Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag ansia nucleare

Cooling Tower Street Art [Nuclear Anxiety]

pubblicato da penelope.di.pixel

Cooling Tower Street Art

Per celebrare la nostra domenica nuleare, oggi getiamo un’occhio su coloratissim impianti di raffreddmento.

Imagine topica di fabbriche e centrali, le torri di raffreddamento sono una superba superfice da reinventare. Ed ecco che in diverse parti del mondo gli sreet artist sono arrivati anche là. Le opere che vediamo sono ciclopiche. Ci roviamo a Mangaung (Sud Africa), dove la Orlando Power Station in onore della 201 World Cup si ricopre di graffiti vuvuzela, o a Joanesbourg dove ritroviamo una Coca-Cola Tower (sponsorizzata dallo stesso marchio); in Germania o infine in Francia, dove l’impianto di Cruas è stto dipinto dall’artista Jean-Marie Pierret con l’aiuto di 9 alpinisti: il dipinto, realizzato con 4.000 litri di colore, ci parla del rapporto ecologico fra aria e acqua (i progetti sono riportati in modo sequenziale nela gallery).

Un segno grafico per riscrivee un paesaggio e dagli nuovo significato: nella sua semplicità, la street art è sempre terribilmente comunicativa.

Via | Photographyrea.com
Cooling Tower Street Art
Cooling Tower Street ArtCooling Tower Street ArtCooling Tower Street ArtCooling Tower Street Art

....
condividi 0 Commenti

Il fungo vegetal-atomico di Robert Gligorov [Nuclear Anxiety- 56]

pubblicato da penelope.di.pixel

glogorov nuclear

Domenica densa di interrogativi per Nuclear Anxiety: questa settimana le fonti giapponesi hanno dichiarato ufficialmente che la crisi di Fukushima ha raggiunto il livello 7, quello di Chernobyl per intendersi.

Ma c’è di più. Non se ne parla come nell’ ‘86 (io ero piccolissima, ma ricordo il clima di terrore, le raccomandazioni e le misure precauzionali impartite alla gente), eppure anche in Europa dovremmo stare attenti al cosidetto “effetto cumulo”. Lo spiega meglio di me Ecoblog in queto articolo: in sintesi si tratta della contaminazione di prodotti alimentari (in particolare verdure a foglia larga, latte e latticini freschi) da cui non siamo immuni in questo lato del continente.

L’opera del controverso fotografo/artita Robert Gligorov ci parla proprio di questo: su un fondo rosso scuro campeggia una composizione di cavolfiori e funghi che, sapientemente assemblati, restituiscono l’effetto del tipico fungo atomico. Gligorov ammicca, è ovvio, al cibo che tutti i giorni entra nel nostro corpo andando a costituire le nostre cellule, la materia di cui noi stessi siamo composti. Abbiamo di che riflettere tutti.

Frattanto - 56 giorni al referendum: consiglio per concludere la lettura di questa intervista ad Angelo Bonelli, sempre a cura della redazione di Ecoblog.

....
condividi 0 Commenti

Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety - 63]

pubblicato da penelope.di.pixel


Per questa domenica nucleare vi presento un progetto toccante. Siamo a Pripyat, città vicina a Chernobyl diventata dopo l’esplosione un deserto abbandonato, una città fantasma dove ogni segno di vita, umana è scomparso lasciando il passo ad un silenzio interrotto solo dal vento.

È qui che a 20 anni dal disastro nucleare un gruppo di street artist ritorna per lasciare una traccia, alla memoria e alla speranza. Su iniziativa di Vitali Shkliarou e Sergey Abramchuk, bambini al tempo dell’esplosione, il progetto prende forma: Radiating Places. Nell’ottobre del 2005 7 artisti da Mosca, Minsk e Berlino viaggiano verso l’area radioattiva. Sono Konstatin Danilov, Denis Averyanov, Ivan Malakhov, Kim Köster e Tobias Starke: useranno quei muri come una tavolozza e, ognuno con il proprio stile, con i colori o il bianco e nero, ci dicono che una nuova Chernobyl non deve accadere. I fatti, purtroppo, li smentiscono - ma non smentiscono la follia umana.

Vi lascio con una data: 26 aprile 1986. E con qualche numero: a Chernobyl sono morte 4000 persone per diretta conseguenza dell’esplosione; 5.000.000 di esseri umani vivono in zone ancora contaminate; miliaia sono quelli che ne subiscono ancora gli effetti sul proprio corpo a causa di malfomazioni, tumori, leucemie; il numero di tutti quelli che hanno riportato traumi a livello psichico non è calcolabile.

I numeri del Giappone li conosceremo fra 20 anni.

ps: “Nuclear Anxiety - 63″ è il mio conto alla rovescia per il referendum. Da oggi al 12 giugno mancano sessantatre giorni.

