Da quando la street art è divenuta un fenomeno a livello globale, le approssimazioni si rincorrono e i nuovi miti nascono dal giorno alla notte. Nel video che vedete qui sopra vengono mostrati i pezzi di Pavel, studente russo di ‘communicative design’ che su strada si firma come P183.
Da fine gennaio i suoi lavori hanno cominciato a circolare in rete e nei titoli è nato “Bankski”, il Banksy russo, paragonato anche ad un pioniere della stencil art come Blek Le Rat. Senza nulla togliere alla tecnica e alla creatività del ragazzo, al di là del bianco e nero io ci vedo poche analogie con i sopracitati street artist. . Innanzitutto usa lo spray e poi si pone ad un livello più poetico e meno guerrilla art. C’è certamente anche un utilizzo poco convenzionale dello spazio, un giocare con le forme dell’arredo urbano, ma quando si parla di stile e di contenuti il paragone con Banksy regge poco. Vedendo i lavori di P183, posso dire che apprezzo di più quelli che interagiscono con lo spazio rispetto allo stile figurativo, meno originale.
E d’altronde è proprio lo stesso artista, in un’intervista con passamontagna via Skype a dichiarare: “Capisco perfettamente che entrambi abbiamo una causa comune, ma non ho mai cercato di emulare lui chiunque altro. Io come fonte d’ispirazione uso le canzoni di gente come Yegor Letov e Konstantin Kinchev, non personaggi pubblici“.

Della serie ‘non nominare il nome di Putin (e Medvedev) invano’, pena la censura. È successo ieri a Mosca, dove il governo ha ordinato la rimozione di alcuni manifesti che ritraggono il presidente e il suo delfino in una singolare posa, in pantaloncini da tennis, testimonial di un’improbabile collezione primavera/estate 2011.
Sui manifesti il logo dei grandi magazzini TsUM, ma la catena si è dichiarata estranea dall’operazione, che l’addetto stampa di Putin ha definito ‘con finalità commerciali’ e ‘ai limiti del teppismo’. L’azione è stata rivendicata dai tipi di Monolog.tv: “Abbiamo preso le due persone più famose nel nostro paese… che sono completamente isolate dal mondo della moda e dello spettacolo“.
In realtà a non piacere ai due leader è l’immagine un po ‘effeminata che ne si è data, proprio in concomitanza con il Gay Pride di Mosca, che lo scorso weekend ha portato scontri ed arresti (ben quaranta). C’è poi un’altra questione: il tennis era lo sport preferito di Boris Eltsin. Putin pratica judo e preferisce farsi fotografare a torso nudo nei pressi dei ghiacciai siberiani o in motocicletta. Medvedev invece sembra che faccia joga e, forse, se l’è presa un po’ meno per quest’operazione di guerrilla advertising.
In galleria qui sotto, trovate anche altri manifesti realizzati da Monolog.tv, in stile ‘Obey‘, tra questi uno dell’ex leader libico Gheddafi.
Proprio ieri avevamo parlato della crescita del mercato dell’arte cinese. Oggi invece ci spostiamo in Russia e partiamo da un dato: la sola casa d’aste Sotheby’s ha realizzato 82 milioni di dollari (circa 63 milioni di euro) in occasione di due aste di arte russa nel corso del 2010. Un quadro come The Eve of the Celebration, Santa Maria Della Salute, una veduta di Venezia del 1867 di Alexei Bogoliubov ha realizzato 1,36 milioni di dollari, ben oltre quanto ci si aspettava.
Un altro quadro interessante, testimone della passione ‘esotica’ dei russi è The Kuli-Kuta Dance, Niamey (nella foto sopra), un olio su tela del 1926 di Alexander Yakolev venduto per 1,4 milioni da Sotheby’s. Ma se parliamo di arte russa, la casa d’aste più specializzata è sicuramente MacDougall di Londra, protagonista nella Russian Art Week lo scorso dicembre. 25 milioni di dollari ricavo in tre aste, grande protagonista The Little Cowboy (1940), dell’autore russo-americano Nikolai Fechin. 10,82 milioni dollari, una cifra sbalorditiva, se pensiamo che solo nel maggio del 2010, da Doyle di New York, era stato battuto per 632.500…il suo prezzo è cresciuto di quasi venti volte in sette mesi.
Infine View of Valaam Island. Kukko, un dipinto del 1860 di Ivan Shishkin ha totalizzato 2,9 milioni di dollari. Ma chi sono i compratori? “Oltre il 90 per cento degli acquirenti provengono da Mosca e Kiev, dove le economie sono in crescita. Alcuni settori dell’arte russa, come l’800 e il primonovecento, hanno molto appeal per i ricchi russi che hanno studiato quelle opere a scuola”, ha spiegato MacDougall, inun’intervista via e-mail al magazine Epoch Times.
Oggi voglio proporvi un corto di Alexander Petrov, artista dell’animazione nato nel 1957 in Russia. Vi accorgerete subito che si tratta di un lavoro un po’ vintage, è stato realizzato nel 1989 e da allora sono cambiati gli strumenti e le tecniche a disposizione degli animatori.
In particolare, la tecnica di questo The Cow, è la fusione della pittura di matrice romantico-realista, con una concezione intima e riflessiva dell’esistenza. Sogni, paure, sentimenti e introspezioni, prendono la consistenza, il colore e le tinte fosche di oggetti reali.
D’altronde, la storia The Cow, era stata scritta da Andrei Platonov, novellista e drammaturgo di matrice esistenzialista.

