C’è tempo fino al 4 settembre per ammirare l’opera di uno dei più originali fotografi viventi, Jan Saudek. Lo scenario è quello della galleria di Mondo Bizzarro a Roma, a due passi dal Macro. Saudek, ebreo praghese, sopravvissuto alla deportazione durante la Seconda Guerra Mondiale e poi all’oppressione del regime socialista, fa della vitalità erotica e deviante la sua personale ossessione. Perfino i corpi più sgraziati, fotografati in bianco e nero e poi dipinti con acquerello, assumono un fascino conturbante, mai conciliatorio, sempre osceno eppure umano e umorale.
Meno macabro di un altro grande della sua generazione, che si muove su percorsi simili, Joel Peter Witkin, ma altrettanto visionario, Saudek riesce a trasformare la squallida parete del suo scantinato, set di gran parte dei suoi ritratti, in uno spazio sognante. Mondo Bizzarro, che con questa mostra fa un gran salto di qualità rispetto al passato, affianca all’opera di Saudek quella di sua moglie Sara, più diretta all’esplorazione del femminile e meno elaborata, ma pur sempre interessante.
Nel 2007 un ottimo documentario sulla figura di Saudek fece il giro dei festival tra Europa e America. Su Veehd lo abbiamo trovato in versione integrale, eccolo qui sopra: il sito richiede solo l’installazione di un plug-in gratuito per visualizzarlo.
Guidarello Guidarelli, nobile condottiero di Cesare Borgia cantato da D’ Annunzio e ricordato da Byron, è famoso per la lastra tombale che lo rappresenta, conservata nella Pinacoteca di Ravenna. Leggenda popolare vuole che « le donne nubili che baceranno Guidarello, potranno sposarsi entro l’anno… ». Fatto sta che la statua dal volto languido e bello di Guidarello è diventata negli anni oggetto di pellegrinaggio di dame e signorine, rubandone i baci furtivi.
Il gruppo Alterazionivideo, chiamato per il secondo appuntamento del ciclo Critica in Arte 2010, ha nei giorni scorsi realizzato un’opera video dedicata a Guidarello ispirandosi alla sua fama e alla leggenda popolare. In sintesi, estremizzando i comportamenti delle tuttosommato pudiche ammiratrici del condottiero, nel video una donna nuda amoreggia esplicitamente con la statua, presa da improvviso ardore e trasporto.
Troppo per il MAR e persino per la curatrice della mostra, che all’unisono sostengono di non aver visto l’opera prima dell’innaugurazione. Risultato è che l’opera è stata censurata, ma per qualche ora ha avuto il tempo di essere diffusa online: 300 utetenti adesso la posseggo. Consiglio di guardare il video: contiene le interviste ai soggetti coinvolti, compreso il gruppo di artisti e curatrice, la quale mi ha lasciato un po’ basita…
Domani 17 ottobre, per gli amanti dell’arte erotica, torna a Roma la nuova edizione di Pop Porn. Nuova anche la location che si sposta al Black Out.
Sempre ammiccanndo, il nome dell’edizione è infatti “FANTASIOSè”. Questa volta la giovane curatrice Ilaria Aquili, che abbiamo incontrato e intervistato alcuni mesi fa, sceglie infatti il tema del fantasy, passando dalla fiabe, ai cartoni animati, al gotico alla fantascienza rivisitata in chiave ironica-erotica. Gli artisti chiamati a rivisitare questi immaginari creano un diversissement “per adulti”: 250 le opere della collettiva, animata da personaggi che sono caricature sardoniche capaci di far ridere e sorridere il pubblico. Spiriti, elfi, folletti, dame medievali, mostri e alieni affamati che insidiano giovani liceali o versioni sensuali dei personaggi più famosi di anime e manga (fra cui Dragonball, Sailor Moon, Evangelion, Ranma e dei particolari Pikachu).
Insieme alla mostra, spettacoli burlesque, bondage, whip, reading di letteratura erotica, performance, sfilata di cosplayer, installazioni viventi, escapologia, fachirismo, body paint.
