The RAMM:ELL:ZEE from MOCA on Vimeo.
Ecco il video commemorativo del graffiti artist e icona hip-hop Rammellzee, scomparso nel 2010, e presente ora al The Curve del MOCA di Los Angeles. Writer, rapper, scultore, personaggio enigmatico e misterioso, Rammellzee era nato nel Queens a New York, dove iniziò la carriera di graffiti artist che l’ha portato a indagare il potere liberatorio del realizzare lettere in 3D sui muri.
Battle Station è il nome che diede al suo loft di Tribeca, dove visse per molti anni, e in queste immagini si respira in pieno l’atmosfera emanata dalle sue opere; le maschere da samurai del futuro, le statue e gli oggetti dipinti con sprazzi di vernice fluorescente, come in una grande astronave giocattolo.
RAMM:ELL:ZEE Battle Station è uno degli eventi che compongono la prima retrospettiva dedicata ai graffiti ospitata da un grande museo, Art In The Streets; presenti nomi come Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Todd James, Barry McGee, Steve Powers, Fab 5 Freddy, Lee Quiñones, Swoon e JR. Dagli anni ‘70 fino ad oggi, percorre le tappe principali di questa disciplina contemporanea vista attraverso le città simbolo del suo sviluppo: New York, Los Angeles, San Francisco, London, e Sao Paulo. Fino all’8 agosto 2011.
A tre giorni dall’apertura ufficiale, in rete c’è da perdersi tra le decine di video reportage e servizi dedicati ad Art in The Streets, al Moca di Los Angeles. Per farvi un po’ da guida e raccogliere le prime impressioni a caldo, ci siamo qua noi. CaneyheadPictures ci mostra proprio gli attimi dell’inaugurazione: una lunga fila di persone fuori dal museo che, in attesa di entrare, possono vedere sugli schermi in esterna gli artisti in live painting. Questo video si concentra poi sulle azioni performative di protesta di alcuni gruppi contro l’atteggiamento censoreo di Deitch e per mostrare comunque il murale di Blu.
Soltanto citiamo il fatto che nelle scorse settimane alcuni tagger hanno dichiarato guerra al Moca con azioni di bombing gigante e selvaggio nei dintorni del museo e passiamo ad un altro video, quello di RevHalofan che vedete qui sopra, una delle voci più obbiettive, registrato proprio dopo la press preview. La mostra è stata presentata da Deitch come una survey (una ricognizione) sulla street art nel contesto della storia dell’arte, non una graffiti-jam. Secondo RevHalofan questa sorta di “inquadramento”, fatto anche di pannelli informativi e didascalici è la parte più noiosa della mostra.
L’idea di Deitch è quella di ‘metterci la faccia’, per portare qui un pubblico non abituato al museo. Un attacco frontale a certa arte contemporanea, proponendo la street art come modalità pubblica, condivisa, in alternativa al modello dell’artista “solipsista”, in dialogo esclusivo con la propria anima attraverso opere astratte o minimali. Al Moca si raccoglie l’eredità del Pop, la dimensione collettiva della graffiti art, per segnalare l’inizio di una “nuova storia dell’arte contemporanea” che mette radici proprio negli anni settanta e costruisce adesso nuova ‘massa critica’.
Se volete vedere tutte le opere in mostra, dopo il salto su Continua trovate un video report composto di 2000 scatti fotografici dall’interno della mostra. Ci sentiamo nei prossimi giorni per vedere più da vicino le opere, Banksy in primis.
Continua a leggere: 'Art in the Streets', le prime impressioni dai video dei blogger