
Si inaugura oggi giovedi 11 marzo 2010 alla Fondazione Volume! di via Santa Maria dell’Anima a Roma, Sègou - Arcangelo. La mostra presenta trentacinque dipinti a olio su carta disposti uno accanto all’altro, che creano un cotinuum nell’ambiente. Sono opere di Arcangelo, artista-antropologo, che racconta la sua esperienza in Mali, nella città di Sègou, nella parte centro-meridionale del paese.
Un luogo a cui Arcangelo si sente profondamente legato, che appartiene alla sfera della sua dimensione spirituale e che mette in scena, che racconta, anche per raccontare se stesso.Una cultura visiva molto ricca, fatta di segni, icone e maschere, ma soprattutto una dimensione umana legata ad uno spazio vitale e sacro, entro cui fluisce l’energia.
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Fondato nel 1959 a New York il Frank Lloyd Wright- Guggenheim Museum è stato progettato per divenire esso stesso fonte di ispirazione per l’invenzione, lanciando la sfida ad artisti ed architetti: reagire al suo design eccentrico ed organico. Soprattutto la parte centrale della rotonda, vuota, ha stimolato installazioni e progetti site-specific, ispirando opere indimenticabili di autori come Matthew Barney, Cai Guo-Qiang, Frank Gehry, Jenny Holzer e Nam June Paik.
Per il cinquantesimo anniversario della sua costruzione, il Guggenheim ha invitato circa duecento tra artisti, architetti e designer a proporre interventi immaginari per la mostra Contemplating the Void: Interventions in the Guggenheim Museum, organizzata da Nancy Spector, vice direttore e Chief Curator, e David Van Der Leer, assistant curator per l’Architettura e Design. Tra i progetti visionari in mostra fino al 28 aprile 2010, merita sicuramente una segnalazione quello dell’Olson Kundig Architects di Seattle, Helixmart.
In un futuro (2060) reso problematico dalla sovrappopolazione, in cui ampie fasce della popolazione soffrono la fame o vivono sotto la soglia di povertà, lo spazio del museo rappresenta un nuovo vuoto urbano, in netto contrasto con l’ambiente circostante. Così i venditori con le loro bancarelle cominciano a riempirlo, il bestiame transita e il museo è riconquistato nel suo valore di spazio coperto. Si produce energia con fonti rinnovabili e un mulino a vento, raccogliendo l’acqua piovana in un serbatoio, riutilizzando i rifiuti come fertilizzante. Il nuovo Guggenheim è il mercato di Central Park, invaso dalle piante.

Do you believe in reality? Con questa domanda si presenta al pubblico la nuova edizione della Berlin Biennale, un grande forum sull’arte contemporanea in aperto dialogo con il pubblico e il capoluogo tedesco. La città di Berlino, continuamente rimodellata ed attraversata da dinamiche di mutamento, conserva un’atmosfera ideale per stimolare la creatività ed è per questo che molti artisti l’hanno scelta come base per la loro ricerca.
Non solo occasioni di confronto e di lavoro, ma anche capacità di partire continuamente da zero, reinventarsi senza pagare scotto alla pesantezza del passato. Nasce così nel 1998 la Biennale di Berlino, che dall’11 giugno all’8 agosto 2010 va in scena con la sua sesta edizione. Un evento curato da Kathrin Rhomberg, che si apre partendo dalle fotografie di Adolph Menzel (1815–1905, nella foto sopra), per accompagnarci in un viaggio sulle libertà e i limiti del presente, nonché sui sogni e gli incubi del futuro.
Fa da preludio alla Biennale il progetto Artisti Beyond, finanziato con il sostegno della Commissione europea, nato per coinvolgere gli artisti in un dialogo con il pubblico locale, nei luoghi in cui le persone vivono e lavorano. Su invito di Kathrin Romberg sette artisti hanno già cominciato a produrre i loro contributi. Sono: Mark Boulos, Phil Collins, Marcus Geiger, Nilbar gure, TurkeyPetrit Halilaj, Runik e Bozzolo (dall’Italia), Thomas Locher e Marie Voignier.
Dal 17 aprile al 16 maggio, la galleria Spazio Artes di Vigevano ospita una mostra del pittore americano Joseph Kaliher. “Ultime opere” è il titolo dell’esposizione delle opere di questo pittore, nato in America ma vissuto tra Italia e Inghilterra.
Kaliher è un artista molto particolare: nato in una comunità di hippy americana, ha sempre viaggiato in tutto il mondo. I suoi lavori hanno ereditato i colori accesi tipici degli hippy e, sicuramente, il messaggio favolistico e pacifista. Una serie di opere che mediano sempre tra tecnica pittorica e illustrazione, e che immergono il pubblico in un’atmosfera di sogno, vagamente alla Tim Burton.
Colori accesi, pastello, ribaltamento delle prospettive, attenzione al mondo naturale e al mondo dell’infanzia: Kaliher produce quadri che possono coinvolgere il pubblico più attento all’arte tanto quello dei bambini. Un artista giovane, che sicuramente ha bisogno di crescere, ma che ha impostanto i suoi lavori su una direzione ben precisa, che aqspetta di essere sviluppata.
La primavera del PAC - il Padiglione d’Arte Contemporanea vicino a Porta Venezia a Milano si anima con una mostra a più livelli. Ibrido. Genetica delle forme d’arte, dal 13 al 31 marzo 2010, è un’esposizione che ne contiene altre al suo interno.
L’allestimento è a cura di cura di Giacinto Di Pietrantonio (curatore, tra l’altro della sezione contemporanea di Miart 2010) e Francesco Garutti e viene accompagnato da una serie di incontri e conferenze, che si interrogano nel punto d’incontro tra arte e vita, territorio liminale per antonomasia.
