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Tutti gli articoli con tag arte a Madrid

'Identity', la street art di Jorge Rodríguez-Gerada

pubblicato da Lorenzo Mazza

Proprio di recente su queste pagine vi ho parlato di Insideout, l’ultimo progetto di JR (dopo la Tunisia, adesso è a New York). L’idea di affiggere sulla superficie della città ritratti di persone comuni, uomini e donne presenti per strada, non è certo nuova. Tra gli street artist lo fanno in molti, mi viene subito da pensare a Vhils, C215, El Mac (ma la lista potrebbe essere moto più lunga), un po’ anche a Sten & Lex, che però attingono ad altri tempi ed altre culture, quindi viene a mancare la presenza dell’uomo comune.

Trasformare una persona in un personaggio è in fondo anche quanto aveva in testa Andy Warhol, quando nel 1968 al Moderna Museet di Stoccolma dichiarò: “in futuro, chiunque diventerà famoso per 15 minuti”. Ma sulle mura, le scalinate, i palazzi delle città, i ritratti fotografici durano molto di più di 15 minuti e, quando collocati all’interno di processi comunitari e meccanismi artistici partecipativi, assumono un valore aggiunto.

Eccoci quindi a parlare del protagonista di questo articolo. Jorge Rodriguez-Gerada, artista di origine cubane attivo a New York e Barcellona da quasi vent’anni, nonché culture jammer e guerrilla artist ante litteram. Nel video che vedete qui sopra, Ana Alvarez-Errecalde documenta il progetto Identitad/Identity, realizzato Da Jorge a Madrid nel 2007. Partendo da un’indagine antropologica e sociologica, l’artista ha cercato i suoi ‘protagonisti’ tra le persone che sentono un forte senso di appartenenza al luogo in cui vivono.

Il risultato è un’indagine piena di significati che si mescolano. I due piani che principalmente si intersecano sono quello dell’identità individuale e quello dell’identità urbana, intesa come fitta trama di relazioni fra più comunità di individui. La parte più visibile della ricerca di Jorge Rodriguez-Gerada è sorprendente: niente poster con stampe fotografiche, ma vernice e pennello, mano libera.

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'Masat', a Madrid l'arte invade gli spazi dei manifesti pubblicitari

pubblicato da Lorenzo Mazza


Masat (Madrid Street Takeover Advertising) è un interessante progetto di arte pubblica che utilizza gli spazi dedicati alla cartellonista pubblicitaria. In corrispondenza di 53 fermate di autobus e tram nella capitale spagnola, a fine marzo sono stati installati 106 poster elaborati da altrettanti artisti, sociologhi, insegnanti, avvocati e galleristi. Non si tratta di fotografie o elaborazioni grafiche, ma di “semplici” testi, nero su bianco.

L’operazione, dichiaratamente di disobbedienza civile e non autorizzata, ha preso di mira le pensiline gestite dalla società di affissioni Cemusa. Ne è nato un dialogo pubblico importante e uno sguardo collettivo alle reali possibilità comunicative nello spazio pubblico.

Tra gli artisti che hanno partecipato c’è il torinese BR1 (che avevamo conosciuto per i suoi poster), lo stencil artist americano Logan Hicks, il pop-artist americano Ron English, Remed, Swoon e molti altri. I testi affissi non sono stati firmati (a volte una scritta anonima ha più forza, perché chiunque se ne può “impadronire”), ma potete vedere la lista completa dei lavori e dei rispettivi autori a questo link.

‘Masat’ - Foto di Gustavo Sanabria
'Masat' - Foto di Gustavo Sanabria'Masat' - Foto di Gustavo Sanabria'Masat' - Foto di Gustavo Sanabria'Masat' - Foto di Gustavo Sanabria'Masat' - Foto di Gustavo Sanabria'Masat' - Foto di Gustavo Sanabria'Masat' - Foto di Gustavo Sanabria'Masat' - Foto di Gustavo Sanabria

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Cinque fiere a Madrid, protagonista l'arte contemporanea

pubblicato da Lorenzo Mazza

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Dal 16 al 20 febbraio Madrid si appresta a dire la sua in ambito contemporaneo. Cinque mostre mercato in programma, Arco, Art Madrid, MadridDeArte, Flecha e Just Madrid, a cui si aggiungono oltre 150 eventi in corso in istituzioni, musei e gallerie private.

Partiamo dalla fiera più grande e strutturata, Arco, che giunge al suo trentennale e quest’anno ha come come ospite la Russia. Sul versante opposto Art Madrid, spazio dedicato all’arte emergente proveniente dalla penisola iberica, alla sesta edizione con 60 gallerie ospitate.

Per i collezionisti più esigenti, alla ricerca di pezzi rari, il Palazzo dei Congressi ospita MadridDeArte, mentre Flecha (con 20 anni di esperienza alle spalle) è l’evento che si propone di liberare gli spazi commerciali verso l’arte.

Infine Just Madrid, l’iniziativa più sperimentale, con una sezione interamente dedicata alla sound art. Tutti gli appuntamenti sono comodamente raggiungibili attraverso la metropolitana.

