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Pupazzi con rabbia e sentimento. A Pontedera la vita e l'arte di Dario Fo e Franca Rame

pubblicato da nabis in: Installazioni Pittura Maestri Artisti Mostre


Prenderà il via dal 17 aprile al 26 giugno 2010 a Pontedera (vicino Pisa), una mostra che celebra due grandi personalità della scena culturale italiana degli ultimi 50 anni, Dario Fo e Franca Rame. Il percorso si snoda attraverso tre sedi espositive. Il Centro per l’Arte Otello Cirri ospiterà i primi lavori da pittore del Premio Nobel, autoritratti e ritratti a matita o olio. Poi i bozzetti scenogafici dei primi progetti teatrali, gli arazzi e le famose marionette della Compagnia Marionettistica Famiglia Rame.

La Fondazione Museo Piaggio (che ospita il relativo archivio d’impresa) presenta gli arazzi su tela, le fotografie di scena, i manifesti e le locandine degli spettacoli teatrali e un’apposita sala video, dove sarà possibile vedere, su appuntamento, tutta la documentazione video dell’opera dei due artisti.

Infine il Centrum Sete So’is Sete Luas, che ogni anno si organizza l’omonimo festival di musiche dal mondo, raccoglie il fulcro della mostra. Le scene originali di alcuni spettacoli, i burattini e i costumi di scena, nonché tutta la produzione pittorica del Dario Fo più contemporaneo, dagli anni ‘80 ad oggi. Conclude l’allestimento una sezione dedicata ai ritratti di Franca Rame, imprescindibile compagnia di vita e d’arte.

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‘Spaccato’ il pezzo di Ericailcane a Pisa

pubblicato da nabis in: Street Art Artisti NEWS


Lo scorso settembre vi avevamo parlato di ‘N-Joy-Street, l’evento di street e urban culture realizzato dall’Associazione Joyride, in cui è stato dipinto il sottopasso di via Quarantola a Pisa. Una bella iniziativa, che ha messo insieme writers, artisti, muralisti all’insegna del confronto sulle tecniche, gli stili, i punti di vista. Un sottopasso automobilistico può essere attraversato tranquillamente a piedi, ma nella maggior parte dei casi viene transitato di gran fretta nel saliscendi. I graffiti hanno così una resa strana, quelli che si sviluppano per lungo, in orizzontale, si percepiscono bene anche passando con la macchina.

Uno dei pezzi più belli di ‘N-Joy-Street era quello realizzato da Ericalilcane. Rappresentava una grande scena con un elefante seduto intento a rompere degli aeroplanini giocattolo e una serie di topastri impauriti ed atterriti che scappavano in ogni dove. Se sto usando l’imperfetto un motivo c’è. Lo scorso sabato il pezzo di Ericalilcane è stato spaccato, coperto, rovinato in malomodo dall’azione di qualche finto graffitaro invidioso. Destino sfortunato per questo bel lavoro di Ericailcane (vi ricordate anche del Gallo a Grottaglie che era stato coperto su richiesta dei cittadini?), che è vissuto solo 5 mesi. Rimane da comprendere cosa ci sia dietro a questo gesto, se non l’ignoranza e la totale disaffezione verso l’arte e la creatività .

A Pisa la brutta storia ha colto un po’ tutti di sorpresa, ma c’è anche chi non dà molta importanza all’accaduto. Esistono le hall of fame, le murate collettive a disposizione dei writer, in cui i graffiti si succedono uno sull’altro e non resistono che qualche mese. Nella pratica quindi, dipingere qualcosa di nuovo dove c’è già un graffito, è normale. Le cose qui sono però diverse. Chi ha coperto il pezzo di Erica l’ha fatto con la palese intenzione di rovinarlo, non cercava certo spazio per dipingere. Se anche l’avese voluto, avrebbe trovato dei buchi liberi, incastrandosi tra un pezzo e l’altro, nel sottopasso. Qui c’è stata l’intenzione premeditata di compiere uno spregio, di farlo con arroganza (sembra che questo Skam sia stato visto imbrattare in pieno giorno). Forse c’è da pensare che si siano accaniti su Ericailcane perché è stato uno dei pochi (in tutto 3 artisti per ‘N Joy Street) a dipingere con pennelli e non con bombolette spray. Uno spregio che dice: qui comando io, comandano le bonze e la legge del più str**zo.

