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Tutti gli articoli con tag arte a firenze

Firenze, al via i lavori per trovare la sepoltura della Gioconda

pubblicato da Lorenzo Mazza



Cominceranno il prossimo 9 maggio 2011, all’ex-convento di Sant’Orsola a Firenze, i lavori di ricerca dei resti di Lisa Gherardini, meglio conosciuta come Mona Lisa, protagonista di uno dei più famosi quadri di Leonardo Da Vinci. Si cerca soprattutto nei sotterranei, delle scale che conducano ad una cripta.

Gli scavi saranno condotti da Silvano Vinceti del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali. In una prima fase si procederà ad una mappatura dei sotterranei tramite georadar, per poi scendere in profondità. Molti sono i dubbi sull’operazione… anche si si trovassero dei resti, come potrebbero essere identificati? L’unica certezza è quella che ci ha lasciato dipinta proprio il maestro di Vinci, quella caratteristica forma dell’arcata oculare della Gioconda.

A sostegno dell’ipotesi naturalmente c’è un ritrovamento di tutto rispetto. Nel 2007, nell’archivio della Basilica di San Lorenzo, Giuseppe Pallanti scoprì in un registro l’indicazione: “Donna fu di Francesco del Giocondo. Morì addì 15 di luglio 1542, sotterrossi in S.Orsola tolse tutto il capitolo“. Ecco perché, nonostante la contrareità dei discendenti della Gherardini, che vogliono lasciare Mona Lisa avvolta nel suo mistero, la stampa internazionale è accorsa in massa in questi giorni a Firenze.

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Radio a pedali. Performance sonora in bici per la Notte Bianca a Firenze

pubblicato da penelope.di.pixel

la radio a pedaliFresca e divertente la performance urbana ideata da Radio Papesse, in collaborazione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e con il patrocinio del Comune di Firenze, per la Notte Bianca del capoluogo toscano sabato 30 aprile.

Il tutto si svolge in pieno centro ed è aperto a chiunque desideri partecipare. La performance si chiama “La Radio a pedali”, ovvero una coreografia creata da un’esercito di biciclette che diffonderanno un’onda sonora per le strade della città. Ogni ciclista porterà infatti con sè una radio sintonizzata sulla frequenza di Rai Radio 3, che trasmette l’Orchestra del Maggio diretta da Zubin Mehta con Daniel Barenboim al pianoforte. La descriziopne degli organizzatori è poetica e ve la riporto: […] “Pensiamo a ogni bicicletta come a una poltrona del teatro, all’insieme delle radio come un’orchestra; pensiamo al corteo come al teatro intero che si muove e si proietta all’esterno, incontrando Firenze per strada. La Radio a Pedali è un progetto corale che cerca di innescare una riflessione sull’energia positiva e pulita prodotta dalla cultura e in ambito ambientale, dalla mobilità su due ruote e i suoi ritmi; sostenibilità ambientale e culturale trovano una sintesi in movimento” […].

Il progetto si conclude con una sezione dedicata alla memoria dell’evento. Il musicista Alessio Ballerini, fondatore dell’Archivio Italiano Paesaggi Sonori, creerà un “ritratto” sonoro della serata, che sarà ospitato presso il Castello Malaspina di Fosdinovo e diffuso attraverso il circuito di RADIA.

Se passate da Firenze il 30 e se siete bikers appassionati, fateci un slto: le bici possono essere tranquillamente affitate fino a mezzanotte grazie ad un accordo speciale fatto per l’evento. Tutte le informazioni e i dettagli a questo link.

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A Firenze 'La scuola del mondo': disegni di Leonardo e Michelangelo a confronto

pubblicato da Lorenzo Mazza


La pittura, la scultura, l’architettura hanno nel disegno una componente fondamentale della fase progettuale. Il disegno a mano libera è forse uno dei primi ‘filtri’ alla creatività più grezza e consente agli artisti di esprimere la loro libertà creativa ma anche di immaginare, nel piccolo spazio del foglio, oggetti e strutture di grandi dimensioni.

