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Tutti gli articoli con tag arte in germania

Una donna delle pulizie 'distrugge' un'opera di Martin Kippenberger a Dortmund

pubblicato da Lorenzo Mazza


A volte, riconoscere l’arte contemporanea non è facile neppure per gli addetti ai lavori. Quando però ci troviamo dentro ad un museo, il livello di attenzione sicuramente sale, qualsiasi dettaglio può essere parte di un’installazione. Ne sa qualcosa una donna delle pulizie del Museum Ostwall di Dortmund che la pagherà cara per aver dichiarato guerra alla polvere.

La signora, un po’ troppo zelante, ha pregiudicato irrimediabilmente When it Starts Dripping from the Ceiling (Quando comincia a gocciolare dal soffitto), un’installazione di Martin Kippenberger (eclettico artista tedesco scomparso prematuramente nel 1997 e ricordato spesso per la censura alla sua Rana Crocifissa) assicurata per 800 mila euro. L’installazione, composta da un assemblaggio di listelli di legno che formano una torre, aveva in basso una ciotola di plastica nera riempita di gesso. Il gesso, verniciato, stava a rappresentare una sorta di pioggia distillata, seccata e cristallizzata, ma la donna delle pulizie l’ha rimosso lasciando il contenitore vuoto.

Adesso è impossibile riportare l’installazione allo stato originale e, a farne le spese, sarà proprio la malcapitata signora, che potrebbe essere costretta a pagare una bella cifra. D’altronde, il regolamento del museo parla chiaro, il personale di pulizia deve rimanere almeno a venti centimetri di distanza dalle opere d’arte. Ma l’appalto delle pulizie del museo era stato recentemente affidato ad una ditta esterna…

Non è il primo caso di questo tipo. Nel 1986 A grease stain (una macchia di grasso) di Joseph Beuys (400mila euro il valore) fu accidentalmente rimossa da una donna delle pulizie dell’Accademia di Belle Arti di Duesseldorf. Insomma, bisognerà cominciare a pensare di fare dei mini corsi di formazione sull’arte contemporanea agli addetti alle pulizie?

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Berlino e l'esperienza del presente

pubblicato da Lorenzo Mazza


Di ritorno da una “missione culturale” a Berlino voglio condividere con voi alcune impressioni e ‘riportarvi’ parte delle emozioni vissute durante le mie visite a musei, happening e gallerie. Comincio con una riflessione introduttiva che spero stimoli i vostri interessi…qual è lo stato dell’arte contemporanea a Berlino? Mi sono accorto subito che la mia domanda doveva essere riformulata in questo modo: quale esperienza del presente si può fare a Berlino? Infatti i tedeschi hanno sì un termine che ricalca il nostro ‘arte contemporanea’ (Zeitgenössische Kunst), ma spesso preferiscono parlare di Kunst der Gegenwart e cioè di ‘arte nel presente’.

Ecco dunque l’impressione che ho avuto nel corso di alcune ‘derive’ per le strade della capitale tedesca. Mi sembra che per alcuni aspetti Berlino sia dentro al proprio tempo, qualcosa che esula dal concetto di contemporaneo. Ciò che è contemporaneo infatti dovrebbe esserlo in relazione a qualcos’altro, essendo il ‘contemporaneo’ il tempo di uno ’scorrere insieme’ o meglio ’scorrere con’. Dunque il presente contemporaneo è qualcosa che fugge sempre, che si dà in relazione a qualcos’altro, qualcosa che è assente. Dunque il contemporaneo è uno spazio cognitivo e culturale che influenza il nostro tempo, definisce il ritmo a cui ci dovremo adeguare per ‘essere contemporanei’ anche noi.