Ma a vederla bene, tutta questa storia, parla di invidia, di piccolezze, di ‘fascismo culturale’ e chiusura mentale. Per metterci giusto qualche puntino di sospensione, chiamiamo in causa proprio lo stesso Ericailcane che parla di sé come di “un nome collettivo o uno pseudonimo personale, nasce tra alpi ed appennini, non ha un volto, ma ha occhi e mani, vede e disegna. È il cibo di ogni giorno rimasticato e maldigerito, è un collage d’altri mondi e tempi, parla d’incubi come fossero sogni, parla d’animali come fossero uomini, dice che gli uomini altro non sono che animali”.

Ericailcane a Pisa (prima e dopo)
Ericailcane a Pisa (prima e dopo)Ericailcane a Pisa (prima e dopo)

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Il video di N'Joy Street

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Ecco il video che documenta la bellissima esperienza di N’Joy Street a Pisa, la due giorni dedicata alla pittura murale del sottopasso ferroviario di Via Quarantola, vicino alla stazione. Il video è breve e ben fatto e si vedono all’opera Ericailcane, Aris, Massimo Pasca, Truly-design, Andrea Pioli, Nocci, Linea piatta - Tosh, Porto, Resko, Wilma, the Mammaluks, Hitness e A.C.P.

Molti hanno dipinto giorno e notte e naturalmente non è bastato, sono dovuti tornare il giorno dopo. Per la complessa varietà degli stili questo sottopasso, che si percorre velocemente in macchina e magari un po’ più piano a piedi, rappresenta una traccia importante nel presente.

N’Joy Street
N'Joy StreetN'Joy StreetN'Joy StreetN'Joy Street

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Intervista a Buff Diss, artista del nastro adesivo

pubblicato da nabis in: Street Art Interviste Artisti NEWS


Continua il nostro ciclo autunnale di conversazioni con alcune voci interessanti della scena contemporanea. Come promesso vi presentiamo in esclusiva per l’Italia un’intervista al tape artist Buff Diss, che ha recentemento lavorato a Pisa. L’abbiamo raggiunto a Berlino, dove si trova per lavorare al negozio Klebeland.

Durante la conversazione ho colto l’occasione per farmi raccontare che posto è Melbourne e cosa succede nel campo dell’arte contemporanea. Buff ci parla del ruolo della pigrizia e dell’improvvisazione all’interno dei suoi processi creativi. Purtroppo la chiacchierata si è limitata al suo approccio nei confronti dell’arte. Per motivi di tempo non mi sono avventurato a chiedergli da cosa nasca la sua passione per il nastro adesivo, né tantomeno quale tecnica usi.

1) Quand’è che da bambino hai incontrato per la prima volta l’arte?

Probabilmente quando la mia mamma per distrarmi mi mise davanti una matita e un pezzo di carta, una tattica piuttosto efficace!

2) Chi sono i tuoi eroi?

Credo che il mio eroe, nel vero senso della parola, sia Paul Robeson (cantante, attore ed attivista americano n.d.). Uno degli uomini più impressionanti che il secolo scorso abbia conosciuto, non solo per le sue parole e le sue conquiste, ma anche per il contesto in cui le ha ottenute. Poi i miei genitori, che sono passati attraverso molte difficoltà personali, ma soprattutto per essere stati le grandi persone che sono.

3) Quando hai realizzato il tuo primo artwork? (intendo una cosa che volevi far vedere alla gente come un’opera d’arte) Che cos’era ?

Fammi pensare … opera d’arte… in realtà la prima cosa che ho realizzato è stata una stupida scultura in carta ai tempi della prima elementare. Ricordo che la maestra mi chiedeva se fossi un artista e quando io le risposi sì, lei mi lasciò continuare, mentre tutti dovevano iniziare gli esercizi di matematica. Ora che ci penso, questo episodio dice davvero tutto.

Buff Diss - Tape Arts
Buff Diss - Tape ArtsBuff Diss - Tape ArtsBuff Diss - Tape Arts

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Report: Chagall e il Mediterraneo (2a parte)

pubblicato da nabis in: Pittura Maestri Artisti Mostre


Come promesso continua il nostro viaggio all’interno della mostra Chagall e il Mediterraneo a Pisa. Dopo l’immersione nelle grandi tele, al primo piano di Palazzo Blu resta da visitare la sezione dedicata alla Grecia, che il pittore russo definisce una “terra disperatamente vuota se non fosse popolata di cielo, mare e luce”. Qui troviamo le illustrazioni per Dafni e Cloe a gouache e acquerello che Chagall realizzò per l’editore Tériade.

