
Se vi interessa capire quali sono le tendenze in atto nel mercato dell’arte contemporanea, allora dovreste conoscere la più grande fiera al mondo nel settore. L’ International Artexpo di New York va in scena dal 25 al 28 marzo in location rinnovata, lo spazio Pier 94 sul fiume Hudson, 135.000 mq di area espositiva ‘non convenzionale’ a Manhattan.
Gallerie e case editrici di tutto il mondo, seminari e conferenze per una fiera che nel passato ha ospitato artisti del calibro di Andy Warhol, Peter Max, Robert Rauschenberg, Robert Indiana e LeRoy Neiman.
Ma ci sarà anche possibilità di conoscere anche autori indipendenti, grazie alla sezione Solo, in cui gli artisti si presentano direttamente al grande pubblico (25.000 le presenze previste) ed ai collezionisti senza la mediazione dei galleristi. 250 emergenti, che saranno valutati da una giuria composta da opinion leader e thinkmakers provenienti dal mondo del design, della moda, dell’arte e della cultura.
Vi avevamo parlato delle scarpe di Andy Warhol, riprodotte in serie limitata da Ferragamo, poi la serie che Tommy Hillfiger ha creato con i quadri di Keith Haring, oggi vi voglio presentare un’intera linea di vestiti dedicata ai lavori di Andy Warhol e prodotta da Pepe Jeans London. Ogni singolo capo ha naturalmente ricevuto l’avallo della Andy Warhol Foundation.
Per quanto riguarda i prezzi, il pezzo più abbordabile è un cappellino invernale modello ‘ciuccia’ venduto a 70 euro. Una cintola ne costa 105. Le t-shirt, molto belle, partono da 140 euro, mentre per i jeans (che sinceramente non mi fanno impazzire) ce ne vogliono addirittura 330.
Oltre a Pepe jeans nel 2008 era stata la stilista Diane Von Furstenberg a presentare alcuni abiti che riproducevano le textures warholiane e nel 2007 il marchio Hysteric Glamour. Dopo il salto potete vedervi il video di una presentazione della collezione di Pepe Jeans per Andy Warhol.

Dopo essere morta e resuscitata nel breve arco di un mese (vi ricordate che nel febbraio 2008 la Polaroid Corporation aveva annunciato la cessazione della produzione di pellicole istantanee, per poi rilanciarla nel marzo successivo grazie a un nuovo supporto tecnologico), la Polaroid si appresta ad essere celebrata in una grande asta pubblica da Sotheby’s.
Il 21 e 22 giugno a New York andrà all’asta una raccolta di oltre 1.200 opere, realizzate con la leggendaria tecnologia che ha annullato la distanza tra momento di ispirazione e creazione. Va in vendita la collezione che lo stesso Edwin Land, inventore e fondatore della Polaroid, cominciò negli anni ‘30 del secolo corso.
Opere di alcuni dei fotografi più importanti della seconda metà del ventesimo secolo tra cui Peter Beard, Chuck Close, William Wegman, David Levinthal, Robert Frank, David Hockney, Harry Callahan (nella foto in alto la sua Chicago, stimata tra i 70.000 e i 100.000 dollari?) Robert Mapplethorpe e addirittura 400 scatti di Ansel Adams. Poi anche scatti di Andy Warhol, come il ritratto di Farrah Fawcett, stimato tra i 5.000 e i 7.000 dollari, ma che può raggiungere cifre molto più alte.
L’intera collezione dovrebbe realizzare una cifra compresa tra i 7.5/11.5 milioni di dollari.
Dal 20 febbraio al 27 marzo, la galleria Mondo Arte di Milano, immersa nel caratteristico quartiere di Brera, proporrà una rassegna sui “Maestri del Novecento“. Nonostante questa denominazione, per una mostra, possa apparire troppo onnicomprensiva e vaga, in questo caso le circa 40 opere esposte sono tutte di grande qualità, e sono utili a tracciare dei percorsi nella storia dell’arte dell’ultimo secolo.
Tra le opere comprese in questa rassegna figurano infatti personaggi centrali nell’arte del novecento: si va da Andy Warhol a Mirò, da Giorgio de Chirico a Mimmo Rotella. In particolare, verranno esposte 10 opere su carta che Warhol realizzò tra il 1975 e il 1987 (anno della sua morte), alcune tele di de Chirico degli anni ‘50 e una serie di lavori di Mimmo Rotella dedicati a Marilyn Monroe. Non capita spesso di vedere tanti grandi artisti in un colpo solo…

