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Tutti gli articoli con tag archeologia

Collezionava reperti archeologici in casa, denunciato un imprenditore a Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza


Un collezionista sui generis è stato scoperto dagli uomini della Polizia di Lambrate. La sua passione erano i reperti archeologici, che si procurava comprandoli sul mercato nero. Con gli anni la sua abitazione si era riempita di quasi 300 fra cimeli, statue, antichi vasi vecchi centinaia o migliaia di anni.

Il protagonista della storia, un uomo a cui piaceva godere dell’archeologia nel privato della sua casa, non permettendo alla collettività di trarne beneficio, si chiama Gianni C., ha 82 anni ed è molto conosciuto nel mondo del design.

Grazie ai molti soldi e alla passione per i viaggi, l’uomo aveva ricostruito così un vero e proprio museo, un tesoro che lo riportava direttamente nel mondo antico. Non sappiamo ancora quale pena è prevista per lui.

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Recuperate 1.670 opere d'arte rubate

pubblicato da Lorenzo Mazza

Un bel bottino per la Guardia di Finanza di Roma che ha recuperato la bellezza di 1.670 opere d’arte rubate. Gli uomini delle Fiamme Gialle da tempo stavano dietro ad alcuni importanti pezzi di arte antica, tra cui un busto dell’imperatore Augusto.

Il bottino comprende manufatti, anfore e monete, reperti di epoca romana e greca (dal IX Secolo a.C. all’Età imperiale) che complessivamente valgono alcuni milioni di euro. In manette sono finite 19 persone, che avevano trafugato le opere in aree sepolcrali dell’Italia Meridionale e del Triveneto. L’indagine era partita nel 2007 e ha visto la collaborazione del Department for the Homeland Security statunitense, dal momento che molte opere sono state rinvenute in America e in particolare in una cittadina dello stato Connecticut.

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I tesori sommersi d'Egitto in mostra alla Venaria Reale di Torino

pubblicato da margherita

Egitto. Tesori sommersi - La Venaria Reale - Torino - Copyright Compagnia di San Paolo by Guido Fino - Proprietà Consorzio La Venaria Reale

Egitto. Tesori sommersi” da sabato 7 alle Scuderie Iuvarriane della Reggia della Venaria Reale di Torino, è l’unica tappa italiana di questa straordinaria mostra che raccoglie oltre 500 reperti archeologici provenienti dalle antichissime città della zona del Delta del Nilo. Città come Alessandria, Heracleion e Canopo che nei primi secoli dell’era cristiana sprofondarono sei metri sotto il livello del Mediterraneo.

I reperti sono stati recuperati da un team guidato da Franck Goddio, che ha portato alla luce opere importanti come le tre colossali statue in granito di oltre cinque metri e oggetti di uso quotidiano come alcuni ami da pesca in bronzo. Resti e testimonianze uniche che ripercorrono 1500 anni di storia dell’antico Egitto, dal 700 a.C. all’800 d.C., coprendo i periodi delle ultime dinastie faraoniche, le epoche dei Tolomei, dei Romani, dei Bizantini e l’inizio dell’era islamica.

La tappa italiana è stata curata in modo spettacolare. Le scenografie sono di Bob Wilson, le musiche di Laurie Anderson e le opere sono state allestite in un ambiente che ripropone le suggestioni delle profondità marine.

Alla fine del tour internazionale, i reperti archeologici torneranno in Egitto dove Goddio spera possano essere radunati presso un unico sito per essere mostrati al pubblico egiziano. La tappa italiana chiude il 31 maggio.

Egitto. Tesori sommersi - La Venaria Reale - Torino
Egitto. Tesori sommersi - La Venaria Reale - Torino - Copyright Compagnia di San Paolo by Guido Fino - Proprietà Consorzio La Venaria RealeEgitto. Tesori sommersi - La Venaria Reale - Torino - Copyright Compagnia di San Paolo by Guido Fino - Proprietà Consorzio La Venaria RealeEgitto. Tesori sommersi - La Venaria Reale - Torino - Copyright Compagnia di San Paolo by Guido Fino - Proprietà Consorzio La Venaria Reale

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Scopri il Massimo a Palazzo Massimo per il decennale del museo

pubblicato da margherita

Pavone. Grande Colombario di Villa Doria Pamphilj, fine I sec. a.C., Roma. Foto Archivio Sar

Scopri il Massimo” a Palazzo Massimo di Roma. Un gioco di parole che allude, da un lato, alle continue scoperte archeologiche nella capitale, le quali accrescono con regolarità le collezioni museali e, dall’altro, alle sorprese che un museo, in questo caso Palazzo Massimo, può riservare al pubblico presentando sotto una luce diversa opere già note.

In sostanza un’iniziativa del Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, che celebra il decennale, con una mostra particolare che mette in risalto i tesori del museo insieme ai reperti prestati e a quelli usciti dai magazzini, restaurati, studiati e ora messi a disposizione del pubblico.

Tra i prestiti eccezionali ci sono gli affreschi e le iscrizioni della Tomba di Patron che arrivano dal Louvre, frammenti che sono adesso esposti accanto alle pitture di giardino della Villa di Livia a Prima Porta, che fanno parte della collezione permanente del museo ma che si potranno ammirare con un nuovo impianto di illuminazione biodinamico.

