Help thy neighbor - Aiuta il tuo vicino è uno stencil dell’artista americano Above. Realizzato a fianco di un cartello che indica che Haiti dista appena 90 km, raffigura un bambino cubano con in una mano una bandiera di Haiti e nell’altra un kit di pronto soccorso. Col giubbotto salvagente, un ciambellone nero e un bel sorriso stampato sulla fronte è in procinto di andare a dare una mano di là dal mare ai cugini haitini.
Il video, con musiche di Denots, è pubblicato su Vimeo e accompagnato dalla nota di Above: Please GET INVOLVED and help donate to send aid and resources to the people of Haiti.
Veramente interessante questo video che documenta il Progetto Ghostvillage, che ha portato 6 artisti a lavorare per 3 giorni in un villaggio abbandonato sulla costa occidentale della Scozia.
Timid, Remi/Rough, System, Stormie Mills, Juice 126 e Derm hanno così avuto via libera per dipingere in un villaggio abbandonato dal lontano 1970. Un luogo pieno di fascino e decadenza, pieno di silenzio, in cui gli artisti hanno potuto lavorare insieme su grandi pareti, in collaborazione e singolarmente.
A volte c’era magari la strana sensazione dell’imbarazzo della scelta, avendo a disposizione così tanto spazio. Si è scelto così di intervenire su angoli nascosti, fessure, per popolare questo ‘villaggio fantasma’ di strane crature e visioni artistiche che in qualche modo lo hanno reso nuovamente vivo e meta di nuovi viaggi.

Kelsey Brookes è nato nel 1978. Il suo percorso educativo l’ha condotto verso la carriera dello scienziato e per molti anni ha svolto attività in laboratorio, di monitoraggio virus per il governo degli Stati Uniti. Un bel giorno decide di mollare tutto e adesso vive e lavora in California, a San Diego come pittore.
Il suo universo visivo trae ispirazione dalla spiritualità buddista e hindu, così come dagli animali esotici, dalla sessualità e dallo stile delle vecchie e rustiche trapunte americane. Figure immobili, ghiacciate con intensità primordiale, divinità animalesche che si dissolvono nella frammentazione del quadro.
Del suo lavoro si è parlato in numerose pubblicazioni di arte, cultura pop e design, come GQ e Modern Painters per citarne alcune la cui reazione è stata affascinata ma stordita e confusa.

L’artista portoghese Carlos No ha esposto alcuni suoi lavori della serie ‘Europe‘ ad Arte Lisboa 2009, che si è tenuta nella capitale lusitana dal 18 al 23 novembre. Questi lavori ruotano attorno al tema dell’ìimmigrazione, riflettendo su concetti come il territorio, le frontiere, i confini e l’esclusione.
Il suo lavoro a livello plastico si concretizza in un atteggiamento di critica e preoccupazioni nei confronti del rispetto dei diritti umani. Tutte quelle situazioni di ingiustizia, assenza di libertà, sfruttamento ed abuso di potere sono terrendo d’interesse per Carlos No.
Testi immagini, oggetti prendono vita all’interno di operazioni sinestetiche, di confronto di sensi, dove nella forma di cartelli stradali nuove regole che riguadano la solidarietà, il rispetto per le identità, prendono forma e chiedono rispetto.

Roma incontrerà per la prima volta lo straordinario lavoro del fotografo visionario Thomas Barbèy, che da venerdì 4 Dicembre esporrà alla Morris Casini Foundation. Thomas Barbey è un artista poliedrico. Nato in Connecticut nel 1957 si è poi spostato in Svizzera. Ha cominciato a disegnare seriamente all’età di tredici anni. Dopo aver frequentato per alcuni anni l’Università, ha lasciato per darsi alla musica e si è spostato per quindici anni in Italia, dove alcuni suoi pezzi hanno scalato le classifiche.
Ha cominciato a far foto quasi per hobby, ma ben presto ha capito di poterci guadagnare da vivere come fotografo di moda.Dal 1995 è tornato con sua moglie in America dove lavora nell’ambito della fotografia commerciale e dove, in qualità d’artista ha sviluppato un linguaggio eccezionale.
Fotomontaggi e fotocollages realizzati con le tecniche della fotografia tradizionale, senza l’ausilio del computer.Un bianco e nero pieno di profondità e una tecnica di stampa e di composizione davvero minuziose. Ne escono visioni surreali di spazio che compenetrano altri spazi, aperture sorprendenti e vie di fuga magiche. L’inaugurazione è prevista per venerdì 4 Dicembre dalle 18:30 alle 23:00 alla presenza di Thomas Barbey e di una selezione speciale di 15 delle sue opere.

Visto che parliamo spesso di stencil, non poteva mancare una galleria id immagini di stencil e graffiti dedicati alla Gioconda. Il capovolavoro di Leonardo è una delle opere più clonate e rielaborate della storia dell’arte. Non poteva mancare nemmeno la Gioconda-soldato di Banksy e quella che mostra il fondoschiena… di cui non so dirvi l’autore. Tra l’altro proprio quella Gioconda gialla che vedete in galleria di Banksy aveva fatto parlar di sé qualche anno fa perché era stata venduta per 50.000 sterline. Un prezzo che successivamente sarebbe stato ampiamente superato.
Nella cultura postmoderna le immagini vanno in pasto alle moltitudini che le rielaborano e le fanno proprie. Così accade per questi stencil. Alcuni sono interessanti opere d’arte, per dirla meglio variazioni sul tema di Mona Lisa, dietro cui si vede la mano di un autore. Altri semplicemente stencil, infinitamente replicabili e in qualche modo “anonimi”.
Proprio ieri un enorme Mona Lisa in un tondo (17,5 metri di diametro e un grandezza pari a 50 volte l’originale), è apparsa nel pavimento di un centro commerciale a Wrexham, nel Galles del Nord. Buona visione!