Alla luce dei nuovi scenari geopolitici, con l’impeto della globalizzazione che rende più estese le relazioni sociali, si infittiscono le dinamiche crossculturali e il mondo si riconfigura sulla base di parametri ibridi. Nel lavoro degli artisti in mostra (Beuys, Pistoletto, Getulio Alviani, Alcide Paolini, Alessandro Mendini, Gianni Pettena, D.Silver, S.Xhafa, J.Wolfson, O.Breuning, M.Nelson, L.Hempel, T.Rollins, G.Matteucci, G.Kuri, D.Hirst, R.Hamilton, Y.Morimura, A.Garutti, A.Pessoli, R.J.Galindo, V.Carrubba, O.Eliasson, N.Solakov, M.Rubbi, P.Tuttofuoco, K.Smith, M.Nigro, F.Arena, L.Vitone, P.Parreno, R.Tiravanija, Gilbert) la postmodernità si ricompone, a volte con l’ausilio e la fondazione di una nuova ‘ecologia della mente‘, a volte fugge in immagini inquietanti e allarmanti, che sfruttano il potere provocatorio e corrosivo dell’arte contemporanea.
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Torna, dall’8 marzo all’11 aprile, MuDi, l’appuntamento con l’arte contemporanea al Museo Diocesano di Milano. In programma una grande retrospettiva a cura di Paolo Biscottini che presenta l’opera di Luigi Stradella, artista monzese classe 1929.
Una pittura fatta di emozione e sentimento, che si sviluppa al di fuori degli ambiti figurativi, ma non arriva ad esiti puramente astratti. Da una parte troviamo una visione interiore, dall’altra il segno della memoria, che, proveniendo dal passato, contribuisce sempre a conferire nuovo senso alle opere.
Il colore diviene quindi centrale nella costruzione della pittura di Stradella. Gli strati si sovrappongono senza annientarsi, come sensazioni, che sottilmente si ricombinano, dando luogo a stati d’animo più o meno forti e stabili.

Cresce l’attesa per l’uscita dell’ultima versione cinematografica di Alice nel Paese delle Meraviglie. A vedere dal trailer, quella che ci proporrà Tim Burton sarà una storia magica dal punto di vista delle scenografie e degli effetti speciali.
Nel frattempo, un gruppo di artisti del Progetto Bau propone Facciamo Finta: Il Gioco di Alice, grafica, pittura, scultura articolate installazioni collettive. La mostra prenderà il via lunedi 8 Marzo (h 17) nello spazio MXM Arte Contemporanea a Milano (in Via dei Fontanili 20).
Il percorso espositivo presenta 61 artisti internazionali che rileggono l’universo simbolico e immaginifico ideato da Lewis Carroll in Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio. L’allestimento procede quindi attraverso tre macro-installazioni (che ripropongono altrettanti capitoli): un volo di carte da gioco, una grande partita a scacchi e la ricostruzione di un immaginario corpo di Alice.
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Se vi interessa capire quali sono le tendenze in atto nel mercato dell’arte contemporanea, allora dovreste conoscere la più grande fiera al mondo nel settore. L’ International Artexpo di New York va in scena dal 25 al 28 marzo in location rinnovata, lo spazio Pier 94 sul fiume Hudson, 135.000 mq di area espositiva ‘non convenzionale’ a Manhattan.
Gallerie e case editrici di tutto il mondo, seminari e conferenze per una fiera che nel passato ha ospitato artisti del calibro di Andy Warhol, Peter Max, Robert Rauschenberg, Robert Indiana e LeRoy Neiman.
Ma ci sarà anche possibilità di conoscere anche autori indipendenti, grazie alla sezione Solo, in cui gli artisti si presentano direttamente al grande pubblico (25.000 le presenze previste) ed ai collezionisti senza la mediazione dei galleristi. 250 emergenti, che saranno valutati da una giuria composta da opinion leader e thinkmakers provenienti dal mondo del design, della moda, dell’arte e della cultura.
Per fare un video d’animazione non sempre servono costose apparecchiature, basta una fotocamera e… un po’ d’acqua! Water Kisses (2008) è l’esperimento di water animation in stop-motion di Sam3, artista spagnolo nato ad Elche. Sam3 si dedica all’arte urbana attraverso installazioni, fakes e splendidi murales, che ha avuto modo di realizzare anche in Italia al Fame di Grottaglie.
Quella di Water Kisses è soltanto una prova, un esercizio. Per le sue animazioni Sam3 utilizza i materiali più disparati, dando luogo a piccole storie che si conducono in maniera circolare.
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Torino si fa promotrice di una nuova piattaforma per la ricerca a livello espositivo. Il Gam Underground Project nasce per far luce sul rapporto tra l’arte contemporanea e la cultura del passato. Dal 25 febbraio al 23 maggio la Gam ospita Tutta la memoria del mondo è una collettiva di artisti internazionali che si sono interessati alla narrazione storica, a livello stilistico e pratico, come ricerca sulle modalità del ‘trattenere’, registrare e archiviare.
James Beckett, Rossella Biscotti, Patrizio Di Massimo, Haris Epaminonda, Simon Fujiwara, Dani Gal, Sean Snyder. Diversi sguardi, visioni, generazioni in un percorso comprensivo di una reading room, dove sarà possibile consultare materiale informativo sul rapìporto tra arte contemporanea e metodologie storiografiche. A fianco della mostra è previsto un ciclo di proiezioni con film e video di Clemens von Wedemeyer, Cyprien Gaillard, Zachary Formwalt, Dani Gal.