
Capita spesso di trovare bravi artisti che dipingono strani esseri, creature mutanti e sintetiche, frutto di strane e particolari ibridazioni della loro immaginazione. Ma cosa succede quando sono gli scienziati a dare il là alla mente dei creativi? Una mostra che apre oggi, giovedì 11 marzo alla Fondazione Marino Golinelli di Bologna, mette a fianco scienziati e artisti per decifrare, argomentare, creare, a partire dall’osservazione della vita animale. Un modello matematico a cui rifarsi o magari un meccanismo che l’artista reinterpreta ed utilizza. È Antroposfera, curata da Cristiana Perrella, che racconta, tra le altre cose, dello studio dei voli degli storni sopra Roma e del loro influenzare i nuovi gusti nella moda (Flocking, di Armin Linke).
La rassegna si inserisce nella quinta edizione de La Scienza in piazza e porterà a Bologna, nelle magnifiche sale di Palazzo Re Enzo, opere di artisti contemporanei ispiratisi alla ricerca degli scienziati. Ogni lavoro presenta un exhibit esplicativo interattivo, in linea con una mostra sperimentale, fatta di incontri, laboratori e conferenze. Poi ci sono gli astucci in larva di tricottero di Hubert Duprat, Biosphere 06 di Tomas Saraceno, l’Happy Fish di Nicola Toffolini.
Dalla sede di Palazzo Re Enzo si sposterà il 22 marzo 2010 per giungere alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, dove proseguirà fino al 9 maggio, arricchendosi di opere provenienti dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: incisioni con animali fantastici realizzate tra il 1400 e il 1700, tra cui spiccano alcune preziose tavole di Albrecht Dürer.
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Bologna si appresta a celebrare alla sua maniera la vita e l’opera di Federico Fellini. Il regista, che ha ricevuto in vita 4 Premi Oscar, sarà protagonista di Fellini. Dall’Italia alla luna, un progetto espositivo che vede la collaborazione del Mambo e della Cineteca di Bologna. Arte e cinema per ripercorrere quarant’anni di attività del regista romagnolo a 50 anni dall’uscita di uno dei suoi capolavori, La Dolce Vita. Una narrazione che si discosta però dal mero dato cronologico, per spingersi a indagare la complessa dimensione psicologica del regista. Un immaginario fervido, una confusione regolamentata e tutto il mondo dei dietro le quinte, il carattere eccezionale del maestro.
La mostra al Mambo, a cura di Sam Stourdzé, apre il 24 marzo con due ospiti eccezionali: Emir Kusturica, che, se ben ricordo, anni fa teneva lezioni sul cinema discutendo Roma di Fellini e Sergio Zavoli, amico fraterno del regista. Sempre mercoledì 24 alle 22 al cinema Arlecchino verrà proiettato Amarcord, introdotto per l’appunto da Kusturica.
L’allestimento, partito da Parigi con il nome di Fellini, la grande Parade, arriva a Bologna e si arricchisce di due sezioni del tutto nuove: La magia del fuori sinc, a cura di Tatti Sanguineti e Roberto Chiesi, che ripercorre il profondo rapporto tra Fellini e la voce, e la collezione dei ‘cinemini‘, manifesti originali, provenienti dalla preziosa collezione della Cineteca di Bologna. Fellini. Dall’Italia alla luna prosegue fino al 25 luglio con proiezioni al cinema Lumiere e in Piazza Maggiore e diversi incontri, tra cui quello con Sergio Rubini, previsto per il 27 marzo.
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Il Link, lo spazio bolognese che tanto ha infiammato la vita culturale del capoluogo emiliano a partire dalla fine degli anni ‘90, chiuse i battenti della storica nel 2005 per trasferirsi in una zona più decentrata (via Fantoni, 21 – Bologna). In questo spazio naquero progetti davvero interessanti, come il Festival Netmage e il collettivo Xing.
Sabato 30 gennaio 2010 alle ore 21.30 in occasione di Arte Fiera Off Link Associated inaugura la programmazione 2010 con Illustre Scultura Polimaterica, un lavoro di Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese e Cesare Pietroiusti (progetto Lu Cafausu), a cura di Rita Correddu e Alice Militello.
Si tratta di un’unica grande scultura composta da scarti di produzione raccolti presso gli studi di 30 artisti in giro per l’Italia, in un tour di 1500 km. “Lu Cafausu è territorio d’accumulazione di senso, di svolgimento di senso. Di mancanza di senso. È quello che siamo e non siamo simultaneamente, (scandalosamente) senza scandalo. È ciò che stiamo diventando e quello che siamo non stati. Al centro esatto di un lungo corridoio d’insalienze e fallimenti (una volta erano cipressi), passaggio per il limbo. È il nulla, segno oscuro, campo della disfatta.È un presagio inaccessibile, luogo alieno.
È il varco per l’ade”.

