
È ripartito il calendario di Open Studios, la serie di visite agli studi d’artista nelle province di Prato, Pistoia e Firenze. Un mediatore accompagna un massimo di 12 visitatori nei luoghi di progettazione e di lavoro degli artisti.
Un panorama di esperienze variegato che ha coinvolto tredici artisti, chiamandoli ad un racconto a partire dal luogo in cui operano, che contiene segni delle tecniche e dei materiali che utilizzano. Spesso per un atista lo studio diventa una seconda casa, soprattutto al giorno d’oggi in cui i ritmi di lavoro e i flussi della creatività viaggiano su binari sempre più accellerati.
I prossimi appuntamenti, tutti alle ore 17, sono giovedì 18 marzo a Calenzano, con la visita allo studio di Lia Pantani e Giovanni Surace, alchimisti che rivolgono la loro ricerca nelle dinamiche dei processi. Giovedì 25 Open Studios è a Prato, da Franco Menicagli (nella foto), sculture che negli ultimi anni si è rivolto alla deconfigurazione spaziale di materiale di recupero. Lunedì 29 ancora a Prato dal pittore Lorenzo Banci ed infine mercoledì 31 appuntamento a Palazzo Strozzi di Firenze con Massimo Barzagli.
Per prenotare le visite è necessario rivolgersi ad Alessandra Tempesti – Martino Margheri. Tel 055 2776461 – 348 8137701 (a.tempesti[@]palazzostrozzi.org). Per gruppi composti da molte persone c’è la possibilità di effettuare le visite su richiesta.
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Non si ferma l’attività espositiva del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Firenze, che è solito proporre allestimenti inconsueti e particolari. Dal 14 maggio al 18 luglio 2010 va in scena As soon as possible. L’accelerazione nella società contemporanea. La società contemporanea, attraversata da sempre più densi e veloci flussi di comunicazione, ricompone quotidianamente il ritmo del proprio scorrere. Un battito ripensato grazie al supporto delle nuove tecnologie e al continuo avanzare dei processi di ottimizazione.
Velocità, ipermobilità, mancanza di senso del limite. Tutto ciò genera ansia e ciò che Paul Virilio chiama dromocrazia, la dittatura della velocità, dove comanda il principio per cui “se il tempo è denaro, la velocità è potere”. Ma l’uomo, nato nella culla dell’ambiente naturale, rischia di sovraccaricarsi e di divenire immobile di fronte all’incedere del tempo, che non tiene conto dei suoi bisogni spirituali.
Tamy Ben-Tor, Marnix de Nijs, Mark Formanek, Marzia Migliora, Julius Popp, Reynold Reynolds, Jens Risch, questi gli artisti selezionati in un percorso che vuole coinvolgere gli spettatori in esperienze e contraddizioni spazio-temporali.
As soon as possible - Strozzina





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Grazie all’esame ai raggi ultravioletti sono riemerse parti di affreschi eseguiti da Giotto nella Cappella Peruzzi in Santa Croce a Firenze. Le ricerche sono state finanziate dalla Getty Foundation di Los Angeles e dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che da decenni si occupa del restauro conservativo e del mantenimento dei capolavori di Giotto di Bondone.
Per superare alcuni limiti imposti dalla tecnica dell’affresco il maestro fiorentino utilizzò una tecnica di pittura a secco. Col tempo i leganti proteici sono venuti meno e sono riemerse tracce dell’immagine sottostante.
Adesso gli esperti (oltre 35 al lavoro sugli affreschi diella Cappella Bardi e della Cappella Peruzzi - nella foto) si aspettano molto dalla scoperta. Anzitutto dal punto di vista conservativo, questo caso fungerà da esempio. Poi dal punto di vista contenutistico, i nuovi cicli pittorici fanno riemergere le pitture nei lunettoni: il Cristo mietitore, il panneggio del San Giovanni Evangelista, la Donna col Bambino in culla e i decoridel del Banchetto di Erode.
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Era scomparsa da più di 200 anni, la preziosissima corona di Vittoria Della Rovere, sposa del granduca Ferdinando II De’ Medici. La duchessa la fece costruire nel 1685 e ne fece dono alla congrega delle Suore Carmelitane di Borgo Pinti a Firenze, in segno di devozione a Maria Maddalena De’ Pazzi.
