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Tutti gli articoli con tag antonio caronia

Ulisse Vs Ulisse

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Ulisse from Ludovica De Feo on Vimeo.

Due storie, due persone ma un solo personaggio. Un viaggio. Una stanza.”

Leggiamo così nella breve presentazione di questo video, “Ulisse”, girato da Ludovica De Feo. a interpretare l’operico eroe un attore/performer d’eccezione: il prof. Antonio Caronia, che riesce sempre a stupirci per l’eclettismo e la capacità di attraversare contesti differenti. Fra gli intellettuali, i docenti e le voci critiche che stimo di più in Italia, lo abbiamo incontrato diverse volte su questo blog, recentemente nel ciclo “Interviewing ner media art didactics.

Questa volta il professore si sdoppia per raccontare i due volti di un solo Ulisse: il viaggiatore del mondo reale, collezionista di ricordi ed esperienze, e il cybernauta che non si è mai mosso. Una stanza piena di libri (quella del prof?), una finestra, un pc su una scrivania, una valigia. Un dialogo che in realtà è un doppio monologo fra i due Ulisse sulla possibilità di esperire il mondo reale. Spostandoci sulla sua superfice fisica o guardandolo attraverso uno schermo. Ma infondo il mondo reale lo”conosciamo” solo come epifenomeno…

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Gli shermi recombinanti di The Big Art Group. Reportage dal Piemonte Share Festival [PART 2]

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Il secondo memento topico dei questo Share Festival lo dedico alla presentazione del Big Art Group, sempre il 6 novembre al Museo delle Scienza intorno alle 12.

La presentazione si è stata impostata sotto forma di una conversazione-dialogo con il prof. Antonio Caronia, con l’obiettivo di esplorare i contorni di una “società dell’informazione” dove l’errore, il glitch, i segnali di interruzione sono a tutti gli effetti diventati parte integrante delle strategie di marketing.

L’intro teorica del professore, rigorosa e profonda come sempre, ci introduce al senso e al valore epistemologico dell’errore, facendoci riflettere sui sistemi umani e su quelli artificiali. Presenti il fondatore e direttore di Big Art Group, Caden Manson, e Tom Sellar. Dal 1999 Manson ha ideato e svuluppato un particolare format di spettacoloinvented the definito “Real-Time Film“, un film che mentre si realizza è già contemporaneamente in onda e in scena: ibrido di cinema e teatro in cui gli attori ricombinano strutture formali di performance attraverso l’uso di improvvisazioni simultanee on stage e live video, a loro volta ricombinati con complesse coreografie, esibizioni di marionette, elementi autobiografici. Il loro lavoro usa a piene mani alta tecnologia e bassa tecnologia, cultura underground che proviene dai margini estremi della società e cultura mainstream (in particolare la produzione simbolica dei massmedia e gli immaginari pop derivati), con l’obiettivo esplorare e mettere in questione la nostra esperienza della vita contemporanea. Il risultato è uno spettacolo che ci disvela sotto gli occhi la finzione mediatica grazie ad un cortocircuito fra l’azione teatrale (performance degli attori sul palco) e montaggio televisivo (che anch’esso avviene in tempo reale sul palco): le azioni dei performer sembrano un assemblaggio privo di senso, che si ricompone solo guardandoli attraverso il monitor. Big Art Group ci fa percepire senza mezzi termini quanto ciò che i media, e in particolare la tv, ci offre come reale sia invece frutto di complesse operazioni di montaggio.

Il gruppo, arrivato nel 2006 a Senigallia al Teatro La Fenice con “House of no more“, è in tour e sarà presente con il suo novo spettacolo CITYRAMA a Torino il 14 novembre prossimo, presso il Teatro Stabile Torino: se ne avete la possibilità, consiglio sinceramente di andarli a vedere.

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Interviewing new media art didactics whith Antonio Caronia [Part 4]

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antonio caronia

Quarto appuntamento di Interviewing new media art didactics: stiamo accellerando il nritmo delle interviste per la pubblicazione di Limina 2, ma sono sicura che riuscirete a seguirci perfettamente.

Questa settimana ci confrontiamo con il prof. Antonio Caronia: ecco alcuni cenni biografici per conoscerlo meglio.