Inaugura sabato 23 gennaio alla Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro di Bologna George Rouault - La notte della Redenzione. Opere grafiche e disegni di quello che fu un grande amico di Henri Matisse, Albert Marquet, Henri Manguin e Charles Camoin, amicizie che lo avvicinarono ai fauves.
Il linguaggio di Rouault è comunque quello di un grande maestro dell’espressionismo europeo il suo studio sarà affrontato con un’ampia selezione di opere di grafica, più di cento, che fanno riferimento ai cicli pittorici, dal Miserere alle due serie di Cirque, da Réincarnations du Père Ubu a Les Fleurs du mal, fino a Passion. Un viaggio alla scoperta delle fede e della spiritualità cristiana primigenia, la cui dottrina scaturisce direttamente dagli insegnamenti della vita di chi a ha sofferto.
Insieme alle grafiche alcuni disegni, matrici di rame, lettere e alcune rare prove d’artista, come quella della grande crocifissione a colori. Un percorso che ripercorre il cammino di fede del pittore, dolore, sofferenza, passione, mistero, quiete e pace interiore.
La mostra a cura di Andrea Dall’Asta S.I., Elena Pontiggia, Michele Tavola sarà allestita fino al 27 giugno 2010.

Si avvicina una nuova edizione di Arte Fiera a Bologna e mi sembra interessante segnalarvi uno degli eventi paralleli Arte Fiera OFF, liberamente visitabile. Venerdì 29 e sabato 30 gennaio il Museo Geologico Giovanni Capellini, in via Zamboni 63, apre uno spazio temporaneo dedicato all’arte contemporanea. Cosmogonia, a selection of video investigating “the Universe”, è uno screening di alcuni video di Dacia Manto, Jani Ruscica e Nikola Uzunoski.
Il progetto è a cura di Agenzia04 e porta la videoarte nelle sale di un museo geologico ottocentesco, uno dei meglio conservati d’Europa per giunta. Vetrine, armadi, edicole, cassettiere, supporti protetti da vetri soffiati, e un grande orologio angolare a pesi accompagnano il percorso nel museo che racconta la storia della terra attraverso le sue ere geologiche.
In Cosmogonia i video si integrano nello spazio museale portando la dimensione poetica del fare artistico a contatto con quella più prettamente gnoseologica della conoscenza scientifica. In Planiziaria (2009), Dacia Manto ci racconta un paesaggio primordiale e incantato, con Evolutions (2009), il finlandese Jani Ruscica espone la sua visione della nascita dell’universo e dell’evoluzione, mentre il serbo Nikola Uzunovski in Universe 1 (2007), ci porta in un viaggio nella cosmogonia dell’uomo.
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Gianfranco Salis, fotografo di scena di Fellini, De Sica e Tinto Brass presenta Casta Diva, ventidue scatti, di cui quindici completamente inediti, che ritraggono Moana Pozzi. Si tratta di scatti a figura intera realizzati tra il 1988 e il 1990. Saranno in mostra dal 23 Gennaio al 27 Marzo 2010 a Bologna presso la Galleria Contemporary Concept.
La mostra, curata da Valerio Dehò, presenta la seduzione che Moana esercitò sul fotografo sardo che era solito non scattare più di una fotografia allo stesso soggetto. Per lei fece un’eccezione e gliene dedicò addirittura 350.
Nel ricordo di Salis Moana è una persona che trasmette intelligenza e profondità. Le sue fotografie sono dei bianchi e neri colorati in postproduzione, che ci riportano ad una dimensione classica ed elegante della pornoattrice tanto amata dagli italiani.
Copyright fotografie / Gianfranco Salis
Inaugura giovedì 10 dicembre alle 18 allo lo Shenker Culture Club di Bologna ubicato in Via Indipendenza 67/2, Futursiro - Cromatismi musicali. Un percorso espositivo originale e unico, alla scoperta di Umberto Spironello in arte Siro, pittore e musicista.
Umberto Spironello naque a La Spezia nel 1909 e quest’anno si festeggia il centenario della sua nascita e del movimento Futurista, al quale aderì appena maggiorenne, firmando numerose operazioin di arte applicata quali manifesti e cartellonistica pubblicitaria.
L’evento allo Shenker sarà dunque l’occasione per riscoprire una figura davvero simenticata all’interno del parnorama del futurismo italiano. Si tratterà di una doppia celebrazione, perché sarà ricordata anche Ada Finelli, cantante lirica e moglie di Siro. Attraverso un concerto dedicatole, in cui si esibirà il tenore Renato Bartolini e il pianista Dragan Babic.
La mostra sarà liberamente visitabile fino al 26 febbraio 2010.