Sono Francesco Bonami e Irene Calderoni i curatori di Modernikon. Arte contemporanea dalla Russia, una mostra che la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dedica a quanto di più innovativo e interessante avviene nell’ex Unione Sovietica a livello di arte contemporanea. La mostra, in collaborazione con la Fondazione Victoria - The Art of Being Contemporary di Mosca, inaugura una stagione di stretta collaborazione a livello culturale tra Italia e Russia.
Si comincia giovedì 23 settembre con una serie di performances, Andrey Kuzkin, autore dei giganti realizzati con pane e sale, si sospenderà su un’amaca a 6 metri d’altezza in mezzo alle sue sculture. Iced Architects, collettivo di architetti, propone una piattaforma posizionata sulla facciata esterna dell’edificio, per offrire riparo ai senzatetto. Da giovedì fino a sabato gli Iced Architects rimarranno 24/24 nella loro casa. Infine Elena Kovylina, che lavora sul ruolo della donna nella società russa, si trasformerà in una raffinata signora borghese e inviterà il pubblico ad una “merenda incendiata”.
La mostra, che proseguirà fino al al 27 febbraio 2011, partendo dal concetto dell’icona, arriva a delineare un percorso di sospensione e riflessione in cui differenti artisti e modalità espressive vengono a tangere. Per saperne di più, visitate il sito della Fondazione.
Un artista russa di nome Viktoria ha sviluppato una nuova tecnica di pittura: utilizza i suoi (abbondanti) seni al posto dei pennelli. Nel suo studio a San Pietroburgo, Viktoria lascia i seni in immersione in olio e acquerello per alcuni secondi e poi comincia a creare.
Un’idea nata in un sogno qualche mese fa e che oggi l’ha portata alla ribalta internazionale. Cosa dipinge? Ha sviluppato un design sferico simile a fiori, che ha ricevuto anche apprezzamenti dalla critica. Ma, dice “dipingere con le tette è più difficile che dipingere con le mani. Devi essere attento a non pulire e rovinare quello che hai già fatto“.

Alla fine la sentenza è arrivata e Yuri Samodurov, 58 anni, e Andrei Yerofeyev, 54 anni, sono stati condannati dal Tribunale russo (qui trovate il riassunto dell’intera vicenda). Ma crescono in rete le proteste di attivisti dei diritti umani (in primis Amnesty Inernational Europe) e per eludere la possibilità di una mobilitazione internazionale i curatori, due figure rispettate del mondo dell’arte a livello internazionale, potrebbero essere graziati all’ultimo momento.
Per la mostra Forbidden Art, il direttore del museo che la ospitava, il Sacharov, Jurij Samodurov, e il curatore Andrei Yerofeyev, sono stati già condannati a pagare multe per circa 5.000 euro a testa. Ieri, fuori dal tribunale, ci sono stati tafferugli tra le due fazioni, gli attivisti della chiesa ortodossa erano furiosi perché in fin dei conti nessuna reclusione è stata inflitta. Leonid Semyonovich, un invasato attivista filoclericale, dichiarava: “Queste cose non devono succedere. La società deve essere protetta da queste persone. Faremo una guerra spirituale a questi personaggi e li cacceremo fuori della Russia.”
All’inizio della giornata di ieri, un gruppo di performer artist guidati da Pyotr Verzilov (del collettivo Voina - Guerra), aveva rilasciato migliaia di scarafaggi vivi nei corridoi del Palazzo di Giustizia di Mosca, per protestare contro quello che viene definita “giustizia scarafaggio”.

La Fiera dell’Arte Russa Asiatica e Orientale è il primo grande evento nel suo genere. Si passa dalle icone bizantine alle antiche illustrazioni giapponesi, dai maestri del realismo russo all’arte contemporanea indiana. Un appuntamento giunto alla sua seconda edizione che riunisce a Londra dealer e collezionisti provenienti da tutto il mondo, specializzati nelle produzioni orientali dell’ultimo millennio.
La fiera attira numerosi collezionisti russi, arabi, indiani, cinesi e giapponesi ma segue anche i più recenti trend collezionistici nel Regno Unito: l’entusiasmo per l’arte di ex-Persia, India, Cina, Giappone, Corea e Vietnam ne sono un esempio. Un appuntamento che tiene insieme passato e presente con grande stile, unendo le arti visive all’artigianato artistico.
La Fiera 2010 si terrà nello spettacolare complesso con la sala da ballo in stile Art Deco del Park Lane Hotel, nel cuore della Mayfair di Londra, dal 9 al 12 giugno 2010. Una sezione speciale dell’evento è dedicata agli artisti emergenti mentre si preannuncia interessante il catalogo della Fiera per il suo approccio storiografico sull’arte russa nei confronti del pubblico occidentale.
Si è tenuta lo scorso 16 novembre a Mosca la prima conferenza mondiale sulla sicurezza stradale, con l’obbiettivo di fare il punto della situazione su un dramma a livello planetario.
La scelta della capitale russa non è casuale, la Russia infatti è il paese europeo dove si muore di più per incidenti stradali. Quasi 15.000 i morti sulle strade dell’Ex Unione Sovietica dall’inizio dell’anno e 150 miliardi di euro la spesa che ha sostenuto lo stato.
Per sensibilizzare gli automobilisti verso i rischi a cui vanno incontro mettendosi alla guida ubriachi, è stata installata nei pressi dell’International Trade Centre di Krasnopresnenskaya questa strana scultura/gabbia a forma di bottiglia, che contiene i resti di automobili incidentate.
Omonima della più celebre stilista ucraina autrice di tutine attillatissime color argento, la Gromova di cui parlo (e della quale propongo una galleria di opere) è una giovane disegnatrice moscovita.
I suoi disegni caricaturali, che stanno avendo un grande successo in rete (e che possono trovarsi nel suo blog), ritraggono una Russia grottesca e crudele, ma anche molto divertente.
Via | Englishrussia.com
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