
In dicembre Blu è stato in Sudamerica e ha relizzato nuovi impressionanti lavori. Nel suo sito ci racconta che è arrivato in Argentina via mare e deve aver provato alcune delle sensazioni che provavano i moltissimi immigrati italiani giunti qui ad inizio secolo.
Affascinato dai colori del quartiere povero di La Boca, a Buenos Aires, ha realizzato diversi dipinti per una nuova animazione. A veder dalle foto questo lavoro in preparazione raffigura un uomo collassato, con una città che come una pianta infestante, gli cresce sul viso. Il pezzo poi si evolve econ l’ingresso di un mostro…ma per adesso non sappiamo cosa sia effettivamente rimasto sui muri della capitale argentina e dovremo aspettare ancora un po’ prima che sia pronto il nuovo video di questa wall painting animation.

Si è aperta lo scorso sabato 19 dicembre al PAN - Palazzo delle Arti Napoli, Los impolíticos. La mostra curata da Laura Bardier presenta un nutrito gruppo di artisti internazionali, che riflettono su una ‘visione impolitica’ del sentire contemporaneo. Circa quaranta opere di artisti provenienti da Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Guatemala, Messico, Uruguay e Venezuela, che non negano le loro caratteristiche individuali, ma anzi sottolineano i loro regionalismi.
In comune molte sfide, ma anche diverse soluzioni. In questi paesi c’è una crescente tendenza verso la classificazione delle persone sulle basi del proprio orientamento politico e ideologico. Los impolíticos presenta 26 artisti - alcuni affermati, altri emergenti - che lavorano con l’intento di costruire un lessico in grado di definire i fatti e le cose nella realtà contemporanea da una chiara prospettiva e non da generico punto di vista.
L’espressione “Los impolíticos” indica la natura del progetto espositivo che concentra la nostra attenzione su alcuni settori chiave delle Americhe, quelli collegati tra loro in base alle caratteristiche culturali, politiche e storiche. Gli artisti in mostra sono Iván Abreu Ochoa, Marcela Armas, Stefan Brüggemann, Yoan Capote, Donna Conlon, Alexandre Da Cunha, Detanico & Lain, Leandro Erlich, Dario Escobar, Jose’ Antonio Hernández-Diez, Geraldine Juárez, Marcos López, Rafael Lozano-Hemmer, Jorge Macchi, Leo Marz, Cildo Meireles, Vik Muniz, Dulce Pinzón, Liliana Porter, Wilfredo Prieto, Paul Ramirez Jonas, Sara Ramo, Miguel Angel Ríos, Adriana Salazar Ve’lez, Martin Sastre, Pablo Serra Marino.
Megunica, ovvero Messico – Guatemala – Nicaragua – Costarica - Argentina, il Sudamerica di Blu, artista che ad ogni nuovo lavoro mi lascia sempre a bocca aperta. Megunica è un documentario di Lorenzo Fonda del 2008 e verrà proiettato in occasione della rassegna Lo Schermo dell’Arte a Firenze il prossimo lunedì 23 novembre.
Megunica racconta del viaggio di Blu con alcuni amici, Silvia Siberini (Sibe), Ivan Merlo e il regista Lorenzo Fonda attraverso cinque paesi dell’America Latina. Ogni tappa un nuovo progetto creativo, blu al lavoro, le sue animazioni e il suo rapporto di scambio con i luoghi che lungo il cammino lo ospitano. Sul sito del documentario trovate tutte le foto dei pezzi di Blu, ma già nel trailer qua sopra se ne vedon delle belle.
Se siete a Firenze sul finire di novembre, vi consiglio vivamente di farci un salto. Il 23 novembre, giorno d’inaugurazione della rassegna curata da Silvia Lucchesi partirà con la presenza di Alfredo Jaar in sala ed il suo Le Ceneri di Pasolini alle 21. Alle 22 in prima assoluta italiana A conversation with Basquiat di Tamra Davis. Alle 22:30 in collaborazione con EX3 Centro per l’arte contemporanea Megunica di Lorenzo Fonda, che durerà circa un’ora.
Lo scorso sabato 29 Novembre c’è stata una singolare manifestazione artistica all’interno della discarica municipale di Bariloche in Argentina, nella Patagonia nord-occidentale. Al ritmo di rock e cumbia, scandito da videoproiezioni e dibattiti pubblici, ha preso il via il Festival de Arte en el Basural. Un percorso che unisce artisti e cittadinanza attiva, nel comune obiettivo di creare una piattaforma per il riutilizzo e il riciclaggio creativo.
Altra finalità dell’iniziativa è sensibilizzare la gente nei confronti dei recicladores, che in Argentina come in altre zone del Sudamerica hanno un’importante funzione sociale. Queste persone si guadagnano da vivere smaltendo l’enorme quantità di rifiuti indifferenziati. Così facendo ripuliscono l’ ambiente urbano, rurale e naturale. Pur essendo stati riconosciuti ufficialmente come operatori ecologici nel 2003 dallo stato, i recicladores vivono ancora rovistando con le mani nei mucchi dell’ immondizia e lavorano in condizioni precarie e pericolose.
Al grido di “Nada se tira, todo se transforma” (Niente si butta via, tutto si trasforma) gli artisti del Festival de Arte en el Basural promosso dalla Asociación de Recicladores Bariloche e dal Kolectivo Kultrunazo hanno dato vita a una giornata dedicata alla raccolta differenziata con il coinvolgimento dell’arte. Hanno creato sculture, oggetti, azioni teatrali, performances e concerti a partire dalla spazzatura.
Ho scoperto i suoi quadri per caso, girando su Flickr. E sono rimasto positivamente colpito. Tanto da pensare di dedicarle un post.
Si chiama Alejandra Salgado, è argentina, nata a Còrdoba ma vive a Buenos Aires. E, nonstante la giovane età, è già un’apprezzata pittrice, con un buon numero di prestigiose esposizioni all’attivo.
Le sue realizzazzioni pittoriche si rifanno alla tradizione del realismo magico, che proprio in America latina ha avuto grande successo, soprattutto nella seconda metà del XX secolo, sia nelle arti visive che nella letteratura (si pensi al fenomeno mondiale del romanzo Cent’anni di solitudine, di Gabriel García Márquez).
Fernando Traverso è tra gli artisti chiamati all’evento di arte contemporanea del Sainsbury Centre, AfterShock.
Street artist part time, Traverso vuole dipingere 30.000 biciclette sui muri di tutto il mondo in ricordo dei cittadini di Rosario, Argentina, scomparsi durante la dittatura del 1976-1983. La bicicletta è una metafora per indicare l’assenza. Oltre ad essere il mezzo di trasporto preferito all’epoca, indicava anche il primo segno di “scomparsa” quando trovata abbandonata sulla strada.
Il progetto è iniziato nel 2001 e fino ad ora ne sono state dipinte (con bomboletta o con stencil) circa 250. Non so se riuscirà mai a completare questo lavoro, però potrebbe diventare una forma atipica di eredità da tramandare ai posteri.
AfterShock, Sainsbury Center for Visual Arts, Norwich, fino al 2 settembre.
Via | Imaj-Ads

Il trucco c’è ma non si vede, o forse sì.
Siamo di fronte all’installazione permanente presso il Century Museum of Art di Kanasawa, Giappone. La “Swimming Pool” è opera dell’artista argentino Leandro Erlich, già presentata alla 49esima Biennale di Venezia.
Credo che il progetto consista in una stanza costruita sotto la piscina, ricoperta poi d’acqua così da creare questo strano effetto di gente immersa che si muove liberamente.
Via | haha.nu