....
condividi 0 Commenti

Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

pubblicato da penelope.di.pixel

nucleo familiare

Per la nostra domenica nucleare, un’opera che ci arriva da una segnalazione diretta dell’artista Silvio Giordano che ringraziamo.

Da sempre sensibile alle tematiche ambientalistiche-ecologiche, l’opera ha un titolo volutamente ambiguo: Nucleo Familiare (2008). Ne riporto di seguito le descrizione dell’artista, per me poetica ed estremamente attuale: “Esiste un tavolo dove una grande famiglia si unisce compatta e tesse indisturbata il destino del mondo svuotando la democrazia di significato. Esiste un’energia che snoda Cortei copiosi contro di essa.”

Probabilmente lo avrete riconosciuto: si tratta del parlamento delle Nazioni Unite sul quale, con un gesto semplice ed incisivo, viene sovraimposta l’icona della radioattività a delimitare un nuovo spazio simbolico. Complimenti a Silvio Giordano per aver interpretato con sensibilità un’inquietudine comune a molti, e sicuramente di chi scrive.

Vi ricordo infine che è possibile partecipare al ciclo “Ansia Nucleare” inviandoci le vostre opere via mail all’indirizzo segnalazioni del blog, o postandole sulla pagina Facebook dedicata. Per tenervi aggiornati sulla crisi nucleare, vi rimando al solito su Ecoblog.

....
condividi 0 Commenti

Nuclear Anxiety - The sensitive skin of the atomic age

pubblicato da penelope.di.pixel


È successo qualcosa che non mi aspettavo, qualcosa che supera di gran lunga le aspettative nell’aver iniziato due domeniche fa questo appuntamento: è nata la prima opera d’arte ispirata direttamente dal nostro ciclo.

Il titolo è Nuclear Anxiety, l’autore è AOS - Art is Open Source, al secolo Salvatore Iaconesi - aka xDxD.vs.xDxD. Un globo, la terra nera, mari e fiumi di un rosso intenso. Su questa inquietante cartografia (si tratta di un Google Maps modificato) si disloca l’ansia nucleare del pianeta. Una serie di puntatori gialli e neri sparsi a grappoli disomogenei sui continenti riproducono la tipica icona simbolo della radioattività, costituendo l’elemento distintivo della mappa. Ognuno di essi è un messaggio, un tweet che si apre come un pop-up a mo’ di fumetto. La Nuclear Anxiety di Art is Open Source è uno stream in tempo reale, un chiacchiericcio globale prodotto da persone connesse che parlano, esprimono punti di vista, rispondono conversazioni in corso selezionati usando parole chiave relative al tema del nucleare. L’interfaccia web, ipnotica, è mossa da un moto randomico che ci fa spostare senza click da un tweet all’altro creando un’immenso cut-up geolocalizzato: ne potete fare esperienza accedendo a questo link. I messaggi degli utenti, cosa che apprezzo moltissimo del lavoro, sono multi-lingua: non solo l’universalissimo inglese, ma cirillico, giapponese, cinese, arabo. Non mi interessa non essere in grado di decodificarli, mi interessa che esistano e che possano essere “rappresentati”. Una sensibilità antropologica che ci fa riflettere sul delicato rapporto fra complessità e riduzione del reale operato dalle/sulle/con le interfacce digitali che navighiamo e attraverso cui sempre più percepiamo il “mondo”.

La pubblicazione di questa opera i ha convinto a creare una pagina Facebook dedicata a questo progetto, dove nonsolo pubblicare gli articoli, ma dare spazio a chiunque desideri pubblicare o segnalare opere, commenti riflesioni. Intanto in Giappone il livello di iodio presente nell’acqua del reattore n. 2 è calcolato a 10.000.000 più del normale, la contaminazione sale e la fusione parziale del nocciolo è avenuta; in Itala siamo a - 108 giorni dal referendum sul nucleare e la gente scende in piazza (a questo link un sevizio di EcoBlog sulla manifetazione del 26 marzo a Roma)

Nuclear Anxiety

....
condividi 0 Commenti

Sonification. Ascoltare il sisma di Tohoku.

pubblicato da penelope.di.pixel

Qualche giorno fa, ancora scossi della tragedia che ha travolto il Giappone, Oliver Brodwolf Florian Dombois hanno realizzato un lavoro a cavallo fra la ricerca scientifica e l’arte digitale, che entra di taglio nelle nostre domeniche nucleari.