Torno al piano terra, non prima di aver ammirato per una seconda volta Yellow Clown, un dipinto in cui disordine e caos compositivo riescono per antitesi ad esprimere la purezza del soggetto rappresentato attraverso l’identità cromatica del giallo. Eccomi nella sezione dedicata alla Bibbia. Quadri come White Crucifixion rappresentano al meglio la visione di Chagall sulla religione. Un Cristo crocifisso da un raggio di luce occupa il centro di una scena di vita nell’inferno quotidiano. Soldati, briganti, fiamme e disperazione, il quadro è popolato di soggetti che sono indifferenti, che non considerano minimamente il messaggio del Salvatore.

Poi molti quadri che tracciano delle epifanie quasi fallimentari, in cui l’unico spettatore consapevole della magia del momento evocato sembra essere il pittore. Christ on the riverbank, Moses and the table of the law, Ressurrection on the riverbank, The fallen of the angel e la bella scultura del 1952 Maternity or Virgin and child, che ricorda nella semplicità dei tratti il nostro Modigliani.

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Report: Chagall e il Mediterraneo (1a parte)

pubblicato da nabis in: Pittura Maestri Artisti Mostre

Questo weekend sono stato alla mostra Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa e sono rimasto piacevolmente colpito dall’allestimento. La location è proprio in pieno del centro storico della città toscana, sulle sponde dell’Arno. Il palazzo è stato restaurato con criterio e presenta ambienti ariosi e luminosi. Il percorso espositivo è lungo e ben attrezzato dal punto di vista informativo. Ci sono opere di Chagall che non si sono viste molto in giro, se non altro perché facenti perlopiù parte di collezioni private.

Una frase scritta a caratteri cubitali accoglie lo spettatore poco dopo l’ingresso, è la citazione di un intervento critico di Lionello Venturi: “Chagall ha dato uno dei maggiori contributi alla realizzazione della libertà nell’arte”. La stessa libertà che trafigge il pittore russo a partire dal 1926, ai tempi della sua prima discesa nel Mediterraneo. Nizza e la Costa Azzurra, poi il soggiorno a Peira-Cava, sulle Alpi Marittime. Lentamente Chagall scopre l’autonomia a livello compositivo del colore e della luce e decide di servirsene per dipingere.

Ne escono piccoli gioielli esposti in questa prima sezione della mostra. Litografie su carta finemente realizzate e poi disegni a pastello o acquarelli. Sono scorci delle città costiere francesi, ma soprattutto accenni a quella poetica che verrà. Donna con bouquet, Fidanzati nel cielo di Nizza, La coppia e il pesce. Quadri che sono poesie che parlano di solitudine, bellezza, colori del pubblico e del privato. A vederli da vicino viene da pensare che forse ogni amore ha un animale che lo protegge e in due si vola davvero sui cieli di Nizza.

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Buff conquista il Cantiere

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Come promesso lo scorso weekend sono andato a Pisa per l’apertura di God has left the building, prima personale europea del tape artist australiano Buff Diss. Intorno alle 22 sono entrato nella Repubblica di San Bernardo. All’ingresso non ho fatto in tempo a dare un’occhiata all’installazione con la proiezione di F for fake di Orson Welles, che subito Buff si è messo all’opera.

Scotch carta alla mano (si vede che aveva finito quello più buono), l’artista del nastro adesivo ha disegnato in meno di mezz’ora la scena di una mano che frusta l’altra. Sospinto dalla musica dei dj di San Bernardo non sbaglia un colpo, si ferma solo per prendere le misure con la mano. Poi mi giro e pian piano mi rendo conto di quello che già c’è nella ex chiesa di San Bernanrdo.

Al centro campeggia una torre, mentre sulle due pareti principali due grandi rielaborazioni di opere di Michelangelo e Caravaggio. Sembra impossibile che anche questi grossi pezzi siano fatti col nastro adesivo. Non ci voglio credere. Mi avvicino e noto che questa volta si tratta di nastro adesivo con fibra, che permette di essere tagliato precisamente a mano.

Buff Diss in Pisa
Buff Diss in PisaBuff Diss in PisaBuff Diss in PisaBuff Diss in Pisa

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Buff Diss, il ragazzo a lavoro

pubblicato da nabis in: Installazioni Street Art Altri Mondi Tecnica Artisti


Ho conosciuto Buff Diss senza sapere chi fosse, quando il 16 giugno mi trovavo a Pisa per la luminara e la festa del patrono di San Ranieri. Svoltando per caso in una delle tante stradine perpendicolari al lungarno mi sono imbattuto in questa strana mano che vedete qui sopra. Dapprima sono rimasto basito, quasi indifferente, pensando ad un gioco di buio e luci che aveva creato un’immagine irreale, quasi un’allucinazione.

