
Avevamo già presentato il nuovo progetto di Antony Gormley, One & Other. I mesi della campagna di reclutamento dei partecipanti per la performance hanno avuto un enorme successo, e, per 2400 posti disponibili, ad oggi sono arrivate a Gormley 11151 richieste (compresa la mia, dato che in quel periodo sarò a Londra).
Ricordiamo che il progetto prevede che le 2400 persone selezionate (random, da un computer) diventino parte dell’opera di Gormley: si tratta di rimanere per un’ora esatta sul piedistallo del Fourth Plinth di Trafalgar Square a Londra, facendo quello che si vuole. 100 giorni dal 6 luglio, 60 minuti a testa, 24 ore al giorno.
Un gruppo su Facebook, Twitter, tanta comunicazione e tanti articoli. Ieri un nuovo messaggio giunto su Facebook ai membri del gruppo: un concorso il cui premio è un “memorabilia” firmato da Gormley. Come fare? C’è tempo fino al 30 maggio per realizzare un breve video di se stessi, mentre si mette in scena quello che si potrebbe fare sul piedistallo. Poi, caricare su Youtube o Vimeo e taggare “One & Other”. Energia, stile e atteggiamento le variabili che verranno valutate. Qualche idea su cosa fare? Guardate qui!
Dal 23 aprile al 28 maggio la Galleria Salvatore + Caroline Ala presenta una personale di Antony Gormley (Londra, 1950), finalmente di nuovo a Milano. La mostra si chiamerà “Mind”, dal nume di un progetto (bellissimo) che è una sorta di nuvola di piombo di oltre quattro metri di altezza da appendere al soffitto: un oggetto onirico che contraddice le leggi di gravità.
La mostra riproporrà alcune delle sculture realizzate tra il 1982 e il 1984 dall’artista britannico, che aveva esposto per la Galleria diciotto anni fa a New York e ventiquattro anni fa a Milano. Nei lavori di quel periodo, Gormley lavora con il piombo e la terracotta per le sculture, mentre per i disegni privilegia l’olio, il carboncino, la grafite e la sanguigna. Le figure nascono da calchi del proprio corpo rivestiti di sottili lastre di piombo saldate lungo linee verticali ed orizzontali.
Fin dall’inizio del suo percorso, Antony Gormley reinventa l’immagine umana nella scultura, utilizzando il suo corpo come strumento, soggetto e materiale funzionale alla produzione dell’opera, con un’operazione di ricerca sul corpo senza eguali. Il corpo è percepito come matrice e come misura per dare origine a riflessioni esistenziali, disposte nello spazio come rivisitazione dell’idea di monumento. Da vedere.
Galleria Salvatore + Caroline Ala
Via Monte di Pietà 1, Milano

Chiunque voglia diventare un’opera d’arte per un’ora della sua vita è avvisato: Antony Gormley, uno dei più famosi scultori inglesi contemporanei, è in cerca di 2.400 volontari che prestino sessanta minuti della loro esistenza per il progetto del Fourth Plint di Trafalgar Square a Londra.
Il progetto è intitolato One & Other e il compito è relativamente facile: si tratta di salire per un’ora sul plinto granitico della piazza e fare ciò che più si ritiene opportuno, nei limiti della legalità. Leggere, suonare, cantare, ballare o anche solo guardarsi attorno.
Tra i partecipanti l’artista stesso, che si dice terrorizzato ma allo stesso tempo eccitato, e il direttore della National Portrait Gallery di Londra.
Convinti? Per partecipare basta visitare il sito www.oneandother.co.uk
Via | The Guardian

Il British Museum di Londra ha rilasciato solo un primo piano di “Siren”, la nuova scultura di Marc Quinn dedicata a Kate Moss.