Si tratta di “Sonification”, letteralmente una suonificazione del sisma di Tohoku: le onde sismiche registrate da quattro stazioni giapponesi (Matsushiro, MAJO, Erimo, ERM) e due russe (Yuzhno Sakhalinsk, YSS) prima, durante e dopo le scosse, vengono trasformate in un segnale sonoro che ne riproduce auditivamente l’intensità. Nel riquadro in basso, un procedimento analgo avviene con i flash di luce, che ci forniscono un racconto visivo del terremoto.

Il lavoro è stato realizzato utilizzando Sonifyer, software sviluppato presso la Bern University of the Arts (CH). Per chi è interessato al tema, ulteriori lavori di Dumbois sono reperibili sul sito Auditory Seismology.

....
condividi 0 Commenti

Ansia Nucleare: un appuntamento settimanale dedicato l'arte atomica

pubblicato da penelope.di.pixel

Domenica scorsa, sotto l’onda d’urto dello tzunami e le esplosioni nella centrale di Fukushima, ho scritto un primo post in cui le opere di alcuni artisti sono servite a riflettere su una società che ci prospetta di sostituire le centrali a petrolio con quelle atomiche.

L’ansia, lontana dallo scemare, in queste ore si complica. Mentre ci prepariamo a votare il nucleare in Italia, la NATO sferra un attacco in Libia. Se è difficile impedirsi di vedere quei fili sotterranei che legano le continue tensioni con il mondo arabo ai giacimenti petroliferi, questi due fattori mi hanno spinto a cercare nell’arte una fonte di riflessione, una lente sul mondo. Ecco che Ansia Nucleare da oggi fino al referendum diventa un appuntamento settimanale in cui esploreremo opere e progetti artistici ispirati a questo tema. Tutte le suggestioni sono benvenute, per cui se avete opere da segnalare siete invitati a inviarle tramite un commento o scrivendo alla redazione.

Riprendo questo ciclo ricordando il movimento “Arte Nucleare” fondato a Milano nel 1951 da due artisti italiani, Enrico Baj e Sergio Dangelo, cui si aggiungono Gianni Dova, Gianni Bertini, Piero Manzoni, Joe Colombo, Ettore Sordini, Angelo Verga, gli scultori Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro e successivamente il gruppo napoletano formatosi attorno a Guido Biasi, Mario Colucci, Mario Persico e Lucio Del Pezzo. Nelle pitture di Baj paesaggi devastati e funghi atomici ricorrono come monito all’uso improproprio dell’energia nucleare: nel video un tribute all’artista, principale esponente del movimento.

Infine, per oggi, ecco tre articoli scritti nel passato che già fanno parte di questo ciclo: Atompunk, Plan C, la trilogia di Isao Hashimoto (Atomic Bomb / OverKilld / 1945-1998). Con l’invito a tenervi aggiornati su Ecoblog e su Polisblog per le notizie più recenti su quello che viviamo in questi giorni.

....
condividi 0 Commenti

Nuclear Anxiety - Ansia Nucleare

pubblicato da penelope.di.pixel


Una domenica piovosa, questa, mentre in Giappone la centrale di Fukushima Daichii sotto l’urto dello tzunami brucia e l’allarme nucleare si aggrava di ora in ora: il reattore 1 è esploso, il n 3 è a rischio, 450.000 le persone evquate nel raggio di 20 km nelle ultime ore.

Mi ronzano odiose nelle orecchie le dichiarazioni del primo ministro giapponese di ieri sera: “rischio di esplosione sotto controllo”… Passando da un link all’altro cerco di capire quello che succede colta alla sprovvista da un’”Ansia Nucleare” che non ha antidoti.

Il titolo di questo articolo corrisponde al mio stato d’animo, ma anche a quello di tanti artisti che condividono questa stessa ansia e la traspongono nelle loro opere. Ho fatto una breve ricerca online con queste parole chiave e ve ne presento i risultati: una Monnalisa con gli occhi a mandorla, calva, alle sue spalle il fungo atomico (titolo: Collateral Effects; artista ignoto); una rielaborazione dell’urlo di Munk, quanto mai realistica (titolo The Scream; artista ignoto); un orsacchiotto a due teste (titolo Tender; autore Silvia Scuttari) e una nuova specie umana post-nucleare (titolo: Nuclear Evolution; autore: Handoko Tjung); un David di Michelangelo che stringe un’arma atomica nelle mani, ricordandoci quanto potenzialmente siano alla portata di chiunque (titolo: Nuke David; autore sconosciuto).

Il dramma del Giappone è un dramma collettivo, il nuclare non è “sicuro”: ne facciamo e ne faremo tutti le spese. Frattanto, per tenere d’occhio gli sviluppi della situazione in Giappone, vi invito a seguire i colleghi di Ecoblog che ci tengono sempre aggiornati.

Buona domenica.

Nuclear Anxiety - Ansia Nucleare

....
condividi 4 Commenti