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Tutti gli articoli con tag arte a barcellona

Pat e Fis, street art a Barcellona

pubblicato da Lorenzo Mazza

I loro volti sono sfuocati, per non essere riconosciuti. Ma un lavoro come il loro meriterebbe di essere pagato, invece si svolge nella semi-clandestinità. Pat e Fis sono due street artist irlandesi, il video ce li mostra a lavoro nell’estate del 2009 sulle pareti del fatiscente barrio di Guinardo, in Barcellona.

Il video è stato girato in un lasso di tempo di 5 ore, quanto cioé è occorso ai due per dipingere con lo spray questi due belli interessanti ritratti di due persone anziane. In rete non si riescono a trovare molte informazioni sull’attività dei due irlandesi, se qualcuno ne sa di più è pregato di farcelo sapere.

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Drap Art 09 a Barcellona

pubblicato da Lorenzo Mazza


Comincia oggi a Barcellona in Spagna di Drap Art 09, il festival dedicato al riciclaggio artistico. Dal 17 Dicembre a 10 2010 Gennaio va in scena la sesta edizione del Festival Internacional de Reciclatge Artístic, per dirla in catalano. La manifestazione si terrà presso il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (CCCB), in piazza Joan Corominas, Pati de les Dones e Plaza dels Angels.

Drap-Art’09
si sviluppa su vari formati che rendono testimonianza della complessa dimensione del riciclaggio creativo: mostre collettive di opere d’arte e oggetti di design realizzati con materiali riciclabili, interventi nello spazio pubblico, spazi di riflessione e dibattito, un tradizionale mercato dell’arte e del design, workshop partecipativi, installazioni e video film.

Drap-Art’09 presenta artisti spagnoli e internazionali, musicisti, macchinisti, designer, docenti, registi. Anche quest’anno ci sarà il Premio Residu’Art, assegnato dal Gruppo Hera nelle categorie artista emergente ed artista affermato.

Drap Art
Drap ArtDrap ArtDrap Art

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Javier De Cea, riciclando la strada

pubblicato da Lorenzo Mazza


Gli orizzonti di Artsblog sono sempre aperti e come sapete ogni tanto ci piace buttare uno sguardo un po’ più in là, oltre i confini dei patri lidi. Due settimane fa mi era capitato di vedere alla Florence Art Factory l’artista cileno Javier De Cea.

Il suo lavoro mi è sembrato subito interessante perché porta all’interno dei confini della pittura la tecnica dell’assemblaggio e della ricombinazione di materiali raccolti per strada. L’universo urbano dell’advertising, della street art, della grafica, prendono nuova forma nelle sue tele e nelle sue performances. Sono riuscito a intervistarlo nel mentre si trovava a Madrid, preparando una nuova mostra per Alicante.

* In che modo ti sei avvicinato all’arte le prime volte, da bambino?

Ho iniziato a dipingere all’età di 16 anni, normalmente, a scuola. A quell’epoca in Chile nella mia scuola gli studenti potevano scegliere tra diversi indirizzi, umanista, matematico, scientifico e artistico. La mia scelta è stata artistico. Comunque ho sempre disegnato, mi divertivo a creare fumetti, riviste, cose del genere.

Javier De Cea
Javier De CeaJavier De CeaJavier De CeaJavier De Cea

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Blu a Barcellona e gli sguardi della gente

pubblicato da Lorenzo Mazza

Questo video (realizzato da Zigazaga e prodotto da Bani) documenta un intervento di Blu a Barcellona nello scorso febbraio. Il muro è stato dipinto nella zona del Barrio del Carmel in occasione del Festival Influencers (Visionarios de la infoesfera / interferencias en la cultura / entretenimiento radical) a Barcelona. Si tratta di un appuntamento dedicato a progetti indipendenti legati alla guerrilla e alla comunicazione radicale, alle tattiche di resistenza e controinformazione, al plagiarismo, al sampling e alle creazioni artistiche che riprendono in considerazione le storie e i miti.

Un laboratorio di idee a cielo aperto che dà spazio a tutto ciò che è non convenzionale e difficilmente classificabile e come la cultura sfugge a facili ed approssimate descrizioni. Proprio in questo territorio risiede la bellezza di questo video. Unisce alle immagini di Blu che prepara il suo enorme animale il sottofondo audio dei passanti, che si fermano un attimo a commentare il lavoro, a rilasciare una dichiarazione. Ognuno, si sa, nasce imparato e qualcuno dice che è una balena, una grande bocca, altri dicono che se non sarà colorato non sarà bello. Qualcuno pensa si tratti di una trovata pubblicitaria, un signore pensa che ci sia un collegamento tra il dipinto di Blu e la trasmissione televisiva Chi vuol esser milionario? e addirittura un vecchietto dice che lo squalo è un avvertimento contro tutti i comunisti rintanati nel quartiere del Carmel!

Ognuno si sente quasi in dovere di esprimere un giudizio e magari di rendere pubblica la propria particolare visione dell’arte. Ma d’altronde è il loro muro, la loro rampa di discesa, chissà se saranno contenti gli abitanti di Barcellona di trovarsi davanti ogni giorno questo enorme squalo composto da banconote da 100 dollari…davanti a lui, in attesa di essere mangiato, un barbone trascina un carrello pieno zeppo delle rovine della nostra società. Sicuramente da questo lavoro i catalani sono stati spinti verso una riflessione e poi, visto che sono dei buongustai, hanno anche apprezzato. Potete vederlo in questo servizio televisivo realizzato da La Vanguardia.

El Tiburón di Blu a Barcellona
El Tiburòn di Blu a BarcellonaEl Tiburòn di Blu a BarcellonaEl Tiburòn di Blu a Barcellona

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L'Obama di sabbia colorata di Jorge Rodriguez-Gerada

pubblicato da margherita

Expectation - 2008 - Jorge Rodriguez-Gerada

L’elezione di Barack Obama non ha solo generato “Hope” - speranza - negli Stati Uniti, ma anche grande “Expectation” - aspettativa - in molti paesi esteri, come è avvenuto a Barcellona.

Nella città catalana l’artista Jorge Rodriguez-Gerada ha realizzato, prima delle elezioni del 2008, un ritratto insolito del nuovo presidente Usa. “Expectation” si compone di 650 tonnellate di sabbia colorata e come la sand art è un’opera effimera soggetta alle condizioni del tempo.

Le pitture di sabbia sono utilizzate dai nativi americani, dai monaci tibetani e dagli aborigeni australiani in rituali dal potere curativo. Per Gerada il dipinto di sabbia è utilizzato come metafora per le cure che sono necessarie per il nostro futuro e per assicurare un futuro più sicuro per le generazioni future.

Non credo che mai un presidente (e non solo degli Stati Uniti) abbia mai ricevuto tanta attenzione e stima da parte del mondo artistico.

Via | Cool Hunting

Expectation - 2008 - Jorge Rodriguez-Gerada
Expectation - 2008 - Jorge Rodriguez-GeradaExpectation - 2008 - Jorge Rodriguez-Gerada

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