
In gergo tecnico si dice che questi pezzi sono stati ‘crossati’, ’sbarati’ o semplicemente vandalizzati, distrutti, per capirci meglio. È quanto accade ultimamente a numerosi lavori di Banksy. La guerra che la crew di Robbo (Team Robbo) gli ha scatenato contro, va avanti a colpi “bassi”, come questo ‘Paint it Black’ che vedete in galleria. Riprendendo il celebre pezzo dei Rolling Stones, Robbo copre gli stencil dello street artist di Bristol scrivendoci: “I see a Banksy and have got to paint it black” - “Ogni volta che vedo un Banksy devo dipingerlo di nero”.
Se date un’occhiata al Flickr di Team Robbo ve ne accorgerete da soli. Vandalism is art, un altro pezzo di Banksy apparso nel 2008 nell’East End di Londra, dove un pittore con cavalletto si concentra a realizzare scarabocchi sul muro, ha subito anche questo un defacement. Gli scarabocchi sono stati sostituiti con la ‘bocca-con-lingua’ dei Rolling Stones/King Robbo, che proclama: “Viva la Robbo!”.
Oltre a questi defacement più o meno ironici, volgari, salutari o semplicemente terribili (ognuno si farà la sua idea in proposito, visto che Robbo, della vecchia scuola, sostiene che Banksy non sia il Messia, ma solo un ‘naughty’, uno sporco uomo che pensa ai soldi), ci sono però dei pezzi che sono stati davvero malamente coperti. Come ‘I love NY’, dove a cominciare è stato Poster Boy di Smart Crew, sempre delicato anche nel chiedere la libertà dell’altro suo “collega” arrestato (Free Henry!), ma poi ad andare avanti sono sempre quelli del team Robbo.
Quale miglior location per un festival dedicato alla performance che Matera? Mapa, Matera Performing Art, nasce come idea di residenza per far in modo che gli artisti sviluppino idee originali. Dietro il progetto Avi Kaiser e Sergio Antonino, artist in residence nella regione della Rurh, Capitale Europea della Cultura 2010.
Il Progetto è sostenuto dalla Fondazione Zetema, Centro per la valorizzazione e gestione delle risorse storico-ambientali e punta proprio a radicare le idee alla base delle singole performance sul territorio. Mapa infatti è un format itinerante concepito per coinvolgere l’anima più nascosta e splendida dei luoghi.

Oggi per I Giochi di Artsblog andiamo decisamente su qualcosa di più contemporaneo. Se seguite il nostro blog dovreste arrivare presto alla risposta, perché ne abbiamo parlato spesso…
Forza con le risposte, vogliamo sapere nome autore e titolo della mostra che conteneva questa installazione…
I giochi di Artsblog: l’opera misteriosa #19

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A volte, basta davvero poco. Un cestino dei rifiuti pieno, un po’ di vento, una telecamera e… il gioco è fatto! Certo la genialità non la si trova per strada, ma gli spunti creativi sì. Così David Ellis e Roberto Carlos lange hanno realizzato questa Scultura Cinetica e Sonora.
Il primo è un pittore espeto di videoanimazioni (vi ricorderete il suo lavoro con Blu, Combo), menre il secondo è un sound artist davvero interessante, di cui avremo modo di riparlarvi presto.

