
Se avete qualche amico ligure saprete che rumenta è il termine dialettale con cui si indica la spazzatura, i rifiuti. A partire dagli anni ‘50 molti artisti hanno utilizzato materiali di recupero… dall’astrattismo, alla scultura d’assemblaggio finanche alla performance art.
Tra pochi mesi a Genova, nella zona del Porto Antico, ai Magazzini dell’Abbondanza, si aprirà il Museo della Rumenta. Il progetto nasce da un’idea di un famoso genovese, Renzo Piano, e vuole dar vita al primo centro in Europa dove si faccia educazione alla sostenibilità ambientale attraverso i linguaggi dell’arte e della scienza.
Quattro le sezioni del museo, l’area mostre, il laboratorio artistico, la zona dedicata al riciclo e quella dedicata alla green economy. L’inaugurazione dovrebbe coincidere con l’edizione 2011 del Festival della Scienza 2011 .
A conclusione di un anno all’insegna dell’incontro con il continente nero, venerdì 31 dicembre 2010 la città di Genova offre L’Africa delle meraviglie. Arti africane nelle collezioni italiane. Un percorso davvero ricco, che presenta circa 350 pezzi, molti dei quali mai esposti al pubblico.
Sono maschere, sculture, oggetti rituali, bastoni, strumenti e feticci provenienti dall’Africa subsahariana, Liberia, Mali, Congo, Costa d’Avorio, Camerun. Un progetto nato dall’incontro tra alcuni antropologi (Ivan Bargna, Giovanna Parodi da Passano, Marc Augé) ed un artista, (Stefano Arienti), che ci conduce dalle collezioni private italiane, indietro fino all’utilizzo originario che le singole culture fanno di ciascun oggetto.
Due le sedi espositive, Palazzo Ducale e Castello D’Albertis, per una mostra molto attesa. Preceduta da incontri e laboratori preparatori, promette di offrire un’esperienza altamente immersiva, con l’allestimento d’autore. Il bianco delle mura, il rosso e il nero dei tappeti di Arienti. Fino al 31 maggio 2011 c’è un po’ più d’Africa a Genova.

Cabarettista al Derby di Milano, giornalista, showman televisivo, attore, cantante, scrittore ed adesso artista visivo. Stiamo parlando di Giorgio Faletti, astigiano classe 1950, che con Alias approda alla prima personale della sua carriera. La mostra è aperta da oggi giovedì 25 novembre fino al 15 gennaio 2011 in una doppia sede espositiva: presso la Galleria Ellequadro Documenti di Genova e negli spazi dell’Ex Chiesa Anglicana di Alassio, in provincia di Savona. Qui l’allestimento, a cura di Nicola Davide Angerame, verrà inaugurato sabato 27 novembre.
La mostra, la prima vera personale di Faletti dopo In my secret life, lo scorso anno ad Asti, parte dalla serie delle New York Symphonies, che esplorano a livello visivo la passione per la musica di Faletti. Si sviluppa quindi attraverso una trentina di opere su carta e tela, in tecnica mista.
Diviso tra il Piemonte e New York, ma stabilmente ancorato all’isola d’Elba, Faletti ha da poco pubblicato il suo nuovo romanzo, Appunti per un venditore di donne.
Si inaugura venerdì 4 giugno 2010 (h 16:30) negli spazi della Eves OpenLAb Art Gallery (c/o Compagnia Unica, via San Vincenzo 102/104) di Genova una mostra che mette insieme James Kalinda & Teo Moneyless. Due autori accomunati soprattutto dall’anagrafe (1981) e da un’idea di arte contemporanea applicabile senza confini a molteplici spazi, indoor e outdoor.
Due autori che procedono in direzione opposta. James Kalinda si muove dalle tele ai muri, con uno stile figurativo che utilizza spesso la potenza del bicromatismo, dei due colori. La rabbia, la paura, l’anima oscura dei personaggi a cui dà vita si equilibrano con la giusta dose di ironia e cinismo.
Dall’altra parte Teo Moneyless parte da linee ed angoli, parallelepipedi che si formano e si mettono in cammino. Come in un gioco tra sfondo ed elementi in primo piano, condotto con molta eleganza e cura dei materiali, queste strutture acquistano forma e vita. Moneyless prende le mosse dalla geometria e si discosta dall’astrazione. Uno stile elegante e profondo.
La mostra è a cura di Elena Saccardi & Cesare Bignotti, autore dei testi critici di presentazione. Il progetto Eves, ideato e curato da Useless Idea (che sonorizzerà la mostra), prevede diverse declinazioni linguistiche, tra pittura, musica e arti elettroniche. Oggi si propone come realtà indagatrice, che presto organizzerà una mostra negli spazi di Palazzo Ducale a Genova. Ne risentiremo sicuramente parlare.