I dipinti di Lisa Yuskavage sono in mostra fino al 29 maggio alla Greengrassi Gallery di Londra. Poco più di un mese per vedere da vicino l’estetica di questa artista in costante crescita, molto amata ma anche molto criticata. Soprattutto da certa stampa di settore che la vede come una furbetta che ha saputo assecondare e sfruttare troppo facilmente un certo gusto maschile. O meglio la visione della donna di quel pubblico, che si nutre di immagini soft-porn, fatte di giovani ragazze dagli atteggiamenti equivoci, dagli abiti ridottissimi e dai seni gonfiati.
Ora, vedendo i dipinti non si può negare che sia in effetti così, e forse grazie a questo è adorata da un certo tipo di collezionisti (prevalenza maschile?). Ma non penso che sia solo questo, o sarebbero in tanti ad avere successo. Invece sono tanti a provarci ma pochi a riuscirci. C’è qualcosa in queste immagini, almeno in alcune di esse, che può disturbare, ma i colori (anche se sono stati paragonati alle cartoline di auguri), li trovo molto belli. Uno spirito decadente, ma più provocante che kitsch. Anche le figure, se non fossero così svestite. Ma allora assomiglierebbero proprio ai bigliettini Hallmark.
Alcune note in più sull’artista. La Yuskavage è stata compagna di studi a Yale di John Currin, a cui spesso è paragonata. E’ emersa sulla scena artistica alla fine degli anni Novanta. Tra i collezionisti dei suoi dipinti compare anche Charles Saatchi. Nel 2003 per un’edizione della rivista di moda W, ha fotografato la modella Kate Moss. Il risultato molto bello, è simile ai suoi dipinti. Una ragazza attraente molto poco vestita (però non prosperosa). Nel 2009 ha realizzato un dipinto Walking the Dog, che cita la foto in questione (ultime due immagini della galleria).
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Si sa che la stampa tedesca non ha peli sulla lingua e gode di molta libertà espressiva. Spesso tra giornali di colori diversi si arriva a forti scontri, non solo verbali. Due quotidiani da molti anni rivali si stanno dando battaglia a colpi di ….scultura. Nel 2002 i tipi del Taz avevano preso in giro i colleghi del Bild, annunciando che di lì a poco si sarebbero tutti sottoposti ad un’operazione di allungamento del pene. Evidentemente quelli del Bild non sono troppo simpatici, ne sappiamo qualcosa noi italiani che da questo giornale abbiamo subito diverse angherie, come il boicottaggio della pizza dopo la nostra vittoria sulla Germania nella semifinale dei Mondiali 2006.
Oggi a prendersela con “i simpaticoni” del Bild sono stati i tipi del giornale di sinistra Die Tageszeitun. Hanno fatto realizzare sull’edificio dove ha sede la loro redazione, una scultura che rappresenta Kai Diekmann, direttore del del Bild, nudo. Il suo membro è lungo più di sei metri e in cima al posto del glande presenta una testa di cobra.
La spassosa opera dal titolo ‘Peace be with you‘ (Che la pace sia con te) è frutto del genio dello scultore tedesco Peter Lenk, famoso per i suoi lavori di arte pubblica. Già in passato aveva creato scandalo e folle di visitatori in marcia per vederla, la scultura ‘Group-sex relief‘, che mostrava importanti politici e imprenditori nudi intenti a toccarsi nelle parti intime. Addirittura vi sono ritratti il Cancelliere tedesco Angela Merkel e l’ex cancelliere Gerhard Schröder. Che dire, tutta un’altra tolleranza in Germania. In Italia, dove gli scandali sessuali sono all’ordine del giorno, il perbenismo e la censura avrebbero impedito ad un Petr Lenk di realizzare opere simili.
Aprirà il 21 ottobre a Palazzo Reale la mostra “Shunga - Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo”, una nuova produzione dedicata all’arte del paese del Sol Levante con la quale gli organizzatori sperano di ripetere il successo di pubblico di “Samurai”, ospitata sempre a Palazzo Reale la scorsa primavera.
Durante l’anno altre grandi mostre sono state dedicate all’arte giapponese o alle influenze del Giappone, come ad esempio Hiroshige a Roma o “Monet e il Giappone. Il tempo delle ninfee” a Milano. Oltre naturalmente alle tante mostre e agli eventi meno “maistream” dedicati al Far East che ogni anno vengono organizzati in Italia, segno del grande interesse che abbiamo nei confronti della cultura e del mondo giapponese.