Scopri il Massimo - Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo - Roma
Airone e cesto di fichi. Grande Colombario di Villa Doria Pamphilj, fine I sec. a.C., Roma. Foto Archivio SarSpettacolo di mimica e danza. Grande Colombario di Villa Doria Pamphilj, fine I sec. a.C., Roma. Foto Archivio SarTomba di Patron

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Roma e i Barbari. La nascita del nuovo mondo in mostra a Palazzo Grassi

pubblicato da margherita

Roma e i Barbari - Palazzo Grassi

Nell’immaginario collettivo la discesa dei Barbari in occidente segna la fine della civiltà romana (e della civiltà in assoluto), e l’inizio di un periodo buio segnato da lutti e violenze. La calata dei Barbari però non fu improvvisa, anche se le sue ragioni rimangono ancora campo di discussioni. Il popolo romano e quello barbaro avevano convissuto in modo conflittuale per lungo tempo e si erano in qualche modo conosciuti attraverso scambi e unioni.

Palazzo Grassi il 21 gennaio inaugura la mostra “Roma e i Barbari - la nascita di un nuovo mondo” che ripercorre i secoli di conflittuale coesistenza e mette in luce i lati positivi di questo scontro, perché punto di partenza di una nuova storia segnata da integrità di culture diverse. E’ una riflessione volta a considerare la storia passata, rievocando le origini barbare accanto alle radici greche, romane ed ebraico-cristiane, ma è anche un invito al tempo attuale che presenta le stesse problematiche di convivenza.

Roma e i Barbari - Palazzo Grassi
Roma e i Barbari - Palazzo GrassiSarcofago del Portonaccio - I sec. d.C.Elmo di Vézeronce - 520 d.C.

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Il teatro di Roma antica visto con gli occhi dell'arte

pubblicato da francesco


Arti sceniche e arti visive si incontrano in una bella mostra di archeologia, presentata stamattina alla stampa e ospitata dal 3 ottobre al 17 febbraio al primo piano del Colosseo, a Roma. Una settantina i reperti proposti da “In scaena. Il teatro di Roma antica”, esposizione con tono divulgativo e piglio molto convincente a cura di Nicola Savarese, docente di Discipline dello Spettacolo all’università Roma Tre.

Se gli amici di queerblog sottolineano l’aspetto sociale e di costume del mondo dello spettacolo nell’antichità, noi vorremmo spendere qualche parola su alcune dei bei reperti in mostra. In primis è degno di menzione il grande Vaso di Promos, da Ruvo di Puglia, riccamente istoriato. Sempre sul fronte della pittura vascolare, si segnala la delicatissima rappresentazione di funambola su un vasetto proveniente da Taranto, che ci restituisce la grazia del movimento grazie a una veste di seta che si gonfia. Ancora belle testimonianze pittoriche: l’Apollo citaredo dalla cromia vivace, affresco augusteo dal Palatino, e le saporite scenette teatrali da Pompei.

Notevoli le testimonianze scultoree: quattro grandi mascheroni domizianei che servivano come ornamento architettonico, un grande monumento sepolcrale ornato da un bassorilievo di danzatrici dalla via Prenestina e poi piccoli bronzi e terracotte, che raccontano la sapienza dei gesti e la perizia del mestiere di antichi attori, mimi, giocolieri, acrobati e musicanti.

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L'affresco a Vercelli è in cantina

pubblicato da francesco

Che cosa c’è in cantina? Non solo vino e conserve, ma anche affreschi. Succede a Vercelli: affiorano sulle pareti di una vecchia cantina di un’abitazione privata tracce di affreschi di epoca paleocristiana. A scoprire le pitture due fratelli piemonteci con la passione per l’archeologia.

Sul ritrovamento si tanno già cimentando gli studiosi, che hanno stabilito che si tratta della più antica testimonianza pittorica delle prime comunità cristiane a Vercelli. I ricercatori parlano, nello specifico, di

decorazione pittorica appartenente al terzo stile, di epoca tardo romana, con forti influenze paleocristiane.

Via | ansa

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Tutankhamen al 02 Dome, l'ex Millenium Dome di Londra

pubblicato da margherita

Mostra di Tutankhamen al 02 Dome

Per rimanere in tema di Londra e di vacanze, presentiamo con largo anticipo la mostra “Tutankhamen”, all’ex Millenium Dome, rinominato oggi 02 Dome. Lo sfortunato edificio riapre e ospita questa esibizione che dovrebbe attirare molti visitatori, visto l’interesse che ha suscitato nei media locali.

Per il ritorno di Tutankhamen e i suoi tesori a Londra, era stato pensato il British Museum, ma data la struttura troppo piccola si è passati allo 02 Dome. Questo episodio ha portato alla scelta di un ampliamento del British, che vedrà come architetto Richard Rogers, che caso vuole sia lo stesso autore del Millenium Dome.

Tutankhamen era tra gli eventi suggeriti da Permalink di aprile, magari per altre idee vacanziere sfogliatelo di nuovo.

Tutankhamen, 02 Dome, Londra, dal 15 novembre 2007 al 30 agosto 2008.

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Mickey Mouse secondo i vichinghi

pubblicato da francesco

L’ha inventato Walt Disney nel 1928? Questo è quanto riporta la storia ufficiale dei fumetti. Ma c’è anche una fantastoria, riscritta a colpi di provocazioni e cortocircuiti culturali.

In virtù della familiarità del personaggio di Topolino, l’icona più famosa del mondo dei baloons e dei cartoni animati, siamo tutti certi di ritrovarne la fisionomia in questa statuetta del 900 d.C. rinvenuta negli scavi di un villaggio vichingo a Uppåkra, a pochi chilometri da Lundo, in Svezia. Guardate, le orecchie sono inconfondibili, sono proprio sue…

Pare invece che si tratti della rappresentazione di un leone, secondo il parere degli archeologi (in particolare Jerry Rosengren della Lund University), ma questo non ci impedisce di chiamarlo Mickey Mouse. Non sapevamo fossi così vecchio, Topolino!

Via | Discovery Channel News

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