Vi presento oggi una bella iniziativa della Galleria Galleria Studio44 di Genova: l’Art Slam, una libera competizione di arte che usa la formula del Poetry Slam applicato alle produzioni artistiche.
Intanto, cosa è il Poetry Slam: ideato nel 1987 in America, è una gara di poesia in cui diversi poeti leggono i propri versi su un palco e competono tra loro, valutati da una giuria. Allo stesso modo, l’Art Slam offre a tutti coloro che vogliano presentare la loro produzione artistica uno spazio espositivo nel quale il pubblico e gli addetti ai lavori possano vedere e giudicare le loro opere. La base è dunque la non-selezione iniziale delle opere. Gli artisti sono infatti invitati a presentarsi in galleria e affigere le proprie opere con l’aiuto del personale, fino ad esaurimento degli spazi espositivi.Una giuria mista, composta dal pubblico e da alcuni esperti, valuterà le opere e quelle con più preferenze rimarranno esposte nella galleria.
Il tutto si svolgerà sabato 29 maggio fra le 8 e le 20: fino alle 13 c’è tempo per posizionare le opere, dalle 14 la galleria apre al pubblico (l’ingresso è gratuito).
[Nella foto, Dallas Art Slam 2009]
Continua a leggere: First European Art Slam - Libera Gara d'Arte a Genova

Inaugura giovedì 29 aprile nella Torre Grimaldina, Carceri storiche del Palazzo Ducale di Genova. ‘Uomini dentro… l’immaginario di costrizione’. Una mostra che è il frutto dell’incontro tra insegnanti, operatori e detenuti del carcere di Marassi, per scoprire il passato e il presente della situazione dei detenuti.
L’esposizione sarà visitabile fino al 16 maggio e a farvi da ciceroni arnno proprio i carcerati. Si potranno vedere i graffiti storici e quelli dell’era multimediale: disegni, suoni, immagini, parole confluiranno in un percorso fatto di tante installazioni per portarci nei luoghi, nei pensieri, nelle paure e nelle gioie quotidiane dei detenuti.
Il racconto del proprio vissuto assume talvolta i tratti della rielaborazione fantastica, il buio e gli spazi chiusi favoriscono l’uso della fantasia. Al termine del percorso espositivo sarà possibile aquistare t-shirt serigrafate dal laboratorio curato dai detenuti di Alta Sicurezza.

In occasione della Settimana della Cultura, promossa dal Mibac dal 16 al 25 aprile, due città del nord Italia celebrano l’arte nella serata di oggi sabato 24 aprile. A Piacenza, Notte Blu… Appuntamento con l’arte. Un percorso nel centro storico della città emiliana, tra passato e presente, gallerie ed antiquari. Saranno 24 gli spazi dedicati all’arte, tra atelier, studi d’artista e gallerie, che saranno aperti fino alle 23 offrendo occasioni di incontro e mostre collettive di fotografia e arti visive (visitate questo link per la lista completa delle attività). http://www.piacenzasera.it/portfolio/dettaglio.asp?dettaglio=18279
Andar per arte invece è l’appuntamento genovese che vede 22 gallerie e la mostra Isole Mai Trovate a Palazzo Ducale, aperti fino alle 23. Si va dalla poesia visiva di Nanni Balestrini da Unimedia Modern, ai light-box di Daniele Buetti da Guidi&Schoen, passando per al Museo di Villa Croce , il cui pomeriggio (h 16:30) è impreziosito dal progetto Mu-mu’ musica nei musei – Musica da cucina.
Nella foto, Van Gogh - Notte stellata sul Rodano