E’ una tradizione BMW che dura dal 1975 quella rappresentata dal progetto Art Car, giunta quest’anno alla sua trentacinquesima edizione. Si assegna periodicamente a un artista di fama mondiale il compito di decorare un’automobile a modo suo, dando libero sfogo alla sua creatività. E i risultati sono stati spesso sorprendenti.
Questa volta la scelta è caduta su Jeff Koons. O, meglio, è stato Koons a scegliere BMW, visto che sono anni che è un appassionato del marchio bavarese e, in più, dal 2003 attendeva di poterne decorare una all’interno dell’Art car Program. Il primo artista a partecipare al programma fu Alexander Calder, ma anche Roy Lichtenstein e Andy Warhol hanno dato il loro contributo.
L’ultimo esempio di BMW Art Car era stato firmato nel 2007 da Olafur Eliasson.
Continua a leggere: Jeff Koons dipingerà un'automobile per il BMW Art Program
Graziella Lonardi Buontempo è stata una personalità centrale nello sviluppo dell’arte contemporanea a Roma. Il Macro (Museo di Arte Contemporanea) di Roma le dedica il secondo allestimento del progetto Macroradici del contemporaneo, con il quale si intende valorizzare le figure che hanno particolarmente contribuito allo sviluppo artistico romano.
In questa occasione si vogliono far rivivere due mstre legate a Graziella Lonardi Buontempo: quelle di “Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960/70″ (1970) e “Contemporanea”, che nel 1973 inaugurò il parcheggio sotterraneo di villa Borghese.
Gli oltre cento scatti del grande Ugo Mulas saranno incentrati su queste mostre e su tutti gli artisti che per arte e affinità personali furono vicini a Graziella Lonardi Buontempo. E tra i bianchi e neri, come si può vedere nella gallery, emerge un’opera di Andy Warhol, insospettabile amico di Graziella.
Continua a leggere: Macroradici del contemporaneo: Graziella Lonardi Buontempo
Dal 26 gennaio al 30 maggio, la Triennale di Milano apre le porte alla mostra “Roy Lichtenstein. Meditazioni sull’Arte“. Dopo Warhol, Haring e Basquiat, Milano ritorna alla pop art, e con lo stesso curatore, Gianni Mercurio. Una grande antologica, in collaborazione con la Roy Lichtenstein Foundation, che presenterà circa 100 opere di uno degli artisti più rappresentativi del movimento di Andy Warhol.
Lichtenstein è un’artista quanto mai postmoderno: la sua capacità di fagocitare non solo la modernità ma anche la migliore arte contemporanea è veramente estrema. Un esempio? Il sole di Pellizza da Volpedo trasformato in fumetto; e poi Boccioni, Monet, tutti trasformati secondo la tecnica, tipografica, dei puntini.
Sicuramente le opere di Lichtenstein, artista nella scuderia di Castelli, si scagliano contro il mito modernista dell’originalità dell’opera. Ma si tratta di una passione, quella verso il passato, creativa o distruttrice? La mostra, che spazia dai primi lavori degli anni ‘50 fino all’esplosione artistica della pop art, è quanto di meglio possa esserci per farsi un’opinione a riguardo.

L’unica scarpa da uomo che Salvatore Ferragamo abbia mai prodotto è stata quella di Andy Warhol. L’artista americano non amava particolarmente le scarpe, ma quando lavorava indossava il modello che Ferragamo aveva creato per lui, semplice e comodo.
Dopo la morte dell’artista la famiglia Ferragamo comprò all’asta il paio di scarpe originale appartenuto a Warhol, con la tomaia macchiata di gocce di colore cadute dirante le sessioni di pittura.
In questi giorni a Firenze a Pitti Uomo Ferragamo ha presentato la scarpa riprodotta in edizione limitata, con allacciatura di taglio asimmetrico, punta stondata, in morbida pelle e con le macchie di colore. La preziosa scarpa sarà in vendita a Firenze, nello store maschile di Via Montenapoleone a Milano, quello londinese di Dover Street Market e quello di Fifth Avenue a New York.
Scarpa di Andy Warhol by Ferragamo



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Dal 22 gennaio al 16 maggio, Vienna dedica una importante mostra a Andy Warhol, Sylvie Fleury, Vincent Szarek, Robert Longo. “Cars“, è il titolo della mostra. Dunque, “automobili”, il punto centrale, in questa esposizione, della ricerca artistica di questi quattro artisti.
Quelle del maestro della pop art fanno parte di un cilo di 35 serigrafie di grandi dimensioni, realizzate tra il 1986 e il 1987, e nelle quali Warhol gioca con l’oggetto-automobile, esperimenta, ne studia le forme, dando loro il suo particolare tratto. Una grande testimonianza dell’ultima stagione di Warhol.
Le 35 tele del ciclo “Cars” saranno accompagnate anche dai video dell’artista oggettuale e performer Sylvie Fleury, che gli vennero commissionati dalla Mercedes, dagli studi, sempre sull’auto, di Robert Longo e da alcuni disegni di Vincent Szarek. Una riflessione sul design e sull’oggetto simbolo della contemporaneità, che nell’unione dei quattro artisti rende davvero meritevole questa esposizione.
Continua a leggere: A Vienna, "Cars": Warhol, Fleury, Szarek, Longo

“Guardami. Il volto e lo sguardo nell’arte” è il volume, edito da Silvana editoriale, che accompagna l’omonima mostra che, a Lugano, sta cercando di fare in qualche modo il punto su uno dei soggetti artistici sui quali l’arte si è più spesso interrogata: il volto umano, e le sue infinite sfaccettature.
Il libro, di 296 pagine (34 euro), offre una lunga carrellata di sguardi: circa 80 immagini che documentano i cambiamenti che, dal 1969 a oggi, hanno caratterizzato la raffigurazione artistica dello sguardo, soprattutto la sua spersonalizzazione, dovuta anche all’introduzione della tecnologia nella rappresentazione del volto.
Gli artisti coinvolti nella mostra (e presenti nel catalogo) sono tra i più noti: Richard Hamilton, Urs Lüthi, Marisa Merz, Bruce Nauman, Arnulf Rainer, Gerhard Richter, Thomas Ruff, Thomas Schütte, Alex Katz, e l’immancabile Andy Warhol. I volti che ritraggono creano una vertigine nella “lettura”, un vortice di espressioni del viso, di tecniche, di persone, molto affascinante.
Continua a leggere: Un libro alla settimana: "Guardami. Il volto e lo sguardo nell'arte".