L’ennesima opera d’arte che ritrae la modella inglese, questa volta realizzata in oro massiccio per il peso di 50 kg e per il valore di 1,5 milioni di sterline. La moda di realizzare lavori con materiali pregiati sembra non avere fine, ancora, ma pur non aggiungendo qualcosa di nuovo nel fare arte, attira la curiosita’ di tutti. Ancora di piu’ se la modella ispiratrice e’ un personaggio noto come la Moss, l’Afrodite dei nostri giorni.
Non e’ un caso quindi che sia questa l’immagine con la quale il museo londinese sta facendo parlare della mostra, che comunque dovrebbe dimostrarsi un appuntamento interessante. Intitolata “Statuephilia“, l’esibizione si apre il 4 ottobre e raccoglie lavori di Damien Hirst (con 200 teschi di plastica creati per l’occasione), Antony Gormley, Ron Mueck, Marc Quinn, Tim Noble e Sue Webster.
Via | bbc
Sono Antony Gormley e Yinka Shonibare gli artisti vincitori, scelti dalla commissione per esporre la loro installazione sul “The Fourth Plinth” di Londra.
Comincia Gormley, con la sua opera democratica dell’uomo qualunque a cui segue la nave di Shonibare.
Condivido pienamente la scelta per quanto riguarda Gormley, che dimostra come anche in arte il principio di democrazia e partecipazione vince. Mi trova meno entusiasta l’opera in bottiglia di Shonibare, molto più legata alla cultura inglese, ma magari l’effetto sarà spettacolare.
So già che qualcuno penserà che la mia scoperta di Antony Gormley è tardiva, ma sulle pagine di Artsblog se ne è parlato solo una volta e in maniera indiretta, quindi ne approfitto per dedicargli uno spazio.
Gormley è tra i più importanti scultori britannici contemporanei e la sua ricerca, portata avanti dagli anni ‘70, si è focalizzata negli ultimi 25 anni sul corpo umano “come luogo di memoria e trasformazione”. Per la maggior parte dei suoi lavori, Gormley usa come punto di partenza il proprio corpo, che diventa al tempo stesso soggetto e oggetto della creazione.
L’artista uscendo dall’ambiente museale, coinvolge anche lo spazio aperto e pubblico con opere su larga scala e di grande impatto visivo. Un esempio è Waste man, grande scultura antropomorfa realizzata con “le materie prime della vita casalinga delle persone”, ovvero pezzi d’arredamento, poi dati alle fiamme per sprigionare idealmente energia (qui ci sarebbe da aprire una parentesi sull’inquinamento, ma sorvoliamo).
Londra si rivela sempre di più città di arte e aste. Ora 20 artisti sono scesi in campo a favore di Ken Livingston, l’attuale sindaco della capitale, per raccogliere fondi per la rielezione politica di un uomo che ha fatto molto per l’arte della città inglese. L’asta “Bid for Ken” si svolgerà il 6 marzo alla Aquarium Gallery a Farringdon.
I nomi includono molti dei protagonisti dell’arte contemporanea più visibile degli ultimi tempi, tra questi Banksy, Antony Gormley e Jeremy Deller vincitori del “Turner Prize”, Marc Quinn che ha esposto sul “Fourth Plinth“, Richard Hamilton, Billy Childish, Mona Hatoum, Jamie Reid, Peter Kennard e Geraldine Swayne.
Questi che vedete sono i 6 progetti selezionati da una commissione per l’opera che dovrà essere sistemata sopra il “The Fourth Plinth” di Trafalgar Square a Londra.
Rimasta vuota per molti anni (dal 1841 al 1999), da qualche tempo la base vede il susseguirsi di opere realizzate da artisti prevalentemente inglesi, ma la presenza dello straniero sta cominciando a penetrare. Infatti la scultura attualmente visibile sul plinto è “Model for a Hotel 2007″ dell’artista tedesco Thomas Schütte.
Per il 2008, la commissione ha deciso di dare voce al popolo e dopo una prima selezione ha esposto i modelli alla National Gallery e ha invitato la gente a votare per i progetti scelti. Si può dare la propria preferenza nel museo o online fino al 30 marzo.
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