La capitale mondiale dell’arte contemporanea è ancora New York, insidiata dall’energia creativa ed economica dei nuovi centri dell’estremo oriente. Londra forse “detta” alcune tendenze in Europa…e Berlino? Per molti versi mi sembra che Berlino sia ‘dentro al proprio tempo’ e questa accezione ha molti risvolti positivi. Anche qui naturalmente nascono le mode, gli stili e i colori più cool, ma qui si è cominciato a descrivere un tempo a partire dalle sue fondamenta. Un tempo interno, fatto anzitutto dell’attenzione e dell’ascolto dei suoi abitanti. Forse si tratta dell’evoluzione della sintesi tra socialismo e capitalismo, “Berlino è povera ma sexy” diceva nel 2003 il sindaco Klaus Wowereit, ma adesso la rotta sembra essersi invertita e l’economia locale cresce… [continua]

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Paper Girl, arte distribuita in bicicletta ad Amburgo

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il progetto Paper Girl è nato a Berlino da un’idea di Aisha Ronninger nel 2005. Si compone di una sorta di rivista di assemblaggio, con originali di opere artistiche, arrotolati e consegnati da ragazze in bicicletta alla gente per strada. Disegni, fotografie, interventi su stampa, tutto quanto si adatta al formato del rotolo.

Un progetto urbano, libero e aperto. Dopo essere passato da San Francisco, Capetown e Bucarest, quest’anno Paper Girl approda per la prima volta anche ad Amburgo, dove sono stati coinvolti più di 80 artisti. Le loro opere (un totale di 500) saranno prima in mostra per due settimane (dal 29 ottobre al 13 novembre) nello spazio Die Kupferdiede e poi consegnate in giro per strada a persone ignare.

L’idea di distribuire arte in bicicletta, nasce dalla voglia di coinvolgere la gente in maniera diretta, attraverso un meccanismo partecipativo e non commerciale. Non c’è infatti alcun modo di comprare o farsi regalare Paper Girl. Chiunque può presentare la propria opera o contribuire a distribuire. Le consegne a volte avvengono anche in motorino e in questo caso non c’è troppo tempo per scegliere a chi consegnare il plico.

Ad ogni modo si tratta di un gesto spontaneo, per sorprendere le persone e portare nella loro vita quotidiana l’arte in maniera semplice, divertente. Tra gli artisti che hanno aderito al progetto Philip Jones, The Young, Lulu e molti altri.

Paper Girl - Amburgo
Paper Girl - AmburgoPaper Girl - AmburgoPaper Girl - AmburgoPaper Girl - AmburgoPaper Girl - AmburgoPaper Girl - AmburgoPaper Girl - AmburgoPaper Girl - Amburgo

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'Terra' di Thomas Stimm

pubblicato da Lorenzo Mazza


Al Palazzo delle Arti di Erlangen, in Baviera, si è aperta ieri Terra di Thomas Stimm, una mostra che porta alla luce una visione ironica e ludica di una nuova coscienza planetaria.

Se infatti i primi uomini che hanno messo piede sulla sulla luna hanno pensato che il nostro pianeta visto dallo spazio fosse molto fragile, oggi è il caso che ciascuno di noi insegua una sua particolare orbita entro cui far gravitare i nostri pensieri e i nostri interessi in quanto esseri umani facenti parte della natura.

Secondo Stimm c’è bisogno di ricostruire l’immagine del legame che ci unisce al nostro pianeta, a dispetto di tutte le varietà e diversità. Questo emblema rappresenta una coscienza planetaria possibile che un giorno ci permetterà di trovare un nome comune per il nostro pianeta senza difficoltà. Visto dal sole, siamo tutti uguali.

Al Kunstpalais fino al 28 novembre troverete dunque colorati soli, globi, loghi, simboli di una terra che ritrova una coscienza univoca attraverso la condivisione di stili di vita degli abitanti dei cinque continenti.

‘Terra’ di Thomas Stimm
'Terra' di Thomas Stimm'Terra' di Thomas Stimm'Terra' di Thomas Stimm'Terra' di Thomas Stimm'Terra' di Thomas Stimm'Terra' di Thomas Stimm

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Joseph Beuys. Processi paralleli

pubblicato da Lorenzo Mazza


La città di Düsseldorf all’interno della Quadriennale 2010 si appresta a celebrare la complessa vicenda artistica di Joseph Beuys con dieci installazioni e opere scultoree di grandi dimensioni. Joseph Beuys. Processi paralleli è cominciata ieri e sarà visitabile fino al 16 settembre 2011 presso il Nordrhein Kunstsammlung-Westfalen am Grabbeplatz a Düsseldorf.