Una mostra che apre i battenti mercoledì 20 a Casa Buonarroti di Firenze mette a confronto due fra i più grandi maestri del passato: Leonardo e Michelangelo. La Scuola del mondo è un allestimento a cura di Pietro C. Marani e Pina Ragionieri, reso possibile grazie ai prestiti della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, che conserva molti capolavori grafici di Leonardo.

In mostra dodici opere di Leonardo e dieci di Michelangelo, che fanno da preludio alla grande mostra che aprirà a Roma ai Musei Capitolini in ottobre, confrontando gli autori toscani proprio nell’arte del disegno.

“La scuola del mondo” è anche l’espressione con cui Benvenuto Cellini definì i disegni preparatori agli affreschi sul tema della Battaglia di Anghiari e della Battaglia di Cascina in Palazzo Vecchio a Firenze.

A Firenze ‘La scuola del mondo’: disegni di Leonardo e Michelangelo a confronto
A Firenze 'La scuola del mondo': disegni di Leonardo e Michelangelo a confrontoA Firenze 'La scuola del mondo': disegni di Leonardo e Michelangelo a confrontoA Firenze 'La scuola del mondo': disegni di Leonardo e Michelangelo a confrontoA Firenze 'La scuola del mondo': disegni di Leonardo e Michelangelo a confrontoA Firenze 'La scuola del mondo': disegni di Leonardo e Michelangelo a confrontoA Firenze 'La scuola del mondo': disegni di Leonardo e Michelangelo a confrontoA Firenze 'La scuola del mondo': disegni di Leonardo e Michelangelo a confrontoA Firenze 'La scuola del mondo': disegni di Leonardo e Michelangelo a confronto

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SPAM. Invasioni urbane temporanee a Firenze e dintorni

pubblicato da penelope.di.pixel


SPAM nasce per contrastare il potere massiccio della comunicazione mediatica di disinformazione“. Si presenta così un gruppo che recentemente è apparso fra Firenze e Siena con una serie di invasioni urbane: in tutto 8 le azioni, che sul sito vengono riportate come “Attack”.

In realtà questi “attacchi” son del tutto rispettosi dell’ambiente urbano: Spam agisce utilizzando principalmente fogli di cartoncino incollati sui muri, totalmente rimovibili con intervento urmano diretto o riassobiti dallo stesso ecositema città che li ospita nel tempo. Questa modalità di azione, il non lasciare traccia, è parte cotitutiva della filosofia del progetto.

In particolare della serie mi piacciono “Attack n 5 - Lo studio nuoce gravemente al regime” (200 fogli in bianco e nero inseriti nei volumi delle Biblioteca delle Oblate e della Biblioteca Umanistica a Firenze) e “Attack n 8″, realizzato a Colle Val d’Elsa, nei pressi di Siena, per la riflessione su come possa cambiare la recezione di un intervento di street art in un piccolo centro urbano. Cito a tal proposito un frammento dal loro testo:

“[…] qui la gente non è indifferente o abituata a tali “performance”. Ogni piccolo cambiamento è percepito dalle persone del posto come una nuova intrusione, che viola il loro ambiente privato. Qui i muri sulle strade non sono di anonimi uffici o negozi, come nelle grandi città, sono di persone comuni. Sono della signora anziana che abita qui da decenni, sono della coppietta che si è appena presa un appartamento in questo paesino. Sono dunque custoditi gelosamente e con molta cura. […]

Il resto guardatelo sul sito.

SPAM

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'Cercando Picasso', intervista a Giorgio Albertazzi alla Pergola a Firenze

pubblicato da Lorenzo Mazza

Giorgio Albertazzi è a teatro con Cercando Picasso, una messa in scena da testi di Pablo Picasso e Federico García Lorca per la coreografia di Martha Graham sulla guerra civile spagnola. Sul palco assieme ad Albertazzi ci saranno proprio le danzatrici della Martha Graham Dance Company. Dopo Messina e Roma, fino a domenica 3 aprile 2011 è la volta del Teatro della Pergola di Firenze.

Uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che è anche un grande omaggio a tutte le avanguardie artistiche del novecento e a quell’idea beckettiana del teatro come arte totale, aperto ad includere diverse forme e modalità espressive. La scrittura di Garcia Lorca assume nuove sfumature con la voce di Albertazzi, aperta a nuove interpretazioni.

Non è la prima volta che Antonio Calenda lavora con Albertazzi e dirigere l’attore 86enne attraverso la personalità del vecchio Picasso deve essere stato anche assecondarne alcuni tratti. La verve creativa, la forza d’animo, la mordente passione per il proprio lavoro e un fremito di lussuria, accompagnano sempre personaggi del loro calibro. Le scene e i costumi sono di Pier Paolo Busceri. Una grande tela bianca e alcuni mobili, al centro un letto in cui il pittore vive, sogna e potrebbe morire, e poi fogli e disegni.

Dopo la tappa fiorentina, non sono ancora state annunciate le nuove date dello spettacolo che proseguirà in Italia e in Europa.

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Firenze, spunta un capolavoro inedito di Ridolfo del Ghirlandaio

pubblicato da Lorenzo Mazza

Nel mentre al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci la mostra sul Ghirlandaio (trovate una galleria di immagini delle opere qui sotto), aperta fino al 1 maggio 2011, ottiene un discreto riscontro di pubblico, spunta fuori una nuova attribuzione al maestro fiorentino (1449-1494).

La Madonna col bambino e San Giovannino sarebbe stata dipinta da Ridolfo del Ghirlandaio (1483-1561), figlio del pittore o da qualcuno della sua bottega. Lo dichiara la storica dell’arte Annamaria Bernacchioni, curatrice dell’esposizione, il dipinto risale appunto al periodo 1520 - 1540 ed è un esempio significativo del gusto tradizionalista della pittura fiorentina di quegli anni, “espressione dei linguaggi proposti dalla bottega di Ridolfo, legittimo erede artistico del padre Domenico”.

Dal fondo polveroso di un magazzino dove era finita, la tela è stata restaurata da un’equipe di giovani restauratori, guidata da Sabrina Cassi e Gianmaria Scenini. L’intervento ha tirato fuori un “altro” quadro: colori, sfumature e qualità cromatiche degne di un capolavoro. Ed oggi così l’opera a raggiunto le altre in mostra a Scandicci.

Ghirlandaio - Castello dell’Acciaiolo (Scandicci - Firenze)
Ghirlandaio - Castello dell'Acciaiolo (Scandicci - Firenze)Ghirlandaio - Castello dell'Acciaiolo (Scandicci - Firenze)Ghirlandaio - Castello dell'Acciaiolo (Scandicci - Firenze)Ghirlandaio - Castello dell'Acciaiolo (Scandicci - Firenze)Ghirlandaio - Castello dell'Acciaiolo (Scandicci - Firenze)Ghirlandaio - Castello dell'Acciaiolo (Scandicci - Firenze)Ghirlandaio - Castello dell'Acciaiolo (Scandicci - Firenze)Ghirlandaio - Castello dell'Acciaiolo (Scandicci - Firenze)Ghirlandaio - Castello dell'Acciaiolo (Scandicci - Firenze)

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Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

pubblicato da Lorenzo Mazza

Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

All’interno del panorama dell’arte urbana nazionale, c’è una voce fuori dal coro, che spiazza e sorprende con i suoi interventi minimali ed intelligenti. Sto parlando di Clet, poliedrico artista di base a Firenze, del cui omino comune vi avevamo parlato poco tempo fa.

Un artista politicamente scorretto, che predilige interventi sui cartelli stradali, trasformando la segnaletica in opere d’arte sottili. Il meccanismo del suo linguaggio è semplice. Secondo C.S. Peirce, il padre della semiotica (la scienza che studia i segni), un cartello stradale è un Indice, un segno collegato all’oggetto che indica tramite un nesso causale.