Antonio Caronia (1944) vive e lavora a Milano, dove insegna Sociologia dei processi culturali e Comunicazione multimediale all’Accademia di Belle Arti di Brera, Estetica dei nuovi media e Antropologia dello spazio alla NABA. È Director of Studies del M-Node del Planetary Collegium di Plymouth. La sua ricerca riguarda la teoria della comunicazione, l’immaginario scientifico e tecnologico, il rapporto fra immaginario e movimenti politico-sociali. È interessato agli effetti sociali e politici dell’innovazione tecnologica e agli aspetti estetici del comportamento sociale in relazione alle nuove tecnologie. Collabora a L’unità, Millepiani, Cyberzone. Ha tradotto romanzi e racconti di James G. Ballard, William S. Burroughs, Rudy Rucker, Marc Laidlaw, saggi di Jean Baudrillard, Derrick de Kerckove e altri. È autore di Il cyborg (Theoria 1985; nuova edizione ShaKe 2008), Il corpo virtuale (Muzzio 1996), Houdini e Faust. Breve storia del cyberpunk (con D. Gallo, Baldini&Castoldi 1997), Archeologie del virtuale (Ombre corte 2001), Philip K. Dick: La macchina della paranoia (con D. Gallo, X Book 2006), L’arte nell’epoca della producibilità digitale (con E. Livraghi e S. Pezzano, Mimesis 2006); Un’ambigua utopia. Fantascienza, radicalità e ribellione negli anni ‘70 (con G. Spagnul, Mimesis 2009), Filosofie di Avatar. Immaginari, soggettività, biopolitiche ( con A. Tursi, Mimesis, 2010).

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Non abbiamo più bisogno di oggetti d'arte...

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caronia, cyberpunkUna quindicina di giorni fa ho finito di leggere l’antologia “Universi quasi Paralleli. Dalla fantascienza alla guerrigliea mediatica” a cura di A. Caronia. A pag 142-143 ci ho trovato un’intervista agli 0100101110101101.ORG sull’operazione Darko Maver (ancora attualissima), pubblicata sull’Unità il 14/02/2000.

Ve ne ripropongo qui uno stralcio, con un velo di nostalgia per l’inizio graffiante e attualissimo della coppia Eva e Franco Mattes, capace nelle prime apparizioni di emozionare con progetti come Nike Ground o Darko Maver, lucidissimi per altro nell’analisi.

Per il resto, ecco lo stralcio di intervista: per chi fosse interessato, Universi quasi Paralleli è un bel modo di surfare negli ultimi 15 anni di cultura cyperpunk (e dintorni), fra letteratura, arte e attivismo politico/tecnologico in Italia.

[Foto in alto: cover copertina “Universi quasi Paralleli”, Cut-up Edizioni (2009)]

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Editing The Future

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milano in digitale

Giovedì 22 ottobre Milano in Digitale, piattaforma culturale che dal 2006 si rivolge ai giovani artisti che lavorano con le nuove tecnologie, presenta Editing the Future, un’evoluzione del concorso tesa a valorizzare l’aspetto teorico e l’indagine speculativa del rapporto arte-nuove tecnologie.

Editing the Future premierà con una pubblicazione edita dal CASVA sei tesi di laurea, svolte sull’argomento. Le tesi sono state selezionate fra le più meritevoli discusse dal 2006 ad oggi grazie alle valutazioni critiche di alcuni fra i maggiori specialisti del settore, fra cui: Antonio Caronia, Francesco Monico, Pier Luigi Capucci,Valentina Tanni, Paolo Rosa, Tommaso Tozzi. Il 22 le tesi verranno presentate dagli studenti e discusse: a seguire una tavola rotonda insieme agli esperti. L’intera manifestazione presso Palazzo Affari ai Giureconsulti di Milano e potrà essere seguita anche in streaming dal sito www.milanoindigitale.it e www.formeeting.it.

Un’idea efficace che mette in luce un aspetto forse un po’ trascurato quando pensiamo al processo artistico: lo studio e la ricerca teorica che c’è dietro. Fare arte coincide molto poco con il “momento dell’ispirazione: una visione romantica dell’artista che nel contemporaneo tende sempre più a sfuocarsi e a perdere di significato.

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Milano in Digitale: il 13 novembre, alla Fabbrica del Vapore, inaugurazione della III edizione del festival

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Dal 13 al 23 novembre a Milano, presso la Fabbrica del Vapore si svolgerà la terza edizione del Festival “Milano in Digitale“, promosso dalla Fondazione D’Ars e dal Comune di Milano.

Il Festival, interamente dedicato all’arte digitale, vuole essere con le parole degli organizzatori una cartina di tornasole della giovane creatività italiana nell’ambito della new media art. Infatti 13 opere di giovani artisti emergenti nel panorama nazionale, che hanno passato le selezioni della giuria (ricordiamo fra gli altri membri il prof Antonio Caronia e il giovane critico e curatore Domenico Quaranta), saranno esposte durante i dieci giorni di mostra: l’ingresso è gratuito.

Il pubblico potrà interagire con le opere, prevalentemente interattive, diventandone coautore: in programma video, animazioni, installazioni, postazioni di net.art. Nei prossimi giorni reportage e interviste dal vivo direttamente dalla manifestazione a cui parteciperò: intanto trovate qua una prima gallery con i vincitori di questa edizione e delle due precedenti

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