 2001 direttore creativo di Fabrica, preceduto da Bruce Sterling, giornalista e scrittore ormai amico storico dello Share.
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