
Con i suoi negozi e le sue architetture antiche Bruxelles non è certo una città adatta ad ospitare lavori di street art. In una fredda giornata di gennaio mi sono incamminato per le vie del centro storico alla ricerca di graffiti, stencil e piccoli interventi di arte urbana.
Come vedete nella galleria, il “bottino” è magro, ma divertente. C’è chi riproduce lo stile di Banksy e si firma Tanksy, chi, preoccupato dai fiumi di spazzatura e di sporcizia che invadono le strade della capitale belga, ha deciso di inventare un nuovo ‘divieto’.
Ci sono poi alcuni murales legali e come al solito qualcuno che si è azzardato a taggare proprio sopra la facciata di un vecchio caffé liberty.

Cimatics è una piattaforma di ricerca che nasce a Bruxelles a sostegno dell’arte performativa audiovisiva. Un festival unico in Belgio, che negli anni si è costruito una solida reputazione internazionale, come il nostrano e qualitativamente eccellente Netmage Festival in scena a gennaio a Bologna.
Le attività del festival comprendono il sostegno alla produzione di creazioni audiovisive originali (come Ryoichi Kurokawa, Boris e Brecht Debackere, Arne Deforce, Yutaka Oya e Cucina Visual), tour management per gli artisti, organizzazione di manifestazioni audiovisive (concerti, spettacoli) e workshop.
Concerti, incontri, performance, atelier aperti, Cimatics 7 si stende in tutta la città di Bruxelles per 10 giorni e 10 notti, dal 20 al 29 novembre 2009. Un enorme un nodo aperto, in cui underground e pop si fondono in un unicomash-up culturale.
Il festival è un esperimento in corso alivello di format. Quello che inizialmente era un raduno di vjing e subito dopo un momento per vivere l’arte audiovisiva è ormai diventato un momento di ricerca incentrato sulle ‘creatività avanzate‘.Cimatics è all’interno di ICAS / ECAS, la rete internazionale di festival urbani contemporanei come Mutek (Montréal), Mutek Messico, Club Transmediale (Berlino), Todays Art (L’Aia) o FutureEverything (Manchester).
Qui trovate il programma completo della rassegna e i link ad alcune preview degli artisti presenti.
Una promessa che si conferma sempre più interessante, Shadi Ghadirian fotografa le contraddizioni della vita contemporanea iraniana. Come giovane donna che vive e lavora a Tehran, avverte in prima persona le dissonanze e le anomalie di una società sospesa tra il rigido passato della tradizione e la modernità del presente.
I ritratti che propone dal 1998 rispecchiano questi contrasti, dalla serie “Qajar” a quella “Like Every Day”, dove donne vestite in abiti apparentemente tradizionali, nascondono il viso dietro ad un utensile domestico (come una pentola, una teiera, un ferro da stiro), attrezzo che definisce il ruolo delle donne (e le imprigiona).
Le ultime due serie “White Squares” e “Nil Nil” propongono invece la guerra come elemento quotidiano, una pallottola come cintura, una bomba tra le bevande in frigo, scarpe militari accanto a tacchi insanguinati, tanto la vita di molti paesi è abituata alla violenza.
Dal 13 febbraio al 4 aprile, aeroplastics contemporary, Bruxelles propone una serie di queste bellissime immagini, recenti e non.
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