Inaugura oggi alle 18:30 e apre ufficialmente domani giovedì 25 marzo al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova una retrospettiva, Daniel Spoerri: Dai Tableaux-Pièges agli Idoli di Prillwitz, sarà visitabile fino al 20 giugno 2010.
Il percorso intende fornire una lettura critica complessiva dell’artista svizzero, dall’adesione al gruppo dei Nouveaux Réalistes, sino alla sua produzione più recente, le sculture della serie Idoli di Prillwitz: Il guerriero, Ragazza con piede d’elefante, Il palombaro, Il mostro-granchio. Controversa e per molti versi non facilmente decifrabile, l’arte di Daniel Spoerri necessita di essere vista e vissuta, perché non rende attraverso la raprpesentazione fotografica.
Nelle sale principali saranno collocati i Tableaux-piège, resti di pasti, spuntini, colazioni. “congelati” e appesi. Si parte dai primi, realizzati negli anni sessanta, per arrivare alle Sevilla Series Eaten by…. Si passa poi agli assemblaggi fotografici delle Investigazioni Criminali, i collages de L’encyclopedie de Diderot et D’Alembert, le composizioni de il Carnevale degli animali e le strutture dei Corps en morceaux. Al secondo piano l’Histoires des boites à lettres a Les Lepreux d’Islande, i Background Landscapes e molto altro, in un percorso che ci riporta uno Spoerri bricoleur mentale, prima ancora che manuale.

Genova si prepara a dire la sua nell’ambito dell’arte moderna e contemporanea. Mediterraneo da Corot a Monet a Matisse andrà in scena dal 27 novembre 2010 al 1 maggio 2011 a Palazzo Ducale. Un appuntamento importante che ridà spinta all’arte nel capoluogo ligure, dopo l’exploit del 2004 quale Capitale Europea della Cultura.
Un notevole sforzo espositivo, che si concentra su un’ottantina di opere provenienti da musei e collezioni europee e americane. Circa ottanta dipinti, che tracciano un legame tra diverse generazioni di artisti, affascinati dalla linea dell’orizzonte del Mar Mediterraneo, i suoi colori e le sue luci.
La mostra viene promossa dal Comune di Genova, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Linea d’ombra, con la cura scientifica di Marco Goldin.
Si parte dal Settecento, con il classicismo di Joseph Vernet e Hubert Robert, per passare alla scoperta del realismo e la poesia di Courbet e Corot. Tappa obbligata l’impressionismo di Monet, Ce’zanne, Renoir, poi le nuove strade tracciate da Van Gogh, Signac, Munch, i Fauves e Matisse, e poi Derain, Braque, Friesz, Dufy, Valloton, Soutine, Bonnard, fino a Nicolas de Stael, a metà del ‘900.
Continua a leggere: Mediterraneo - Da Corot a Monet a Matisse a Genova

ParkArt, ovvero: trasformare un parcheggio in uno spazio espositivi temporaneo. Come si fa?
Molto semplice: 1. individuare la zona di sosta (evitando possibilemnte parcheggi riservati a disabili, carico/scarico, abonati); 2. pagare il/i posti macchina per il lasso di tempo desiderato, facendo attenzione a non invadere gli spazi adiacenti e trovando un modo per rendere visibile l’avvenuto poagamento (consigliato l’uso di Teleparc se possibile e il coinvolgimento di passanti per prolungare l’”affitto” della zona); 3. installare l’esposizione; 4. documentare l’evento; 5 ripulire la zona al termine dell’esposizione; 6. condividere il materiale sul sito di riferimento del progetto.
ParkArt ha già realizzato tre azioni, una a Città del Messico (foto in alto), una a Genova e una a Imperia e nella prima metà di dicembre promette di spostarsi a Milano in pieno centro storico, con l’obiettivo di occupare un’intera area di parcheggio. Il progetto è aperto: per partecipare è possibile contattare direttamente gli organizzatori all’indirizzo di posta elettronica che trovate sul sito dell’iniziativa.