La millenaria cultura cinese mescolata con il pensiero concettuale occidentale. Questo in estrema sintesi è il lavoro di Cai Guo-Qiang. Nato nel 1957 a Quanzhou City, nella provincia cinese di Fujian, è figlio di un professore di storia e di una pittrice.
Tra il 1986 e il 1995 ha vissuto in Giappone, dove ha potuto conoscere ed utilizzare la polvere da sparo all’interno dei suoi disegni e condurre i suoi esperimenti con gli esplosivi. La creazione di ‘eventi esplosivi’ su larga scala si è concretizzata poi con la serie Projects for Extraterrestrials. Dal 1995 si è trasferito a New York e il suo stile ha cominciato ad appropriarsi di una grande varietà di simboli, tradizioni e materiali, come il Feng Shui, la medicina cinese, draghi, montagne russe, aquiloni, barche, computer, animali vivi, e distributori automatici.
Cai vinse il Leone d’Oro alla 48ma Biennale di Venezia nel 1999. La sua ultima mostra ‘Hanging out at the museum’ è in corso fino al 21 febbraio 2010 al Fine Arts Museum di Taipei e presenta installazioni luminose, disegni esplosivi, ponti e draghi. L’installazione visivamente più potente è sicuramente ‘Head on‘ che consiste in 99 repliche a grandezza naturale di lupi intenti a saltare contro un muro di vetro, formando uno spettacolare arco nell’aria.
Si è tenuta lo scorso 16 novembre a Mosca la prima conferenza mondiale sulla sicurezza stradale, con l’obbiettivo di fare il punto della situazione su un dramma a livello planetario.
La scelta della capitale russa non è casuale, la Russia infatti è il paese europeo dove si muore di più per incidenti stradali. Quasi 15.000 i morti sulle strade dell’Ex Unione Sovietica dall’inizio dell’anno e 150 miliardi di euro la spesa che ha sostenuto lo stato.
Per sensibilizzare gli automobilisti verso i rischi a cui vanno incontro mettendosi alla guida ubriachi, è stata installata nei pressi dell’International Trade Centre di Krasnopresnenskaya questa strana scultura/gabbia a forma di bottiglia, che contiene i resti di automobili incidentate.

Nel corso di un incontro dal titolo L’Economia dei Beni Culturali per lo Sviluppo delle Città Metropolitane, che si è svolto ieri a Firenze, il presidente di Confindustria Giovanni Gentile ha parlato del progetto di una Biennale dell’arte e del paesaggio a Firenze. La prima edizione prenderà il via già a partire dal novembre 2010, organizzata proprio da Confindustria, che crede nelle possibilità di Firenze di divenire un ”laboratorio nazionale in questo tipo di economia”.
L’evento sarà presentato ufficialmente nel prossimo febbraio. Dall’intervento di Gentile è emersa la volontà di “farne un evento permanente per la città“, perché, dice, per Firenze ”i beni culturali non dovrebbero essere da meno dellla green economy”. Rincara la dose l’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze che il paragone va fatto con “l’industria della difesa americana, un settore in cui il pubblico ha investito importanti risorse, con ricadute in molti altri campi, a partire da Internet. Allo stesso modo nei beni culturali il pubblico dovrebbe impegnarsi nella ricerca di base, certi che le ricadute riguarderanno molti altri settori”.
Si scaldano i motori quindi per la messa in scena della biennale fiorentina,che se non altro sarà un pretesto per cominciare a smuovere le acque a livello del contemporaneo in questa città.

Mi piace parlare spesso di stencil art perché è una delle tecniche che si sta maggiormente evolvendo a livello di contenuti e stili. Quando ho visto il pezzo nella foto qui sopra sono rimasto subito piacevolmente colpito. Questo è quello che mi aspetto da uno stencil. Un pezzo che ti colpisce subito, semplice e diretto, e suscita magari un sorriso interiore, un sospiro di sollievo che alleggerisce l’anima in una giornata metropolitana. Così è stato per questo Picasso accovacciato intento a taggare. Ti dice subito tutto e ti lascia in testa con una serie di pensieri sinceri su cosa avrebbe fatto Pablo se fosse vissuto… una birra ai piedi del pittore è ulteriore elemento di cortocircuitazione.
L’autore si fa chiamare Señor X e da qualche anno a questa parte arrichisce con la sua arte il perimetro urbano di molte città spagnole. “Una regola che seguo è quella di non danneggiare nessuno con quello che faccio. Cerco facciate delle case in rovina o pareti in abbandono. Naturalmente devo anche prendere in considerazione la visibilità della zona. In tanti anni però nessuno si è mai lamentato e ho sempre ricevuto complimenti”.
Uno stencil deve rompere la monotonia del cemento, l’incedere sempre uguale dell’edilizia fallimentare, priva di una qualsivoglia identità. Questo è quello fanno i pezzi di Sr.X, che hanno sempre una tensione verso la comunicazione e un timbro ironico e sottile. Sono meravigliosi gli stencil della serie ‘Coloquios Historicos‘.