Ci saranno Zeige deine Wunde (Mostra la tua ferita - 1974/75), The pack (Il pacchetto - 1969) e Fond IV/4 (1970/71). Visibile in Europa per la prima volta è l’installazione Stripes from the house of the shaman 1964-72 (Striscie dalla casa dello sciamano, 1964-1972), realizzata nel 1980.

La pratica della scultura sociale, che unisce pensiero ed azione alla ricerca di nuove prospettive creative. L’allargamento del concetto di opera d’arte e la nozione ‘espansa’ di artista, potenzialmente ogni essere umano. I processi paralleli attraverso cui l’allestimento procede riguardano teoria ed azione, pittura e scultura, soggetto ed oggetto.

Una mostra distribuita su 3000 m² di superficie espositiva, che riporta alla luce un artista la cui influenza sull’arte contemporanea è in continua crescita.

Joseph Beuys. Processi paralleli
Joseph Beuys. Processi paralleliJoseph Beuys. Processi paralleliJoseph Beuys. Processi paralleliJoseph Beuys. Processi paralleli

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Il bombardamento poetico di Berlino

pubblicato da Lorenzo Mazza


Lo scorso sabato 28 agosto, durante la Lange Nacht der Museen (Long Night of the Museums), Berlino è stata bombardata pacificamente con 100.000 poesie. L’azione, rivendicata dal collettivo cileno Los Casagrande, ha ricoperto dal cielo la Lustgarten con un mare di versi, per celebrare la poesia e condannare ogni atto di guerra.

I Casagrande portano avanti il progetto ‘Rain Poetry’ dal 2001, con l’obiettivo di rendere la poesia più accessibile al grande pubblico. Il gruppo ha già colpito Santiago del Cile (2001), Dubrovnik (2002), Guernica (2004) e Varsavia (2009) - tutte città che hanno subito attacchi aerei in passato.

L’idea alla base dell’operazione mi sembra molto bella: “dal momento che i bombardamenti durante la guerra erano destinati a rompere l’equilibrio psichico degli abitanti di una città, il bombardamento poetico costruisce una città nuova, dando nuovo significato agli eventi di un passato tragico con altre energie”. Ottanta poeti tedeschi e cileni hanno contribuito alla manifestazione di Berlino.

Dopo il salto su continua, il video ufficiale dell’operazione di bombardamento poetico, che ha raccolto l’entusiasmo dei berlinesi.

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Nuovo murale di Blu a Berlino

pubblicato da Lorenzo Mazza


Le foto di questo pezzo di Blu sono apparse pochi giorni fa su Ekosystem.org, ma non sono ancora state pubblicate sul sito ufficiale dello street artist nostrano. A dir la verità, mi aspettavo che Blu se ne uscisse con un nuovo lavoro magari a San Diego, dove è in corso una mostra (Viva la Revolucion) a cui partecipa insieme a Shepard Fairey, Os Gemeos e tanti altri che, a fianco delle installazioni nel museo, stanno dipingendo in strada.

Invece sembra proprio che Blu si trovi in Europa, passato da Madrid, poi Berlino ed in questi giorni a Varsavia. Il pezzo nella capitale tedesca, dal mio personale punto di vista, è un po’ una riflessione sulla concretezza dei soldi. Le banconote, gli euro, messi in fila l’una accanto l’altra, si piegano e collassano, trasformandosi in qualcosa che potrebbe somigliare a dei pannelli solari, oppure semplicemente dei pezzi di cemento.

Un lavoro che è quasi un non-finito, nel senso che sembra un flusso, la sezione di un flusso infinito. Alcuni lettori nella pagina di Ekosystem hanno lasciato dei commenti sull’interpretazione dell’opera. Uno dice che la questione che Blu ha inteso sollevare riguarda la permanenza o meno della Germania nella moneta unica europea. Inutile dire che non sono d’accordo con questa ipotesi, Blu è sempre più sottile. Piuttosto più sotto, un altro utente afferma: “Money is the new wall!” (I soldi sono il nuovo muro!), che detto a Berlino assume ancor più significato…

Blu a BerlinoBlu a BerlinoBlu a BerlinoBlu a BerlinoBlu a Berlino

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True Colors, la videoarte artigianale

pubblicato da Lorenzo Mazza

Un flusso incessante di suoni, forme e colori, quasi un concerto per immagini questo True Colors, tra videoarte, videoanimazione e street art, realizzato da Tomislav Topic e dalla troupe di Quintessenz-Creation. Il video si presenta col sottotiolo ‘Old tecnique – New Style‘, perché la tecnica è quella della stop-motion, ma lo stile è sicuramente originale perché cerca di superare i limiti imposti dalle dimensioni e dai materiali.