Nello specifico, la mostra milanese è dedicata al periodo Edo (1603-1867) e agli Shunga, bellissime stampe a soggetto erotico della corrente artistica dell’ukiyo-e. Il termine “shunga” significa letteralmente “immagini della primavera” e le stampe costituivano originariamente sia una sorta di utile vademecum per le future spose e le cortigiane, sia un dono per i guerrieri (si credeva che gli Shunga favorissero la vittoria).
Continua a leggere: Shunga: arte ed erotismo dal Giappone a Milano
Justine Lai è un artista di San Francisco che ha sviluppato negli ultimi due anni il progetto “Join or Die” una serie di dipinti dove ritrae se stessa mentre fa sesso, in ordine cronologico, con i vari presidenti degli Stati Uniti. Più che un suo desiderio o una sua fantasia erotica, l’artista afferma che, ritrarre il presidente nei suoi momenti di intimità, è un modo per umanizzare e demitizzare una figura come quella del politico più potente del mondo.
Un tentativo per sovvertire l’ordine impenetrabile della presidenza, inserirendosi con erotismo nel sistema. In più la Lai si sottopone ad uno stato di sottomissione alla figura patriarcale del presidente di turno, in situazioni che possono essere viste come erotiche, ridicole, violente o ambigue.
Una storia di sesso e politica, dove però io riconosco solo un paio di presidenti, gli altri non li identifico. Ma siamo solo all’inizio, quindi presidente dopo presidente, arriverà ai giorni nostri.
Via | Lost At E Minor
Join or Die - 2006/2008 - Justine Lai
Continua a leggere: I dipinti di Justine Lai: sesso con i presidenti degli Stati Uniti
L’erotismo nell’arte è stato utilizzato sin dall’antichità e sono tanti gli autori famosi che si sono cimentati nel tema. E come tutte le cose che richiamano la sfera sessuale (più o meno esplicita, più o meno sofisticata), l’arte erotica suscita clamore, ma soprattutto tanto interesse.
Fino al 20 aprile la galleria L’Attico-Fabio Sargentini di Roma dedica al soggetto una mostra, initolata “Hard Art”, che include lavori di artisti nazionali e internazionali come Ontani, Clemente, Vautier, Bellmer e altri ancora.
La collettiva ha come punto di partenza l’opera del 1998 di Francesco Clemente “Positivo-Negativo”, installazione che richiama un cimitero del sesso, contrassegnato da tombe che riproducono simboli sessuali. Un’allusione all’ecatombe provocata nel mondo (anche artistico) dall’Aids.
Ma i generi proposti sono diversi e non tutti così cupi. Alcuni sono più ironici come la fotografia acquarellata di Luigi Ontani (dove, parafrasando una pubblicità, il fiore spunta in una cavità, ma non in bocca), tradizionali come le pitture nepalesi o quasi pop come il colosseo con vagina di Paola Gandolfi.
Via | Repubblica
Hard Art - L’Attico-Fabio Sargentini - Roma



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In questi giorni la mia attenzione è rivolta anche alla scultura e navigando in rete ho trovato questi lavori realizzati da Dominique Regnier.
Le immagini sono state riprese da molti blog, e nella maggior parte di loro, è stata sottolineata la componente erotica. Non trovo che sia così per tutte le donne di marmo create da Regnier, o comunque non c’è solo quell’aspetto. Alcune mi sembrano spiritose, altre un pò modaiole (che strizzano l’occhio al mondo della lingerie e a quello della pubblicità; forse non è un caso che Regnier viene dalla fotografia), altre ancora , con le loro forme esagerate, assomigliano ai personaggi di un fumetto. Più che sessiste, ripeto, mi sembrano seguire l’immagine della donna proposta oggi nei media, con l’intenzione di catturare l’interesse del pubblico.
Ho tralasciato quelle più esplicite che trovate qui.
Via | 1dak
Il tema delle immagini è chiaro, ma l’effetto pixel come censura è un’idea divertente. L’ha pensata Jean-Yves Lemoigne per il terzo numero di Amusement, rivista che si occupa di video e cultura interattiva. Il titolo non poteva che essere “Pixxxel”.
Via | Terra pixela
Pixxxel - Servizio realizzato da Jean-Yves Lemoigne per Amusement



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