
La notizia che le case d’asta di tutto il mondo stiano facendo una corte serrata ai compratori russi, non ci giunge certamente nuova. L’aspetto forse più interessante è che stanno nascendo nuovi collezionisti all’interno della classe media, la nuova borghesia in ascesa.
I primi segnali in queso senso riguardano le vendite d’arte russa a Londra nelle scorse settimane, dove si sono dati appuntamento magnati e non solo della Russia e dell’Ucraina. Gli stessi che negli ultimi anni hanno decretato il grande successo dell’arte moderna e contemporanea dell’ex Unione Sovietica, per non parlare degli impressionisti russi.
Così un pezzo come quello che vedete in foto, The Black Gobi di Nicholas Roerich, dipinto tra il 1929 e il1930 (una tempera su tela di dimensione 74.7 x 117 cm), dovrebbe realizzare una cifra che si aggira tra gli 800 mila e il milione di euro.
Come dicevamo poi, per la prima volta, venerdì 11 giugno la casa d’aste MacDougall’s organizzerà una vendita separata di opere su carta provenienti dalla Russia, nel tentativo di arrivare ai clienti meno facoltosi. Naturalmente è possibile partecipare all’asta anche online.
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Saranno tre Russie quelle che si potranno osservare alla Cà Foscari Esposizione di Venezia, tra il 21 aprile e il 25 luglio. La mostra “Russie! Memoria/Mistificazione/Immaginario“, infatti, vuole mostrare in oltre cent’anni d’arte la Russia delle avanguardia, quella del realismo socialista degli anni ‘30-’50, fino all’underground e agli anni ‘90.
E lo fa con le opere messe a disposizione da due grandi collezioni, quella di Morgante e quella di Sandretti. Per la parte del realismo socialista, ovviamente, largo spazio troveranno i manifesti, con il quale il potere mistificava, illudeva, creava aspettative paradisiache per il popolo russo. Ma ad affiancare queste opere ci saranno anche preziose opere del periodo prerivoluzionario.
Le più attese, probabilmente, saranno quelle di Chagall e di Kandinskij; ma ci saranno, tra gli altri, anche Benois, Tatlin e Fal’k. Per la parte underground, verrà ricreata una parte di quella che nel 1977 venne definita la “Biennale del dissenso”, e che consacrò l’underground moscovita all’attenzione di tutti. Per la prima volta, tre Russie (diverse? e se sì, in cosa?) ci parlano dallo stesso luogo.

Non c’è che dire: davvero un periodo di grandi aste d’arte a Londra. In particolare per l’arte russa. Si calcola che fra oggi e il 3 dicembre, in sole 3 case d’aste diverse, saranno proposti lotti per quasi 54 milioni di euro.
Le aste sono una di dipinti ‘800 e inizio ‘900, da Sotheby’s stasera; 3 altre da Christie’s il 1°, il 2 e il 3 dicembre e due il 2 e il 3 dicembre da MacDougall’s, una casa d’aste specializzata proprio in arte russa.
E chi saranno i grandi compratori, tanto attesi da banditori? Proprio i russi o gli ex russi stessi (in particolare gli ucraini). MacDougall assicura che gli ucraini sono da soli dal 20 al 30% del loro mercato di arte di origine russa. E’ come una corsa a riconquistare, a suon di milioni, l’arte dei loro paesi di origine sparsa per il mondo.
Immagine | Mikhail Nesterov. Visione del giovane Bartolomeo (1889-90)
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Direttamente dal Museo Tretyakov di Mosca arrivano oggi al Palazzo della Provincia di Bergamo, Spazio Viterbi, 50 icone russe che vanno dal XIV al XIX secolo.
La mostra, “L’Oro dell’anima”, che raccoglie 6000 pezzi provenienti dalla collezione più importante al mondo di arte sacra russa, segue un percorso espositivo cronologico che prende avvio dalla fine del XIV - inizio del XV secolo, con la “Natività della Madre di Dio con santi”. Questo lavoro rappresenta un tipico esempio delle icone di Novgorod, caratterizzate dai colori intensi e dalle forme precise. Un altro esempio è “Natività di Cristo con Santi” nella quale sono presenti non solo le combinazioni di rosso e verde tipiche dell’arte di Novgorod, ma anche sottili gradazioni e sfumature lilla, più dense sugli abiti e più chiare sulle montagne, simbolo del mondo Celeste.
L’esposizione di Bergamo prende inoltre in esame uno dei fenomeni più originali dell’arte russa, quello cioè delle icone di Pskov. La pittura di queste ultime si caratterizza per essere più concreta nella sua interpretazione dell’immagine divina, con un’espressione che tende al misticismo. E poi si potranno ammirare vari tipi di icone rappresentanti la Madre di Dio, come quella Dio di “Jaroslavl”, risalente alla seconda metà del XV secolo.
La mostra permette quindi di farsi un’idea della profondità spirituale e dell’importanza estetica della cultura antico russa e dell’evoluzione dello stile nel corso dei secoli. Fino al 14 giugno.
L’Oro dell’anima - Palazzo della Provincia di Bergamo, Spazio Viterbi
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Sarà un’asta ‘musicale’ quella annunciata per Sotheby’s a Londra che vede all’incanto la collezione di opere d’arte, quadri, disegni, porcellane e altri oggetti appartenuti alla collezione del violoncellista Mstislav Rostropovich, morto a 80 anni lo scorso 27 aprile.
Testimonianza di un singolare e amorevole incontro tra varie forme artistiche, la raccolta accumulata dal musicista, stimata tre milioni di sterline, è dedicata alla produzione russa nei secoli compresi tra il Settecento e il Novecento e annovera, tra gli altri pezzi, quindici tele del pittore Ilia Repin (1844-1930), uno dei più celebri artisti della terra degli Zar.
Via | ansa
immagine | Ilia Repin, “Processione nella provincia di Kursk”, 1880-1883
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