Tutto comincia con un bambino che tira un calcio ad una torretta di cubi bianchi. Come per magia le forme si animano, sono linee composte da singole unità di misura. Pattern a forma cubica che ricordano i pixel per il modo in cui si vengono a formare le curve. Senza interrompere il flusso, dalla pittura sulle pareti si ritorna all’utilizzo della plastica colorata che esce dai muri e si conclude con l’artista-performer che colora ed è colorato.

Per la realizzazione ci sono voluti quasi 5 mesi di lavori (all’interno di edifici abbandonati in una ex caserma nella zona di Hildesheim), 150 litri di vernice, 250 metri quadrati di legno, 350 metri lineari di materiale da costruzione e vari altri materiali. Il prodotto finale è costituito da circa 5000 immagini consecutive ma nessun effetto digitale è stato usato in fase di post-produzione.

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Street art?

pubblicato da Lorenzo Mazza


Non vi preoccupate, non sono impazzito a tal punto da proporvi come opera d’arte la ringhiera di recinzione di un parco pubblico coperta in malomodo di vernice bianca. Se guardate bene nelle foto in galleria noterete che… basta cambiare prospettiva, assumere un punto di vista ‘laterale’ e spunta fuori un’immagine.

Nascosto nelle intercapedini di ferro, quasi come un ologramma, il volto di un uomo (?), un bambino (?) appare, fa capolino e ci ricorda che spesso l’arte è proprio riuscire ad attivare questo meccanismo di sorpresa e stupefazione.

Del resto poi, pur nella sua essenza eterea e sfuggente, questo poster dipinto sembra fatto davvero bene. Se vi capita di trovarvi a Berlino e volete vederlo di persona, andate a Bergmannstraße, potrebbe essere ancora lì’.

Via // Spreeblick

Street art sulla ringhiera
Street art sulla ringhieraStreet art sulla ringhieraStreet art sulla ringhieraStreet art sulla ringhiera

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Bruce Nauman - Dream passage

pubblicato da Lorenzo Mazza

Si è aperta lo scorso venerdì a Berlino Dream Passage, una grande retrospettiva sull’artista americano Bruce Nauman ospitata alla Galleria Nazionale di Hamburger Bahnhof - Museum für Gegenwart. L’apertura ha coinciso con l’installazione della scultura Room with My Soul Left Out, Room That Does Not Care from (1984), donato alla Galleria Nazionale dal collezionista Friedrich Christian Flick.

A partire dalla metà degli anni 1960, Bruce Nauman ha lavorato con una vasta gamma di media: sculture, film e video, fotografie, opere al neon, stampe, installazioni e opere vocali. Si è poi spinto a creare ambienti visitabili approfondendo la ricerca delle “architetture dell’esperienza”. A berlino ci saranno quindi lavori come il suo Corridoio, dove i visitatori sono registrati da una telecamera e poi invitati a confrontarsi con la propria immagine.

L’artista 69enne dell’Indiana è una delle voci di spicco dell’arte concettuale a livello mondiale. Nella sua indagine affronta tematiche legate alla comunicazione e all’uso dei linguaggi. Una delle sue oper che maggiormente ricordo è la spirale d neon colorati che compone la scritta “The true artist helps the world by revealing mystic truths” (”Il vero artista aiuta il mondo rivelando verità mistiche”).

La mostra sarà visitabile fino al 10 ottobre 2010.

Bruce Nauman - Dream passage
Bruce Nauman - Dream passageBruce Nauman - Dream passageBruce Nauman - Dream passageBruce Nauman - Dream passage

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