Cinque fiere a Madrid, protagonista l’arte contemporanea
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Graffiti Sonori

pubblicato da Lorenzo Mazza

Graffiti sonori è il nome di un progetto ad opera di due street artist spagnoli, Eltono e Nuria. Si tratta di un’installazione sonora per le vie della capitale iberica che cerca di tradurre, trasferire, l’impatto visivo dei graffiti su un altro supporto.

Una serie di registratori nascosti pronunciano delle tag. I passanti a volte non ci fanno nemmeno caso, a volte sentono dei suoni, sono voci di uomini in carne ed ossa che pronunciano strane parole. Cambia il mezzo ma resta la sorpresa, un nome, un suono, spuntano all’improvviso, inaspettati. Le voci sono quelle di artisti di base a Madrid.

Per quanto la documentazione dell’operazione non renda al meglio l’idea, è interessante ragionare a livello concettuale sulla presenza, sulla potenza di ciò che occupa lo spazio pubblico in maniera spontanea, senza preavviso.

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L'alfabeto furioso di León Ferrari e Mira Schendel

pubblicato da Lorenzo Mazza

León Ferrari e Mira Schendel sono due artisti accostati nella mostra El alfabeto enfurecido, che si è inaugurata al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid proprio ieri. L’esposizione, che era passata nello scorso novembre al Moma di New York, accomuna queste due personalità nella forza poetica del loro linguaggio.

La loro attività coincide con l’inizio degli anni ‘60, quando León Ferrari produce il suo Cuadro Escrito, espressione di una pratica di disegno che lo aveva portato dall’astrazione ad una forma di scrittura deformata e praticamente illeggibile. Negli stessi anni Mira Schendel comincia ad utilizzare fogli rettangolari di carta di riso giapponese e la sua produzione entra in un vortice compositivo che vede le sue punte in Las Droguinhas (1965-68), il Trenzinho (1965) e Los Objetos gráficos (1968-73). Sono gli stessi anni in cui emerge in tutto il mondo l’arte concettuale, Ferrari e la Schendel ne sono influenzati ma rimangono artisti visivi con una forte predisposizione verso l’uso della parola, dal punto di vista estetico (e semiotico) e da quello musicale (e fonetico).

Ferrari è nato in Argentina nel 1920 ed è ancora uno degli artisti contemporanei più attivi nella scena dell’arte di Buenos Aires. La Schendel naque invece in Svizzera e si trasferì dopo la guerra in Brasile, dove è morta nel 1988. Entrambi hanno affrontato la lingua e l’arte nelle sue forme più concrete ed elementari, da qui la natura ‘furiosa’ dei loro linguaggi.

El alfabeto enfurecido
El alfabeto enfurecidoEl alfabeto enfurecidoEl alfabeto enfurecido

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Arco 2009: star della fiera Eugenio Merino e...Damien Hirst

pubblicato da margherita

Gor the Love of Gold - 2009 - Eugenio Merino

E’ un Damien Hirst insolito quello che sta brillando come star di Arco, la fiera di Madrid che si è aperta al pubblico oggi. Non si tratta infatti dell’artista ma della sua parodia sotto forma di statua, realizzata da Eugenio Merino che lo ha ritratto in ginocchio con pistola Colt 45 alla tempia. Una parodia di Hirst e della sua arte, dato che l’opera si intitola “For the Love of Gold” e cita elementi cari all’artista inglese, come la t-shirt con teschio (un destino incredibile visto che Hirst si è messo a vendere t-shirt con teschio proprio di recente nel suo shop “Other Criteria“) e la vasca in cui la statua è contenuta che cita gli altri lavori noti di animali in formaldeide.

La statua di silicone, capelli veri, occhi di vetro e sangue verosimile, è stata venduta per 26.000 euro. Comunque lo metti, Hirst fa soldi e li fa fare agli altri.

Merino invece non è nuovo al genere, e ci ha già abituati ad un pop tragicomico spesso basato sulla parodia di personaggi celebri.

Via | Bloomberg e urbanpromoter.

Gor the Love of Gold - 2009 - Eugenio Merino
Gor the Love of Gold - 2009 - Eugenio MerinoGor the Love of Gold - 2009 - Eugenio Merino

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Star Wars, a Madrid in mostra gadget e costumi di Guerre Stellari

pubblicato da margherita

Star Wars. The exhibition - Centro de Exposiciones Arte Canal - Madrid

Sono più di 240 i pezzi selezionati per la mostra “Star Wars. The Exhibition“, fino al 15 marzo 2009 al Centro de Exposiciones Arte Canal di Madrid. Costumi, apparecchiature, modellini, disegni, armi e maschere, tutti originali utilizzati per la doppia trilogia di Lucas, Guerre Stellari.

Le maschere sono sotto teca, ma sono previsti effetti speciali, simulazioni e anche su prenotazione un training con i maestri Jedi.

Con Madrid si conclude il tour iniziato nel 2006 a Lisbona e poi proseguito in diverse capitali europee, tour che ha ottenuto un grande successo di pubblico.

Via | Corriere

Star Wars. The exhibition - Centro de Exposiciones Arte Canal - Madrid
Star Wars. The exhibition - Centro de Exposiciones Arte Canal - MadridStar Wars. The exhibition - Centro de Exposiciones Arte Canal - MadridStar Wars. The exhibition - Centro de Exposiciones Arte Canal - MadridStar Wars. The exhibition - Centro de Exposiciones Arte Canal - Madrid

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