Così Clet, a volte utilizza il significato si un cartello e lo decontestualizza attraverso l’aggiunta un elemento di novità. A volte usa il cartello principalmente come elemento estetico, come nel caso del ‘rettangolo bianco orizzontale su cerchio rosso’ (il senso unico o divieto di circolazione), che diventa una pesante croce, un fardello da portare per il suo omino comune (e quindi anche il senso unico trova nuova collocazione a livello di significato)…

Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere
Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettereArte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettereArte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettereArte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

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Bunker108, Etnik e Duke1 in azione

pubblicato da Lorenzo Mazza

Gli artisti di Bunker108, ovvero Etnik e Duke1, hanno realizzato un bell’intervento di arte urbana a Firenze. In tre giorni hanno dipinto un murales di 80 mq sulla parete esterna della palestra della scuola dell’Infanzia Sandro Pertini (Piazza Istria).

Il video documenta tutte le fasi della realizzazione, dalla stesura del ‘biancone’, agli sfondi con gli outline dei palloni aerostatici di sfondo, fantastiche creature e navicelle volanti. La vista dalle colline (in stile toscano ma colorate come ad indicare nuove prospettive di contaminazione) si perde pian piano in una situazione di gioiosa immobilità fluttuante, dove la fantasia può perdersi in tutta tranquillità ed immaginare nuove storie per il futuro.

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Rimosso l'omino comune di Clet da Ponte alle Grazie di Firenze

pubblicato da Lorenzo Mazza


Lo spazio pubblico, si sa, proprio di tutti non è. Appartiene alle amministrazioni comunali, provinciali, al demanio. Così avviene che un artista francese di nome Clet abbia lasciato, senza chiedere il permesso, una sua scultura in una delle città più ricche a livello artistico, Firenze.

Niente di meno di un intervento di arte urbana non autorizzato, una piccola scultura in fibra di vetro con supporto metallico, installata su uno dei piloni del Ponte alle Grazie. La figura ha le braccia sui fianchi e guarda avanti, in direzione di Ponte Vecchio…

La forza dell’operazione artistica sta proprio nella mancanza di indicazioni precise circa l’intenzionalità della figura. Cosa sta facendo l’omino comune di Clet? Ammira il panorama? Sta per commettere suicidio? In procinto di fare un passo nel vuoto è in realtà immobile e manifesta plasticamente la condizione tipica della cultura contemporanea nel capoluogo toscano.

Il pezzo è apparso mercoledì 19 gennaio, ma giovedì 27 è stato subito rimosso dagli operai del comune. Anche se per poco, i fiorentini l’hanno apprezzato. Molti conoscevano già Clet per le sue operazioni sui cartelli stradali. Con un adesivo l’insegna di ’strada senza uscita’ diventa un crocifisso a cui l’omino è inchiodato, mentre il cartello di ’senso vietato’ diviene un fardello da trascinarsi dietro.

Photo via Clet on Facebook.

Opere di Clet
Opere di CletOpere di CletOpere di CletOpere di Clet

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'La mia resistenza non armata', opere dai lager di Natale Borsetti

pubblicato da Lorenzo Mazza

Quando ha realizzato questi disegni non s’immaginava certo che, un giorno, sarebbero stati oggetto di una mostra. Non sapeva neanche se ci sarebbe uscito vivo, dai campi di concentramento nazisti. Natale Borsetti, capitano degli alpini di origine veneta, è stato nei lager di München, Czestochowa, Chelm, Prostken, Wietzendorf, Hamburg e Buchenwald, dal 1943 al 1945.

Sabato prossimo 22 gennaio 2011 (h 17:00), a Pontassieve, in provincia di Firenze, per Percorsi d’arte in biblioteca (via Tanzini, 23), si inaugura Natale Borsetti - La  mia Resistenza non armata. Appunti e disegni di un militare italiano nei lager della Germania. La mostra, a cura di Alessandra Borsetti Venier, sarà visitabile fino al 3 marzo 2011 e ripercorrerà la vicenda umana e creativa del capitano, allora trentenne, e degli oltre 600 mila Internati Militari Italiani.

100 disegni a china e matita, con scritti e appunti, realizzati su supporti di ogni tipo, vista la rarità della carta nei campi di concentramento. Laureato in architettura a Venezia, Borsetti disegnava ritratti, paesaggi, scorci di vita.

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