Guardando meglio mi sono accorto che si trattava proprio di una mano disegnata con lo scotch ed era strano e imprevedibile il fatto che sembrava esserci sempre stata lì. D’altronde Buff Diss stesso in un’intervista dice “Mi piace la confusione che si crea con i miei pezzi all’interno delle architetture”. Una confusione che rimanda al significato latino di ’sciogliere insieme’. Per Diss ogni singolo spazio va interpretato e un palazzo, una strada, una panchina si trasformano in una tela su cui dipingere col nastro adesivo. Con un approccio integrato all’ambiente e non invasivo per la vista, questo tape artist australiano realizza interventi che, una volta compiuto il loro ciclo vitale, non lasciano segni sulle superfici che l’hanno ospitati.

Tutto questo per ricordarvi che oggi alle 19 inaugura la sua installazione al Cantiere San Bernardo di Pisa. Per invogliarvi a farci un salto (a Pisa tra l’ altro oggi c’è anche ‘N Joy Street) vi proponiamo una piccola galleria di foto e, dopo il salto, un video del ‘ragazzo’ al lavoro.

Buff DissBuff DissBuff DissBuff Diss

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God has left the building, l'arte del nastro adesivo a Pisa

pubblicato da nabis in: Street Art Creatività Eventi Artisti NEWS


Eccoci a parlarvi di una nuova tendenza artistica, l’adhesive tape art o meglio l’arte del nastro adesivo. Aspettate a storcere la bocca, perché si tratta di qualcosa di realmente innovativo ed interessante. Innanzitutto si parla si una tendenza e non di un vero e proprio movimento, visto che i “tape artists” sono pochi e sparsi in giro per il mondo.

I tipi del Cantiere San Bernardo in pieno centro storico a Pisa (via Pietro Gori), spazio polivalente che ospita e produce eventi di grande qualità, hanno chiamato un grande nome dell’adhesive tape art. L’australiano Buff Diss, di Melbourne, è un giovane artista che usa il nastro adesivo per creare enormi immagini che prendono posizione nel paesaggio urbano. Marciapiedi, mura, fermate degli autobus, cartelloni pubblicitari, automobili, ogni superficie disponibile è buona.

Il suo lavoro è passato da Tokyo, San Francisco, Parigi e Reykjavik. Nei giorni 25-26-27 settembre e 2-3-4 ottobre dalle ore 19.00 Buff Diss presenterà la sua prima personale europea, una grande installazione ambientale intitolata God has left the building (Dio ha lasciato l’edificio). Il titolo allude alla sede che ospita l’evento, l’ex chiesa di San Bernardo appunto.

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Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa

pubblicato da nabis in: Pittura Scultura Maestri Artisti Mostre


Comincia il conto alla rovescia per l’apertura della mostra Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa. Tra 20 giorni, esattamente il 9 ottobre, nella splendida location del lungarno pisano 150 tra dipinti, sculture, ceramiche e litografie. Tutte opere nate dopo il 1926, anno della prima visita dell’artista russo in Francia, Grecia e Terra Santa. Un viaggio alla scoperta della luce del Mar Mediterraneo, che tantò affascinò Chagall con i colori dei suoi paesaggi.

Tre le sezioni dei dipinti, la Costa Azzurra, la Grecia e la Bibbia, percorse attraverso la magia della fascinazione cromatica che rende poi ogni scorcio un elemento autonomo, un mondo a parte ricco di sensualità e personaggi misteriosi. Conclude l’allestimento una rassegna di sculture e ceramiche, che rappresentano la volontà dell’artista di confrontarsi con l’arte classica e una piccola selezione di collage, ultima testimonianza dell’artista di liberarsi da ogni vincolo espressivo.

La mostra, a cura di Meret Meyer e Claudia Beltramo Ceppi è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il Musée National Marc Chagall di Nizza, il Centre Pompidou di Parigi e il Musée Matisse di Le Cateau Cambrésis. Sarà visitabile fino al 17 gennaio 2010. Per il prossimo anno vi anticipiamo che Palazzo Blu sta organizzando una grande retrospettiva su Joan Miró.

Chagall a Palazzo Blu di Pisa
Chagall a Palazzo Blu di PisaChagall a Palazzo Blu di PisaChagall a Palazzo Blu di PisaChagall a Palazzo Blu di Pisa

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