Si chiama Giant ma non ha nulla a che fare con il famoso Obey Giant. Mike Giant è un graffitista, illustratore e tatuatore americano. La sua specialità, da buon tattoo artist, sono i disegni a inchiostro nero. Ma che lavori sul cemento, sulla carta o sulla pelle, il suo stile è riconoscibile e influenzato dall’ arte popolare messicana, dall’old school e dal classic style dei tattoo come dall’ illustrazione di matrice giapponese.
Nato a New York e trasferitosi nel New Mexico, a Albuquerque, Giant ha frequentato la facoltà di architettura per poi abbandonarla al quarto anno, quando gli fu offerto un lavoro come graphic designer per ‘Think Skateboards’. Spostatosi a San Francisco, vi ha trovato il suo habitat naturale dove lasciar crescere uno suo stile crossmediale, tra graffiti, fanzines, grafica, e tatuaggi.
La sua prima personale alla WDWA Gallery di New York risale al 2001. Da allora i suoi disegni sono stati a Tokyo, in Giappone, a Vancouver ed anche a Bologna dove ha realizzato un live painting nell’edizione 2008 di Arte Fiera.

Venerdì prossimo 30 ottobre il Dams dell’Università degli studi Roma Tre ospita Videoart Yearbook, l’annuario della videoarte italiana organizzato dal Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna, di cui vi avevamo parlato tempo fa.
Si tratta di un progetto unico in Italia, che rifugge la facile fascinazione per l’esotismo e cerca di realizzare una mappatura, seppur parziale, della videoarte in Italia. I curatori sono Renato Barilli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Fabiola Naldi e Paola Sega, coloro che dal 2006 si sono avventurati in questo difficile lavoro per offrire una campionatura ragionata di cosa accade nei territori della sperimentazione audiovisiva.
Videoart Yearbook sarà venerdì 30 ottobre alle ore 11:30 al DAMS di Roma Tre (via Ostiense 133 - aula B1). Gli organizzatori assieme a Arturo Mazzarella e Stefano Chiodi, docente del corso di Storia dell’arte contemporanea, presenteranno una selezione dei video delle ultime quattro edizioni.

Doppio appuntamento oggi e domani allo spazio neon>campobase di Via Zanardi 2/5 a Bologna. Lo spazio collocate subito fuori Porta Lame presenta stasera alle 19:30 Playlist - What’s my line, a cura di Samuele Menin. Si tratta di un progetto davvero simpatico. Un critico/curatore viene invitato in una serata fra amici, conviviale e aperta, a presentare una selezione di video “del cuore” dalla durata di sessanta minuti.
La rassegna nel 2008 ha visto la partecipazione di nomi illustri (2video-Undo.net, Marta Casati, Kings, Andrea Lissoni, Pier Luigi Tazzi, Alberto Zanchetta) che hanno presentato lavori di videoarte storica come video di giovani artisti.
Appuntamento invece domani venerdì 23 ottobre per neon>focus (on videoart), con l’artista Enrico Vezzi. Che si presenta in questo modo: “nell’affrontare la realizzazione di un’opera cerco di percepire le specifiche prerogative fisiche e mentali dello spazio in cui verrà collocata. Le storie e i sentimenti legati a quel dato contesto si stratificheranno con i nuovi sentimenti e sensazioni che si genereranno nell’incontro tra queste caratteristiche e la mia esperienza di vita. Il mio intento è rendere concreto, palpabile e condivisibile con altri quel momento immateriale ed effimero in cui l’incontro, scoperta del luogo da un nuovo soggetto e viceversa da vita anche solo per un singolo istante ad un luogo altro. Un luogo reale e concreto ma anche dominato dal possible e dal desiderio. Le mie opere per questo sono sempre la traccia di un tentativo di relazione“.