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DOCartoon, il disegno della realtà. A Pietrasanta il primo festival dove s'incontrano fumetto e cronaca, documentario e tecniche d' animazione

pubblicato da Lorenzo Mazza


Entra oggi nel vivo in Toscana, a Pietrasanta, DOCartoon - The drawing of reality, il primo Festival del Documentario Animato e del Fumetto Non-Fiction. Ideata da Thomas Martinelli, la rassegna si propone di dare una lettura ed un’interpretazione alternativa della realtà attraverso il linguaggio dell’illustrazione, dei fumetti, della graphic novel e dell’animazione.

Un festival ricco di voci nuove ed anteprime, le cui proiezioni si svolgeranno al Cinema Teatro Comunale di Pietrasanta. Si comincia oggi alle 18 con Comic books go to war, testimonianza di un nuovo rapporto tra cronaca e racconto attraverso i fumetti. Alle 20 si prosegue con Andrea Pazienza – Il segno di una resa invincibile, documentario sul Paz diretto da Lorenzo Paganelli e con una doppietta d’eccezione prevista per le 21:30 Ingrid Pitt - Beyond the forest, corto di Kevin Sean Michaels con le animazioni di Perry Chen, bambino di appena 11 anni e The green wave di Ali Samadi Ahadi, che racconta del movimento di protesta che ha attraversato l’Iran nel 2009.

Il programma delle proiezioni pomeridiane e serali (abbonamento giornaliero a soli 5 euro) prosegue a ritmo serrato fino a venerdì 30 settembre. Da martedì e nei giorni successivi, alle 18:30 al Chiostro di Sant’Agostino, incontri con gli autori e dibattiti con giornalisti e uomini di cultura (mercoledì 28 Alberto Abruzzese con Dario Morgante per Wikileaks, informazione e nuovi media). Sempre visitabili invece in centro a Pietrasanta le mostre delle tavole originali delle opere del festival, ospitate in quattro diversi luoghi: la Galleria la Subbia, la Galleria Bonelli, la Polveriera e il Centro Culturale Kansar.

Insomma un festival ’sui generis’, che apre le porte ad un’orizzonte nuovo, fatto di dialogo tra le arti e forte connotazione sociale. Perché i linguaggi creativi si confrontano con la realtà senza scavalcarla, senza prevaricarla. L’impronta del disegno, la sua forza comunicativa, non risiede solo nella sua capacità di immaginare altri mondi dentro cui condurci, ma di dare senso, gravità o leggerezza, al continuo presente irrisolto, che brucia sulle ferite insanate del passato.

Al via in Versilia dal 24 al 30 settembre il festival DOCartoon

Al via in Versilia dal 24 al 30 settembre il festival DOCartoonAl via in Versilia dal 24 al 30 settembre il festival DOCartoon
Al via in Versilia dal 24 al 30 settembre il festival DOCartoon
Al via in Versilia dal 24 al 30 settembre il festival DOCartoon

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Le fantastiche sculture di Namdakov alla Versiliana

pubblicato da Lorenzo Mazza


Eccomi di ritorno da un’interessante visita al Parco della Versiliana a Marina di Pietrasanta. Tra le tante mostre che ho potuto visitare (tutte ad ingresso gratuito), devo dire di essere rimasto piacevolmente colpito soprattutto da Transformations, la personale dello scultore Dashi Namdakov. Di etnia Buryat, una minoranza che abita soprattutto in Siberia, Namdakov (1967) è anche grafico e orafo. Dopo alcuni anni di lavoro a Pietrasanta, dove ha creato a stretto contatto con le fonderie artigiane, presenta al pubblico italiano una serie di lavori inediti.

Tra tutte spunta sicuramente Zolotaya Shoria (la Scioria d’Oro), la grande alce in bronzo alta sei metri, sfornata dalla Fonderia Del Chiaro e destinata a fare bella mostra di sé nella regione di Kemerov (il cui governatore l’ha commissionata). Cavalcata da un’intrepida fanciulla, l’alce riporta su una delle sue grandi corna i segni di una pittura rupestre, trattenendo sul suo corpo, che occupa l’ingresso del Parco, passato e presente.

Come potete vedere nella galleria fotografica, il lavoro di Namdakov si caratterizza con uno stile preciso, graffiante e sinuoso. La nobiltà della materia, il bronzo, non cede il passo a sculture prettamente statuarie, impenetrabili. Dietro ogni figura, animale, umana o antropomorfa, ad emergere è sempre l’anima, impegnata in una profonda lotta interiore. All’esterno quindi, a fare breccia è la potenza dei sentimenti, raccontata con forza e delicatezza. Sebbene allora l’iconografia ci possa sembrare familiare (galeotto fu un film della Disney), la potenza evocativa di queste sculture ci porta in un mondo lontano, ci incuriosisce e ci incute il profondo rispetto che va nei confronti di ciò che non conosciamo.

Le fantastiche sculture di Namdakov alla Versiliana
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'Pop Ten'. Andy dei Bluvertigo a Pietrasanta

pubblicato da Lorenzo Mazza


Non è una novità che Andrea Fumagalli, in arte Andy, tastiere e mente dei (furon) Bluvertigo scelga la Versilia come palcoscenico delle proprie creazioni artistiche. Innamorato della pop art e delle sue contaminazioni lungo tutto il corso degli anni ‘80, l’Andy pittore era già stato ospitato da Gestalt Gallery a Pietrasanta.

La “piccola Atene” oggi rende tributo al suo immaginario surreale con una mostra che parte sabato 24 aprile (alla presenza dell’artista e di Red Ronnie, autore del testo di presentazione della mostra) nella sala delle Grasce presso il complesso di Sant’Agostino, in piazza Duomo. Uno scenario dove l’antico si incontra con il nuov, è ‘Pop Ten’, tele e pittura applicata al design (tavoli, sedie, chaise longue, pouff, manichini e strumenti musicali).

Andy ci porta a New York, nel pieno della new wave, dove Echo and The Bunnymen, Psychedelic Furs, Simple Minds, fanno ballare i giovani al ritmo della nuova onda. Miti e icone di questa generazione vengono rimescolati: dai Puffi a Mazinga Zeta, da David Bowie a Jim Morrison.

Amato od odiato, Andy non presuppone vie di mezzo.

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