La corona, unica nel suo genere, venne realizzata da due maestri orafi del tempo, Giovanni Comparini e Giuseppe Vanni. Più di 30 once d’oro, 412 diamanti, 80 smeraldi e 114 rubini, i Medici pagarono circa 1800 scudi, che, paragonati al costo della vita oggi, vogliono dire diverse centinaia di milioni di euro.
Il prezioso copricapo, il cui valore attuale si attesta intorno ai 12 milioni di euro (uno dei rari casi di opere d’arte che si sono svalutate nel corso dei secoli) è stato ritrovato da Piero Pacini, studioso della santa fiorentina Maria Maddalena de’ Pazzi, in un convento la cui ubicazione non è stata ancora specificata.
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Apre oggi in provincia di Firenze, in un piccolo comune a 14 chilometri dal capoluogo, Beato Angelico a Pontassieve. Dipinti e sculture del Rinascimento fiorentino‘. La mostra sarà visitabile fino al 27 giugno nella Sala delle Colonne di Pontassieve e celebra, insieme a Fra’ Giovanni da Fiesole, conosciuto ai più come Beato Angelico, diverse figure importanti del rinascimento fiorentino.
Proveniente dagli Uffizi, del Beato Angelico sarà possibile ammirare la Madonna con il Bambino, che in qualche modo torna al suo paese d’origine. L’opera proviene infatti dalla chiesa di San Michele Arcangelo di Pontassieve. Tra gli artisti in mostra Filippo Lippi, Paolo Uccello, Zanobi Strozzi, Pesellino, Lorenzo Ghiberti, Domenico di Michelino e Benozzo Gozzol.
Inaugura venerdì 26 febbraio a Palazzo Strozzi di Firenze Uno Sguardo nell’Invisibile, un percorso che prende le mosse dall’intuizione metafisica di De Chirico. In un pomeriggio dei primi del novecento in Piazza Santa Croce a Firenze, il pittore ebbe quella visione che avrebbe condensato ne L’enigma di un pomeriggio d’autunno (1909-1910).
La mostra passa in rassegna quei pittori che James Thrall Soby definì after Picasso. Lasciata per un istante da parte la ricerca nel campo della forma, della luce e del movimento, la nuova pittura si nutriva di quella radice letteraria, filosofica, concettuale e fantastica scoperta da De Chirico. Accompagnano De Chirico René Magritte (La condizione umana, Il senso della notte, La chiave dei sogni), Carlo Carrà (Il gentiluomo ubriaco, L’ovale delle apparizioni, Il figlio del costruttore), Giorgio Morandi, Max Ernst (Oedipus Rex, Visione notturna della Porta Saint Denis), Balthus, Arturo Nathan, Pierre Roy, Alberto Savinio, Niklaus Stoecklin.
Curato da Paolo Baldacci, Guido Magnaguagno e Gerd Roos, il percorso si presenta come uno dei più grandi appuntamenti espositivi della primavera (oltre 100 le opere in mostra), visitabile fino al 18 luglio 2010. Assieme alla mostra su Caravaggio e i Caravaggeschi, Firenze ritrova finalmente la sua passione per l’arte moderna.
« Durante un chiaro pomeriggio d’autunno ero seduto su una panca in mezzo a Piazza Santa Croce a Firenze. Non era certo la prima volta che vedevo questa piazza…
Uno Sguardo nell’Invisibile - Palazzo Strozzi Firenze




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Se avevate intenzione di recarvi agli Uffizi per vedere opere come l’Adorazione dei Magi del Botticelli, la Venere della pernice di Tiziano o la Leda e il cigno del Tintoretto, dovete pazientare ancora per diciotto mesi. A partire dal prossimo 10 marzo 82 opere della collezione degli Uffizi di Firenze sarranno in mostra allo Shanghai Museum. Il viaggio per la Cina proseguirà fino all’otobre del 2011, per promuovere la conoscenza del patrimonio artistico e culturale della Toscana e dell’Italia nel paese del dragone.
In realtà dagli Uffizi rassicurano tutti i visitatori in procinto di arrivare a Firenze: le opere partite per Shangai, Shenyang, Guangzhou, Chengdu e Pechino “sono tutte conservate in luoghi fuori dal circuito delle sale aperte al pubblico di ogni giorno” e quindi le opere presenti agli Uffizi non cambieranno.
Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi è curatore della mostra, coadiuvato da a un team composto da Contemporanea Progetti di Firenze, società specializzata nell’organizzazione di mostre di artisti italiani all’estero e China Italy Museum League di Beijing. In mostra opere di Lorenzo di Credi, Guercino, Filippo Napoletano, Claude Lorrain, Francesco Albani, Canaletto, Gaspar van Wittel, Bartolomeo Bimbi, Giulio Aristide Sartorio e Giacomo Balla, all’interno di tre sezioni: Paesaggio, Natura morta e Ritratto.

Pregio e Bellezza – Cammei e intagli dei Medici aprirà i battenti il 25 marzo nel Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze. La mostra riporta alla luce alcune pratiche in voga presso le corti nel Rinascimento, come il collezionismo di gemme, che scatenò il fervore di nobili, papi, e cardinali, pronti ad elargire cifre da capogiro per accaparrarsi cammei e intagli.
Un fenomeno che sicuramente trovò uno dei suoi fondamenti nella maestria degli artigiani orafi e delle pietre preziose di Firenze, capaci di fantastiche incisioni su pietre dure. La collezione dei Medici, voluta da Cosimo, Piero e soprattutto Lorenzo de’ Medici, puntava a riscoprire gemme del passato, come il fantastico Sigillo di Nerone, una corniola con Apollo e Marsia, da cui molti letterati e artisti dell’epoca (Lorenzo Ghiberti, Donatello e Sandro Botticelli, per fare qualche nome), trassero ispirazione.
In mostra ci saranno quindi anche disegni di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti ed un bellissimo quadro a tempera su tavola, Ritratto femminile, di Sandro Botticelli, proveniente dallo Städel Museum di Frankfürt am Main.
Pregio e Bellezza – Cammei e intagli dei Medici



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Francis Geaorge Mento, meglio noto come FraGMento, è una singolare figura di artista. Nato a Riga nel 1960 da padre italiano e da madre lettone, negli anni 70 studia come elettricista fin quando non emigra negli USA per approdare negli anni ‘80 in Italia a Prato, dove si stabilisce. Sarà proprio l’Italia a fargli scoprire la fotografia.
A Firenze lavora come aiutante di un noto fotoriparatore (ormai scomparso) e le sue doti emergono spontaneamente. Da una finestra dello studio scatta foto per testare le macchine da riconsegnare ai clienti. Inizia così ad elaborare una tecnica che lo accompagnerà per tutta la vita. Fotografare pezzi di mondo, scomporli in scatti e rimontarli generando nuove forme. Il risultato sono originali collage da cui emergono animali preistorici, umaniodi, robot, forme organiche e astratte e nuove architetture. Dai 90 scatti di un antica fabbrica può dunque emergere un coccodrillo; da una distesa d’immondizie un feroce dinosauro, da un edificio sbrecciato un vascello infantile e così via, come vedete negli esempi.
Fino al 15 febbraio a Portodimarelive (ViaPisana128 Firenze) la mostra “The unusual work of Francis George Mento” raccoglie una ventina dei suoi lavori. FraGMento sembra lasciare un messaggio, tutto racchiuso nel suo nome d’arte: la vita è un puzzle di foto 10×15 da ricomporre. Istruzioni per il montaggio…
La mostra è a ingresso libero.
Si è inaugurata ieri al Museo Marino Marini di Firenze una nuova piattaforma espositiva, Display, curata da Alberto Salvadori. Ogni quattro mesi verrà presentato un progetto realizzato da giovani artisti sul sagrato della chiesa di San Pancrazio, tra la cancellata e la porta a vetri che introduce alle sale del Museo.
Il primo appuntamento si concentra sull’attività di Studio ++, un collettivo nato a Firenze nel 2006 e composto da Fabio Ciaravella, Umberto Daina e Vincenzo Fiore. Senza titolo è un’installazione alta 2 metri, una colonna di vetro che contiene un vaso colmo di terra con in mezzo un germoglio e un acquario.
Con precisione, regolarità e lentezza le gocce d’acqua cadono dall’acquario verso il vaso, togliendo vita al pesce e dandola la al germoglio. L’acqua e la terra, due elemento intrinsecamente legati, si tolgono e si danno vita. La mostra sarà aperta fino al 21 marzo 2010.
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