Uno studioso italiano, Sergio Cortesini, docente di Storia dell’arte contemporanea dell’Università di Cassino ha ricevuto lo Smithsonian American Art Museum’s 2010 Terra Foundation for American Art International Essay Prize. Un premio ottenuto per la pubblicazione del suo saggio “Quadri sconosciuti: pittori italiani e miti fascisti nella scena americana”.
Cortesini è il primo vincitore del premio, istituito proprio nel 2009, che riconosce una borsa di studio a chi, con i propri scritti, contribuisce a migliorare la comprensione a livello storico dell’arte americana, attraverso nuove scoperte e prospettive originali.
Il suo saggio fa luce su un pezzo di storia davvero poco conosciuto, ovvero la percezione a livello globale dell’arte italiana nella metà degli anni 1930. Il termine per le candidature per il premio 2011 è fissato al 14 gennaio 2011 (qui maggiori informazioni).
Nella foto: Peter Blaume - La città eterna
Girando per la rete mi sono imbattuto in questo video, che sembra venga presentato come un video di Blu. Effettivamente lo stile dei disegni potrebbe assomigliare a quello dello street artist italiano, ma ci sono troppe incongruenze. Voi che ne pensate?
Anzitutto, dopo aver tirato fuori un pezzo da 90 come quel Big Bang Big Boom che vi abbiamo presentato qualche giorno fa, che ragione ci sarebbe stata di tirar fuori questo, mediocre e ripetitivo I’m blu? Altro particolare non da poco, il video qui sopra è stato caricato su Youtube da un certo mrgood149, mentre solitamente Blu utilizza l’account notblu.
Per non parlare poi della colonna sonora….ma lascio a voi ogni possibile ulteriore smascheramento….
Il collezionismo in America sta cambiando. Grazie proprio alla disponibilità dei collectors, si riescono a vedere autentici capolavori in molte mostre realizzate in spazi pubblici. Ma c’è di più, la cultura, lo stile, il gusto dei collezionisti riescono a plasmare l’opinione pubblica.
Alla fine dell’800 molti industriali sentono il bisogno di innalzare il loro livello culturale e cominciano a importare una grande quantità di patrimonio dell’Europa. Col passare del tempo l’eredità artistica dei collezionisti americani ottiene una seria attenzione nei circoli accademici. Oggi gli studiosi sono incuriositi dal contesto socio-economico da cui provengono i collezionisti.
Henry Clay Frick (nella foto), J. Pierpont Morgan, Louisine e Henry O. Havemeyer a New York; J. Paul Getty, Norton Simon, Arabella e Henry E. Huntington a Los Angeles, Andrew W. Mellon a Washington, DC; Claribel e Etta Cone di Baltimore, sono solo alcuni dei grandi nomi che entreranno sempre di più nei libri di storia dell’arte…e in Italia?
Continua a leggere: I collezionisti americani diventano materia di studio
Si è aperta con il dj set di Shepard Fairey, nella notte di sabato, al Museo di Arte Contemporanea di San Diego, Viva la Revolucion: A Dialogue with urban landscape (Viva la rivoluzione: un dialogo col paesaggio urbano). Dopo la mostra che inquadra gli sviluppi storici della street art, alla Kunsthouse di Vienna, questo allestimento si concentra sugli artisti maggiormente attivi nel presente.
Per la prima volta nella storia, la maggior parte delle popolazione mondiale vive in comunità urbane. Il contesto urbano e il suo stile di vita sono le principali fonti di ispirazione nella cultura contemporanea. Questa è la rivoluzione di cui parla questa mostra, una trasformazione significativa nella cultura visiva, in cui i codici e le icone del quotidiano, utilizzati fino ad essere consunti, riprendono vita e nuovi significati.
La mostra, visitabile fino a gennaio 2011, comprende circa 20 artisti provenienti da 10 paesi: Akay (Svezia), Banksy (UK), Blu (Italia), Mark Bradford (USA), William Cordova (US ), Date Farmers (US), Stephan Doitschinoff [CALMA] (Brasile), Dr. Lakra (Messico), Dzine (Puerto Rico), David Ellis (US), Faile (Canada), Shepard Fairey (US), Invader (Francia ), JR (Francia), Barry McGee (US), Ryan McGinness (US), Moris (Messico), Os Gemeos (Brasile), Swoon (USA) e Vhils (Portogallo).
Le loro opere, spesso installazioni, sono collocate nelle gallerie del Museo e in luoghi pubblici nel centro di San Diego.
Continua a leggere: Viva la Revolucion: A Dialogue with urban landscape
Nel mentre vi ricordo che c’è ancora da risolvere il gioco delle Frasi Misteriose (direi che se vi ci applicate un attimo potete darmi la risposta!), eccomi a proporvi un’altra opera la cui paternità dovrete indovinare…
Anche se l’immagine può trarre in inganno, dei suoi lavori vi abbiamo parlato spesso, ed anche abbastanza recentemente, qui sulle pagine di Artsblog.
Come al solito, 1 punto per il nome dell’autore, 1 per il titolo dell’opera e un punto bonus speciale per chi mi dice in che materiali è stata realizzata questa bizzarra scultura… Forza con le risposte!
Continua a leggere: I giochi di Artsblog: l'opera misteriosa #15

Dopo l’ottimo successo della passata edizione si propone in versione estiva Lo schermo dell’arte - Film Festival nelle Notti di mezza estate dedicate alla videoarte e al cinema che parla di arte contemporanea. Fino a giovedì 2 luglio (21 – 24) presso l’Altana della Biblioteca delle Oblate, Matthew Barney, Maurizio Cattelan, Jean-Michel Basquiat, Kiki Smith, Bill Viola, Gianni Berengo Gardin saranno i protagonisti delle proiezioni ad iongresso gratuito.
Organizzato da Silvia Lucchesi e curato da Leonardo Bigazzi, il festival propone rarità e approfondimenti con ospiti d’eccezione, come Gianni Berengo Gardin, Maria Grazia Messina (Università di Firenze), Valentina Valentini (Università La Sapienza di Roma), Martino Marangoni, Lorenzo Giusti e Giampiero D’Angeli.
Per il programma completo del festival, fate riferimento a questo sito.
Continua a leggere: A Firenze, Lo Schermo dell'Arte versione estiva